{"id":9314,"date":"2025-07-26T07:51:15","date_gmt":"2025-07-26T07:51:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/9314\/"},"modified":"2025-07-26T07:51:15","modified_gmt":"2025-07-26T07:51:15","slug":"intervista-a-emanuele-montibeller-co-fondatore-di-arte-sella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/9314\/","title":{"rendered":"Intervista a Emanuele Montibeller, co-fondatore di Arte Sella"},"content":{"rendered":"<p>La Land Art \u00e8 un fenomeno storicizzato, che ha per\u00f2 ancora una sua forte valenza estetica e riesce a veicolare messaggi quanto mai attuali. Tuttavia, dai suoi esordi \u00e8 senz\u2019altro cambiato lo scenario, che oggi si caratterizza per una maggior consapevolezza in merito a problemi ambientali quali inquinamento, cambiamento climatico, fragilit\u00e0 del pianeta. Abbiamo approfondito il tema con <strong>Emanuele Montibeller<\/strong>, tra i fondatori di <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/museo-galleria-arte\/arte-sella\/\" data-type=\"place\" data-id=\"439009\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte Sella<\/a> circa 40 anni fa e ora direttore creativo di <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/museo-galleria-arte\/oca-oasy-contemporary-art\/\" data-type=\"place\" data-id=\"1002340\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">OCA Oasy Contemporary Art<\/a> and Architecture, un progetto ambizioso che si pone l\u2019obiettivo di mettere in dialogo la creativit\u00e0 contemporanea con un vastissimo habitat naturale protetto.\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/emanuele-montibeller-oca-oasy-contemporary-art-c-mattia-marasco-1024x683.jpg\" alt=\"Emanuele Montibeller, OCA Oasy Contemporary Art \u00a9 Mattia Marasco\" class=\"wp-image-1172388\"  \/>Emanuele Montibeller, OCA Oasy Contemporary Art \u00a9 Mattia MarascoIntervista a Emanuele Montibeller<\/p>\n<p><strong>Secondo lei l\u2019arte ambientale funziona con gli stessi meccanismi di quando \u00e8 nata, oppure negli ultimi decenni si sono affermati diversi paradigmi?\u00a0<\/strong>\u00a0<br \/>Io mi occupo del rapporto tra arte e natura da ormai 40 anni. Quando ho cominciato la Land Art \u2013 che ha fatto i suoi esordi nel decennio precedente ma \u00e8 sbocciata negli Anni Ottanta \u2013 era uno dei filoni importanti dell\u2019arte contemporanea. Si trattava di avanguardia e ha espresso grandi artisti, basta citare <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/richard-long\/\" data-type=\"artist\" data-id=\"391517\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Richard Long<\/a>. Naturalmente gli approcci erano diversi tra i vari paesi: quella inglese era differente dall\u2019americana, anche perch\u00e9 gli spazi ambientali sono completamente diversi e soprattutto perch\u00e9 in Europa non pu\u00f2 esistere la wilderness, cio\u00e8 una natura che non \u00e8 mai stata antropizzata. Nel Vecchio Continente tutta l\u2019aria \u00e8 stata respirata, tutti i luoghi sono stati coltivati e sono frutto della sedimentazione di utilizzi nei secoli. Per\u00f2 oggi possiamo dire che quel periodo \u00e8 finito per due motivi: il primo \u00e8 che la questione ambientale \u00e8 profondamente mutata e il secondo \u00e8 che oggi non si pu\u00f2 fare ricerca artistica senza tener conto dell\u2019approccio scientifico e tecnologico.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quindi come cambiato l\u2019approccio all\u2019ambiente nel contesto della Land Art?