{"id":93572,"date":"2025-09-07T10:55:12","date_gmt":"2025-09-07T10:55:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/93572\/"},"modified":"2025-09-07T10:55:12","modified_gmt":"2025-09-07T10:55:12","slug":"autodromo-di-monza-103-anni-a-tutta-velocita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/93572\/","title":{"rendered":"Autodromo di Monza: 103 anni a tutta velocit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Costruito a tempo di record nel 1922, l\u2019Autodromo di Monza con la sua storia, il suo percorso mozzafiato e la leggenda dei grandi corridori che corsa dopo corsa l\u2019hanno sfidato, rappresenta il tempio delle gare automobilistiche. Un\u2019icona ineguagliabile nella storia dell\u2019Italia e del mondo dei motori.<\/p>\n<p>Lo chiamano il \u2018<strong>Diavolo Rosso<\/strong>\u2019 perch\u00e9 al volante indossa un maglione color fuoco e corre come un demonio. Per l\u2019anagrafe, per\u00f2, \u00e8 <strong>Pietro Bordino<\/strong>: 35 anni, figlio di un custode, guida una<strong> Fiat 804 a sei cilindri<\/strong>.<\/p>\n<p>Ha corso e vinto in giro per il mondo e in questi anni Venti del Novecento ce ne sono pochi di piloti forti come lui. Eppure, stavolta, quando lo premiano perch\u00e9 di nuovo ha trionfato, battendo altre <strong>celebrit\u00e0 come Felice Nazzaro o Guido Meregalli<\/strong>, si rende conto che quella vittoria, pi\u00f9 di ogni altra, l\u2019ha consegnato alla storia. \u00c8 il 10 settembre del 1922 e Pietro Bordino ha appena vinto la <strong>seconda edizione del Gran Premio d\u2019Italia<\/strong>. La prima sul nuovo, bellissimo e velocissimo <strong>Autodromo di Monza<\/strong>.<\/p>\n<p>A tempo di record<\/p>\n<p>La decisione di costruirlo viene presa nel gennaio 1922 dall\u2019Automobile Club di Milano per celebrare il suo 25esimo anniversario, sfruttando il fermento nel mercato italiano dell\u2019automobile. Nonostante infatti nel Paese circolassero ancora <strong>meno di 50mila vetture<\/strong> e la distanza da Francia, Inghilterra e soprattutto Stati Uniti restasse enorme, aziende come Fiat, Alfa Romeo e Lancia crescono a vista d\u2019occhio, sfornando modelli pi\u00f9 sofisticati ed esplorando nuove tecnologie e materiali.<\/p>\n<p>L\u2019Autodromo pu\u00f2 essere una bella occasione per provare su pista i nuovi modelli e allora l\u2019idea di costruirlo viene appoggiata pure dall\u2019industria. Del progetto se ne occupano l\u2019architetto <strong>Alfredo Rosselli<\/strong> e l\u2019ingegnere <strong>Piero Puricelli<\/strong> che nel Parco di Villa Reale, abbandonato dai Savoia dopo l\u2019omicidio di Umberto I, mettono in piedi un cantiere prodigioso, che impegna<strong> 3.500 operai<\/strong>,<strong> 200 carri<\/strong>, <strong>30 autocarri<\/strong> e una <strong>ferrovia Decauville di 5 km con due locomotori e 80 vagoni<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 costruire una pista di velocit\u00e0 e un anello stradale di<strong> 14 chilometri totali<\/strong>, per un costo complessivo di <strong>6 mln di lire<\/strong>. E cos\u00ec dare una casa definitiva al Gran Premio d\u2019Italia, che l\u2019anno prima s\u2019era corso provvisoriamente a Montichiari, vicino Brescia. I lavori iniziano il 15 maggio e gi\u00e0 il 3 settembre, in una giornata di pioggia, il presidente del Consiglio Luigi Facta partecipa all\u2019inaugurazione.<\/p>\n<p>Il Mantovano Volante<\/p>\n<p>Il circuito si afferma rapidamente, ospitando pure il Gran Premio Motociclistico delle Nazioni. Se per\u00f2 gi\u00e0 s\u2019era dovuto correggere il progetto iniziale per non stravolgere il paesaggio, \u00e8 poi la sicurezza a reclamare alcune modifiche, soprattutto dopo il terribile incidente che costa la vita nel 1928 al pilota <strong>Emilio Materassi<\/strong> e a una ventina di spettatori.