{"id":94741,"date":"2025-09-08T00:33:15","date_gmt":"2025-09-08T00:33:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/94741\/"},"modified":"2025-09-08T00:33:15","modified_gmt":"2025-09-08T00:33:15","slug":"scorpion-milk-slime-of-the-times","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/94741\/","title":{"rendered":"SCORPION MILK &#8211; Slime Of The Times"},"content":{"rendered":"<p>                <img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/scorpion-milk-slime-of-the-times-500x500.jpg\" class=\"attachment-band-image size-band-image wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"  \/>                <\/p>\n<p>voto<br \/><b>7.5<\/b><\/p>\n<ul class=\"album-details\">\n<li>Band:<br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/band\/scorpion-milk\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">SCORPION MILK<\/a>                     <\/li>\n<li>Durata: 00:36:01<\/li>\n<li>Disponibile dal: 19\/09\/2025<\/li>\n<li>Etichetta: <\/li>\n<li>\n                                Peaceville\n                            <\/li>\n<\/ul>\n<p>\n                        Streaming non ancora disponibile\n                        <\/p>\n<p>La poliedricit\u00e0 di Mat McNerney \u00e8 proverbiale e lo ha condotto negli anni in molti punti del metal estremo, preferibilmente di impronta eccentrica e sperimentale, portandolo pi\u00f9 avanti negli anni ad avvicinarsi a un altro contesto, quello del post-punk\/dark rock metallizzato: una corrente divenuta pervasiva nel metal odierno, estremo e non, della quale l\u2019artista di origine inglese e da molti anni trasferitosi in Finlandia \u00e8 uno dei principali responsabili.<br \/>A distanza ormai di oltre dieci anni possiamo affermare che i suoi Beastmilk con \u201cClimax\u201d abbiano pubblicato uno dei dischi pi\u00f9 importanti del loro periodo storico, spandendo un\u2019influenza duratura sul metal venuto in seguito, in maniera pi\u00f9 o meno diretta. E se in termini di vero \u2018successo\u2019 i Beastmilk prima e la loro successiva incarnazione, i Grave Pleasures, ne hanno guadagnato in maniera relativa, rimanendo una creatura tutto sommato underground, l\u2019aver rivitalizzato un certo suono e immaginario rimane un merito indiscutibile.<br \/>In un\u2019annata che lo ha gi\u00e0 visto tornare sul mercato con il nuovo, ottimo, capitolo a firma Hexvessel, \u201cNocturne\u201d, McNerney si ripresenta all\u2019iniziar dell\u2019autunno con un disco solista, dal cui moniker gi\u00e0 si intuisce dove andremo a parare. C\u2019\u00e8 sempre il latte di mezzo, in questo caso quello di scorpione, e l\u2019idea manifesta di questo \u201cSlime Of The Times\u201d \u00e8 proprio quella di riprendere in mano le amate venature post-punk, in un\u2019ottica pi\u00f9 datata di quella dei Grave Pleasures, costruendo un ideale ponte tra l\u2019operato di seminali band ottantiane (Killing Joke, The Sisters Of Mercy) e quello di realt\u00e0 recenti, come Health, Drab Majesty, Molchat Doma.<\/p>\n<p>Per questo suo esordio solista McNerney si \u00e8 avvalso di collaboratori di un certo perso, come Tor Sj\u00f6d\u00e9n dei Viagra Boys alla batteria, Nate Newton (Converge, Cave In) al basso, alcune fugaci apparizioni di \u2018Big\u2019 Paul Ferguson dei Klling Joke e Will Gould dei Creeper alla voce principale per \u201cShe Wolf Of London\u201d. L\u2019album \u00e8 stato interamente prodotto e registrato da McNerney medesimo presso i Pine Hill Studio, nella sua Finlandia, lasciando poi il missaggio a Wayne Adams nei Bear Bites Horse, mentre il mastering \u00e8 stato effettuato presso i celebri Abbey Studios.<br \/>Il risultato finale \u00e8 direttamente discendente dell\u2019idea di post-punk maturata dal cantante inglese negli anni: una musica dal feeling contagioso, ipnotica e avvolgente, dal suadente fascino notturno, intrisa di una rabbia sotterranea, amara, disillusa, e una malsana voglia di divertimento che cerca di dissipare, o di omaggiare, tutta questa negativit\u00e0.