{"id":93233,"date":"2025-09-07T07:22:12","date_gmt":"2025-09-07T07:22:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/93233\/"},"modified":"2025-09-07T07:22:12","modified_gmt":"2025-09-07T07:22:12","slug":"jessica-schillaci-il-calvario-di-papa-toto-e-durato-piu-di-tre-anni-una-mattina-ho-capito-che-se-ne-stava-andando-il-nostro-rapporto-tra-pause-e-attenzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/93233\/","title":{"rendered":"Jessica Schillaci: \u00abIl calvario di pap\u00e0 Tot\u00f2 \u00e8 durato pi\u00f9 di tre anni, una mattina ho capito che se ne stava andando. Il nostro rapporto tra pause e attenzioni\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Manuela Croci<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La figlia del campione morto un anno fa affida a un libro i ricordi pi\u00f9 intimi della loro vita. La vita a Torino, gli amici calciatori, la sorella avuta da un&#8217;altra donna. Poi le attenzioni (\u00abMi cambiava il pannolino\u00bb) e le assenze (\u00abPrometteva di essere pi\u00f9 presente, ma non c&#8217;era\u00bb). Fino agli ultimi giorni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDi pap\u00e0 i primissimi ricordi sono legati ai momenti passati nella casa di Torino. \u00c8 l\u00ec che torna la mia memoria. Ero piccola e lui giocava nella Juventus: il suo sorriso, i ritagli di tempo trascorsi insieme, gli abbracci\u2026 di quel periodo mi torna in mente tutto. Le camere, la cucina, il salotto accogliente, il giorno in cui mi hanno insegnato ad allacciarmi le scarpe, le babysitter e poi nonna e zia Santa che venivano a stare con noi bambini quando anche le mogli seguivano i giocatori in trasferta. Mamma racconta che mi portava spesso allo stadio, anche da piccola, e che \u2013 dopo \u201cmamma\u201d e \u201cpap\u00e0\u201d \u2013 ho imparato a dire \u201cTot\u00f2-Gol\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Comincia cos\u00ec l\u2019incontro con <b>Jessica Schillaci<\/b>, primogenita di Tot\u00f2, il campione dal viso scarno e gli occhi grandi che 35 anni fa ha trascinato a suon di gol la Nazionale di Azeglio Vicini fino alla semifinale di Italia 90. \u00c8 stato il Mondiale delle \u201cNotti magiche\u201d, quello in cui l\u2019attaccante siciliano, morto a Palermo il 18 settembre 2024 a soli 59 anni, fu la vera rivelazione segnando sei reti (miglior marcatore), caricandosi sulle spalle gli Azzurri fino a mettere al collo la medaglia di bronzo e regalandosi la gioia di un secondo posto al Pallone d\u2019Oro, alle spalle del tedesco Lothar Matth\u00e4us che quel mondiale italiano l\u2019ha conquistato.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Jessica Schillaci: \u00abci sono state pause nel rapporto con pap\u00e0, ma ci siamo ritrovati era meravigliosamente imperfetto\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/68b9af9515d20.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/68b9af9515d20.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che pap\u00e0 \u00e8 stato Tot\u00f2 Schillaci?<\/b><br \/>\u00abQuando ero molto piccola, davvero premuroso. Mi cambiava il pannolino, mi preparava la cena e se di notte mi svegliavo \u2013 e lui era a casa &#8211; arrivava subito. Certo, \u00e8 stato un pap\u00e0 assente, questo l\u2019ha sempre saputo anche lui: un po\u2019 per il lavoro e un po\u2019 per il carattere che aveva, non si sentiva mai all\u2019altezza. Per\u00f2 quando trascorrevamo del tempo insieme, quello era tempo di qualit\u00e0. Prendeva me e mio fratello Mattia e ci portava in sala giochi, al minigolf oppure al mare. Con lui giocava tantissimo anche a pallone\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E con lei, niente calcio?<\/b><br \/>\u00abNon mi ha mai appassionato troppo. Mi piace tantissimo andare allo stadio, l\u2019anno scorso sono stata pi\u00f9 volte a vedere il Palermo e mi sono divertita. Davanti alla Tv invece un po\u2019 mi annoio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche quando gioca la Nazionale?<\/b><br \/>\u00abNo, no. Il Mondiale rapisce la mia attenzione, in quel caso adoro guardare le partite in compagnia. Per Italia 90 ero troppo piccola, avevo solo 2 anni, ma ricordo molto bene quello del 2006, \u00e8 stato travolgente: avevo 18 anni, mi diplomavo, stavo prendendo la patente\u2026 quante emozioni quell&#8217;estate\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel libro Solo io posso scrivere di te (Cairo), in uscita il 12 settembre, inizia raccontando le ultime ore di vita di suo padre.