{"id":934,"date":"2025-07-22T16:12:01","date_gmt":"2025-07-22T16:12:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/934\/"},"modified":"2025-07-22T16:12:01","modified_gmt":"2025-07-22T16:12:01","slug":"stress-da-iper-connessione-la-noia-puo-essere-la-medicina-giusta-ecco-perche-e-come-usarla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/934\/","title":{"rendered":"Stress da iper-connessione? La noia pu\u00f2 essere la \u00abmedicina\u00bb giusta, ecco perch\u00e9 (e come usarla)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Elena Meli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Approfittare della vacanza per non aver nulla da fare pu\u00f2 essere un toccasana per la mente. Se grandi scrittori lo hanno sostenuto gi\u00e0 in passato, ora lo conferma anche la scienza. Ma non pu\u00f2 diventare una costante, perch\u00e8 rischia di far male alla salute<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vacanza. Una parola che deriva dal latino vacuum, vuoto: <b>stare in vacanza significa essere liberi, non aver nulla da fare, annoiarsi<\/b>. <br \/>Allora forse non \u00e8 un caso che al posto delle classiche ferie d\u2019agosto di qualche decennio fa, in cui un anno dopo l\u2019altro sbadigliavamo sulla stessa spiaggia e sotto lo stesso ombrellone, oggi cerchiamo il viaggio anzich\u00e9 la vacanza: sempre attivi, alla scoperta, con la paura di rallentare e perderci qualcosa, viviamo nel timore della <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/noia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">noia<\/a>.<br \/>E se ci stessimo sbagliando? Il grande romanziere russo Lev Tolstoj diceva che la noia \u00e8 \u00abun desiderio di desideri\u00bb e potrebbe bastare questo per rivalutarla e lasciarle un po\u2019 di spazio nelle nostre vite convulse.<br \/>Tuttavia, anche <b>la scienza<\/b> sottolinea che si tratta di un\u2019emozione con implicazioni non sempre negative come potremmo credere, perch\u00e9 la noia\u00a0<b>\u00ablibera\u00bb\u00a0<\/b><b>il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/cervello\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">cervello<\/a>\u00a0<\/b><b>e lo aiuta a essere pi\u00f9 creativo<\/b>, pu\u00f2 essere un antidoto ai dispositivi elettronici e alla dipendenza da schermi e notifiche, pu\u00f2 abituarci a <b>tornare in contatto con noi stessi<\/b>, favorendo l\u2019introspezione da cui molti rifuggono ma che pu\u00f2 essere la chiave per un vero benessere. Certo, la noia va saputa dosare: deve essere una pausa in una vita attiva, non pu\u00f2 diventare la compagna delle giornate in ufficio o \u00abspegnerci\u00bb, altrimenti rischia non solo di minacciare la produttivit\u00e0, ma anche di far male alla salute. <br \/>Un esempio? Di recente un gruppo di ricercatori della Aston University, in Inghilterra, hanno dimostrato che, <b>quando sono annoiati<\/b>, <b>i bambini<\/b> di appena quattro anni <b>mangiano di pi\u00f9, anche se sono sazi<\/b>, e cos\u00ec rischiano di aumentare di peso.<\/p>\n<p>    Iper-connessi (e attivi)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Stando ai dati diffusi durante l\u2019ultima Giornata della Disconnessione, la scorsa primavera, <b>controlliamo le notifiche sullo smartphone anche fino a 80 volte all\u2019ora<\/b>, smettendo solo a tarda sera quando finalmente ci addormentiamo: il 28% riceve gli ultimi messaggi alle 23.26, almeno un\u2019ora dopo il momento in cui sarebbe raccomandabile staccarsi dallo schermo per favorire un buon <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/sonno\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sonno<\/a>. Non vogliamo perderci nulla, ma poi finiamo per sentirci sopraffatti dalla quantit\u00e0 di informazioni che riceviamo ogni giorno: succede al 41% degli italiani, secondo dati del Digital News Report Italia.