<\/p>\n<p>Le gare vengono quindi sospese e sar\u00e0 cos\u00ec ovviamente anche durante la Seconda Guerra Mondiale, con la grande pista monzese ridotta a deposito.<\/p>\n<p>In mezzo, per\u00f2, negli anni Trenta, fa a tempo a splendere il talento di <strong>Tazio Nuvolari<\/strong>, il \u2018Mantovano Volante\u2019, vincitore nel 1931, nel 1932 e nel 1938. Fa scalpore in particolare la corsa del 1931, quando il pilota si ritrova a correre anche per lo sfortunato <strong>Luigi Arcangeli<\/strong>, morto durante le prove. Lui e la sua squadra, l\u2019<strong>Alfa Romeo<\/strong> orgoglio del regime, non vorrebbero correre ma Mussolini ordina non solo di gareggiare, ma anche di vincere sconfiggendo per la patria la Mercedes di Hitler.<\/p>\n<p>Nuvolari, che non pu\u00f2 contare sull\u2019auto titolare distrutta nell\u2019incidente, guida una macchina di fortuna, assemblata alla meglio. Quando per\u00f2 questa cede, sale a bordo di quella dell\u2019altro compagno di scuderia Giuseppe Campari e con lui vince. Il suo nome \u00e8 oggi scolpito nella leggenda di Monza e dell\u2019Italia intera, con le sue imprese, il maglione giallo, i pantaloni azzurri e il gil\u00e8 di pelle marrone che scaramanticamente in gara non cambiava mai.<\/p>\n<p>Inizia l\u2019era della Formula 1<\/p>\n<p>Arriviamo al 1949. La guerra \u00e8 finita. L\u2019Autodromo, tornato all\u2019antico splendore, riapre. E sulla scena, adesso, ci sono novit\u00e0 importanti. Innanzitutto la Ferrari. E poi nuovi piloti pronti a sfrecciare come missili. Primi fra tutti l\u2019italiano<strong> Alberto Ascari<\/strong> e l\u2019argentino Juan Manuel Fangio.<\/p>\n<p>Nel 1950, inoltre, nasce la Formula 1 e nel calendario del suo campionato d\u2019esordio Monza \u00e8 l\u2019ultima tappa. Inutile dire che s\u2019assegna il titolo e che la tensione \u00e8 alle stelle. Fangio guida la classifica e Ascari \u00e8 il rivale pi\u00f9 temibile.<\/p>\n<p>Ma a beffare entrambi \u00e8 il torinese <strong>Nino Farina<\/strong> sulla <strong>Grand Prix 158 Alfetta<\/strong>. Ascari, per\u00f2, non deve aspettare molto per rifarsi e porta la Ferrari a una storica doppietta vincendo nel 1951 e nel 1952, anno questo del suo primo Mondiale poi bissato nel 1953.<\/p>\n<p>Rester\u00e0<strong> cinque stagioni ai vertici<\/strong>, vincendo <strong>13 Gp<\/strong>, ma com\u2019era stato per il padre Antonio trent\u2019anni prima, la sua carriera termina drammaticamente, proprio su quel circuito che amava tanto. Il 26 maggio 1955, forse perch\u00e9 aveva sbandato, forse perch\u00e9 qualcuno gli aveva attraversato la strada, esce fuori pista all\u2019altezza della Curva del Vialone che poi si chiamer\u00e0 Variante Ascari. La sua Ferrari 750 Sport si ribalta e lo schiaccia, uccidendolo sul colpo.<\/p>\n<p>L\u2019omaggio al Maestro<\/p>\n<p>Il grande rivale di Ascari, come detto, \u00e8 l\u2019argentino<strong> Juan Manuel Fangio<\/strong>, figlio di italiani col carattere spigoloso e la guida spettacolare. Lo chiamano \u2018Il Maestro\u2019 ma anni dopo sar\u00e0, semplicemente, \u2018Il pi\u00f9 grande di sempre\u2019.<\/p>\n<p>Nel 1956 \u00e8 gi\u00e0 un\u2019icona quando sulla Ferrari corre a Monza per il suo quarto Mondiale. La sua auto per\u00f2 ha un guasto e lui, disperato, sente che il titolo sta per sfuggirgli. Invece ai box vicino a lui si ferma il compagno di squadra<strong> Peter Collins<\/strong> che avrebbe potuto vincere in solitudine e invece prende a bordo \u2018Il Maestro\u2019 per arrivare al traguardo insieme da secondi e dargli i punti necessari per il Mondiale. \u201cCome omaggio alla carriera\u201d, dir\u00e0 poi.<\/p>\n<p>Ma Fangio \u00e8 ancora lontano dalla pensione e lo dimostra gi\u00e0 nel 1957, vincendo nuovamente il titolo e arrivando a cinque totali, <strong>record battuto soltanto 46 anni dopo da Schumacher<\/strong>, capace di arrivare a sei e poi a sette.