<\/b><br \/>\u00abHo dei ricordi molto vividi di ogni giorno che sono stata in ospedale con lui, fino alla sera prima di morire abbiamo parlato tanto. Poi \u00e8 entrato come in coma e quando il mattino dopo ho sentito che se ne stava andando ho staccato la mia mano dalla sua, l\u2019ho lasciato libero. Gli tenevo sempre la sinistra, dove c\u2019era una piccola stella disegnata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Aveva tanti tatuaggi?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, gli piacevano. Non era solito spiegare il significato di quei tratti, solo uno incredibilmente era chiaro: sul polso destro, ormai sbiadite dal tempo, c\u2019erano tre lettere &#8211; J, M, N &#8211; erano le iniziali di noi figli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei \u00e8 un\u2019infermiera, ha capito subito la gravit\u00e0 della situazione.<\/b><br \/>\u00abIl suo calvario \u00e8 durato pi\u00f9 di tre anni, nell\u2019aprile 2024 ho compreso che non aveva pi\u00f9 tanto tempo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 ha deciso di dedicargli un libro? <\/b><br \/>\u00abNon so esattamente, me lo sono chiesta pi\u00f9 volte anch\u2019io. Quando pap\u00e0 era in vita, ho pensato diverse volte di mettere nero su bianco una mia biografia parlando anche dei miei genitori. Sono laureata in Lettere e la scrittura \u00e8 sempre stata una mia passione. Credo che chi comincia a scrivere qualcosa lo faccia perch\u00e9 ha un dolore dentro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual era il suo?<\/b><br \/>\u00abNel mio caso si tratta di una perdita, ma pu\u00f2 essere anche un amore non corrisposto o un\u2019amicizia che si spezza. Io combattevo la tristezza scrivendo: abbozzavo pensieri sparsi sul cellulare, sul computer, sul tablet e capivo che stavo meglio. Quando pap\u00e0 \u00e8 morto ho letto tutto quello che \u00e8 stato scritto su di lui e mi sembrava mancasse sempre qualcosa, quello che lui e noi avevamo vissuto veramente. Per me \u00e8 stata come una cura\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In che senso?<\/b><br \/>\u00abMi sedevo la domenica al pc, accendevo la musica, piangevo e trasformavo in parole i ricordi per non dimenticare gli ultimi giorni passati con lui. Giorni che considero un regalo che la vita mi ha fatto perch\u00e9 ho avuto la possibilit\u00e0 di dire addio al mio pap\u00e0. Non \u00e8 una cosa cos\u00ec scontata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel libro scrive: \u201cSe avessi potuto scegliere di averti come pap\u00e0 senza fama, lo avrei fatto, perch\u00e9 quella stessa fama ha dato tanto ma si \u00e8 presa troppo\u201d.<\/b><br \/>\u00abLui c\u2019era e non c\u2019era (spiega con la voce rotta dall\u2019emozione). Prometteva che sarebbe stato pi\u00f9 presente, ma poi queste promesse non si concretizzavano. Non lo faceva per cattiveria. Pap\u00e0 manteneva i piedi per terra, ma c\u2019erano ritiri, allenamenti, partite, premiazioni, presenze da dover rispettare\u2026 e quando sei giovane dici \u201cdeve essere mio padre a cercarmi\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi si cresce.<\/b><br \/>\u00abOra mi rendo conto che tantissime volte sarei potuta andare incontro alle sue mancanze. Ci sono state delle pause nel nostro rapporto, ma per fortuna abbiamo avuto il tempo di ritrovarci. Il giorno delle mie nozze, nel 2017, era al mio fianco, stava bene ed era bellissimo. Fino all\u2019ultimo ha mantenuto il fisico e quel volto inconfondibile da giovane uomo. Quando poi ho scoperto che era malato, non l\u2019ho lasciato. Anche se io vivevo a Verona e lui era a Palermo, eravamo pi\u00f9 uniti che mai. C&#8217;era un filo che ci legava\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019ha definito un padre meravigliosamente imperfetto.<\/b><br \/>\u00abNelle sue imperfezioni era unico. Faceva le cose sempre mosso dall\u2019istinto, proprio come quando giocava sul calpo da calcio. Ci sorprendeva, e talvolta ci deludeva, per\u00f2 la settimana dopo era capace di presentarsi con una sorpresa che ci riempiva il cuore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 1997 smise di giocare, a quel punto siete riusciti a trascorrere pi\u00f9 tempo insieme?