{"id":92447,"date":"2025-09-06T20:35:12","date_gmt":"2025-09-06T20:35:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92447\/"},"modified":"2025-09-06T20:35:12","modified_gmt":"2025-09-06T20:35:12","slug":"27-scatti-di-daria-abashkina-tra-memoria-abbandono-e-poesia-targatocn-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92447\/","title":{"rendered":"27 scatti di Daria Abashkina tra memoria, abbandono e poesia \u00a0&#8211;\u00a0Targatocn.it"},"content":{"rendered":"<p>Un vernissage intenso, tra visioni e immaginazioni, ha accolto ieri pomeriggio, venerd\u00ec 5 settembre, il pubblico di Villa Belvedere Radicati, sulla collina di Saluzzo durante la presentazione di \u00a0\u2018They used to\u2026\u2019, la prima mostra fotografica di <strong>Daria Abashkina<\/strong>, giovane artista cuneese, classe 1995, curata dalla storica dell\u2019arte <strong>Ida Isoardi<\/strong> e <strong>promossa dall\u2019associazione \u201cArte, Terra e Cielo\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2__Daria_Abashkina_con_la_curatrice_della_mostra_Ida_isoardi_e_Alessia_Clema.jpg\" width=\"2016\" height=\"954\"\/><\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione introdotta da <strong>Giuliana Mussetto <\/strong>presidente dell\u2019associazione<strong> \u2018Arte Terra e Cielo\u2019 <\/strong>con<strong> Alessia Clema<\/strong>, presentata dalla curatrice <strong>Ida Isoardi<\/strong> a cui ha presenziato <strong>Francesca Neberti<\/strong> vicesindaca di Saluzzo, ha avuto come sottofondo musicale le note di tre giovani musicisti del Conservatorio \u2018Ghedini\u2019 di Cuneo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3_Daria_Abashkina_con_la_vicesindaca_di_Saluzzo_Francesca_Neberti_e_la_cuatice_della_mostra_Ida_Isoa.jpeg\" width=\"1600\" height=\"757\"\/><\/p>\n<p><strong>Le 27 fotografie<\/strong> saranno esposte fino al 26 ottobre e visitabili nelle domeniche e nei giorni festivi.<\/p>\n<p>Il titolo, <strong>\u2018They used to\u2026\u2019<\/strong>, significa <strong>\u2018loro erano soliti\u2019<\/strong> e evoca appunto abitudini e situazioni che un tempo erano reali, ma che oggi non esistono pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00c8 la chiave di lettura dell\u2019intera esposizione: <strong>luoghi abbandonati<\/strong>, svuotati dalle persone, ma non dal loro vissuto.<\/p>\n<p>\u201cPer me \u2013 spiega l\u2019artista \u2013 \u00e8 un modo per restare in contatto con le storie degli altri, accarezzando i segni che il tempo e le vite passate hanno lasciato dietro di s\u00e9\u201d.<\/p>\n<p>Il percorso si sviluppa in <strong>quattro sezioni<\/strong> che raccontano di vita vissuta di luoghi non pi\u00f9 luoghi o di oggetti non pi\u00f9 utilizzabili.<\/p>\n<p><strong>They used to study here<\/strong>: aule scolastiche polverose, banchi disallineati, corridoi invasi da un silenzio irreale. Scatti che riportano in vita le voci dei ragazzi che un tempo li hanno abitati.<\/p>\n<p><strong>They used to work here<\/strong>: fabbriche e officine dismesse, dove la ruggine diventa pelle del tempo. Gli ingranaggi fermi, le vasche colme di acqua verdastra come cieli stellati, evocano un\u2019energia trattenuta.<\/p>\n<p><strong>They used to live here<\/strong>: stanze domestiche, cucine, finestre spalancate su giardini incolti. Sedie vuote attraversate da lame di luce che sembrano incapaci di vincere il buio.<\/p>\n<p><strong>They used to play here<\/strong>: un teatro abbandonato con i velluti rossi logori, i palchi deserti distrutti e polverosi, le quinte che ancora sussurrano ricordi di opere liriche e spettacoli di un tempo.<\/p>\n<p>Ogni immagine non si limita a registrare muri scrostati, auto arrugginite e distrutte, ma restituisce la sensazione di vite sospese, di memorie pronte a riaffiorare.<\/p>\n<p>Ogni scatto diventa poesia perch\u00e9 accanto a ciascuna fotografia, Daria Abashkina ha voluto aggiungere un breve scritto, simile a un <strong>\u2018haiku\u2019 giapponese<\/strong>.<\/p>\n<p>Non titoli, n\u00e9 didascalie, ma pensieri che si intrecciano con le immagini e ne amplificano le suggestioni. \u201cNon vogliono spiegare \u2013 racconta l\u2019artista \u2013 ma evocare ci\u00f2 che ho provato di fronte a quei luoghi\u201d.