{"id":95153,"date":"2025-09-08T06:58:09","date_gmt":"2025-09-08T06:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/95153\/"},"modified":"2025-09-08T06:58:09","modified_gmt":"2025-09-08T06:58:09","slug":"gemelli-digitali-in-sanita-che-cosa-sono-come-si-costruiscono-dove-stanno-gia-funzionando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/95153\/","title":{"rendered":"\u00abGemelli digitali\u00bb in sanit\u00e0: che cosa sono, come si costruiscono, dove stanno gi\u00e0 funzionando"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Ruggiero Corcella<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Dai cuori virtuali su larga scala ai \u00abgemelli\u00bb dei reparti ospedalieri, i digital twin stanno passando dai laboratori ai reparti, promettendo cure pi\u00f9 precise e ospedali pi\u00f9 efficienti. Restano per\u00f2 nodi di validazione, etica e regole<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un cuore \u00abvirtuale\u00bb costruito su misura per ogni individuo:<\/b> \u00e8 questa la promettente prospettiva che emerge da uno studio internazionale pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s44161-025-00650-0\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Nature Cardiovascular Research<\/a>, in cui i ricercatori del King\u2019s College di Londra, dell\u2019Imperial College di Londra e dell\u2019Alan Turing Institute hanno sviluppato una popolazione di digital twin cardiaci, ovvero \u00abgemelli digitali\u00bb del cuore umano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si tratta di <b>modelli matematici avanzati e personalizzati<\/b>, capaci di simulare con grande realismo il comportamento elettrico del muscolo cardiaco. L\u2019obiettivo? Comprendere meglio le sottili differenze nella fisiologia elettrica del cuore, da una persona all\u2019altra &#8211; anche tra individui sani &#8211; e anticipare eventuali vulnerabilit\u00e0 che potrebbero sfuggire agli esami standard come l\u2019elettrocardiogramma.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nello studio si spiega come, utilizzando risonanze magnetiche ed elettrocardiogrammi della UK Biobank e da coorti cliniche, siano stati <b>generati 3.461 \u00abgemelli cardiaci\u00bb pi\u00f9 359 modelli<\/b> da pazienti con cardiopatia ischemica, mostrando come et\u00e0 e obesit\u00e0 rimodellino le propriet\u00e0 elettriche del cuore.<\/p>\n<p>    Cos&#8217;\u00e8 un gemello digitale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma che cos\u2019\u00e8 esattamente un gemello digitale? \u00ab<b>Una replica digitale<\/b> di un oggetto che riproduce anche i cambiamenti che avvengono nell\u2019oggetto reale. Questo vuol dire acquisire continuamente dati dell\u2019entit\u00e0 che deve essere replicata e delle relazioni che questa ha con l\u2019ambiente circostante\u00bb, spiegano <b>Alberto Tozzi e Diana Ferro nel libro \u00abGuida facile all\u2019intelligenza artificiale in medicina\u00bb (Il Pensiero Scientifico)<\/b>. <br \/>Questa \u00abcopia\u00bb permette ai clinici di provare diagnosi e terapie in sicurezza, prima di applicarle sul paziente reale.<\/p>\n<p>    Come e dove vengono utilizzati digital twin<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I gemelli digitali vengono utilizzati<b> per generare repliche o modelli digitali che rispecchiano diversi elementi dei dati sanitari<\/b>, tra cui l\u2019ambiente ospedaliero, le funzioni biologiche umane e i risultati di laboratorio. I \u00absosia in silico\u00bb stanno gi\u00e0 dimostrando la loro utilit\u00e0: <b>aiutano a simulare l\u2019effetto di farmaci e a pianificare interventi,<\/b> riducendo tentativi e rischi. <br \/>Un gemello digitale pu\u00f2 replicare anche un reparto o un intero ospedale. \u00c8 un \u00abcrash test\u00bb organizzativo: si simulano accessi in Pronto Soccorso, occupazione dei letti, turni e percorsi chirurgici, cos\u00ec da correggere il tiro prima di cambiare davvero i processi. Su <a href=\"https:\/\/www.frontiersin.org\/journals\/digital-health\/articles\/10.3389\/fdgth.2023.1302338\/full\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Frontiers in Digital Health<\/a> sono stati descritti benefici su efficienza e risultati. E in Europa <b>il tema entra nei percorsi tempo-dipendenti:<\/b> nell\u2019ictus ad esempio si stanno usando gemelli digitali per la prevenzione, il trattamento e la riabilitazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In Italia, tra gli altri,<b> IRCCS Humanitas e Humanitas University di Milano, con il professor Matteo Della Porta, <\/b>stanno sviluppando <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/25_aprile_11\/tumori-rari-con-il-gemello-digitale-diagnosi-e-terapie-a-misura-di-paziente-358ceb4d-9f8e-4c07-bd00-ddbd6b70fxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">gemelli digitali<\/a> per migliorare la comprensione e il trattamento dei tumori rari.