{"id":92533,"date":"2025-09-06T21:34:11","date_gmt":"2025-09-06T21:34:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92533\/"},"modified":"2025-09-06T21:34:11","modified_gmt":"2025-09-06T21:34:11","slug":"ferrari-senza-lala-piu-scarica-non-si-puo-tenere-la-sf-25-bassissima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92533\/","title":{"rendered":"Ferrari: senza l&#8217;ala pi\u00f9 scarica non si pu\u00f2 tenere la SF-25 bassissima"},"content":{"rendered":"<p>La Ferrari ha preparato il GP d\u2019Italia con l\u2019obiettivo di centrare le pole position. I tecnici del Cavallino hanno scommesso su un\u2019altezza da terra minima su una pista come quella di Monza che \u00e8 un biliardo. Nei compiti fatti a casa a Maranello, quindi, hanno deliberato un setup molto aggressivo: la macchina \u201cinchiodata\u201d al suolo, affinch\u00e9 esprimesse il carico aerodinamico che normalmente non \u00e8 in grado di generare per paura che il plank possa consumarsi troppo, doveva essere accompagnata da ali particolarmente scariche.\u00a0<\/p>\n<p>La motivazione? Dare una risposta dovrebbe essere facile: profili con meno corda e incidenza permettono di ridurre la resistenza all\u2019avanzamento per cercare le velocit\u00e0 massime nei lunghi rettilinei. Questa \u00e8 la realt\u00e0 ben nota che rende il tempio della velocit\u00e0 un appuntamento diverso da tutti gli altri in calendario. Ma nel Reparto Corse hanno preparato la corsa tricolore cercando anche un altro obiettivo molto importante.\u00a0<\/p>\n<p>Per assicurarsi una monoposto radente la pista che non strisciasse la tavola per terra era obbligatorio deliberare delle ali con la minima spinta verticale. Certo per trovare i picchi di velocit\u00e0, ma, soprattutto, per evitare che, con il crescere della downforce, ci potesse essere uno schiacciamento della vettura sull\u2019asfalto, riproponendo il problema endemico della SF-25 che era venuto alla ribalta della cronaca con l\u2019esclusione di Lewis Hamilton nel GP della Cina.\u00a0<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1757194450_997_charles-leclerc-ferrari.jpg\" alt=\"Charles Leclerc, Ferrari\" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">Charles Leclerc, Ferrari<\/p>\n<p class=\"photographer\">Foto di: Zak Mauger \/ LAT Images via Getty Images<\/p>\n<p>L\u2019usura del pattino \u00e8 l\u2019incubo che accompagna quest\u2019anno i ferraristi: sappiamo che il carico aerodinamico con le monoposto a effetto suolo \u00e8 determinato al 60% dal fondo e per il restante 30% dalle due ali (15% anteriore e 15% posteriore). \u00c8 fin troppo facile comprendere che quanto pi\u00f9 lavora il corpo vettura, tanto meno c\u2019\u00e8 l\u2019esigenza di disporre di profili carichi. Monza \u00e8 una pista di sola efficienza, per cui la Scuderia ha portato in Brianza due versioni di ala posteriore. \u00c8 stata ripresa quella dello scorso anno che aveva permesso a Charles Leclerc di vincere davanti a Oscar Piastri, con un profilo principale piatto e un flap minimo, tanto che l\u2019efficacia\u00a0del DRS \u00e8 ridotta ai minimi termini, con risultati residuali.\u00a0<\/p>\n<p>Sarebbe bastata la soluzione nota per centrare l\u2019altezza cercata in galleria del vento, oppure era necessario ridurre ulteriormente la spinta verticale per rientrare nei parametri che permettevano di generare il carico necessario a sfidare le McLaren?\u00a0<\/p>\n<p>Charles Leclerc, infatti, ha girato nelle libere con un flap mobile trimmato, vale a dire tagliato parzialmente nel bordo d\u2019uscita, proprio per ridurre ulteriormente non solo il drag, ma anche lo schiacciamento della rossa a terra.