{"id":92846,"date":"2025-09-07T01:42:13","date_gmt":"2025-09-07T01:42:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92846\/"},"modified":"2025-09-07T01:42:13","modified_gmt":"2025-09-07T01:42:13","slug":"una-missione-impossibile-navy-seal-in-corea-del-nord-spiare-kim-uscirne-vivi-fallire-nel-buio-come-lamerica-ha-sfiorato-la-guerra-con-pyongyang","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92846\/","title":{"rendered":"Una missione impossibile. Navy SEAL in Corea del Nord: spiare Kim, uscirne vivi, fallire nel buio. Come l&#8217;America ha sfiorato la guerra con Pyongyang"},"content":{"rendered":"<p>\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/30bda1aa-6c19-4306-8ab6-aa065a8c51c0.jpeg\" alt=\"\" class=\"imagefeaturedpost\"\/>\t<\/p>\n<p>Chi ha infine deciso di liberarsi di un peso, di consegnare queste informazioni \u2013 <strong>sensibili,<\/strong> <strong>altamente classificate<\/strong>, <strong>rimaste nell\u2019ombra<\/strong> per oltre 6 anni \u2013 ha raccontato al New York Times di averlo fatto non per gloria. E neanche per vendetta. Ma solo nella speranza di mettere a tacere la propria profonda inquietudine, l\u2019assillo di chi sa troppo per prendere sonno nelle notti affollate dagli incubi, quelle in cui non esiste tregua, riposo possibile. <\/p>\n<p>Dopo tutto questo tempo, la vicenda si era ormai trasformata in un\u2019ossessione, un perenne assillo: che i fallimenti delle <strong>Operazioni Speciali americane<\/strong>, incluse quelle dei pi\u00f9 celebrati <strong>Navy SEAL<\/strong>, vengano sistematicamente inghiottiti dal <strong>segreto governativo<\/strong>, portando l\u2019opinione pubblica, e gli stessi decisori politici, a credere che nulla sia precluso per i reparti d\u2019\u00e9lite, che tutto sia sempre fattibile. <\/p>\n<p>La Red Squadron del SEAL Team 6, la stessa unit\u00e0 che ha ucciso <strong>Osama bin Laden<\/strong> in Pakistan, ha scoperto a proprie spese (e non soltanto) che la realt\u00e0 pu\u00f2 essere molto diversa.<\/p>\n<p>Tutto ha inizio in una <strong>notte d\u2019inverno<\/strong>, all\u2019<strong>inizio del 2019<\/strong>. Mentre il mondo guarda altrove, ignaro di cosa stia accadendo, un commando americano emerge dall\u2019oceano nero inchiostro, avvicinandosi silenziosamente alla costa rocciosa della <strong>Corea del Nord.<\/strong> <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-21-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-22555\"  \/><\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019immagine inquietante, spaventosa, difficile da accettare, forse perfino da credere: ma il destino di miliardi di persone potrebbe dipendere dalla riuscita o dal fallimento di quella <strong>missione segreta.<\/strong><\/p>\n<p>In quelle settimane sono infatti in corso delicatissime trattative nucleari fra Washington e Pyongyang. <\/p>\n<p>Sfidando i consigli dei diplomatici, <strong>Donald Trump<\/strong> ha deciso di impegnarsi in colloqui a tu per tu con il dittatore nordcoreano, <strong>Kim Jong-un<\/strong>. <\/p>\n<p>La tensione si \u00e8 certamente abbassata dai giorni in cui i due leader minacciavano di schiacciare il pulsante nucleare posizionato sotto le rispettive scrivanie, ma gli Stati Uniti nutrono pi\u00f9 di qualche dubbio sulle reali intenzioni del Caro Leader. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-23.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-22557\"  \/><\/p>\n<p>\u00c8 vero, la Corea del Nord ha sospeso i test nucleari, e a parole si dice impegnata nelle trattative, ma nessuno pu\u00f2 dimenticare le minacce di guerra nucleare di Kim, il suo atteggiamento scostante, altamente imprevedibile.<\/p>\n<p>Ottenere una finestra sui suoi pensieri \u00e8 un chiaro obiettivo dell\u2019amministrazione USA. Ma per anni le <strong>agenzie di intelligence americane <\/strong>sono andate a sbattere contro il peculiare ermetismo del regime nordcoreano, incontrando difficolt\u00e0 quasi insormontabili nel tentativo di reclutare<strong> fonti umane<\/strong> e di <strong>intercettare comunicazioni <\/strong>a livello di leadership.<\/p>\n<p>Eppure questa volta c\u2019\u00e8 una novit\u00e0: i servizi segreti credono di avere una soluzione. Difficile, azzardata, pericolosa, ma pur sempre una soluzione. <\/p>\n<p>Si tratterebbe di piazzare un <strong>dispositivo elettronico<\/strong> di recente creazione, in grado di intercettare le comunicazioni di Kim. Per riuscire nell\u2019impresa, \u00e8 chiaro a tutti, servono i SEAL.