<\/p>\n<p>A completare le opere, piccoli oggetti raccolti nei mercatini: orologi antichi, tazze, compassi arrugginiti e altri ninnoli. Ricordi concreti che diventano simboli, appesi come talismani sonori alle cornici delle foto.<\/p>\n<p>\u201cGli oggetti appesi sotto le mie fotografie \u2013 spiega Daria Abashkina durante il vernissage &#8211; sono come \u2018le furin\u2019 (campanelle estive giapponesi), che con il loro &#8216;batacchio&#8217; e il cartoncino poetico, dialogano con gli scatti, richiamando la fragilit\u00e0 del tempo che passa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il progetto intreccia due livelli: sociale e intimo<\/strong>. Da un lato, la denuncia dello spreco edilizio: \u201cIn Italia \u2013 osserva Abashkina \u2013 si contano oltre milioni di edifici abbandonati. \u00c8 un patrimonio in rovina che porta con s\u00e9 degrado e incuria\u201d.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro, la dimensione personale e filosofica: \u201cMi interessa conservare la memoria, raccontare quella nostalgia che appartiene a ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9 nostro, ma che continua a parlarci\u201d.<\/p>\n<p>Alcuni scatti mostrano <strong>automobili arrugginite<\/strong> nei campi, ormai abbracciate dalla vegetazione, simboli di una natura che si riprende ci\u00f2 che le era stato sottratto. Altri fissano <strong>piscine abbandonate<\/strong> con vista sul mare, <strong>immagini che mettono insieme l\u2019idea del lusso e del declino<\/strong>.<\/p>\n<p>In ogni caso, la fotografia diventa filtro: \u201cNon si tocca, non si sposta, non si distrugge nulla\u201d, ribadisce l\u2019artista, in un\u2019epoca in cui \u2018l\u2019urbex\u2019 rischia spesso di degenerare in vandalismo.<\/p>\n<p>Abashkina, laureata alla Scuola Holden in scrittura creativa, porta avanti un percorso artistico che va oltre la fotografia.<\/p>\n<p>Sta lavorando alla sceneggiatura del cortometraggio \u2018Nihil\u2019, in fase di realizzazione, dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e fragilit\u00e0 mentale.<\/p>\n<p>Con \u2018They used to\u2026\u2019, per\u00f2, la sua sensibilit\u00e0 trova una forma visiva di forte impatto. Le inquadrature, talvolta dall\u2019alto, con prospettive vertiginose, generano spaesamento ed inquietudine, rivelando un\u2019attenzione morale oltre che estetica.<\/p>\n<p>Sono immagini che non si limitano a documentare, ma interpretano.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 dunque <strong>un\u2019esperienza immersiva, che porta i visitatori a guardare oltre<\/strong> quanto rappresentato dall\u2019immagine per scoprire luoghi e oggetti che hanno fatto la loro epoca che normalmente resterebbero nascosti che attraverso gli scatti della fotografa e l\u2019interpretatore di chi li guarda paiono tornare a nuova vita.<\/p>\n<p>Apertura: domenica e festivi, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19.<\/p>\n<p>Per informazioni: <a href=\"https:\/\/www.villabelvedereradicati.it\/\" target=\"_blank\" external=\"1\" rel=\"nofollow noopener\">https:\/\/www.villabelvedereradicati.it\/<\/a><\/p>\n<p>Info sul sito: <a href=\"http:\/\/villabelvedereradicati.it\/\" target=\"_blank\" external=\"1\" rel=\"nofollow noopener\">villabelvedereradicati.it<\/a> o in mail ai seguenti indirizzi: <a href=\"https:\/\/www.targatocn.it\/mailto:associazione.arteterracielo@gmail.com\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">associazione.arteterracielo@gmail.com<\/a> \/ <a href=\"https:\/\/www.targatocn.it\/mailto:info@villabelvedereradicati.it\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">info@villabelvedereradicati.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un vernissage intenso, tra visioni e immaginazioni, ha accolto ieri pomeriggio, venerd\u00ec 5 settembre, il pubblico di Villa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":92448,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-92447","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92447","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92447"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92447\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92448"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92447"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92447"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92447"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}