{"id":93745,"date":"2025-09-07T12:48:23","date_gmt":"2025-09-07T12:48:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/93745\/"},"modified":"2025-09-07T12:48:23","modified_gmt":"2025-09-07T12:48:23","slug":"ditemi-dove-storia-di-una-scoperta-di-walter-scarpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/93745\/","title":{"rendered":"Ditemi dove: storia di una scoperta di Walter Scarpi"},"content":{"rendered":"<p> 184 <\/p>\n<p>L\u2019esame di una pagina dei Canti Orfici (La Verna II, Ritorno) ha portato al ritrovamento del libro che \u00e8 al centro della nostra mostra \u201cCome lavora il genio\u201d (7 settembre\u201326 ottobre).<\/p>\n<p>Riposo ora per l\u2019ultima volta nella solitudine della foresta. Dante la sua poesia di movimento, mi torna tutta in mente. O pellegrino, o pellegrini che pensosi andate! Catrina, bizzarra figlia della montagna barbarica, della conca rocciosa dei venti, come \u00e8 dolce il tuo pianto: come \u00e8 dolce quando tu assistevi alla scena di dolore della madre, della madre che aveva morto l\u2019ultimo figlio. Una delle pie donne a lei dintorno, inginocchiata cercava di consolarla: ma lei non voleva essere consolata, ma lei gettata a terra voleva piangere tutto il suo pianto. Figura del Ghirlandaio, ultima figlia della poesia toscana che fu, tu scesa allora dal tuo cavallo tu allora guardavi: tu che nella profluvie ondosa dei tuoi capelli salivi, salivi con la tua compagnia, come nelle favole d\u2019antica poesia: e gi\u00e0 dimentica dell\u2019amor del poeta.<\/p>\n<p>Il punto di partenza \u00e8 stata la curiosit\u00e0 dello studioso marradese <strong>Leonardo Chiari<\/strong> di capire chi fosse la figura citata: <strong>Catrina<\/strong>.<\/p>\n<p>La scena descritta dal poeta \u00e8 ambientata a <strong>Campigno<\/strong>, fra i monti di <strong>Marradi<\/strong>. \u00abEra una contadina di Marradi\u00bb disse <strong>Campana<\/strong> al dottor <strong>Pariani<\/strong> durante una delle sue visite nel manicomio di <strong>Castelpulci<\/strong> negli anni venti. Il nome pu\u00f2 derivare dalla contrazione di Caterina pronunciato con la tipica dizione toscana in uso all\u2019epoca nel luogo.<\/p>\n<p>Le prime frasi sono un richiamo a un passo della Vita Nova, al sonetto \u00abDeh peregrini che pensosi andate\u00bb. Dante soffre perch\u00e9 non pu\u00f2 fermare i pellegrini diretti a Roma per raccontare loro della scomparsa di Beatrice: se solo potessero ascoltarlo piangerebbero anche loro.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi di partenza di <strong>Chiari<\/strong> \u00e8 che anche questa pagina dei Canti Orfici descriva un episodio autentico e personale come quello dantesco.<\/p>\n<p>Proviamo a immaginare la scena: il poeta ricorda un funerale a <strong>Campigno<\/strong>, nei pressi della chiesa, davanti alla conca della montagna chiamata la Riva Bianca. Una donna cerca di consolare la madre disperata che piange la morte del figlio. <strong>Catrina<\/strong> ha risalito il pendio cavalcando per unirsi alla cerimonia, \u00e8 appena smontata dalla sella e assiste commossa.<\/p>\n<p>In quel momento il poeta vede <strong>Catrina<\/strong> trasfigurarsi nella sua fantasia in un personaggio fiabesco, una regina, una dama ritratta in un quadro del <strong>Ghirlandaio<\/strong>, il personaggio di un romanzo cavalleresco medievale.