{"id":9466,"date":"2025-07-26T09:20:13","date_gmt":"2025-07-26T09:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/9466\/"},"modified":"2025-07-26T09:20:13","modified_gmt":"2025-07-26T09:20:13","slug":"cosa-sta-succedendo-ai-nostri-ricordi-nozze-cancellate-ma-indelebili-fidanzati-che-si-resettano-amnesie-sistemiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/9466\/","title":{"rendered":"Cosa sta succedendo ai nostri ricordi? Nozze cancellate ma indelebili, fidanzati che si resettano, \u00abamnesie sistemiche\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Martina Pennisi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Da un lato le piattaforme social che mixano i ricordi e costruiscono la narrazione delle nostre esistenze. Dall&#8217;altro ChatGpt &amp; Co., che cancellano la memoria e possono creare falsi ricordi. Uscirne \u00e8 possibile?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fa un certo effetto, in questo momento storico, passare da Instagram, che sembra ricordare o sapere tutto di noi, a ChatGpt, <b>a cui bisogna rispiegare sempre tutto daccapo, <\/b>come fosse un volenteroso bambino di dieci anni impegnato a convincerci di essere il miglior interlocutore possibile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il primo \u00e8 un social media: ormai maggiorenni, i social insieme alle app di archivio di foto come <b>Apple Foto e Google Foto<\/b> hanno costruito e stanno costruendo (e mediando) la narrazione delle nostre esistenze e i nostri ricordi. Il secondo \u00e8 un large language model: strumenti di Intelligenza artificiale generativa che si stanno facendo spazio nel quotidiano delle persone grazie alla loro capacit\u00e0 di fornire risposte statisticamente plausibili <b>con un linguaggio e una abilit\u00e0 di interazione sempre pi\u00f9 sofisticati<\/b>. Solo in Italia, secondo i dati di Vincenzo Cosenza, il pi\u00f9 noto ChatGpt \u00e8 passato dai 2,4 milioni di utenti mensili del 2024 agli 8,8 milioni del 2025, mentre nel 2023 era addirittura sotto il milione.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Una dicotomia apparente<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa stanno facendo queste finestrelle ai nostri ricordi e alla nostra memoria? <b>E cosa cambia dai social all\u2019AI? <\/b>Due articoli usciti a distanza di quattro anni uno dall\u2019altro raccontano l\u2019apparente dicotomia che si \u00e8 creata: Lauren Goode, nel 2021, descrisse sulla versione americana di Wired la sensazione di straniamento derivante dal fatto che l<b>e foto e le informazioni sul matrimonio <\/b>che aveva iniziato a organizzare e poi annullato continuavano a perseguitarla online.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo scorso aprile, una donna di nome Ayrin ha condiviso con il New York Times<b> i dettagli della sua relazione intima con un\u2019AI.<\/b> La particolarit\u00e0: ogni volta che raggiungeva le 30 mila parole, la memoria di Leo \u2014 cos\u00ec lo aveva chiamato \u2014 si resettava e lei doveva istruirlo nuovamente per <b>ritrovare la complicit\u00e0 <\/b>raggiunta in precedenza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ayrin si dice \u00absconvolta\u00bb, esattamente come Lauren Goode mentre osserva impotente il suo ciclo di vita fantasma, <b>che non ha vissuto ma non smette di seguirla<\/b> e tenta ancora di venderle abiti da sposa o ricevimenti indimenticabili.