\u00a0<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/lewis-hamilton-ferrari.jpg\" alt=\"Lewis Hamilton, Ferrari\" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">Lewis Hamilton, Ferrari<\/p>\n<p class=\"photographer\">Foto di: Federico Manoni \/ NurPhoto via Getty Images<\/p>\n<p>Lewis Hamilton, invece, era partito con il setup aerodinamico pi\u00f9 carico, salvo poi convergere verso le scelte del monegasco. Ma entrambi i piloti si sono trovati a guidare una SF-25 certamente veloce, ma anche impegnativa tanto in staccata che nella percorrenza delle varianti.\u00a0<br \/>E nella realt\u00e0 monzese \u00e8 emerso quanto per i tecnici diretti da Diego Tondi la coperta fosse diventata corta.<\/p>\n<p>Per le qualifiche, infatti, \u00e8 stata deliberato un assetto di compromesso: si \u00e8 rinunciato all\u2019ala pi\u00f9 estrema e si \u00e8 dovuta alzare di un pelo la macchina. Stiamo parlando di differenze non facilmente visibili a occhio che, per\u00f2, hanno avuto un effetto sulle prestazioni del giro secco.\u00a0<\/p>\n<p>Al netto che Leclerc non ha goduto di una scia proprio come gli altri avversari (\u00e8 lui che l&#8217;ha data a Hamilton!) che erano in lotta per la pole position, trovano una giustificazione i 215 millesimi di distacco presi da Charles su Max Verstappen che ha \u201cinventato\u201d uno dei suoi giri magici. Nel box della rossa devono aver pensato alla gara, nella convinzione di proteggere le gomme da un inevitabile scivolamento che si sarebbe registrato con l\u2019ala pi\u00f9 trimmata, consapevoli che stavano rinunciando alla prestazione pi\u00f9 estrema.\u00a0<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/l-ala-posteriore-della-red-bul.jpg\" alt=\"L'ala posteriore trimmata della Red Bull che ha permesso a Verstappen di siglare la pole position a Monza\" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">L&#8217;ala posteriore trimmata della Red Bull che ha permesso a Verstappen di siglare la pole position a Monza<\/p>\n<p class=\"photographer\">Foto di: Beatrice Frangione<\/p>\n<p>L\u2019operazione tentata dalla Ferrari \u00e8 riuscita, invece, alla Red Bull: la squadra di Milton Keynes nel corso della FP3 del mattino ha limato il bordo d\u2019uscita del flap mobile per trovare qualche chilometro di velocit\u00e0 in pi\u00f9: alla speed trap Max \u00e8 arrivato a 348,6 km\/h, pagando solo 2,3 km\/h con Leclerc, ma risultando pi\u00f9 veloce di 2,9 km\/h di Lando Norris.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019olandese se l\u2019\u00e8 cavata anche nel tratto pi\u00f9 guidato (il T2), mentre la rossa \u00e8 andata perdendo performance verso la fine del giro, dopo essere stata pari a Max fino a Lesmo 2, sebbene avesse gi\u00e0 concesso qualcosina alla Roggia. La RB21 non ha i problemi generati dal consumo del plank e pu\u00f2 azzardare soluzioni che Maranello, invece, non si pu\u00f2 concedere. Il monegasco l\u2019anno scorso era partito dalla seconda fila proprio come domani, ma al netto del talento di Leclerc, capace di \u201cinventare\u201d gare inattese, il contesto sembra molto diverso. Il sogno ferrarista doveva sbocciare gi\u00e0 in qualifica e trovarsi davanti Super Max e le due McLaren render\u00e0 l\u2019impresa pi\u00f9 complicata, dovendo fare i conti con una rossa che \u00e8 frutto di scelte di compromesso, mentre Red Bull e McLaren non hanno esitato ad estremizzare i loro concetti. \u00a0<\/p>\n<p>La Red Bull ha cercato la velocit\u00e0, mentre la squadra di Woking scommette sulla percorrenza delle Varianti e, soprattutto, nel risparmiare le gomme posteriori in Parabolica. La partita \u00e8 aperta e appassionante. La Scuderia si deve aggrappare al talento del suo pilota. Baster\u00e0?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Leggi anche:<\/p>\n<p>In questo articolo<\/p>\n<p>Diventa il primo a sapere le novit\u00e0 e iscriviti per ricevere notizie in tempo reale via e-mail su questi temi<\/p>\n<p>    Iscriviti agli avvisi di notizie<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Ferrari ha preparato il GP d\u2019Italia con l\u2019obiettivo di centrare le pole position. 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