<\/p>\n<p>L\u2019ultima frase ci lascia pensare che il poeta si fosse invaghito di <strong>Catrina<\/strong>. \u00abA quel punto\u00bb, racconta <strong>Chiari<\/strong>, \u00absono andato a cercare la stessa pagina nella versione precedente, come si presenta nel manoscritto Il pi\u00f9 lungo giorno. Le prime righe chiamano in causa il Canto V dell\u2019Inferno\u00bb:<\/p>\n<p>Riascolto Dante: o pellegrini che pensosi andate: il quinto canto. Tutta la sua poesia \u00e8 poesia di movimento. Catrina, bizzarra creatura della montagna barbarica della conca rocciosa dei venti come \u00e8 dolce il tuo pianto.<\/p>\n<p>\u00abMi ha incuriosito il riferimento al quinto canto dantesco che poi il poeta ha cancellato nella versione successiva\u00bb, continua lo studioso. \u00abCosa si nascondeva dietro a quella citazione? Non mi restava che cercare ancora. Nel manoscritto noto come Taccuino Matacotta ho trovato un altro riferimento allo stesso canto\u00bb:<\/p>\n<p>Dictes-moy o\u00f9. E il carillon di una torre gotica. Anche Dante nel V canto ebbe questa fantasia cavalleresca che trionfa dell\u2019Inferno latino. Anche qui Come sempre la poesia di Dante risulta dalla lotta del nordico col latino. E caddi come corpo morto cade: questo verso non ci commove \/ \u00e8 naturale che a tale urto l\u2019uomo soccomba.<\/p>\n<p>La poesia di <strong>Dante<\/strong> scaturisce dalla fusione di due culture, suggerisce <strong>Campana<\/strong>, dallo scontro dello spirito nordico con quello latino.<\/p>\n<p>Nel Canto V incontriamo le \u00abbarbare travolte regine\u00bb: <strong>Semiramide<\/strong>, <strong>Cleopatra<\/strong>, anche la greca <strong>Elena<\/strong>. I versi proseguono con <strong>Paolo e Francesca<\/strong> che s\u2019innamorarono leggendo un romanzo cortese del ciclo cavalleresco bretone. La mitologia nordica e quella mediterranea, latina, si trovano qui unite insieme.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019enigma si complicava. A chi apparteneva il verso iniziale Dictes-moy o\u00f9 (ditemi dove)? Ho cominciato a passare in rassegna gli autori pi\u00f9 celebri della letteratura francese. L\u2019ho trovato infine in una ballata del XV secolo di Fran\u00e7ois Villon, la Ballata delle dame di un tempo che fu. Ecco perch\u00e9 Campana cita il quinto canto di Dante in Il pi\u00f9 lungo giorno: le barbare travolte regine sono sconfitte dal tempo che passa, proprio come le dame che canta Villon\u00bb:<\/p>\n<p>Ditemi dove, in quali rive \u00e8 Flora la bella Romana<br \/>Archipiada e Taide che le fu cugina germana?<br \/>[\u2026] la regina dov\u2019\u00e8 che ha ordinato<br \/>che dentro un sacco Buridano nella Senna fosse gettato?<br \/>Ma ove sono le nevi di un tempo?<\/p>\n<p>\u00abHo approfondito allora il legame fra questi due poeti. Nel Taccuino Matacotta, libro del 1949 in cui lo scrittore Franco Matacotta pubblica inediti campaniani, una nota accenna all\u2019esistenza di un volume di Villon annotato da Campana: un volume che, dice lo scrittore, \u201cho qui con me\u201d. Ne aveva gi\u00e0 dato notizia in un articolo pubblicato nel 1941 sulla rivista \u201cProspettive\u201d, aggiungendo che Campana lo teneva con s\u00e9 nei suoi vagabondaggi in Appennino, e che il libro \u00e8 postillatissimo, pieno cio\u00e8 di note scritte di pugno dal poeta\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo le indicazioni di <strong>Matacotta<\/strong>, il libro di <strong>Villon<\/strong> appartenuto a <strong>Campana<\/strong> contiene il testo critico di <strong>Paul Lacroix<\/strong>. Risulta che fu stampato a <strong>Parigi<\/strong> dall\u2019editore <strong>Flammarion<\/strong> nel 1910.