\u00a0<br \/>L\u2019Istituto Neurologico Besta partecipa a\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/stratif-ai.eu\/en\/the-project\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">STRATIF-AI,<\/a> un progetto guidato da <b>Gunnar Cedersund responsabile del Dipartimento di Ingegneria biomedica alla Link\u00f6ping University<\/b>, che utilizza\u00a0i \u00abgemelli digitali\u00bb per migliorare la prevenzione, il trattamento e la riabilitazione per i pazienti colpiti da ictus.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abOltre a cambiare la diagnosi e la cura, intelligenza artificiale e digital twin <b>rivoluzioneranno presto anche il modo in cui concepiamo e conduciamo gli studi clinici <\/b>\u2014 sottolinea <b>Massimiliano Gnecchi, <\/b>professore di Cardiologia presso l\u2019Universit\u00e0 di Pavia e direttore della Cardiologia Traslazionale dell\u2019IRCCS Policlinico San Matteo, dove da alcuni anni si sviluppano modelli computazionali e applicazioni di intelligenza artificiale per lo studio del cuore \u2014. L\u2019intelligenza artificiale ci aiuter\u00e0 a selezionare sottogruppi di pazienti con caratteristiche specifiche, basandosi su biomarcatori e parametri clinici, cos\u00ec da predire la risposta a una determinata terapia e ridurre il numero di pazienti che hanno una risposta nulla o scarsa.<br \/><b>I digital twin potranno in futuro sostituire del tutto o in parte le popolazioni di controllo<\/b>: grazie a simulazioni accurate potremo prevedere come si comporterebbe un paziente senza la terapia in esame, abbattendo cos\u00ec il numero di volontari da arruolare e i costi dei trial clinici. Guardando ancora pi\u00f9 avanti \u2014 conclude \u2014 potremmo arrivare, in un orizzonte a lungo termine, a <b>integrare dati di intelligenza artificiale, digital twin e modelli computazionali per verificare l\u2019efficacia di un farmaco<\/b> in modo del tutto virtuale, riducendo al minimo i test sui pazienti reali. \u00c8 una prospettiva ambiziosa, che per\u00f2 apre scenari del tutto nuovi per la ricerca clinica del futuro\u00bb.<\/p>\n<p>    Rischi, bias e questioni etiche<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il fascino del \u00abclone\u00bb non deve far dimenticare <b>i rischi: bias e scarsa rappresentativit\u00e0 dei dataset, opacit\u00e0 dei modelli<\/b>, consenso informato dinamico, tracciabilit\u00e0 delle versioni e responsabilit\u00e0 in caso di errore. <b>L\u2019etica medica invita a un \u00abcontratto\u00bb chiaro tra pazienti, clinici e sviluppatori<\/b> e a verifiche prospettiche paragonabili a quelle dei dispositivi medici; una recente consensus su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41746-025-01897-4?\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">npj Digital Medicine<\/a> propone raccomandazioni per sicurezza e governance.\u00a0<\/p>\n<p>    Cosa ne pensano i pazienti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma qual \u00e8 l\u2019opinione dei pazienti? Un\u2019indicazione arriva da uno studio su 1.472 persone, che fa parte dello stesso studio pubblicato su<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41746-025-01897-4\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> npj Digital Medicine<\/a> da un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Zurigo.\u00a0La maggioranza degli intervistati (61,5%) accoglierebbe con favore un proprio digital twin. E si tratta soprattutto di anziani e persone con esperienza nell\u2019uso di strumenti digitali.\u00a0 <b>Le ragioni pi\u00f9 accettate per utilizzare un DT\u00a0sono direttamente correlate a potenziali benefici medici<\/b> come \u00abCoordinare efficacemente i trattamenti medici\u00bb (80,9%), \u00abPrevedere il decorso di una malattia e avviare contromisure\u00bb (76,4%) o \u00abRilevare precocemente i rischi per la salute\u00bb (76,2%); \u00abNon dipendere pi\u00f9 da un medico\u00bb (23,3%) riceve solo un basso livello di accettazione. Sebbene i potenziali benefici dei DT siano ampiamente riconosciuti, le preoccupazioni relative alla privacy e alla sicurezza dei dati rimangono diffuse.