<\/b><br \/>\u00abRicordo che ero a cavallo tra le scuole medie e le superiori, \u00e8 stato uno dei periodi pi\u00f9 belli e concreti: andavamo a fare shopping insieme, delle mini vacanze e ci portava spesso in barca. Una passione che accomunava anche me e Mattia. Poi io mi sono trasferita a Verona e ci siamo allontanati un po\u2019. Ma lui era attento: se veniva in zona per qualche premiazione o una serata, mi chiedeva di accompagnarlo e l\u2019anno prima di morire mi ha portato con lui a Celebrity Chef, il programma di Alessandro Borghese perch\u00e9 sapeva della mia passione per la cucina. Possono sembrare piccole cose, ma sono invece la dimostrazione di voler trascorrere tempo insieme. Ed \u00e8 stato importante\u00bb.<\/p>\n<p>    \u00abUNA DELLE PRIME PAROLE CHE HO IMPARATO \u00c8 STATA &#8220;TOT\u00d2-GOL&#8221;. MI PORTAVANO SPESSO ALLO STADIO. ITALIA 90 \u00c8 STATA UN SOGNO PER LUI\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha un fratello e una sorella, che rapporto avete?<\/b><br \/>\u00abUn po\u2019 per lavoro un po\u2019 per motivi familiari viviamo lontani, ma siamo molto legati. Soprattutto Mattia, che fa l\u2019odontoiatra, \u00e8 parecchio protettivo nei confronti di noi due, ora vuole fare un po\u2019 le veci di pap\u00e0. Gli somiglia tantissimo: alcuni atteggiamenti, il modo di camminare e di vestire sono praticamente identici. Io e lui abbiamo solo due anni di differenza, Nicole invece \u00e8 del 2000 e vive in Svizzera con sua madre. \u00c8 la piccola della famiglia. Nel libro racconto la sua nascita, ricordo esattamente tutto di quei mesi: all\u2019inizio \u00e8 stata dura da accettare perch\u00e9 pap\u00e0 non \u00e8 stato subito sincero, si vergognava a dirci che aspettava un figlio da una donna che non era mamma. Adesso ho un bellissimo rapporto anche con Prisca, la madre di mia sorella\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sono passati 35 anni da Italia 90, cosa le raccontava suo padre di quei giorni in cui ha fatto impazzire di gioia tutta la Penisola?<\/b><br \/>\u00abDiceva che per lui \u00e8 stato un sogno, che aveva la sensazione di non vivere la realt\u00e0. Pap\u00e0 non si sentiva quasi mai all\u2019altezza e aver indossato la maglia della Nazionale con le persone che lo riconoscevano ovunque, le sue foto sui giornali, i tifosi a invocarlo dentro e fuori lo stadio, la Juventus che lo aspettava a braccia aperte\u2026 era andato tutto molto oltre le sue aspettative\u00bb.<\/p>\n<p>    \u00abDA LUI HO IMPARATO LA CULTURA DEL LAVORO, L&#8217;IMPEGNO PER RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO. MIO PAP\u00c0 NON SI SENTIVA MAI ALL&#8217;ALTEZZA&#8230;\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si sono incontrati i suoi genitori?<\/b><br \/>\u00abLa prima volta che si sono visti \u00e8 stato a una corsa organizzata dalla scuola. Mia zia Rosalia vinse tra le ragazze proprio davanti a mia mamma; pap\u00e0 vinse tra i ragazzi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Erano proprio piccoli.<\/b><br \/>\u00abDei bambini. Poi, qualche anno dopo zio Giuseppe, il fratello di pap\u00e0, doveva uscire a cena con una ragazza e lei gli aveva detto che avrebbe portato un\u2019amica \u2013 mia madre \u2013 cos\u00ec lo zio chiese a pap\u00e0 di accompagnarlo. Entrambi mi hanno detto che \u00e8 stato un colpo di fulmine. Io non credo nei colpi di fulmine, ma loro erano veramente innamorati e hanno avuto una bellissima storia d\u2019amore, molto passionale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma non sempre serena.<\/b><br \/>\u00abNonostante si siano lasciati e nonostante pap\u00e0 abbia ammesso vari tradimenti, hanno avuto grande intelligenza e non hanno mai detto nulla uno contro l\u2019altro: si sono rispettati e voluti bene come dei fratelli\u00bb.<\/p>\n<p>    \u00abCON MAMMA HANNO FATTO LA &#8220;FUITINA&#8221;, \u00c8 STATO UN AMORE MOLTO PASSIONALE. DOPO LA SEPARAZIONE SI SONO RISPETTATI E VOLUTI BENE COME FRATELLI\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Visto che il matrimonio tardava ad arrivare, hanno fatto la \u201cfuitina\u201d.