<\/p>\n<p>Sessanta e Settanta<\/p>\n<p>Anche negli anni Sessanta e Settanta a Monza si corre, si vince e, purtroppo, si muore. Il Gran Premio del 1961 \u00e8 ancora della Ferrari, stavolta grazie all\u2019americano <strong>Phil Hill<\/strong>, ma non si festeggia perch\u00e9 l\u2019altro pilota della Rossa, il tedesco Wolfgang von Trips, ha perso la vita in gara travolgendo pure 14 spettatori.<\/p>\n<p>E cos\u00ec \u00e8 anche per la corsa del 1970, quando il Gp per Maranello lo conquista <strong>Clay Regazzoni<\/strong> e un altro lutto, stavolta nelle qualifiche, ne zittisce la gioia.<\/p>\n<p>Solo emozioni sportive invece, e per fortuna, l\u2019anno dopo, con la palpitante<strong> sfida tra Peter Gethin sulla British Racing Motors e Ronnie Peterson della March Ford<\/strong>, risolta a favore del primo per un centesimo di secondo.<\/p>\n<p>E in quella del 1975, con un nuovo trionfo di Regazzoni e soprattutto l\u2019affermazione sulle scene del grande <strong>Niki Lauda<\/strong>, pilota austriaco che quell\u2019anno vince il Mondiale per la casa di Maranello e s\u2019appresta a segnarne le vicende per un\u2019epoca intera, col suo fare metodico e il viso segnato dalle fiamme di un terribile incidente del 1976 che non gli impedir\u00e0 di vincere qui nel \u201878 e nell\u201984.<\/p>\n<p>Una doppietta all\u2019improvviso<\/p>\n<p>Nel 1980 il Gp d\u2019Italia si disputa a Imola, per consentire nuove ristrutturazioni all\u2019Autodromo. \u00c8 solo una pausa per il \u201cTempio della velocit\u00e0\u201d e se i due decenni precedenti erano stati un\u2019alternanza di imprese e lutti, gli Ottanta sono quelli dei grandi duelli tra piloti straordinari che dominano la scena.<\/p>\n<p>Anche a Monza: <strong>Nelson Piquet<\/strong> per tre volte per un totale di quattro contando anche Imola, <strong>Alain Prost<\/strong> pure in tre occasioni, e una a testa Lauda e<strong> Ayrton Senna<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra loro s\u2019intrufola <strong>Ren\u00e9 Arnoux<\/strong>, talento un po\u2019 inespresso. E la Ferrari? Dall\u2019andamento alterno in quegli anni, piazza un\u2019incredibile doppietta nel Gran Premio d\u2019Italia del 1988, prima con l\u2019austriaco <strong>Gerhard Berger<\/strong> e seconda con Michele Alboreto. Un successo straordinario, pochi giorni dopo la morte, di Enzo Ferrari, novantenne.<\/p>\n<p>Ayrton Senna<\/p>\n<p>Le Ferrari nel 1988 vincono approfittando di un incredibile incidente che coinvolge, a pochi giri dal traguardo, la McLaren del brasiliano Senna, che comunque va poi a conquistare il titolo davanti a Prost. Il francese si rif\u00e0 l\u2019anno dopo mentre a Monza Senna trionfa nel 1990, arriva secondo nel 1991, sconfitto dal britannico <strong>Nigel Mansell<\/strong>, e torna nuovamente a primeggiare nel 1992. Sono stagioni di grande passione attorno alla Formula 1 e naturalmente all\u2019Autodromo, che si rif\u00e0 ancora il look, con nuove chicane e modifiche alle curve di Lesmo e la Variante della Roggia.<\/p>\n<p>Il grande tedesco<\/p>\n<p>Nel 1996 torna a vincere la Ferrari e il pilota non \u00e8 uno qualsiasi. Si chiama <strong>Michael Schumacher<\/strong> e gi\u00e0 nel 1994 e nel 1995 aveva conquistato il Mondiale guidando la Benetton. Poi il passaggio a una Rossa un po\u2019 sbiadita, lontana dal titolo piloti da 17 anni. La stagione \u00e8 dominata dalle Williams, ma la Ferrari \u00e8 in crescita, forte del nuovo asso tedesco. E lo dimostra proprio nel Gran Premio d\u2019Italia, caratterizzato dall\u2019ingombrante presenza di pile di gomme posizionate dagli organizzatori per evitare che i piloti taglino troppo le curve ma che in gara si rivelano pericolosissime, tanto da eliminare nei primi cinque giri sei degli otto favoriti.