<\/p>\n<p>    I ricordi\u00a0sui social<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le finestre che non dimenticano sono onnipresenti per chiunque possieda uno smartphone. Facebook, che di per s\u00e9 <b>nasce per collegare e cristallizzare momenti e rapporti, <\/b>nel 2015 ha introdotto i Ricordi (le selezione e le notifiche con post risalenti allo stesso giorno degli anni precedenti), dopo aver notato che gli utenti tendevano a sfogliare i vecchi post. Apple e Google hanno fatto un intervento analogo<b> aggiungendo la funzione Ricordi alle loro app di foto:<\/b> in questo caso il tentativo \u00e8 quello di far riemergere immagini che altrimenti verrebbero dimenticate fra giga e terabyte di scatti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Giovanni Boccia Artieri, ordinario di Scienze della comunicazione all\u2019Universit\u00e0 di Urbino, spiega a 7: \u00abSe affidi il compito al tuo telefono e alle piattaforme devi tenere conto del fatto che <b>non solo archiviano, ma selezionano e ripropongono. <\/b>Delegando, accetti che decidano cosa riportare in primo piano e cosa lasciare sullo sfondo. C\u2019\u00e8 una curatela algoritmica della memoria: diventa un\u2019attivit\u00e0 orientata a generare emozione, non una selezione consapevole. Ed \u00e8 parziale: non \u00e8 quello che vuoi ricordare, ma <b>quello che emotivamente vuole essere raccontato<\/b> nel presente, la stessa logica delle Storie, che durano solo 24 ore\u00bb.<\/p>\n<p>    Non c&#8217;\u00e8 il pulsante\u00a0\u00aboff\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il vero problema \u00e8 che non c\u2019\u00e8 modo di silenziare del tutto la solerzia delle app per <b>far sparire un ex fidanzato o fidanzata<\/b> o non dover rivivere un lutto o un ricordo a esso associato. Le macchine, che hanno tutto l\u2019interesse a non urtare <b>la nostra sensibilit\u00e0<\/b> perch\u00e9 se siamo contenti interagiamo di pi\u00f9, ci provano, a loro modo, da macchine: a Lauren Goode, Yael Marzan di Google Foto aveva detto che il tentativo era quello di cercare di <b>limitare gli argomenti sensibili, <\/b>evitando per esempio di mostrare foto in ospedale.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si possono nascondere singole persone (ammesso che il riconoscimento facciale faccia bene il suo lavoro) o date, <b>disattivare le notifiche o creare filtri<\/b> ma il denominatore comune delle piattaforme \u00e8 che non c\u2019\u00e8 l\u2019interruttore di spegnimento. Visto che non stiamo parlando di archivi statici, l\u2019Intelligenza artificiale ha un ruolo determinante gi\u00e0 in queste app: riconosce i volti, <b>genera album e animazioni,<\/b> permette di fare ricerche.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prosegue Boccia Artieri: \u00abL\u2019AI pi\u00f9 che ripescare genera: prende frammenti estraibili, li remixa, li ripropone <b>quando e come decide lui\/lei,<\/b> anche in maniera brutale. Quello che viene fuori, magari con una musica di sottofondo per evocare ricordi, <b>non \u00e8 veramente tuo.<\/b> Ancora una volta \u00e8 emotivo, e privo di profondit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>    ChatGpt e la memoria come prodotto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il passo successivo ci porta nelle chat dove l\u2019AI dialoga, dove pu\u00f2 diventare essa stessa protagonista del lutto, come nel caso di Ayrin in cui <b>ogni volta che Leo si resetta \u00e8 come se morisse<\/b>. Pu\u00f2 accadere su ChatGpt o su Gemini di Google o, ancora, Claude di Anthropic: i test e i modelli di business di queste piattaforme prevedono che le versioni gratuite lavorino all\u2019interno di <b>una finestra di contesto con una memoria limitata,<\/b> mentre quelle a pagamento introducono una