<\/b><br \/>\u00abEh, s\u00ec. Quando hanno deciso di sposarsi pap\u00e0 \u00e8 andato da nonno Leonardo a chiedere la mano della figlia: si \u00e8 vestito bene e si \u00e8 presentato a casa. Ma nonno non si fidava e ci ha messo un po\u2019 a dirgli di s\u00ec. Ottenuto finalmente il via libera e iniziati i preparativi, sei messi prima della data stabilita sono scappati. Avevano fretta. Mia nonna, che vive ancora nella stessa casa di allora a Messina, racconta che mio padre andava sotto il balcone quasi tutte le sere e faceva serenate a mia mamma cantando Baglioni e Ramazzotti. Non deve essere stato un bel sentire, era davvero stonato (si lascia andare a un sorriso)\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Suo padre ha vissuto a Palermo e a Messina: era molto affezionato a entrambe.<\/b><br \/>\u00abPalermo \u00e8 la citt\u00e0 dove ha iniziato e chiuso la sua vita. Ha trascorso ore e ore al campo da calcio anche dopo aver concluso la carriera: andava a guardare i ragazzi giocare, aveva sempre una parola, un consiglio \u2013 se richiesto \u2013, un sorriso. A Messina ancora adesso impazziscono per lui: ha riportato la squadra in B dopo tantissimi anni, ne \u00e8 stato capitano. Per la partita della promozione c\u2019erano quasi 30mila persone allo stadio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un compagno di squadra a cui era particolarmente legato?<\/b><br \/>\u00abSono due, in realt\u00e0: Baggio e Tacconi. Quest\u2019ultima \u00e8 un\u2019amicizia che continua ancora oggi con una forma diversa: Andrea, il figlio di Stefano, \u00e8 il miglior amico di mio fratello\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E una persona del mondo del calcio che l\u2019ha deluso?<\/b><br \/>\u00abGli ho fatto tante volte questa domanda, cos\u00ec come gli ho chiesto per che squadra davvero facesse il tifo, ma niente. Non mi ha dato mai nessuna risposta. Lui \u00e8, anzi era&#8230;, devo ancora imparare a parlare al passato, era veramente neutrale e considerava tutti come colleghi e amici. Piccole divergenze ci sono state certo, si \u00e8 scritto di Baggio e del pugno, ma erano tutte cose che si ricomponevano. Liti o antipatie non erano per lui\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sempre nel libro scrive: \u201cIl tuo cognome \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 che mi hai lasciato. Un\u2019eredit\u00e0 che racconta una storia\u201d. Ce la racconta?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 una storia fatta di valori che mi porto dentro, esperienze che mi hanno insegnato lui e mamma. L\u2019 umilt\u00e0, il volare basso e, soprattutto, la sua genuinit\u00e0 fanno parte di me. Se pap\u00e0 pensava una cosa, la diceva. Senza meditare troppo sulle conseguenze. Era cos\u00ec, come lo vedevi, senza filtri, sotterfugi, giochetti: un uomo umile che aveva sofferto e che aveva conquistato il suo sogno lavorando. Questo mi \u00e8 rimasto di lui: la cultura del lavoro, l\u2019impegno e la dedizione per raggiungere un obiettivo. Mi rivedo tanto in lui. Lo faccio ogni giorno con i miei pazienti. Per medici e infermieri gli ultimi non sono stati anni facili. Ringrazio pap\u00e0, se sono cos\u00ec lo devo a lui\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    CHI \u00c8\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La vita<\/b><br \/>Salvatore Schillaci, per tutti Tot\u00f2, \u00e8 nato a Palermo il 1\u00b0 dicembre 1964 ed \u00e8 morto nella stessa citt\u00e0 il 18 settembre 2024 a 59 anni, per un tumore. Si \u00e8 sposato una prima volta con Rita Bonaccorso da cui ha avuto due figli: Jessica (1988) e Mattia (1990). Da un\u2019altra relazione, nel 2000 \u00e8 nata Nicole; mentre nel 2012 ha sposato Barbara Lombardo.<\/p>\n<p><b>La carriera<\/b><br \/>Ha vestito le maglie di Messina, Juventus e Inter. Nel 1990 \u00e8 stato il simbolo della Nazionale arrivata terza al Mondiale conquistando il titolo di capocannoniere con 6 reti e arrivando secondo nella corsa al Pallone d\u2019Oro.<\/p>\n<p><b>Il libro<\/b><br \/>In occasione del primo anniversario dalla morte, la figlia maggiore Jessica presenta il libro Solo io posso scrivere di te (Cairo editore), che arriver\u00e0 nelle librerie a partire dal 12 settembre<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-09-04T17:53:19+02:00\">7 settembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Manuela Croci La figlia del campione morto un anno fa affida a un libro i ricordi 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