{"id":92331,"date":"2025-09-06T19:15:27","date_gmt":"2025-09-06T19:15:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92331\/"},"modified":"2025-09-06T19:15:27","modified_gmt":"2025-09-06T19:15:27","slug":"scam-tra-mercato-della-truffa-e-solitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92331\/","title":{"rendered":"Scam, tra mercato della truffa e solitudine"},"content":{"rendered":"<p>\u00abNon mi fido di voi. Siete loro complici, vero? Volete solo vendermi come un animale\u00bb. Questo \u00e8 il primo messaggio che una donna taiwanese ha inviato a un gruppo di ricercatori che da anni si occupa di Scam Cities \u2013 vere e proprie fabbriche di frodi online situate in buona parte nel Sud-Est Asiatico. La testimonianza di Alice, questo \u00e8 il nome di fantasia della donna, apre Scam: Inside Southeast Asia\u2019s Cybercrime Compounds, libro di Ivan Franceschini, Ling Li e Mark Bo, di recente pubblicato dall\u2019editore londinese Verso. Sopravvissuta a un\u2019esperienza di tratta a Sihanoukville, in Cambogia, Alice era senza soldi e senza documenti quando ha raccontato la sua storia ai ricercatori. \u00abMi sento fortunata perch\u00e9 sono stata salvata molto rapidamente, praticamente in una settimana\u00bb, ha detto.<\/p>\n<p>\u00abSe fossi rimasta in condizioni di schiavit\u00f9 per un anno o due, forse non sarei pi\u00f9 riuscita a credere nell\u2019umanit\u00e0. So che ad alcune vittime \u00e8 stato fatto il lavaggio del cervello, altre sono state torturate sino a diventare insensibili o sviluppare problemi psichici. Allo stesso tempo, le persone all\u2019esterno, compresa la mia famiglia, pensano che io sia stata ridotta in schiavit\u00f9 per stata colpa mia perch\u00e9 volevo arricchirmi rapidamente. Quindi ho bisogno di raccontare la mia storia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00abSCAM\u00bb<\/strong> racconta la vita dei cyber-schiavi come Alice all\u2019interno dell\u2019industria della frode online. Spesso catturate da reti criminali grazie a offerte di lavoro fasulle, le vittime vengono rinchiuse in vere e proprie prigioni e costrette a lavorare nel mercato della truffa, quel business che si serve di app come Telegram o WhatsApp, per entrare in contatto con persone sconosciute e ottenerne la fiducia, sino a spingerle a investire tutti i loro risparmi in false opportunit\u00e0 fraudolente. Parliamo di un\u2019industria che genera profitti miliardari. Alice, ad esempio, era stata attirata in un compound cambogiano con la promessa di un lavoro regolare e ben retribuito. Un amico fidato nelle Filippine le aveva pagato volo e visto. In verit\u00e0, era stata \u00abvenduta\u00bb per operare all\u2019interno di Scam Cities. \u00abAll\u2019inizio hanno cercato di costringermi a fare il lavoro di pig-butchering\u00bb, spiega a Franceschini, Li e Bo. \u00abSapevo che era una truffa, cos\u00ec ho risposto che non sapevo scrivere al computer\u00bb. A quel punto \u00e8 stata torturata e stuprata varie volte, prima di riuscire a scappare.<\/p>\n<p>Alice \u00e8 una delle tante persone sfruttate nella \u00abscamdemia\u00bb, l\u2019ondata di frodi online che ha attirato l\u2019attenzione mondiale con l\u2019inizio della pandemia nel 2020. \u00abHello\u00bb, dice un volto di donna disegnato su una chat di Telegram. E, secondo le analisi, su quel primo contatto si innesta un mercato di decine di miliardi di dollari collocato in buona parte (ma non solo) nel Sud-Est asiatico. Secondo le Nazioni Unite, nel solo Sudest asiatico, le centrali della truffa impiegano oltre duecentomila cyber-schiavi. Per la Humanity Research Consultancy, i numeri nella regione sono pi\u00f9 alti, e arriverebbero a oltre 350 mila lavoratori forzati sino a generare fino a 75 miliardi di dollari all\u2019anno. In paesi come la Cambogia, il flusso di denaro che deriva dallo scam \u00e8 pari a una buona fetta del PIL. In questo senso, parliamo di una vera e propria industria, situata all\u2019interno di fabbriche circondate da mura e filo spinato, dalle quali non si pu\u00f2 uscire e dentro le quali lavorano migliaia di persone in condizioni di cattivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>EMANUELE GIORDANA<\/strong> e Massimo Morello hanno descritto questo fenomeno nei dettagli nel loro libro: Asia Criminale. I nuovi triangoli d\u2019Oro tra Scam City, armi, droga, pietre preziose ed esseri umani (Baldini e Castoldi, pp. 288, euro 19,00), un reportage narrativo crudo e appassionato, scritto a quattro mani da due istituzioni del giornalismo d\u2019inchiesta. Sempre in bilico tra il mistero e la scoperta, la magia e la maledizione, il viaggio dei due autori inizia a Bangkok, dove vive Massimo Morello, e ci accompagna nel Poligono D\u2019oro dello scam. Non \u00e8 pi\u00f9 un Triangolo D\u2019oro, spiegano gli autori.