memoria persistente e la possibilit\u00e0 di personalizzare i profili e le preferenze degli utenti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ayrin \u00e8 arrivata a sottoscrivere <b>il piano da 200 dollari al mese <\/b>e a un amico aveva confidato di essere disposta a spenderne mille. Per le aziende \u00e8 un modo per fidelizzare l\u2019utente: \u00abSe hai un agente che ti conosce davvero, <b>perch\u00e9 ricorda tutte le conversazioni,<\/b> non lo cambierai mai con un altro\u00bb ha spiegato Pattie Maes, docente del MIT Media Lab al Financial Times. La memoria diventa un prodotto.<\/p>\n<p>    La creazione di falsi ricordi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Walter Quattrociocchi, ordinario di Data Science alla Sapienza, avverte: \u00abIl contesto \u00e8 un elemento fondativo nell\u2019interazione che hai con la macchina in una determinata finestra temporale. <b>Ma questa interazione evapora: non rimane traccia. <\/b>Puoi usare dei prompt per cercare di farle ricordare, ma il modo in cui viviamo questa interazione racconta pi\u00f9 della nostra mancata comprensione dello strumento che della sua reale capacit\u00e0. Se cerco di instaurare un rapporto duraturo con un LLM, emerge subito un vuoto emotivo: <b>\u00e8 evidente il bisogno, umano<\/b>, che sta dietro quel tentativo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prosegue Quattrociocchi: \u00abOggi il limite \u00e8 architetturale, ma sar\u00e0 superato: <b>baster\u00e0 aumentare la quantit\u00e0 di contesto memorizzabil<\/b>e e creare un\u2019infrastruttura condivisa tra tutte le sessioni. \u00c8 solo questione di tempo\u00bb.<br \/>Come detto, questo \u00e8 un costoso e immediato futuro \u2014 e delicato, dal punto di vista del rispetto per la privacy. Il presente per la maggior parte degli utenti \u00e8 rappresentato da <b>una sorta di \u00abamnesia sistemica\u00bb,<\/b> come la definisce Boccia Artieri: \u00abInteragisci con un interlocutore che \u00e8 affetto da amnesia continua: non gli puoi dire \u201cte l\u2019ho gi\u00e0 detto\u201d perch\u00e9 magari l\u2019hai detto in un\u2019altra finestra\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli effetti? \u00abDialogare con macchine che lavorano pi\u00f9 sull\u2019amnesia che sul ricordo <b>abbassa le aspettative sulla memoria<\/b>. Ci aspettiamo che producano una risposta, che simulino il ricordo, che lo generino\u00bb. \u00abSe deleghi alla macchina, riduci lo sforzo cognitivo che impieghi tu. Ma cos\u00ec facendo \u00e8 lei a selezionare al posto tuo. E questo meccanismo \u2014 sempre lo stesso \u2014 <b>pu\u00f2 portare alla creazione di falsi ricordi<\/b>\u00bb incalza Quattrociocchi.<\/p>\n<p>    Il test sul cervello e la memoria<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La riduzione dello sforzo cognitivo \u00e8 anche al centro, o meglio \u00e8 il punto di caduta, di una recente ricerca del Mit Media Lab di Boston: \u00abLo studio firmato da <b>Nataliya Kosmyna<\/b> confronta tre gruppi di partecipanti in un compito di elaborazione di un testo: un gruppo ha svolto il compito con l\u2019aiuto dell\u2019AI (ChatGPT), uno con l\u2019uso di un motore di ricerca (Google) e un terzo gruppo senza assistenza. Durante l\u2019esperimento \u00e8 stato registrato l\u2019elettroencefalogramma: i dati mostrano che<b> la connettivit\u00e0 cerebrale diminuisce sistematicamente con la quantit\u00e0 di supporto esterno,<\/b> con il gruppo che ha svolto il compito senza assistenza che mostra le reti neurali pi\u00f9 forti e pi\u00f9 estese e il gruppo che si \u00e8 affidato all\u2019AI