{"id":93798,"date":"2025-09-07T13:20:11","date_gmt":"2025-09-07T13:20:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/93798\/"},"modified":"2025-09-07T13:20:11","modified_gmt":"2025-09-07T13:20:11","slug":"lo-scudo-penale-che-non-li-protegge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/93798\/","title":{"rendered":"lo scudo penale che non li protegge"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-post-excerpt__excerpt\">Tra cause legali, medicina difensiva e carenze strutturali, il sistema sanitario italiano rischia il collasso. Ogni anno 35 mila nuove denunce contro i camici bianchi e un business miliardario che arricchisce solo gli avvocati, mentre gli ospedali perdono professionisti. <\/p>\n<p>Uno scudo che non protegge dai dardi velenosi che da anni minano il lavoro e la serenit\u00e0 dei <a href=\"https:\/\/www.panorama.it\/lifestyle\/salute\/la-carica-dei-medici-influencer-camici-bianchi-nellera-dei-social-media\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>medici<\/strong><\/a><strong> <\/strong>e la tenuta del Servizio sanitario: uno scudo che ora rischia di essere ulteriormente depotenziato. Ogni anno, infatti, vengono intentate contro i camici bianchi, per presunti danni arrecati ai pazienti, circa 35 mila nuove azioni legali, mentre pi\u00f9 di 300 mila pendenze giacciono nei tribunali. Un\u2019enormit\u00e0. E si tratta di dati sottostimati, perch\u00e9 negli ultimi anni non sono stati aggiornati da nessun organismo indipendente. Inoltre, nonostante un medico su tre in Italia sia stato oggetto di una denuncia, solo il 3 per cento delle cause si conclude con una condanna. E nel frattempo, dopo anni di spese, avvocati, gogna mediatica e danno morale, quando arrivano alla fine dell\u2019incubo parecchi di quei professionisti hanno gi\u00e0 abbandonato gli ospedali.<\/p>\n<p>La legge e lo scudo penale<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 sanitaria, normata dal decreto Balduzzi del 2012, poi dalla legge Gelli-Bianco del 2017, dallo scudo penale emergenziale del 2021 fino all\u2019ultimo Milleproroghe, divide la politica e i professionisti della sanit\u00e0. Il 4 agosto scorso, il disegno di legge presentato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che avrebbe dovuto rendere strutturale lo scudo penale per i medici, si \u00e8 arenato in Consiglio dei ministri: tutto rimandato a dopo le ferie.<br \/>La misura, pensata per proteggere i medici e arginare la fuga dalle corsie ospedaliere, prevedeva una riformulazione dell\u2019articolo 590-sexies del Codice penale \u2013 in modo da rendere punibili i medici solo in caso di \u201ccolpa grave\u201d \u2013 e l\u2019aggiunta del 590-septies, dove si stabilisce che nell\u2019accertare la colpa occorre tenere conto anche della scarsit\u00e0 delle risorse umane e materiali disponibili e delle carenze organizzative. Ma non si \u00e8 trovata la quadra, probabilmente anche per motivi di opportunit\u00e0 politica: il concetto che i professionisti della sanit\u00e0 godano di privilegi che li proteggono in caso di errori \u00e8 indigesto per i cittadini.<\/p>\n<p>Il peso della medicina difensiva<\/p>\n<p>Solo che non si tratta di privilegi, e chi ha pi\u00f9 da \u201cperderci\u201d, dai conflitti in tribunale, sono proprio i cittadini. \u00abLa spada di Damocle dell\u2019incertezza giudiziaria spinge i medici ad agire non pi\u00f9 nell\u2019interesse primario del paziente, ma per proteggersi dal giudice\u00bb, spiega a Panorama Filippo Anelli, presidente di Fnomceo (Federazione nazionale ordini dei medici chirurghi e odontoiatri). \u00abUn medico sa che, se qualcosa va storto, si trover\u00e0 davanti a un magistrato che gli chieder\u00e0 perch\u00e9 non ha fatto quell\u2019esame, prescritto quel farmaco o disposto quel ricovero. Per tutelarsi tender\u00e0 a fare tutto: ricoveri pi\u00f9 lunghi o inutili, esami superflui, prescrizioni ridondanti. In questo modo si sprecano risorse, si allungano le liste d\u2019attesa e si sottraggono opportunit\u00e0 di cura a chi ne ha bisogno\u00bb.