{"id":92561,"date":"2025-09-06T21:56:22","date_gmt":"2025-09-06T21:56:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92561\/"},"modified":"2025-09-06T21:56:22","modified_gmt":"2025-09-06T21:56:22","slug":"ubiqua-tra-fotografia-e-poesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92561\/","title":{"rendered":"Ubiqua, tra fotografia e poesia"},"content":{"rendered":"<p>Un aulico inno alla luce \u00e8 l\u2019incipit del terzo capitolo del manuale Come il sole dipinge. Fotografia per i dilettanti di Giovanni Muffone, notissimo libriccino tascabile Hoepli pubblicato nel 1887. Anche nella IX edizione (datata 1925), l\u2019autore decanta \u00abquesta mirabile e divina creatura che con le mani porporine schiude all\u2019aurora il varco al primo raggio di sole\u00bb. Per lui, tuttavia, le due figure di fotografo e poeta sono decisamente inconciliabili. \u00abColoro che maggiormente avrebbero diritto a divenir poeti della luce, ne sono i pi\u00f9 prosaici sfruttatori, e questo grande inno, che dovrebbe aver per cantori pi\u00f9 fervidi i fotografi, sale dal resto dell\u2019umanit\u00e0, perch\u00e9 i detti signori hanno altro da fare: non ho mai visto un fotografo poeta! Eppure, egli \u00e8 il vero sacerdote della luce \u2013 egli fra tutti, la ferma, la chiude, le mani gentili obbliga a disegnare misteriosamente in guisa che nessun artista pu\u00f2 osare di far opera uguale \u2013 egli la spia al mattino, e quando scintilla piena, egoista non grato, la spinge l\u00e0, nella camera oscura e come una donna d\u2019alto lignaggio la pone al contatto col nobile argento, e la tratta poi col nobilissimo oro\u00bb. \u00abI fotografi non sono poeti:\u00bb \u2013 insiste Muffone \u2013 \u00abdubito che lo saranno mai\u00bb.<\/p>\n<p>Ma quanto si sbagliava questo categorico signore! Basti pensare a tutte quelle figure di artiste e artisti che con estrema flessibilit\u00e0 hanno interpretato, in un ampio spazio temporale che arriva ad oggi, il senso mutabile del verbo e della luce in una prospettiva che negozia il sentimento, la percezione dell\u2019altro, il rapporto complesso tra mondo interiore ed esteriorit\u00e0: Dora Maar, Allen Ginsberg, Mario Giacomelli, Giuseppe Loy, Giovanni Chiaramonte e anche Giovanni Gastel, solo per citarne alcuni. \u00abHo guardato me stesso nel vetro della foto\/ la mia lontananza da quel ragazzo immobile\/ era cos\u00ec palese da ferirmi nel profondo.\/ Mancava ancora tutto il peso del vivere.\u00bb, scriveva Gastel a Milano nel 2020, appena un anno prima che il covid-19 lo portasse via. \u00c8 anche alla lezione di questo grande interprete della fotografia italiana, noto per la sua strenua ricerca del senso della bellezza, soprattutto nella moda e nella ritrattistica ma anche attraverso i versi che non ha mai smesso di scrivere sin dalla giovinezza, che si deve la nascita di Festival Ubiqua, in programma dall\u201911 al 14 settembre al Museo Nazionale di Fotografia MUNAF (gi\u00e0 MuFoCo\u2013Museo di Fotografia Contemporanea) di Cinisello Balsamo-Milano con l\u2019organizzazione dell\u2019associazione Quindici19.<\/p>\n<p>Un progetto ideato dal poeta, scrittore e drammaturgo Davide Rondoni, presidente del MUNAF, legato da un profondo rapporto di amicizia e collaborazione con lo stesso Gastel (\u00e8 autore anche della prefazione del suo volume postumo Presenza e Assenza. Tutte le poesie). Tra gli eventi in programma proprio la proiezione del documentario Il mondo fuori: la vita e i luoghi di Giovanni Gastel di Camilla Morino, in cui viene ripercorso il processo creativo e la carriera del fotografo-poeta nipote di Luchino Visconti. Negli spazi interni e nel parco storico della seicentesca Villa Ghirlanda, sede dell\u2019unico museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia \u2013 recentemente il MUNAF ha adottato il nuovo statuto con l\u2019ingresso del Ministero della Cultura tra i suoi Enti Fondatori e Promotori \u2013 ma anche attraverso un\u2019azione artistica collettiva di happening urbano diffuso nel centro di Cinisello Balsamo, il Festival Ubiqua porta la \u00abPoesia in piazza\u00bb. \u00abViviamo oggi un paradosso artistico: mentre la tecnologia rende la fotografia apparentemente accessibile a tutti, rischia di privarla della sua magia, facendola diventare dipendente dal suo stesso progresso.