\u00a0<br \/>Uno scenario di <b>iper-connessione<\/b> che sembra aver scacciato la noia dalle nostre vite: anche se paradossalmente a volte siamo pi\u00f9 annoiati proprio perch\u00e9 connessi, \u00e8 un fatto che la maggioranza cerchi di sfuggire in ogni modo alle pause, al silenzio, al vuoto.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Perch\u00e9 fa bene ritrovare il\u00a0\u00abtempo vuoto\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dobbiamo essere sempre \u00abaccesi\u00bb e performanti ma ritrovare il tempo vuoto della vacanza, magari un po\u2019 tutti i giorni, ci farebbe bene. <br \/>Il motivo lo hanno spiegato di recente i neurobiologi Michelle Kennedy e Daniel Hermens della Sunshine Coast University nel Queensland, in Australia: \u00abLa <b>stimolazione costante<\/b> a cui siamo sottoposti comporta un prezzo da pagare, perch\u00e9 <b>provoca una iper-attivazione del sistema nervoso simpatico<\/b>, quello che si accende in situazioni di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/stress\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stress<\/a> quando dobbiamo decidere se fuggire o lottare. Se siamo sempre sotto pressione nel gestire informazioni e nuove attivit\u00e0, a causa dell\u2019effetto cumulativo dovuto all\u2019esposizione a ripetuti elementi di stress, il sistema simpatico resta attivo troppo e troppo a lungo: si chiama \u00absovraccarico allostatico\u00bb e porta a uno stato di allerta continuo che pu\u00f2 arrivare fino allo sviluppo di ansia. La noia \u00e8 il modo per mettere in pausa il sistema simpatico e far riposare il cervello dai troppi stimoli\u00bb. <b>Quando facciamo qualcosa<\/b>, per esempio iniziamo a guardare un film, <b>il cervello si mette in modalit\u00e0 attenzione concentrata<\/b>: elimina ci\u00f2 che potrebbe distrarlo, si focalizza su quel che vede o fa e cos\u00ec consuma energie. <br \/><b>Se <\/b>per\u00f2 la pellicola <b>non ci coinvolge<\/b> <b>subentra la noia<\/b>: il sistema cerebrale dell\u2019attenzione pian piano si \u00abspegne\u00bb e <b>si accende<\/b> invece <b>il \u00abdefault mode network<\/b>\u00bb, una <b>rete distribuita in varie zone del cervello che si attiva a riposo <\/b>e serve anche per recuperare energie cerebrali dopo un\u2019intensa attivit\u00e0 cognitiva. Secondo Kennedy e Hermens, \u00abattivare il default mode network quando ci si annoia potrebbe essere una strategia per gestirla rivolgendo i pensieri all\u2019interno, a se stessi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    \u00abDosare\u00bb la noia\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIn questa modalit\u00e0 entrano in gioco anche aree cerebrali importanti come l\u2019insula, che serve per elaborare le emozioni, e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/amigdala\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">amigdala<\/a>, il sistema di allarme interno che aiuta anche nella formazione dei ricordi con una componente emotiva: quando siamo annoiati l\u2019amigdala elabora le emozioni negative e \u201cmotiva\u201d a trovare qualcosa di alternativo su cui focalizzare l\u2019attivit\u00e0 cognitiva\u00bb. <br \/><b>Permetterci occasionalmente la noia \u00e8 positivo<\/b> non solo perch\u00e9 rompe il circolo vizioso dell\u2019iper-stimolazione da parte dei dispositivi elettronici, che offrono gratificazione immediata  favorendone un uso compulsivo e quindi la dipendenza; la noia aiuta pure a \u00abriequilibrare l\u2019attivit\u00e0 cerebrale, riducendo gli input sensoriali e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ansia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ansia<\/a>; migliorare la creativit\u00e0 consentendo ai pensieri di scorrere pi\u00f9 liberamente creando associazioni di idee; sviluppare una maggiore indipendenza di pensiero, perch\u00e9 spinge a cercare interessi diversi da quelli proposti continuamente dall\u2019esterno; aumentare l\u2019autostima e l\u2019equilibrio emotivo, perch\u00e9 un tempo per s\u00e9, non strutturato da impegni o pressioni, aiuta la riflessione e la gestione delle emozioni\u00bb, dicono i due neuroscienziati. <br \/>Tutto per\u00f2 sta nel \u00ab<b>dosare\u00bb la noia<\/b> <b>in modo che sia un momento in cui fermarsi e di cui godere<\/b>, non il sottofondo continuo delle giornate: nel secondo caso prevalgono gli effetti negativi.