\u00a0<\/p>\n<p>    E i medici<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In uno studio pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-023-48747-5?fromPaywallRec=false\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Scientific Reports<\/a>,\u00a0un team di ricercatori ha chiesto a 13 medici dell\u2019University of Illinois cosa ne pensassero <br \/>di avere un gemello digitale.<b> I medici hanno ipotizzato diversi scenari:<\/b> delegare al gemello\u00a0la risposta a messaggi ripetitivi, spiegare esami, seguire follow-up o fare educazione sanitaria, liberando tempo prezioso per le attivit\u00e0 cliniche pi\u00f9 complesse. <b>Alcuni immaginano persino che la propria \u00abcopia virtuale\u00bb possa risultare pi\u00f9 convincente agli occhi del paziente<\/b>, rafforzando fiducia e aderenza alle cure. I rischi, secondo loro? L\u2019identit\u00e0 digitale potrebbe essere usata impropriamente, si perde chiarezza <br \/>su responsabilit\u00e0 e confini del dialogo, il rapporto medio-paziente si impoverisce. <b>Undici su 13 partecipanti per\u00f2 lo proverebbero, purch\u00e9 validato e trasparente.<\/b> Per altri, meglio un avatar meno realistico, per ridurre eventuali pericoli.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-09-08T07:00:02+02:00\">8 settembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Ruggiero Corcella Dai cuori virtuali su larga scala ai \u00abgemelli\u00bb dei reparti ospedalieri, i digital twin stanno&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":95154,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[4924,666,68004,68005,4217,68006,2554,29681,35271,9312,14425,7079,52566,68007,11170,6036,2339,728,3635,13006,68008,4343,4916,8792,68009,2391,20432,6104,3084,7265,11463,68002,68010,7055,68003,239,20504,4282,667,668,68011,16699,1537,90,89,5122,114,1222,1223,6114,5919,68012,68013,68014,68015,1312,20460,6224,10225,24797,34485,68016,68017,374,68018,68019,36817,6148,4736,28232,984,1921,4233,4918,3717,3744,68020,4172,240,863,2128,20133,68001,2106,39506],"class_list":{"0":"post-95153","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-ambiente","9":"tag-artificiale","10":"tag-artificiale-digital","11":"tag-artificiale-digital-twin","12":"tag-benefici","13":"tag-bias","14":"tag-cambiare","15":"tag-cardiaci","16":"tag-cardiologia","17":"tag-cliniche","18":"tag-clinici","19":"tag-college","20":"tag-college-londra","21":"tag-computazionali","22":"tag-copia","23":"tag-cuore","24":"tag-cure","25":"tag-dati","26":"tag-diagnosi","27":"tag-digital","28":"tag-digital-medicine","29":"tag-digital-twin","30":"tag-digitale","31":"tag-digitali","32":"tag-digitali-migliorare","33":"tag-diversi","34":"tag-dt","35":"tag-esami","36":"tag-etica","37":"tag-eventuali","38":"tag-gemelli","39":"tag-gemelli-digitali","40":"tag-gemelli-digitali-migliorare","41":"tag-gemello","42":"tag-gemello-digitale","43":"tag-health","44":"tag-humanitas","45":"tag-ictus","46":"tag-intelligenza","47":"tag-intelligenza-artificiale","48":"tag-intelligenza-artificiale-digital","49":"tag-irccs","50":"tag-it","51":"tag-italia","52":"tag-italy","53":"tag-londra","54":"tag-matteo","55":"tag-medici","56":"tag-medicine","57":"tag-migliorare","58":"tag-modelli","59":"tag-modelli-computazionali","60":"tag-npj","61":"tag-npj-digital","62":"tag-npj-digital-medicine","63":"tag-numero","64":"tag-oggetto","65":"tag-paziente","66":"tag-pazienti","67":"tag-percorsi","68":"tag-potenziali","69":"tag-potenziali-benefici","70":"tag-prevedere","71":"tag-prevenzione","72":"tag-prevenzione-trattamento","73":"tag-prevenzione-trattamento-riabilitazione","74":"tag-prospettiva","75":"tag-pubblicato","76":"tag-reale","77":"tag-reparti","78":"tag-responsabilita","79":"tag-riabilitazione","80":"tag-ricercatori","81":"tag-riducendo","82":"tag-ridurre","83":"tag-rischi","84":"tag-rischi-bias","85":"tag-risposta","86":"tag-salute","87":"tag-sicurezza","88":"tag-studio","89":"tag-trattamento","90":"tag-twin","91":"tag-university","92":"tag-virtuale"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=95153"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95153\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/95154"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}