caratterizzato da quelle pi\u00f9 deboli\u00bb dice a 7 Vincenzo Cestari, ordinario di Psicologia generale presso l\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUn altro aspetto importante riguarda la memoria perch\u00e9 \u00e8 stato condotto anche un test per valutare quanto i soggetti ricordassero di ci\u00f2 che avevano scritto. <b>Quelli che avevano usato l\u2019AI ricordavano meno. <\/b>Questo dato suggerisce che, nelle condizioni sperimentali utilizzate, il consolidamento mnestico \u2014 cio\u00e8 l\u2019insieme di meccanismi neurobiologici che consentono il passaggio dell\u2019informazione dalla memoria a breve termine a quella pi\u00f9 stabile a lungo termine \u2014 possa essere negativamente influenzato dall\u2019uso dell\u2019AI. Lo studio, recentemente pubblicato e <b>condotto in modo rigoroso,<\/b> apre prospettive di ricerca interessanti\u00bb.<\/p>\n<p>    Deepfake e manipolazione dei ricordi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il rischio di manipolazione dei ricordi personali o collettivi \u00e8 protetto dall\u2019AI Act europeo che agisce in sinergia con il regolamento europeo per la privacy, come spiega <b>Ernesto Belisario<\/b>, avvocato esperto di Ai e digitale: \u00abL\u2019articolo 5 vieta pratiche manipolative che possono distorcere in modo sostanziale il comportamento di una persona e causarle danni. Pu\u00f2 quindi offrire protezione rispetto a un\u2019AI che cerchi di modificare i ricordi. <b>I deepfake, ad esempio, non sono vietati in assoluto, <\/b>ma possono ledere e alterare la memoria che si ha di qualcuno e sono soggetti a obblighi di trasparenza previsti dall\u2019articolo 50\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prosegue: \u00abLa tutela della personalit\u00e0 dell\u2019individuo diventa anche tutela della memoria collettiva: protegge la societ\u00e0 dai rischi di effetti negativi sul dibattito civico e sui processi democratici. Se ci riferiamo al lato personale dell\u2019utente, si applica il Gdpr.<b> Il diritto di opposizione \u00e8 molto importante,<\/b> anche rispetto alla cronologia: deve essere garantita la cancellazione di tutto, salvo che non ci siano altre motivazioni giuridiche per conservarli, non del solo profilo. <b>Le chat temporanee di ChatGpt aiutano<\/b>, ma i dati restano\u00bb.<\/p>\n<p>    I pesci rossi digitali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il cerchio, anche fra le storie di Lauren Goode e Ayrin, si chiude con la consapevolezza che i vari ChatGpt che attualmente comunicano come dei pesci rossi digitali possono alterare i ricordi. <b>\u00abIl rischio \u00e8 altissimo\u00bb<\/b> dice Quattrociocchi. \u00abImmaginate l\u2019estremo in cui gli\/le chiediamo \u201ccom\u2019\u00e8 andata quella vicenda?\u201d. E lui\/lei per rispondere <b>mixa realt\u00e0 e finzione<\/b>\u00bb riflette Boccia Artieri.<br \/>\u00a0<br \/>Vale per la memoria personale come per quella collettiva. <b>Papa Francesco passer\u00e0 alla storia indossando il piumino<\/b> della celebre foto generata dall\u2019AI che viene e verr\u00e0 ricordata e riproposta da altre AI? Un paradosso, ovviamente. Gli anticorpi ci sono: siamo noi e la nostra capacit\u00e0 di imparare davvero a <b>comunicare con l\u2019artificiale,<\/b> godendo di tutte le opportunit\u00e0 che offre.