<\/strong>\u00a0<br \/>Negli Anni Ottanta pensavamo che la questione ecologica dovesse essere affrontata soprattutto da un punto di vista comportamentale, e cio\u00e8 che mettendo in pratica alcune azioni nella vita quotidiana si potesse contribuire a risolvere i problemi dell\u2019ambiente. Oggi invece abbiamo capito che la cosa \u00e8 molto pi\u00f9 complessa e nel frattempo, a mio avviso, abbiamo raggiunto la consapevolezza di essere noi il problema, quindi sappiamo che possiamo sperare di migliorare la situazione solo lavorando dall\u2019interno dell\u2019Antropocene. Con il nuovo secolo abbiamo compreso che o si cambia paradigma o ci prendiamo in giro.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/kengo-kuma-dynamo-pavillion-2025-oca-oasy-contemporary-art-c-lorenzo-marianeschi-1024x683.jpg\" alt=\"Kengo Kuma, Dynamo Pavillion, 2025, OCA Oasy Contemporary Art \u00a9 Lorenzo Marianeschi\" class=\"wp-image-1172389\"  \/>Kengo Kuma, Dynamo Pavillion, 2025, OCA Oasy Contemporary Art \u00a9 Lorenzo Marianeschi<\/p>\n<p><strong>E cosa c\u2019entra la componente tecnologica?<\/strong>\u00a0<br \/>\u00c8 un altro fattore importante: pi\u00f9 aumenta la componente tecnologica, pi\u00f9 sentiamo l\u2019esigenza di trovare senso nelle cose e di rivivere la natura con modalit\u00e0 che forse ci siamo dimenticati. Pensiamo che la natura sia povera, non sappiamo pi\u00f9 riconoscerla e cogliere i frutti che ci d\u00e0 in maniera gratuita; non abbiamo pi\u00f9 neanche la capacit\u00e0 di rapportarci spiritualmente con il naturale. La scienza invece ha capito che la spiritualit\u00e0 \u00e8 necessaria nella ricerca e, soprattutto, nel rapporto con l\u2019ambiente, e che abbiamo bisogno di una creativit\u00e0 che sia in grado di riprendere una cosa che forse ci siamo dimenticati, cio\u00e8 l\u2019aura. Ci siamo staccati, abbiamo parlato alle moltitudini, ci siamo sovraccaricati di informazioni, di immagini ma abbiamo perso la capacit\u00e0 di dare un senso profondo a ci\u00f2 ci circonda.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come sono cambiati gli artisti e gli strumenti con cui operano?<\/strong>\u00a0<br \/>In questi ultimi vent\u2019anni gli strumenti sono completamente cambiati. Per esempio, c\u2019\u00e8 una generazione di artisti che oggi ha 40 anni e che pertanto \u00e8 nata analogica, ma che ragiona digitalmente in termini estetici. \u00c8 una generazione di transito. Il contesto, sia culturale sia ambientale, \u00e8 cambiato molto in fretta. Rimane il fatto che noi esseri umani, come animali, siamo nati per modificare il mondo, che ci piaccia o no, e abbiamo creato non solo uno spazio artistico, ma la dimensione esatta nella quale dobbiamo esistere. Negli Anni Settanta o Ottanta i protagonisti della Land Art utilizzavano spesso materiali naturali, che modificavano l\u2019ambiente ma solo in parte, e comunque l\u2019intervento veniva riassorbito. Oggi gli artisti hanno un approccio diverso e si chiedono: \u201cCom\u2019\u00e8 giustificabile il mio intervento? Devo utilizzare solo materiali naturali o posso usare tecniche coerenti che abbiano un impatto ridotto, pur non essendo naturali?\u201d\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/matteo-thun-fratelli-tutti-2025-oca-oasy-contemporary-art-c-mattia-marasco-1024x683.jpg\" alt=\"Matteo Thun, Fratelli Tutti, 2025 OCA Oasy Contemporary Art \u00a9 Mattia Marasco\" class=\"wp-image-1172390\"  \/>Matteo Thun, Fratelli Tutti, 2025 OCA Oasy Contemporary Art \u00a9 Mattia Marasco<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli obiettivi dei suoi progetti di arte ambientale?