{"id":94351,"date":"2025-09-07T19:34:14","date_gmt":"2025-09-07T19:34:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/94351\/"},"modified":"2025-09-07T19:34:14","modified_gmt":"2025-09-07T19:34:14","slug":"la-silloge-di-michele-miano-so-che-ti-prenderai-cura-di-me","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/94351\/","title":{"rendered":"La silloge di Michele Miano \u201cSo che ti prenderai cura di me\u201d"},"content":{"rendered":"<p class=\"caps\">Ho letto il tuo libro <strong>So che ti prenderai cura di me<\/strong> (Poesie e Appunti) dedicato a tuo padre Guido e a tuo zio Alessandro deceduti rispettivamente nel 2022 e nel 1994 indietro negli anni. Erano gli anni della mia giovinezza, quando i sogni di un giovane poeta iniziarono a realizzarsi. Conobbi tuo padre Guido a casa mia a Noto dove era venuto a trovarmi. Tu, ragazzino, gli facevi compagnia. E il mio salotto divenne il crogiolo dove prese il via la mia avventura letteraria con la consegna a tuo padre di un gruppo di composizioni poetiche da cui nacque il mio primo libro Il deserto e il cactus pubblicato nel 1982. Dopo quel libro furono tante le pubblicazioni per i tipi delle edizioni Guido Miano.<\/p>\n<p>Tutto inizi\u00f2 quando tuo zio Alessandro fond\u00f2 la rivista Davide nel 1951, ancora studente universitario a Catania, incoraggiato dagli amici Leonardo Sciascia e Pier Paolo Pasolini. Quella rivista fu la fucina da cui nacque la Casa Editrice Miano che prese l\u2019avvio il 18 giugno 1955 a Milano, uno dei pi\u00f9 importanti centri di cultura in Italia. Lo stesso giorno, dopo 67 anni, si chiuse la missione terrena di Guido Miano. E non solo nacque la casa editrice, ma due anni dopo fu istituito il \u201cCorso Biennale di Orientamento Professionale di Giornalismo\u201d presso il \u201cCentro Sperimentale italiano di Giornalismo\u201d. Ne era direttore lo stesso Guido Miano, e Presidente il Prof. Michele Clausi Schettini (Provveditore agli Studi di Milano) e dopo il pensionamento il Prof. Avv. Giuseppe Menotti De Francesco (Rettore dell\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano). La rilevante eredit\u00e0 di Guido Miano dopo la sua morte fu raccolta dai figli Michele, Carmelo e Laura. L\u2019Editrice Guido Miano \u00e8 cresciuta a tal punto da diventare un punto di riferimento nel campo editoriale da sorpassare in qualit\u00e0 case editrici storiche, ma che hanno abbandonato fundamentalis culturae themata.<\/p>\n<p>Tra le liriche del poeta Michele Miano mi ha emozionato la lirica Cerco. Descrive luoghi che io ho conosciuto durante i miei soggiorni estivi quale commissario agli esami di Stato negli anni \u201970.<\/p>\n<blockquote>\n<p>\u00abCerco nei tuoi occhi i sogni che trattengo \/ e le speranze, e il dolore che colgo \/ gi\u00f9 a valle con i drammi che si nascondono \/ tra i muri bianchi, i viali verdi e i fiori.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il poeta vede riflessi negli occhi di chi gli sta di fronte i suoi sogni e le sue speranze, mentre laggi\u00f9 a valle, si consumano i drammi che la natura, indifferente, nasconde dietro i muri bianchi, i viali verdi e i fiori. Quanto \u00e8 bella la natura, tanto \u00e8 doloroso il destino umano. Quella cima balza, ricca d\u2019erba, quella parte rocciosa a strapiombo, per\u00f2, nasconde una perla di rugiada, tra gli abeti, che ti consola e ti fa risorgere.<\/p>\n<p>E il cielo sembra annegare \/ in un mare di stelle.<\/p>\n<p>E il naufragar mi \u00e8 dolce in questo mare. <\/p>\n<p>Sono due versi: il primo di Michele Miano; il secondo di Giacomo Leopardi. Fra i due versi vi \u00e8 una somiglianza logica, una similitudine. Il mare del Leopardi \u00e8 il mare di stelle del Miano: il Leopardi naufraga dolcemente, cio\u00e8 prova piacere nel mare dell\u2019infinito, vasto e misterioso; il Miano sembra annegare in un mare di stelle, dove al di l\u00e0 di esse c\u2019\u00e8 l\u2019infinito. Ambedue perdono la concezione del presente, della realt\u00e0, e si immergono in qualcosa di pi\u00f9 grande smarrendosi al di l\u00e0 della realt\u00e0 tangibile.<\/p>\n<p>Il cielo citato dal Miano \u00e8 Dio. Risiede nei cieli: etimologicamente Dio e il Cielo sono la stessa cosa. Dio = Cielo; Cielo = Dio (deiwos, djews, parola indoeuropea che significava il cielo). Secondo la visione umana e alcune religioni \u00e8 la dimora del Creatore dell\u2019universo. Michele Miano, pertanto, nel due versi \u00abE il cielo sembra annegare \/ in un mare di stelle\u00bb intende dire che l\u2019uomo non \u00e8 in grado di trovare Dio. Allora solleva una preghiera: Ma quando verr\u00e0 il vero Natale? (Natale)<\/p>\n<p>Non ci resta che il \u201cSilenzio\u201d: \u00abEd, ecco, l\u2019alba, foriera di nuove illusioni; e i \u201cRicordi\u201d: E il giorno \u00e8 come la notte \/ la notte \u00e8 come il giorno. \/ Oggi, domani e dopodomani. Poi: Per un attimo mi sembra di raggiungere \/ il nervo delle cose, \/ ma un battere di ciglia non \u00e8 \/ un colpo d\u2019ali che ti solleva\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>Per l\u2019essere umano non c\u2019\u00e8 verso per raggiungere l\u2019essenza, la verit\u00e0 profonda delle cose. Sembra, ma