<br \/>Rispetto alle incarnazioni Beastmilk\/Grave Pleasures, il tessuto sonoro sa maggiormente di vintage, con un minore ardore metallico addosso. Non c\u2019\u00e8 l\u2019esplosivit\u00e0 di album come \u201cClimax\u201d e \u201cMotherblood\u201d, affiora qua e l\u00e0 il taglio pi\u00f9 calmo e riflessivo di \u201cPlagueboys\u201d, ma siamo comunque su un campo da gioco leggermente differente. Certo, l\u2019impronta \u00e8 quella, la voce \u00e8 troppo inconfondibile, caratteristica, per ingannarsi, ma pure il modo di svilupparsi della musica \u00e8 immediatamente riconducibile al suo autore.<br \/>Le sensazioni indotte sono dolcemente ottantiane, figlie veramente di un altro ecosistema e la produzione va in questo senso a staccare nettamente con altri album prodotti di recente in ambito post-punk metallizzato. \u00c8 pi\u00f9 secca, affilata e sottile, non c\u2019\u00e8 la ricerca della botta di suono a tutti i costi, \u00e8 pulita il giusto e ha una consistenza poco patinata che potrebbe ricordare il suono dei Rope Sect, tanto per dare un riferimento coevo.<br \/>Mentre a livello stilistico ci si permette pi\u00f9 di una divagazione, iniettando un rude spirito punk in tanti frangenti, facendo risultare \u201cSlime Of The Times\u201d un disco instabile, che da un lato regala spunti affabili e di facile ascolto, dall\u2019altro crea disturbo, rumore, un pizzico di disagio.<\/p>\n<p>Volendo ritrovare per forza di cose l\u2019impronta \u2018alla Grave Pleasures\u2019, questa se ne esce bellamente negli episodi pi\u00f9 scatenati, quelli da ballo contagioso e tarantolato sull\u2019orlo del precipizio e qui svetta la fiammante \u201cShe Wolf Of London\u201d. Non \u00e8 questo per\u00f2 il sentiero prediletto della tracklist, che vive pi\u00f9 spesso di loop ipnotici, strappi vocali rabbiosi e un\u2019indole da inquieti bassifondi (\u201cWall To Wall\u201d, \u201cThe Will To Live\u201d); oppure c\u2019\u00e8 la calma estatica nell\u2019osservare il disastro tutt\u2019attorno, quella del primo singolo \u201cAnother Day, Another Abyss\u201d o della title-rack.<\/p>\n<p>La domanda che vi state probabilmente ponendo fin dal primo rigo della recensione, \u00e8 inevitabilmente questa: siamo sui medesimi livelli dei Beastmilk e Grave Pleasures? Quasi.<br \/>Il disco funziona bene nel suo complesso e nei singoli episodi, suonando inoltre come qualcosa di caratteristico e non sovrapponibile ad altri progetti di McNerney. Belle le atmosfere evocate, efficace il songwriting e il clima tossico e decadente iniettato da queste amare sonorit\u00e0.<br \/>Non ci sono, a nostro avviso, le vette raggiunte in altre occasioni: forse sentiamo la nostalgia dell\u2019esplosivit\u00e0 apocalittica di \u201cClimax\u201d e \u201cMotherblood\u201d, eppure anche l\u2019incedere ragionato del pi\u00f9 recente \u201cPlagueboys\u201d possedeva un pizzico di magia aggiuntiva rispetto a \u201cSlime Of The Times\u201d.<br \/>Buono comunque anche questo esordio a firma Scorpion Milk, con un artista di questa levatura ci rendiamo conto di essere particolarmente esigenti, proprio per l\u2019alto livello a cui ci ha abituato con le sue uscite. A scanso di equivoci, se pure questo disco dovesse prossimamente diventare una formidabile fonte di dipendenza, non ce ne stupiremmo affatto\u2026<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"voto7.5 Band: SCORPION MILK Durata: 00:36:01 Disponibile dal: 19\/09\/2025 Etichetta: Peaceville Streaming non ancora disponibile La poliedricit\u00e0 di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":94742,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-94741","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94741","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=94741"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94741\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94742"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=94741"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=94741"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=94741"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}