<\/p>\n<p>L\u2019archivio di <strong>Franco Matacotta<\/strong>, rimasto a <strong>Genova<\/strong> fino al 1997 e consultato fra gli altri da <strong>Gabriel Cacho Millet<\/strong> e <strong>Fiorenza Ceragioli<\/strong>, venne prima trasferito a <strong>Trieste<\/strong> e poi all\u2019<strong>Universit\u00e0 La Sapienza di Roma<\/strong>. Dichiarato di notevole interesse storico il 29 maggio 2000, continu\u00f2 a essere spostato finendo nei cataloghi delle soprintendenze di <strong>Lazio<\/strong>, <strong>Emilia Romagna<\/strong> e <strong>Umbria<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019archivio contiene manoscritti e dattiloscritti, lettere, recensioni, fascicoli, ma nessun libro.<\/p>\n<p>\u00abLa biblioteca dello scrittore era andata dispersa?\u00bb, si chiede <strong>Chiari<\/strong>. \u00abNessuno aveva pensato di cercare il libro di Villon segnalato da Matacotta? Mi metto cos\u00ec in cerca degli eredi di Franco Matacotta, arrivando al figlio Cino, di professione fisico nucleare. Resta il problema di come approcciarlo per avanzare una domanda tanto delicata\u00bb.<\/p>\n<p>Nel frattempo <strong>Gianni Turchetta<\/strong>, professore dell\u2019<strong>Universit\u00e0 di Milano<\/strong>, biografo e studioso di <strong>Campana<\/strong>, mette a frutto il lavoro di quarant\u2019anni curando il Meridiano che <strong>Mondadori<\/strong> dedica al poeta. <strong>Chiari<\/strong> \u00e8 uno dei corrispondenti di <strong>Turchetta<\/strong> nel reperimento di notizie e materiali. E lo \u00e8 anche <strong>Cino<\/strong>.<\/p>\n<p>Il 9 maggio 2025 i docenti universitari <strong>Luigi Weber<\/strong> e <strong>Francesco Carbognin<\/strong> invitano <strong>Leonardo Chiari<\/strong> alla presentazione del Meridiano nella sala dello Stabat Mater all\u2019<strong>Archiginnasio di Bologna<\/strong>. Tra i presenti c\u2019\u00e8 anche <strong>Cino Matacotta<\/strong>, che sar\u00e0 proprio <strong>Turchetta<\/strong> a presentare a <strong>Chiari<\/strong>.<\/p>\n<p>La biblioteca di <strong>Franco Matacotta<\/strong>, bench\u00e9 non sia tutelata dalla soprintendenza, esiste ancora: il figlio <strong>Cino<\/strong> ha voluto conservarla attendendo di potersene occupare una volta in pensione.<\/p>\n<p>\u00abIl giorno dopo averlo conosciuto, come d\u2019accordo, ho scritto una mail a Cino dandogli le indicazioni bibliografiche sul libro che stavo cercando. Questione di pochi giorni. Il libro era in uno scatolone chiuso col nastro adesivo. Nessuno lo aveva cercato fino a quel momento\u00bb.<\/p>\n<p>Domenica 11 maggio 2025 il <strong>Centro Studi Campaniani<\/strong> annuncia il ritrovamento. Il resto \u00e8 pura emozione.<\/p>\n<p>  <img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Come-lavora-il-genio.-7-settembre-26-ottobre-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-170761\"   data-eio=\"p\"\/>  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"184 L\u2019esame di una pagina dei Canti Orfici (La Verna II, Ritorno) ha portato al ritrovamento del libro&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":93746,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-93745","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=93745"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93745\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/93746"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=93745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=93745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=93745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}