\u00a0<\/p>\n<p>    Apatia e depressione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se il cervello vive costantemente nel default mode network si rischia di scivolare nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/apatia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">apatia<\/a> e perfino nella <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/depressione\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">depressione<\/a>; il tedio costante \u00e8 anche associato a una maggiore probabilit\u00e0 di fare uso di sostanze, come <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/nutrizione\/25_giugno_17\/trenta-giorni-senza-alcol-cosa-succede-al-corpo-e-alla-mente-ac710a1c-6032-4918-bd7a-56b99f245xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">alcol<\/a> o <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/figli-genitori\/adolescenza\/25_giugno_24\/droghe-e-giovani-cala-il-consumo-ma-cresce-l-uso-di-antidepressivi-non-prescritti-a99d7714-8a9e-41de-886c-f270293dfxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">droghe<\/a>, per tornare a provare il piacere e la gratificazione che non si \u00e8 pi\u00f9 capaci di sentire in altro modo.<br \/>Se la monotonia accompagna le ore di lavoro, pu\u00f2 fare male alla salute: una ricerca del Finnish Institute of Occupational Health ha dimostrato che <b>troppi sbadigli alla scrivania<\/b> sono <b>pericolosi <\/b>come lo stress o il burnout lavorativo, quando ci si sente del tutto esauriti, perch\u00e9 si associano ad <b>alterazioni della frequenza cardiaca<\/b> durante la notte che sarebbero indicative di un maggior rischio di sviluppare problemi cardiovascolari. <br \/>Ma \u00e8 tutta <b>questione di \u00abdose<\/b>\u00bb: secondo uno studio pubblicato su Journal of Applied Psychology, un po\u2019 di noia in ufficio pu\u00f2 essere positiva, se compiti ripetitivi vengono alternati ad attivit\u00e0 interessanti. <br \/>\u00abLa noia \u00e8 pi\u00f9 comune sul lavoro che altrove, tutti la provano, perfino gli astronauti: in media ci annoiamo sul lavoro oltre dieci ore a settimana\u00bb, spiega l\u2019autore, Casher Belinda del Mendoza College of Business. \u00abParadossalmente cercare di soffocarla per\u00f2 ne prolunga gli effetti perch\u00e9 riduce attenzione e produttivit\u00e0, \u201cascoltarla\u201d e viverla invece \u00e8 positivo, cogliendola come modo per recuperare le energie e affrontare meglio il compito successivo\u00bb.<\/p>\n<p>    Perch\u00e9 non riusciamo a restare con le mani in mano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La noia non ci piace: del resto abbiamo \u00abinventato\u00bb gli hobby anche per sfuggirle. Lo stato mentale in cui finiamo per lasciar correre i pensieri ci fa sentire a disagio, a giudicare da un <b>esperimento di <\/b>ormai <b>una decina di anni fa<\/b> che tuttora fa riflettere.  Timothy Wilson, psicologo dell\u2019Universit\u00e0 della Virginia, lasci\u00f2 un gruppo di volontari soli con i loro pensieri per 15 minuti, senza cellulari o qualsiasi altro elemento di svago. Met\u00e0 di loro ammise di essersi annoiato; Wilson allora ripet\u00e9 il test, lasciando a disposizione dei partecipanti uno strumento con cui volendo potevano darsi una piccola scossa elettrica. <br \/>Ebbene, il 67% degli uomini e il 25% delle donne decise di farlo, pur di avere un diversivo. Wilson non se lo aspettava: \u00abAbbiamo un cervello grande e pieno di ricordi belli, sappiamo creare storie e fantasie: credevo che lasciare alle persone tempo libero per riflettere fosse vissuto come un\u2019esperienza positiva\u00bb, ha detto lo psicologo. \u00abInvece, <b>\u00e8 come se il nostro cervello fosse fatto apposta per relazionarsi al mondo<\/b>: quando non ha nulla su cui focalizzarsi pu\u00f2 trovare difficile sapere che cosa fare\u00bb.