<\/p>\n<p>Persino i ricoveri prolungati possono rivelarsi controproducenti: pi\u00f9 si rimane in corsia, pi\u00f9 si \u00e8 a rischio di infezioni ospedaliere, di disorientamento, di esami rischiosi e di cadute che compromettono irrimediabilmente il quadro clinico. \u00abI malati e i familiari, quando inducono i camici bianchi a fare medicina difensiva, rischiano di far crollare il concetto stesso di \u201ccoraggio\u201d, sia diagnostico che di azione\u00bb, spiega Paolo Groff, primario di Pronto soccorso dell\u2019Ospedale di Perugia. \u00abQuesto modo di pensare governa la nostra mente davanti a ogni paziente, spingendoci a ragionare per difenderci. La medicina \u00e8 una scienza non esatta, e quando facciamo una diagnosi procediamo per probabilit\u00e0, cercando di inquadrare il paziente in una curva gaussiana. Ma agli estremi di quella curva l\u2019errore \u00e8 inevitabile. Non chiediamo uno scudo che ci renda intoccabili, contestiamo il fatto che l\u2019errore diagnostico o terapeutico, frutto di un ragionamento clinico, venga trattato come reato. Se scelgo una strada logica e a posteriori si rivela sbagliata, non significa che io abbia commesso un crimine\u00bb.<\/p>\n<p>Le carenze strutturali e l\u2019ombra dell\u2019IA<\/p>\n<p>A tutto questo va aggiunta la carenza di organico e l\u2019insufficienza della medicina territoriale, che scarica tutte le problematiche sanitarie sugli ospedali, oltre ai problemi che un prossimo futuro arriveranno dalle diagnosi suggerite dall\u2019Intelligenza artificiale, con cui i medici dovranno concordare o alle quali dovranno opporsi, trovandosi in una situazione di ancor maggiore \u201cincertezza legale\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019aspettativa dei pazienti e la percezione pubblica<\/p>\n<p>In questa situazione di scarsa chiarezza e di discrepanza tra domanda e offerta nascono i contenziosi. \u00abI malati e i loro familiari escono furibondi dagli ospedali, convinti che la medicina possa dare sempre una risposta\u00bb, spiega il dottor Franco Marozzi, vice presidente di Simla, Societ\u00e0 italiana di medicina legale e delle assicurazioni. \u00abMa non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 mai nella storia dell\u2019umanit\u00e0 l\u2019aspettativa di vita \u00e8 stata cos\u00ec alta, e questo \u00e8 un risultato straordinario, figlio del progresso scientifico: tutto ci\u00f2 ha fatto s\u00ec che le persone vivano una sorta di assoluta pretesa di salute e di sopravvivenza. Non contemplano la possibilit\u00e0 che l\u2019ars medica possa essere fallace. Quando le cose vanno male si sentono traditi e scatta la ricerca del colpevole\u00bb.<\/p>\n<p>A peggiorare le cose ci si mette anche l\u2019opinione pubblica: il singolo caso di presunta malasanit\u00e0 viene ingigantito, come se fosse la regola, ignorando che in termini di statistica si tratta di frazioni infinitesimali. In Italia ogni giorno si erogano milioni di prestazioni sanitarie, tutte con una percentuale di rischio, ma le denunce sono \u201csolo\u201d 35 mila all\u2019anno. \u00abLa politica, dal canto suo, spesso parte solo alla ricerca del singolo capro espiatorio\u00bb, afferma un primario di chirurgia che preferisce rimanere anonimo. \u00abMai ammettere i limiti del sistema, meglio parlare di negligenza individuale e invocare punizioni esemplari, magari per un medico che ha sbagliato lavorando sotto organico e in condizioni di stress\u00bb.