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-366481\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/weinformcarta_20250807154634903_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_407152.jpg\" alt=\"\" width=\"489\" height=\"800\"  \/>Michael Schumacher festeggia la vittoria al Gran Premio di Monza il 10 settembre 2000.<\/p>\n<p>Restano, per la vittoria, soltanto <strong>Jean Alesi<\/strong>, al comando, e Schumacher, il \u2018Kaiser\u2019. Un duello esaltante che vede le due auto incollate finch\u00e9 il francese della Benetton si ferma ai box e il nostro prende il comando per non lasciarlo pi\u00f9. \u00c8 il primo successo di Schumi a Monza, ma non l\u2019ultimo perch\u00e9 si ripeter\u00e0 altre quattro volte: 1998, 2000, 2003 e 2006. In quest\u2019ultima occasione a coronamento di una rimonta fantastica che lo vede <strong>risalire dall\u201911\u00b0 al primo posto<\/strong>.<\/p>\n<p>Leggenda<\/p>\n<p>Anche negli anni successivi il Tempio della Velocit\u00e0 \u00e8 teatro di grandi duelli, dal 2007 al 2013 per esempio <strong>tra Fernando Alonso e Sebastian Vettel<\/strong>, vincitori rispettivamente due e tre volte.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato poi <strong>Lewis Hamilton<\/strong>, primo in ben cinque occasioni (2012, 2014, 2015, 2017, 2018). E poi la doppietta dell\u2019imprendibile Red Bull di <strong>Max Verstappen<\/strong> (2022 e 2023). E quella della Ferrari di <strong>Charles Leclerc<\/strong>, nel 2019 e l\u2019anno scorso davanti a 335mila persone, nuovo record per l\u2019Autodromo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-366482\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/SI202309030408.jpg\" alt=\"\" width=\"1119\" height=\"800\"  \/>Max Verstappen, quattro volte campione del mondo, sul podio del Formula 1 Pirelli Gp d\u2019Italia a Monza.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u20191 settembre 2024 e le McLaren si piazzano in pole position con Norris e Piastri. Poi c\u2019\u00e8 Russell su Mercedes e in quarta e quinta ecco le rosse di Leclerc e Carlos Sainz. Si parte e Piastri supera il compagno e va al comando.<\/p>\n<p>Leclerc non molla e si ritrova secondo, lo segue, finch\u00e9 <strong>al 39esimo giro<\/strong> approfitta della sosta ai box dell\u2019australiano e balza in testa. Amministra, gestisce i tempi mentre Sainz gli fa da scudo volandogli alle spalle. Piastri cerca di riprendersi il perduto, fa il giro pi\u00f9 veloce e supera Sainz. Rosicchia ancora, ma Leclerc resiste. Resiste fino in fondo e vince, scrivendo un\u2019altra pagina memorabile nella storia del Tempio della Velocit\u00e0.<\/p>\n<p>Un luogo unico, che in questi lunghi, entusiasmanti <strong>103 anni<\/strong> ha conosciuto la vita e la morte, l\u2019esaltazione della vittoria come lo sconforto della sconfitta e dell\u2019addio. Record, scaramanzie, sorpassi e controsorpassi. Soprattutto ha visto uomini realizzare i loro sogni e, correndo senza paura, scrivere la leggenda dell\u2019Autodromo di Monza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Costruito a tempo di record nel 1922, l\u2019Autodromo di Monza con la sua storia, il suo percorso mozzafiato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":93573,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[1770,683,1771,1537,90,89,32961,35067,245,244],"class_list":{"0":"post-93572","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-f1","9":"tag-formula-1","10":"tag-formula1","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-magazine","15":"tag-primo-piano","16":"tag-sport","17":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=93572"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93572\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/93573"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=93572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=93572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=93572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}