non si realizza. La Verit\u00e0 \u00e8 irraggiungibile. Senza il supremo apporto di forze mentali evolute che abbiano avuto il tempo di svilupparsi tecnologicamente e psichicamente non si pu\u00f2 essere in grado di modificare la struttura mentale dell\u2019uomo che permetta di superare i limiti mentali raggiunti. Ci\u00f2 implica l\u2019accettazione dell\u2019esistenza di un cosmo non limitato alle sole dimensioni terrene, ma ad un mondo materiale e spirituale superiore. Una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa e profonda di quello che percepiamo, un\u2019apertura a dimensioni trascendentali. Un percorso a noi finora sconosciuto. \u201cSensazioni (Paesaggi dell\u2019anima)\u201d si conclude con questa terzina: \u00abOltre, il mio orizzonte, \/ le risposte che non ho, \/ in un quaderno ancora senza titolo\u00bb. Sapranno i nostri posteri, e forse noi stessi se non saremo spariti per sempre dopo la morte (non c\u2019\u00e8 una prova, ma solo una fede prodotta dalla nostra cultura \u2013 tante altre sono le culture e pertanto le religioni o Credi diffusi nel mondo \u2013 una fede, dicevamo, sull\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima e su una vita oltre la vita che \u2018ci fa credere in un certo modo\u2019, di cui non c\u2019\u00e8 certezza)? Progredire, anche oltre la morte. Non sappiamo. Grande \u00e8 il mistero.<\/p>\n<p>Alla fine della raccolta poetica: So che ti prenderai cura di me, e che Michele Miano definisce preghiera-soliloquio, frase-titolo che l\u2019autore rivolge al padre Guido, dei frammenti numerati, senza titolo perch\u00e9 non ne hanno bisogno essendo come una meditazione che muta direzione o pensiero o emozione verso una nuova prospettiva avente come fine il capire meglio se stessi, immersi come siamo in una confusa direzione cosmica. Ha pure una dedica: ad Alessandro Miano. E come un discorso del tutto personale, ma i cui destinatari sono il padre Guido e lo zio Alessandro. Il soliloquio inizia con l\u2019apparizione di una vela in mare. Si continua con le due porte: la porta del presente, naturalmente aperta, e quella del domani, chiusa: e questo perch\u00e9 non si conosce il domani. La porta aperta visibilizza le cose che vedi e che naturalmente non possono essere positive perch\u00e9 non sono del Cielo, ma della Terra dove la sofferenza \u00e8 all\u2019ordine del giorno. Si diventa silenziosi guardando un\u2019esistenza che sembra non avere alcuno scopo. Si diventa verdi di rabbia associata a un\u2019intensa frustrazione; verdi di bile che porta ad una emozione negativa intensa; \u00abVerde questo giorno senza cielo o questa strada senza sole\u00bb, per finire con un verso di straziante dolore: \u00abio sar\u00f2 l\u2019onda che s\u2019adagia ai bordi della sera\u00bb. (Frammenti IV)<\/p>\n<p>Ed \u00e8 l\u00e0 in quei bordi che concluderemo la nostra vita adagiandoci come l\u2019onda quando si far\u00e0 sera, preludio dell\u2019eterno buio della notte. E i frammenti si concludono con l\u2019immagine di un mondo e di una vita di cui si impossessa una tenera gramigna che crea dolci prati, ma soffoca la tua esistenza causando un danno ineliminabile impossessandosi di te, tanto che \u00abil cielo \u00e8 rattrappito \/ e sembra pregare ai singhiozzi della vita\u00bb. Isolato un frammento senza titolo, un\u2019amara chiusura, ma un richiamo a Dio, le Dieu inconnu di Paolo VI nel discorso che fece all\u2019ONU. (Dio ignoto pu\u00f2 riferirsi al romanzo di John Steinbeck, Al Dio Ignoto \u2013 East of Eden, o all\u2019espressione greca Agnostos Theos. Questa seconda espressione, menzionata negli atti degli Apostoli, racconta che Paolo di Tarso fece un discorso all\u2019Areopago di Atene riferendosi a questo Dio sconosciuto che era una divinit\u00e0 venerata nell\u2019antica Grecia e Roma). Nell\u2019isolato frammento prima della triade lirica a chiusura dei Frammenti, Michele Miano in due terzine brevi invoca Dio. Resta una speranza \u2013 dice -, buia. Una preghiera per un\u2019assenza, quella di Dio, di cui anela la presenza: \u00abe buia \u00e8 la speranza \/ di te, mio Dio\u00bb. Sono meritevoli di citazione il primo verso dell\u2019ultima composizione del libro: Passer\u00e0 questo tempo balordo, ma specialmente l\u2019ultimo verso a chiusura della raccolta: Forse mi resta accanto almeno un deltaplano. \u00c8 come se l\u2019uomo potesse volare, spaziare nell\u2019aria, libero delle pastoie della vita.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\n\tCorrelati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ho letto il tuo libro So che ti prenderai cura di me (Poesie e Appunti) dedicato a tuo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":94352,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-94351","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=94351"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94351\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94352"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=94351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=94351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=94351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}