<\/strong>\u00a0<br \/>Ho sempre basato i percorsi artistici \u2013 che non sono solo espositivi \u2013 su un punto di vista esperienziale. L\u2019esperienza, per me, \u00e8 fondamentale come strumento di comprensione, soprattutto se ci si rapporta a grandi spazi. Rispetto ad Arte Sella, nel mio pi\u00f9 recente progetto per OCA a San Marcello Piteglio (Pistoia), ho voluto interpretare il luogo che \u00e8 un\u2019oasi WWF cambiando sia la metodologia di visita sia quella espositiva. Per me \u00e8 importante pensare a come verr\u00e0 fruito il luogo: infatti non basta pi\u00f9 girare attorno all\u2019opera, bisogna considerare il comportamento del visitatore. A OCA, in particolare, si arriva solo a piedi e si \u00e8 sempre accompagnati da una guida, sia perch\u00e9 l\u2019oasi \u00e8 un ambiente naturale delicato sia perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di perdersi o di correre dei pericoli visto che il bosco \u00e8 selvatico e abitato da animali selvatici. Insomma, non si tratta di pagare un biglietto, entrare e vedere un parco, qui l\u2019esperienza \u00e8 diversa e pi\u00f9 profonda, addirittura spirituale perch\u00e9 comprende la scoperta, la riflessione, il limite, la fatica. Inoltre, l\u2019oasi pu\u00f2 contenere delle persone, ma non in quantit\u00e0 indiscriminata. E allora come si fa a parlare di natura se la fruizione non \u00e8 coerente con il contenuto e non \u00e8 rispettosa?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ci fa un esempio di nuova modalit\u00e0 espositiva?<\/strong>\u00a0<br \/>A OCA stiamo tentando un uso originale dell\u2019architettura: non creiamo un modello abitativo, ma modelli architettonici per rapportarci diversamente con il mondo. Ad esempio, il lavoro di Mariangela Gualtieri e di Michele De Lucchi, intitolato Nella terra il cielo, si basa sulla poesia dell\u2019autrice che Michele ha interpretato in senso sia materiale sia poetico. Nella loro opera \u2013 che considero una sorta di tempio \u2013 ci sono il mito, il rito \u2013 evocato nel testo che si ascolta durante la visita, magari sdraiati e guardando il cielo dall\u2019oculo \u2013 e il racconto. Con il tempo i primi due scompariranno e rimarr\u00e0 il racconto. Si tratta quindi di vedere la poesia come architettura. Del resto, tutte le opere di OCA sono fatte sapendo da principio che avranno una loro vita.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Per concludere, oggi gli artisti sono preparati sulle tematiche naturali ed ecologiche?<\/strong>\u00a0<br \/>A mio avviso non \u00e8 necessario. Quando un artista vive la sua arte completamente, di fatto \u00e8 lui stesso natura e diventa un tramite. Ci sono artisti che hanno una grande conoscenza e altri che hanno un grande intuito. Poi tutti dovremmo avere gli strumenti per essere consapevoli del luogo in cui stiamo. Lo siamo? No, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019esigenza di non volerlo essere. Cio\u00e8 vogliamo vivere dei momenti unici inconsapevolmente perch\u00e9 la conoscenza \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio: \u00e8 vero che ti fa vedere alcune cose, ma \u00e8 altrettanto vero che ti nasconde altro. Non creerei quindi un\u2019etichetta per gli artisti che conoscono a fondo la natura, l\u2019importante \u00e8 che abbiano quei recettori che li connotano come artisti.\u00a0<br \/>\u00a0<br \/>Marta Santacatterina\u00a0<br \/>\u00a0<br \/><strong>Libri consigliati:<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>        \u00a0<br \/> <br \/>\n        \u00a0<\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Land Art \u00e8 un fenomeno storicizzato, che ha per\u00f2 ancora una sua forte valenza estetica e riesce&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":9315,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-9314","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9314","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9314"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9314\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9315"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}