<\/p>\n<p>Oggi, \u00abil vertice Sud \u00e8 a Singapore, l\u2019angolo a Nord-Ovest nel Rakhine birmano, quello a Nord-Est nel golfo del Tonchino, sul mar della Cina meridionale. La bisettrice del triangolo attraversa la Thailandia, intersecando i confini con Birmania, Laos e Cambogia\u00bb. E al suo interno troviamo quelle che lo United States Institute for Peace chiama Special Criminal Zones, che spesso si sovrappongono topograficamente alle Special Economic Zones: enclavi cinesi all\u2019interno di altre Nazioni, progettate dagli strateghi della Belt and Road Initiative.<\/p>\n<p>I due giornalisti, che hanno dedicato la loro vita a raccontare le luci e le tenebre di queste terre, ci accompagnano in queste zone attraverso i confini della Birmania e del Laos. \u00abL\u2019acqua del pesce truffa \u00e8 la guerra\u00bb, scrivono gli autori, \u00abe le frontiere\u00bb. In questo senso, le Scam City proliferano soprattutto nelle zone in cui c\u2019\u00e8 un conflitto e i controlli non esistono \u00abmentre la corruzione regna sovrana\u00bb.<\/p>\n<p>Uno dei casi pi\u00f9 eclatanti \u00e8 quello di Sihanoukville, sino a qualche anno fa una piccola cittadina cambogiana affacciata su una spiaggia di sabbia bianca. Nella sua prima vita, il lungomare punteggiato di piccoli bar doveva diventare una destinazione commerciale per il Made in China. Nel 2020, tuttavia, Sihanoukville sembra \u00abuna citt\u00e0 dove \u00e8 passata la guerra\u00bb, con centinaia di palazzi fantasma, cantieri abbandonati e grattacieli non terminati.<\/p>\n<p><strong>LA STORIA \u00c8 SEMPLICE<\/strong>, scrivono gli autori. In pochi anni, la citt\u00e0 ha attraversato un ciclo di crescita vertiginoso, legato all\u2019apertura di decine di casin\u00f2 e alla legalizzazione del gioco d\u2019azzardo per stranieri. In pochi anni, hotel, grattacieli e casin\u00f2 a ogni angolo hanno trasformato la citt\u00e0. In quel periodo, l\u2019affitto di un appartamento \u00e8 andato alle stelle, passando da 250 a 12 mila dollari al mese. La citt\u00e0 era diventata una meta del turismo ludopatico, mettendo in moto una gigantesca macchina edilizia in cui il denaro riciclato dal gioco muoveva lo sviluppo immobiliare.<\/p>\n<p>Nel 2019, poi, la messa al bando del gambling online ha trasformato Sihanoukville in una citt\u00e0 di fantasmi, in cui ex hotel a cinque stelle sulla spiaggia diventano prigioni, compound con le finestre oscurate, guardie armate all\u2019ingresso, in cui centinaia di persone lavorano come cyber-schiavi. Nelle pagine di Asia Criminale, il prima e il dopo di queste terre coesistono, l\u2019eccitazione si mescola all\u2019orrore, e queste fabbriche sembrano incarnare di volta in volta un caso estremo di economia sommersa e l\u2019ultima evoluzione del capitalismo. \u00c8 proprio a Shianoukville gli autori dei due testi si incontrano.<\/p>\n<p>Giordana e Morello raccontano di una cena con Ivan Franceschini in un ristorante sul Mekong, a Phnom Penh, in cui quest\u2019ultimo racconta loro di aver recuperato un manuale di istruzioni per scammisti. Tra investimenti in criptovalute e romance scam, la truffa si serve di manuali di formazione veri e propri, come il manuale Frasi per amore, amicizia e gioco d\u2019azzardo. \u00abIl contenuto include istruzioni su come attirare clienti e convincerli facilmente a investire\u00bb, spiegano gli autori. \u00abCome rendere felici le persone attraverso la conversazione\u00bb, titola uno dei capitoli, che spiega come usare il contatto umano per ottenere la fiducia delle vittime e derubarle. Il pig butchering, del resto, come viene definita l\u2019arte della truffa, \u00e8 un processo di seduzione, attraverso il quale le prede vengono corteggiate con le parole e intrappolate in una relazione truffaldina, per poi essere convinte a investire tutti i loro risparmi in operazioni inesistenti \u2013 o spolpate come maiali, se vogliamo seguire la metafora. \u00c8 qui che il tema si fa interessante.<\/p>\n<p><strong>IL TESTO<\/strong> di Giordana e Morello, infatti, \u00e8 s\u00ec un viaggio nel cuore di tenebra asiatico ma \u00e8 anche, paradossalmente, un libro sul capitalismo contemporaneo. In queste fabbriche, la truffa \u00e8 il business del futuro. Dal punto di vista della produzione, si nutre di schiavi senza diritti. L\u2019esca che lo anima, tuttavia, \u00e8 il contatto umano, quella finta vicinanza che fa s\u00ec che, quando una chat di Telegram dice Hello, a incontrarla dall\u2019altra parte ci sia una persona che ha abbastanza solitudine in corpo da scegliere di rispondere. Da un lato, cyber-schiavi che lavorano a gratis, dietro il ricatto della violenza. Dall\u2019altro, consumatori disposti a investire i risparmi di una vita in una merce tanto effimera quanto il contatto umano. Isolate ciascuna nei loro piccoli alveari, vittime truffano altre vittime. E una mafia predatrice si arricchisce sulla pelle di entrambe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abNon mi fido di voi. Siete loro complici, vero? Volete solo vendermi come un animale\u00bb. 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