<\/p>\n<p>La missione \u00e8 diversa da quelle a cui le forze speciali americane sono state abituate negli anni delle guerre in Afghanistan e Iraq. Questa volta si tratter\u00e0 di resistere in mari gelidi per ore, di eludere le difese nordcoreane, di installare il dispositivo di cui sopra senza essere scoperti e, una volta completato il lavoro, di ritirarsi senza essere scoperti. <\/p>\n<p>Quest\u2019ultima parte \u00e8 importante quanto le altre. E forse anche un po\u2019 di pi\u00f9. <\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 si pu\u00f2 provare, si pu\u00f2 addirittura fallire, ma non \u00e8 possibile finire nel radar di Kim. <\/strong><\/p>\n<p>Le conseguenze sarebbero potenzialmente devastanti. Alti funzionari del <strong>Pentagono <\/strong>ritengono infatti che anche una piccola azione militare americana sul suolo nordcoreano, se scoperta, possa provocare una reazione furiosa e devastante da parte di Pyongyang. Non propriamente un dettaglio con <strong>circa 28mila soldati americani di stanza in Corea del Sud<\/strong>, senza dimenticare la capacit\u00e0 di colpire la madrepatria messa in mostra dal regime negli ultimi test nucleari.<\/p>\n<p>Ma i SEAL sono convinti di potercela fare: hanno gi\u00e0 affrontato qualcosa di simile. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"667\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-22-1024x667.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-22556\"  \/><\/p>\n<p>Nel 2005 sono montati a bordo di un<strong> mini-sottomarino<\/strong> per sbarcare proprio in Corea del Nord. L\u2019ordine in quel caso arriv\u00f2 dal presidente <strong>George W. Bush<\/strong>: nessuno lo ha mai saputo, fino a oggi, ed \u00e8 la prova che la missione \u00e8 riuscita. <\/p>\n<p>Quando dal presidente Trump arriva il via libera ai preparativi, i partecipanti all\u2019operazione non sanno quale sia lo scopo che anima la decisione politica: se la volont\u00e0 sia quello di ottenere un <strong>vantaggio immediato nei colloqui<\/strong> con Kim, intercettandone i pensieri, le strategie, o un obiettivo pi\u00f9 ampio, non ancora definito. Ci\u00f2 che sanno \u00e8 che la marcia d\u2019avvicinamento sar\u00e0 quella di sempre: esercitarsi allo sfinimento, in maniera quasi ossessiva, replicando nelle acque statunitensi ogni dettaglio, tentando di immaginare ogni variabile, anche l\u2019impossibile. <\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019inizio di febbraio quando Donald Trump annuncia un vertice con Kim in Vietnam per fine mese. I SEAL sono pronti \u2013 o almeno cos\u00ec credono \u2013 per passare dall\u2019addestramento alla fase operativa. <\/p>\n<p>Ormai a bordo del sottomarino nucleare, in mare aperto, vige gi\u00e0 il blackout comunicativo. Si attende solo l\u2019ok finale del presidente, che infine arriva.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"660\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-19-1024x660.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-22553\"  \/><\/p>\n<p>Una missione impossibile. Navy SEAL in Corea del Nord: spiare Kim, uscirne vivi, fallire nel buio. Come l\u2019America ha sfiorato la guerra con Pyongyang <\/p>\n<ul>\n<li><strong>L\u2019ingresso in zona ostile<\/strong><\/li>\n<li><strong>I tre errori fatali<\/strong><\/li>\n<li><strong>L\u2019incontro imprevisto<\/strong><\/li>\n<li><strong>Il naufragio della missione<\/strong><\/li>\n<li><strong>Il prezzo dell\u2019errore<\/strong><\/li>\n<li><strong>L\u2019ultimo mistero<\/strong><\/li>\n<li><strong>L\u2019insabbiamento e la verit\u00e0 sepolt\u00e0 in fondo al mare<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019ingresso in zona ostile<\/p>\n<p>Il piano prevede che dal sottomarino \u2013 lungo quasi due campi da football \u2013 si sgancino al momento opportuno <strong>due mini-sottomarini<\/strong> grandi quanto un\u2019orca: saranno loro gli incaricati di approcciare la costa nordcoreana, ma farlo non sar\u00e0 una passeggiata. <\/p>\n<p>Le forze speciali USA viaggiano infatti a bordo di \u201c<strong>wet subs<\/strong>\u201c, unit\u00e0 subacque in cui l\u2019acqua penetra nell\u2019abitacolo. Per circa due ore, i SEAL affrontano i 4\u00b0C dell\u2019oceano, usando autorespiratori e mute riscaldate per sopravvivere. I mezzi sono scomodi, \u00e8 vero, ma pure <strong>silenziosi<\/strong>,<strong> difficili da rilevare<\/strong>, <strong>ideali per missioni segrete di infiltrazione <\/strong>vicino alle coste nemiche.<\/p>\n<p>Giunti vicini alla spiaggia,<strong> otto elementi del commando <\/strong>verranno rilasciati: dovranno nuotare fino all\u2019obiettivo, installare il dispositivo e \u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Chi ha infine deciso di liberarsi di un peso, di consegnare queste informazioni \u2013 sensibili, altamente classificate, rimaste&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":92847,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-92846","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92846","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92846"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92846\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92847"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}