{"id":92952,"date":"2025-09-07T03:29:10","date_gmt":"2025-09-07T03:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92952\/"},"modified":"2025-09-07T03:29:10","modified_gmt":"2025-09-07T03:29:10","slug":"pensioni-migliaia-sono-a-rischio-revoca-e-restituzione-cosa-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92952\/","title":{"rendered":"Pensioni, migliaia sono a rischio revoca e restituzione: cosa fare"},"content":{"rendered":"<p>Con l&#8217;avvicinarsi della data del 19 settembre si fa sempre pi\u00f9 concreto il rischio per migliaia di italiani di perdere le <strong>pensioni<\/strong>. Per molti, in tanti, scatter\u00e0 la revoca, con tanto di obbligo di restituzione delle somme gi\u00e0 percepite negli anni precedendi. Uno scenario a dir poco agghiacciante, ma che pu\u00f2 ancora essere evitato.<\/p>\n<p>\u00c8 importante sapere che i pensionati sono tenuti a comunicare ogni anno il proprio reddito all&#8217;Inps, solo cos\u00ec pu\u00f2 essere mantenuto il <strong>diritto alle prestazioni<\/strong>. Chi non rispetta tale obbligo, e non fornisce tale informazione mediante modello 730 o modello Redditi, impedisce all&#8217;istituto di verificare la condizione economica del soggetto in esame. Non sapendo se il cittadino ha ancora diritto o meno al trattamento, Inps non pu\u00f2 fare altro che avviare la procedura di sospensione che porta poi alla revoca definitiva della pensione, con tanto di restituzione della cifra gi\u00e0 percepita. La categoria pi\u00f9 a rischio, in sostanza, \u00e8 quella dei pensionati che percepiscono una prestazione legata proprio al reddito.<\/p>\n<p>Il <strong>19 settembre<\/strong>, come abbiamo detto, \u00e8 una data limite. Oltre questa, infatti, non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile evitare la <strong>revoca<\/strong>. Nello specifico, stiamo parlando della conseguenza per la mancata dichiarazione dei redditi percepiti nell&#8217;anno 2021. Sono moltissimi i pensionati che non hanno fornito le dichiarazioni relative a quell&#8217;anno. Quest&#8217;estate sono scattate le prime sospensioni e, secondo il regolamento, se entro 60 giorni non vengono comunicate le informazioni richieste, si passa alla fase successiva, la revoca con obbligo di restituzione delle somme riscosse. Occhio, dunque, alla data di settembre. Il pensionato non adempiente si trover\u00e0 non solo senza pensione, ma anche con un&#8217;ingente cifra da restituire all&#8217;Inps.<\/p>\n<p>La revoca, si ricorda, interessa quella categoria di pensionati che percepiscono una <strong>pensione legata al reddit<\/strong>o. Nel mese di luglio sono gi\u00e0 partite le prime misure di avviso. Inps, infatti, ha applicato una <strong>trattenuta del 5%<\/strong> sulle pensioni di coloro che non hanno inoltrato la dichiarazione dei redditi. La trattenuta \u00e8 stata proprio denominata: &#8220;Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10 bis, d.l. 207\/2008&#8221;. Tutti coloro che hanno letto questa comunicazione sui cedolini di agosto e settembre dovrebbe mettersi in allarme e provvedere a risolvere la propria situazione il prima possibile.<\/p>\n<p>Per farlo, basta comunicare all&#8217;Istituto nazionale della previdenza sociale la propria situazione reddituale entro il 19 settembre.\n<\/p>\n<p> \u00c8 necessario presentare tutta la documentazione relativa ai <strong>redditi percepiti nel 2021<\/strong>. Tutto \u00e8 stato spiegato nelle email di sollecito inviate dall&#8217;Inps nei mesi scorsi. Le comunicazioni si possono comunque trovare anche sul portale MyInps.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Con l&#8217;avvicinarsi della data del 19 settembre si fa sempre pi\u00f9 concreto il rischio per migliaia di italiani&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":61257,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89,7711],"class_list":{"0":"post-92952","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-pensioni"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92952"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92952\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/61257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}