<br \/>Chi ha un carattere accomodante o molto collaborativo ha reagito meglio all\u2019esperimento, cos\u00ec come chi \u00e8 abituato a far vagare i pensieri; considerando che farsi del male piuttosto che annoiarsi non \u00e8 un bel risultato, lo psicologo raccomandava a tutti di provare a esercitarsi nella meditazione, a ritrovare ogni giorno piccoli spazi di riflessione per imparare a stare con se stessi. Tutto infatti sta nel saper <b>reagire \u00abbene\u00bb a un po\u2019 di noia<\/b>, senza per esempio sentirsi in colpa perch\u00e9 non si fa niente e cercando di dirigere i pensieri verso qualcosa di positivo.  <br \/>Lo ha confermato uno studio della Washington State University: siamo pi\u00f9 portati a non soffrire degli effetti negativi della noia se nel cervello si accende la corteccia frontale sinistra, che si attiva quando controlliamo gli impulsi, pianifichiamo azioni, proviamo emozioni positive.<\/p>\n<p>    \u00abScrollare\u00bb i video passivamente sui social accresce l\u2019ansia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Volete annoiarvi? Scegliete la cosiddetta slow tv norvegese: il 27 novembre 2009 la trasmissione del viaggio lungo sette ore di un treno fra Oslo e Bergen, senza montaggio e senza tagli, fu una sfida al tedio non da poco da parte della Norwegian Broadcasting Corporation, che poi ha replicato a giugno 2011 seguendo in diretta per 134 ore la traversata di una nave postale da Bergen a Kirkenes. Questi \u00abfilm\u00bb si trovano online e a vederli di certo non viene l\u2019ansia, come invece pu\u00f2 capitare a chi \u00abscrolla\u00bb i video dei social per troppo tempo. Farlo non solo non combatte la noia, pu\u00f2 far pure aumentare la frustrazione e l\u2019ansia, oltre a rendere pi\u00f9 aggressivi e impulsivi: lo dimostra una recente ricerca canadese su poco meno di 600 adolescenti, sottolineando come questa abitudine porti a perdere il senso del tempo e a trascorrere ore davanti allo schermo, con ulteriori effetti negativi sul benessere mentale.<\/p>\n<p>    Fra gli adolescenti ne soffrono di pi\u00f9 le ragazzine<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli effetti e l\u2019entit\u00e0 della noia cambiano a seconda delle et\u00e0 e dei contesti. Anche fra gli adolescenti \u00e8 un sentimento parecchio diffuso: lo ha sottolineato uno studio della Washington State University che ne ha indagata la frequenza in ragazzi e ragazze dai 14 ai 16 anni a partire dal 2008. Sarebbero le ragazzine a essere pi\u00f9 annoiate e prima rispetto ai maschi, ma i motivi restano sfuggenti: secondo gli autori pu\u00f2 dipendere dal parallelo aumento dell\u2019uso di social e internet negli ultimi anni, dalla sempre maggiore diffusione dei disturbi dell\u2019umore nei giovanissimi, oppure semplicemente dall\u2019et\u00e0. \u00abForse gli adolescenti sono annoiati perch\u00e9 non sono soddisfatti di come passano il tempo: vorrebbero pi\u00f9 indipendenza ma non hanno ancora abbastanza autonomia, questo facilita la comparsa della noia e anche una maggiore difficolt\u00e0 a gestirla\u00bb, conclude l\u2019autrice, Elizabeth Weybright.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-07-19T19:50:10+02:00\">19 luglio 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Elena Meli Approfittare della vacanza per non aver nulla da fare pu\u00f2 essere un toccasana per 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