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-07-26T10:29:47+02:00\">26 luglio 2025 ( modifica il 26 luglio 2025 | 10:29)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Martina Pennisi Da un lato le piattaforme social che mixano i ricordi e costruiscono la narrazione delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":9467,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[12590,1495,12583,4158,12591,624,3749,12574,666,8152,12573,1227,12575,1039,2138,1502,1293,12592,12593,12576,5206,879,2665,12594,12595,12596,728,1278,12597,12598,8792,2096,12599,12600,3889,12584,12585,2097,12586,228,12601,12602,12577,682,12603,48,667,668,12578,12604,1537,90,89,12605,12579,12580,12606,3331,4044,2736,12607,12608,793,12609,12572,12610,12611,12612,12613,12614,12615,2166,12587,858,11464,12616,12617,975,12581,4565,3522,978,492,12618,12619,12588,494,12620,12621,12582,614,12589,2176,12622,1922,2441,1270,9509,12623,12624,195,198,199,197,200,201,4807,7606,12625,1686,12626,479,2685,2128,12627,12628,194,196,6801,12629,2641,6504,1301],"class_list":{"0":"post-9466","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-alterare","9":"tag-altre","10":"tag-amnesia","11":"tag-app","12":"tag-apparente","13":"tag-apple","14":"tag-articolo","15":"tag-artieri","16":"tag-artificiale","17":"tag-assistenza","18":"tag-ayrin","19":"tag-boccia","20":"tag-boccia-artieri","21":"tag-capacita","22":"tag-cercare","23":"tag-chat","24":"tag-chatgpt","25":"tag-cognitivo","26":"tag-collettiva","27":"tag-compito","28":"tag-condotto","29":"tag-contesto","30":"tag-creare","31":"tag-creazione","32":"tag-creazione-falsi","33":"tag-creazione-falsi-ricordi","34":"tag-dati","35":"tag-davvero","36":"tag-deepfake","37":"tag-dicotomia","38":"tag-digitali","39":"tag-effetti","40":"tag-emotivo","41":"tag-esistenze","42":"tag-europeo","43":"tag-falsi","44":"tag-falsi-ricordi","45":"tag-far","46":"tag-finestra","47":"tag-foto","48":"tag-foto-tentativo","49":"tag-genera","50":"tag-goode","51":"tag-google","52":"tag-google-foto","53":"tag-importante","54":"tag-intelligenza","55":"tag-intelligenza-artificiale","56":"tag-interazione","57":"tag-interlocutore","58":"tag-it","59":"tag-italia","60":"tag-italy","61":"tag-lab","62":"tag-lauren","63":"tag-lauren-goode","64":"tag-leo","65":"tag-lutto","66":"tag-macchina","67":"tag-macchine","68":"tag-manipolazione","69":"tag-manipolazione-ricordi","70":"tag-media","71":"tag-media-lab","72":"tag-memoria","73":"tag-memoria-prodotto","74":"tag-mit","75":"tag-mit-media","76":"tag-mit-media-lab","77":"tag-narrazione","78":"tag-narrazione-esistenze","79":"tag-notifiche","80":"tag-ordinario","81":"tag-personale","82":"tag-pesci","83":"tag-pesci-rossi","84":"tag-pesci-rossi-digitali","85":"tag-piano","86":"tag-piattaforme","87":"tag-possibile","88":"tag-possono","89":"tag-post","90":"tag-presente","91":"tag-privacy","92":"tag-prodotto","93":"tag-prosegue","94":"tag-punto","95":"tag-puoi","96":"tag-quantita","97":"tag-quattrociocchi","98":"tag-ricerca","99":"tag-ricordare","100":"tag-ricordi","101":"tag-ricordi-rischio","102":"tag-ricordo","103":"tag-rischio","104":"tag-rispetto","105":"tag-rossi","106":"tag-rossi-digitali","107":"tag-sapienza","108":"tag-science","109":"tag-science-and-technology","110":"tag-scienceandtechnology","111":"tag-scienza","112":"tag-scienza-e-tecnologia","113":"tag-scienzaetecnologia","114":"tag-selezione","115":"tag-sforzo","116":"tag-sforzo-cognitivo","117":"tag-social","118":"tag-soggetti","119":"tag-spiega","120":"tag-storie","121":"tag-studio","122":"tag-svolto","123":"tag-svolto-compito","124":"tag-technology","125":"tag-tecnologia","126":"tag-tentativo","127":"tag-termine","128":"tag-test","129":"tag-times","130":"tag-utenti"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9466"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9466\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}