{"id":92688,"date":"2025-09-06T23:26:12","date_gmt":"2025-09-06T23:26:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92688\/"},"modified":"2025-09-06T23:26:12","modified_gmt":"2025-09-06T23:26:12","slug":"la-classifica-delle-citta-piu-tassate-milano-in-cima-sud-fanalino-di-coda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92688\/","title":{"rendered":"La classifica delle citt\u00e0 pi\u00f9 tassate, Milano in cima: Sud fanalino di coda"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2023, i contribuenti italiani hanno versato complessivamente 190 miliardi di euro di <strong>Irpef<\/strong>, l\u2019imposta sui redditi delle persone fisiche che da sola rappresenta circa un terzo del gettito fiscale nazionale. \u00c8 quanto emerge da un\u2019elaborazione dell\u2019Ufficio studi della CGIA sui dati del Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze.\n<\/p>\n<p>La classifica dell\u2019Irpef in Italia<\/p>\n<p>L\u2019analisi, che considera le <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/debito-pubblico-tasse-servizi\/924746\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dichiarazioni dei redditi<\/a> al netto di detrazioni e deduzioni, fotografa un Paese spaccato in due dalla pressione fiscale. La media nazionale si attesta a 5.663 euro a contribuente, ma i valori variano enormemente da provincia a provincia.<\/p>\n<p>Al primo posto si colloca la Citt\u00e0 Metropolitana di <strong>Milano<\/strong>, dove l\u2019imposta media netta ha sfiorato gli 8.850 euro. Sul podio salgono anche i contribuenti di <strong>Roma<\/strong> (7.383 euro) e della provincia di <strong>Monza<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>Brianza<\/strong> (6.908 euro). In fondo alla classifica, i residenti della provincia del Sud Sardegna risultano quelli con il prelievo medio pi\u00f9 basso, 3.619 euro.<\/p>\n<ol>\n<li>Milano \u2013 8.846;<\/li>\n<li>Roma \u2013 7.383;<\/li>\n<li>Monza e Brianza \u2013 6.908;<\/li>\n<li>Bolzano \u2013 6.863;<\/li>\n<li>Bologna \u2013 6.644;<\/li>\n<li>Parma \u2013 6.579;<\/li>\n<li>Lecco \u2013 6.572;<\/li>\n<li>Trieste \u2013 6.265;<\/li>\n<li>Modena \u2013 6.178;<\/li>\n<li>Genova \u2013 6.176.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Milano guida non solo la classifica delle province con l\u2019<a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/fisco-tasse\/taglio-irpef-2026-simulazione\/927248\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Irpef<\/a> media pi\u00f9 alta, ma anche quella con il reddito complessivo medio pi\u00f9 elevato (33.604 euro). A seguire, troviamo le stesse province nelle prime posizioni:<\/p>\n<ul>\n<li>Bologna (29.533 euro);<\/li>\n<li>Monza e Brianza (29.455 euro);<\/li>\n<li>Bolzano (28.780 euro);<\/li>\n<li>Roma (28.643 euro).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il divario Nord-Sud conferma la frattura nell\u2019Italia dei redditi<\/p>\n<p>Il divario tra Nord e Sud del Paese emerge con forza dai dati sull\u2019Irpef e sui redditi, confermando una <strong>frattura economica<\/strong> e sociale ancora molto profonda.<\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 emblematico? La prima provincia del Mezzogiorno per gettito Irpef e reddito medio \u00e8 Cagliari, che in entrambe le classifiche nazionali si posiziona solo al 25\u00b0 e al 46\u00b0 posto su 107 province. Un distacco che misura la distanza delle regioni meridionali dalle aree pi\u00f9 ricche del Paese.<\/p>\n<p>La fotografia diventa ancora pi\u00f9 netta analizzando la distribuzione della ricchezza. A livello nazionale, il 65,9% dei contribuenti dichiara un reddito inferiore alla media italiana (24.830 euro). Al Sud e sulle Isole, per\u00f2, questa percentuale schizza oltre il 70%, toccando il picco pi\u00f9 allarmante in Calabria.<\/p>\n<p>Il 77,7% dei contribuenti (circa 919.000 persone) ha un reddito al di sotto della soglia media nazionale, a conferma di un disagio economico diffuso che caratterizza trasversalmente tutto il Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Chi paga l\u2019Irpef in Italia<\/p>\n<p>In Italia sono <strong>42,5 milioni<\/strong> i contribuenti Irpef. La grande maggioranza \u00e8 composta da lavoratori dipendenti (23,8 milioni) e pensionati (14,5 milioni), mentre gli autonomi rappresentano una fetta pi\u00f9 piccola, circa 1,6 milioni.<\/p>\n<p>A livello geografico, \u00e8 <strong>Roma<\/strong> l\u2019area metropolitana con il numero pi\u00f9 alto di contribuenti, quasi 3 milioni. Seguono Milano (2,4 milioni), Torino (quasi 1,7 milioni) e Napoli (1,65 milioni). In fondo alla classifica, la provincia di Isernia conta poco pi\u00f9 di 59.000 contribuenti, a sottolineare le forti differenze demografiche del Paese.<\/p>\n<p>Pressione fiscale 2025, perch\u00e9 il dato ufficiale (42,7%) \u00e8 fuorviante<\/p>\n<p>Guardando al 2025, il Documento di Economia e Finanza stima una <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/fisco-tasse\/pressione-fiscale-italia-2024\/885376\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pressione fiscale<\/a> al <strong>42,7%.<\/strong> Un dato che, per\u00f2, risulta fuorviante per ragioni contabili.<\/p>\n<p>La Legge di Bilancio 2025 ha infatti sostituito il precedente sgravio contributivo per i dipendenti con un bonus Irpef per i lavoratori a basso reddito. Il cambio ha un effetto contabile cruciale: mentre la vecchia decontribuzione riduceva le entrate (abbassando la pressione fiscale), il nuovo bonus \u00e8 conteggiato come spesa pubblica.<\/p>\n<p>Questo meccanismo \u201c<strong>appesantisce<\/strong>\u201d artificialmente il dato. A parit\u00e0 di beneficio per i cittadini, se si tenesse conto di questo aspetto, la pressione fiscale effettiva scenderebbe invece al <strong>42,5%,<\/strong> registrando quindi una leggera diminuzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 2023, i contribuenti italiani hanno versato complessivamente 190 miliardi di euro di Irpef, l\u2019imposta sui redditi delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":92689,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,32918,184,34416,1537,90,89,5762,32919],"class_list":{"0":"post-92688","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-conti-pubblici","11":"tag-economia","12":"tag-irpef","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-lombardia","17":"tag-tasse-e-contributi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92688"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92688\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}