<\/p>\n<p>A differenza della poesia, i cui gesti creativi restano immutati nel tempo, la fotografia se si pone solo il problema dello sviluppo tecnologico \u00e8 destinata a svanire in s\u00e9 stessa e nei suoi incubi.\u00bb \u2013 afferma Rondoni \u2013 \u00abSe invece si pone il \u2019problema dell\u2019autore\u2019 \u2013 come accade inevitabilmente in poesia \u2013 pu\u00f2 diventare sempre pi\u00f9 s\u00e9 stessa: cio\u00e8 scrivere con la luce, arte dell\u2019immagine. Pu\u00f2 tornare verso la magia\u00bb. Nelle quattro giornate dell\u2019inedito festival il calendario degli appuntamenti \u00e8 quanto mai fitto. Oltre all\u2019incontro con diverse figure professionali del settore \u2013 tra loro Ilaria Bonacossa, Iole Carollo e Anna Positano, Simona Antonacci con la fotografa Valentina Vannicola, Michele Smargiassi con il suo intervento su Mulas, Montale e la sfida della poesia visuale, mentre Silvia Mazzucchelli si focalizza sul doppio sguardo di Giulia Niccolai e Katiuscia Biondi racconta il \u00abpoeta della luce\u00bb, suo nonno Mario Giacomelli \u2013 si alternano i workshop di Martha Micali e Klim Kutsevskyy (DITO Publishing) e Arianna Arcara con Maria Elisa Ferraris del collettivo CESURA. Alle tecnologie digitali pi\u00f9 innovative sono, invece, affidate l\u2019esperienza immersiva e multisensoriale di Carlotta Cicci e Stefano Massari, la performance interattiva The Eye for Ubiqua di Dino Esposito e Gennaro Bosone e quella di musica elettronica di Lowtopic A\/V e Hiroko Hacci (a cura di Le Cannibale). Di questo stimolante intreccio tra fotografia e poesia fanno parte anche le due mostre collettive prodotte per l\u2019occasione, Scrittura Obliqua e Cantami qualcosa pari alla vita.<\/p>\n<p>Alla faccia dei poeti. Ritratti dalle collezioni del Museo (aperte fino al 18 gennaio 2026), la prima nata da un progetto collettivo del comitato scientifico composto da Davide Rondoni, Matteo Balduzzi, Corrado Benigni, Gabriella Guerci, Michele Nastasi e Mauro Zanchi (vincitore della Open Call Scrittura Obliqua del MIBACT_DGCC 2025) con le opere fotografiche di Luca Campigotto, Federico Clavarino, Sabrina D\u2019Alessandro, Linda Fregni Nagler, Alessandro Sambini, Alessandra Spranzi e Paolo Ventura. Quanto alla seconda, presenta i ritratti di poete e poeti che hanno attraversato il Novecento, realizzati da importanti autrici e autori, tra cui Giovanna Borgese, Marcella Campagnano, Attilio Del Comune, Mario Dondero, Paola Mattioli. Fotografie intense come quella di Umberto Saba, parte del corpus firmato da Federico Patellani nel 1946; Pier Paolo Pasolini e Laura Betti fotografati da Elisabetta Catalano all\u2019EUR nel \u201969 o Amelia Rosselli nel suo appartamento in via del Corallo a Roma, nella foto di Dino Ignani del 1982 della serie Intimi ritratti che annovera, tra le altre, le immagini di Patrizia Cavalli, Margherita Guidacci, Valentino Zeichen, Giorgio Caproni, Elio Pagliarini, Gino Scartaghiande, Dario Bellezza. Ecco, allora, che \u00abLo sguardo chiama\/ L\u2019infinito ci ascolta\/ Si fa trovare\u00bb, come scrive Giovanni Chiaramonte nella poesia in forma di haiku Trovare, inclusa nella raccolta Salvare l\u2019ora.<\/p>\n<p>Dall\u201911 al 14 settembre 2025<br \/>Festival Ubiqua. Fotografia e poesia. Da un\u2019idea di Davide Rondoni,Villa Ghirlanda, sede del MUNAF-Museo Nazionale di Fotografia, Cinisello Balsamo \u2013 Milano <br \/>Live, performance, mostre, approfondimenti, workshop + evento speciale Le Cannibale<br \/>Ingresso gratuito con registrazione<br \/>Info <a href=\"https:\/\/mufoco.org\/ubiqua\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">https:\/\/mufoco.org\/ubiqua<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un aulico inno alla luce \u00e8 l\u2019incipit del terzo capitolo del manuale Come il sole dipinge. 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