<\/p>\n<p>Il dolore dei familiari e il business delle cause<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi l\u2019altra parte della barricata. Quella di chi in corsia, in Pronto soccorso, su un\u2019ambulanza, ha perso un proprio caro: \u00e8 accecato dal dolore, convinto di essere vittima di un errore medico. Come dargli torto? \u00abE un comportamento comprensibile\u00bb, continua Anelli. \u00abNessuno vuole impedire ai cittadini di avere giustizia in caso di errori. Chiariamo per\u00f2 un concetto chiave: se io sparo a qualcuno, compio un atto volontario, scelgo di fare del male. In medicina non \u00e8 cos\u00ec: puoi aver seguito le linee guida, ma statisticamente un evento avverso pu\u00f2 verificarsi. Non \u00e8 volont\u00e0 del medico: ecco perch\u00e9 il 97-98 per cento dei procedimenti si chiude senza colpe. Che senso ha aprire indagini, spendere soldi pubblici, far vivere ai professionisti anni di processi inutili, per poi tornare sempre al punto di partenza?\u00bb.<\/p>\n<p>Dietro la disperazione di malati e familiari c\u2019\u00e8 anche un enorme business: sul piano economico, intorno alla responsabilit\u00e0 sanitaria ruota un ecosistema che non riguarda solo le polizze delle strutture ospedaliere ma anche parcelle, consulenze e perizie. Il mercato assicurativo della responsabilit\u00e0 civile sanitaria vale moltissimo: nel 2023 i premi dei rami responsabilit\u00e0 civile generale e sanitaria ammontavano a circa 706 milioni di euro, per un bacino economico che alimenta l\u2019indotto del contenzioso (avvocati, Ctu, periti, mediatori).<br \/>Per gli studi legali si parla di un giro d\u2019affari che vale 2 miliardi all\u2019anno e che \u2013 visti i dati di archiviazioni e assoluzioni \u2013 risulta essere un buon affare solo per gli avvocati che, ovviamente, vanno pagati comunque: un percorso del genere rischia pertanto di \u201crovinare\u201d ulteriormente il malato o i suoi familiari.<\/p>\n<p>Nessuna soluzione all\u2019orizzonte<\/p>\n<p>Soluzioni? Al momento nessuna e non \u00e8 nemmeno scontato che lo \u201cscudo penale\u201d torni presto all\u2019attenzione del Consiglio dei ministri e venga approvato, visti i problemi del ministro Orazio Schillaci. E vista anche la poca chiarezza sul discrimine tra colpa grave e attivit\u00e0 di speciale difficolt\u00e0. \u00abIl cuore di una possibile risoluzione del contenzioso \u00e8 proprio la definizione di colpa grave\u00bb, conclude Marozzi. \u00abStabilirla \u00e8 complicatissimo: la Cassazione ha gi\u00e0 elaborato varie definizioni, ma sono tutte difficilmente applicabili. Oggi la medicina \u00e8 talmente evoluta che riuscire a scrivere in una legge che cosa \u00e8 la colpa grave e cosa no sarebbe un\u2019impresa da grande legislatore, al livello di Napoleone. Battute a parte: questa statura politica negli ultimi decenni non l\u2019abbiamo vista\u00bb.<\/p>\n<p>A Marta, per\u00f2, non interessa pi\u00f9: valida specializzanda in un Pronto soccorso italiano, un paio di mesi fa si \u00e8 dimessa. Non ha retto all\u2019azione legale intentatale per un decesso a causa della rottura di un aneurisma: mesi di ansia, diagnosi di esaurimento e a quel punto la fuga in cerca di un lavoro meno rischioso. Poi \u00e8 arrivata l\u2019archiviazione, ma Marta a quel punto era gi\u00e0 uno dei tanti medici in meno, quelli che non troveremo quando arriveremo di corsa in ospedale in cerca di aiuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tra cause legali, medicina difensiva e carenze strutturali, il sistema sanitario italiano rischia il collasso. 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