{"id":95302,"date":"2025-09-08T08:37:10","date_gmt":"2025-09-08T08:37:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/95302\/"},"modified":"2025-09-08T08:37:10","modified_gmt":"2025-09-08T08:37:10","slug":"non-possiamo-esaltarci-per-un-quarto-e-sesto-posto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/95302\/","title":{"rendered":"Non possiamo esaltarci per un quarto e sesto posto"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCondividi  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n              &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n       &#13;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui Monza era il tempio della velocit\u00e0, il luogo in cui la Ferrari si trasformava da scuderia in religione nazionale. Ma da Monza la Ferrari esce come un\u2019ombra stanca, smarrita e impreparata, attenta pi\u00f9 a sopravvivere all\u2019umiliazione che a lottare per la gloria. Il tutto nonostante una fiducia, un po\u2019 illusoria, di un popolo di 150mila persone pronto a mettersi in marcia e in missione, nella speranza di un colpo di scena che dia un senso all\u2019intero mondiale.<\/p>\n<p>Lo scorso anno, con la vittoria di Leclerc, era andata anche bene. Ma non si pu\u00f2 sempre cenare con gli avanzi.<\/p>\n<p>A Monza l\u2019illusione finisce fuori pista<\/p>\n<p>La prestazione del weekend del Gp d\u2019Italia 2025 \u00e8 stata l\u2019ennesimo capitolo di una stagione che somiglia sempre pi\u00f9 a un lento, costante suicidio tecnico e strategico. Una squadra che brancola nel buio, con due piloti demoralizzati e un team principal che pare ripetere frasi motivate con la convinzione di un centralinista. Sentire definire a fine gara \u201ca solid performance\u201d il quarto posto di Leclerc e il sesto di Hamilton \u00e8 proprio quello che avevamo definito qualche giorno fa una gigantesca supercazzola. Dire che ci si pu\u00f2 accontentare di essere arrivati quattro secondi dietro la McLaren non \u00e8 consono. E non ci sembra nemmeno molto serio.<\/p>\n<p>Lewis Hamilton ha portato in dote alla Ferrari una fama mondiale, sette titoli, e la speranza di un cambio di passo. E potenzialit\u00e0 di marketing infinite: tant\u2019\u00e8 che le Ferrari si vendono meglio di prima. Ma il bilancio sportivo \u00e8 disastroso: una macchina apparentemente ingestibile, appesantita e incapace di mantenere un passo competitivo per pi\u00f9 di dieci giri consecutivi.<\/p>\n<p>Rispetto alla disfatta olandese, a Monza \u00e8 andata persino meglio: se non altro le due macchine non sono finite fuori pista in modo grottesco, aggiungendo alla beffa il danno. Un quarto e un sesto posto: per qualcuno il bicchiere sar\u00e0 anche mezzo pieno. Ma il vero bilancio \u00e8 che le due Ferrari sono sempre rimaste fuori da una competizione alla quale fin dall\u2019inizio si \u00e8 capito che non avrebbero mai potuto aspirare. Ed \u00e8 cos\u00ec dall\u2019inizio della stagione.<\/p>\n<p>Le giustificazioni di Vasseur<\/p>\n<p>Fred Vasseur ha provato a gettare fumo negli occhi parlando di &#8220;errori nell&#8217;esecuzione&#8221; pi\u00f9 che di limiti tecnici. Ma quando ogni fine settimana si trasforma in una corsa all\u2019improvvisazione, qualcosa non torna. Il team arriva impreparato, prova assetti apparentemente non lucidi, cambia strategia ogni due ore e spera che piova per mischiare le carte. Non \u00e8 un piano tecnico. \u00c8 una roulette russa.<\/p>\n<p>Anche a Monza la Ferrari ha cercato di spingere forte, di guadagnare almeno all\u2019inizio qualcosa nella speranza di sfruttare qualche errore altrui e ritrovarsi quanto meno sul podio, giusto per dare un senso alla corsa forsennata di decine di migliaia di persone sotto il palchetto delle premiazioni. Ma non \u00e8 bastato. Quando le gomme hanno cominciato a mostrare il limite, la Ferrari ha potuto solo accontentarsi. Ed \u00e8 gi\u00e0 stato un risultato dignitoso tenersi alle spalle la Mercedes.<\/p>\n<p>Il divario con la concorrenza \u00e8 imbarazzante<\/p>\n<p>I numeri non mentono. A parit\u00e0 di carburante, in qualifica, Ferrari \u00e8 dietro McLaren e Mercedes di tre decimi, e dietro Red Bull di almeno mezzo secondo. In gara, il degrado gomme porta questo distacco a oltre un secondo al giro dopo met\u00e0 stint. La doppietta Mercedes a Zandvoort \u00e8 stata una sentenza: loro crescono, la Ferrari implode. Da Monza cambiano alcuni fattori ma non il prodotto finale di una macchina che pi\u00f9 di cos\u00ec non \u00e8 in grado di fare. Nemmeno con uno dei piloti migliori nella storia del Mondiale e con un Leclerc che ormai \u00e8 un veterano che dovrebbe conoscere a menadito i meccanismi e le strade per un perfezionamento che ormai sembra essere impossibile.<\/p>\n<p>Una scuderia che non crede pi\u00f9 in s\u00e9 stessa<\/p>\n<p>Ferrari ha smesso di essere un team che combatte. \u00c8 un gruppo che sopravvive. I piloti chiedono chiarezza ma ottengono incertezza. Gli ingegneri sembrano in un eterno stato di beta test. I meccanici sono sotto pressione costante. E il reparto strategico continua a inanellare errori grossolani che ricordano pi\u00f9 un team di met\u00e0 classifica che un ex simbolo della Formula 1.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 grave, per\u00f2, \u00e8 l\u2019atmosfera. Da Monza \u00e8 trapelata la sensazione netta che tra Leclerc e il team si sia incrinato qualcosa. Non si tratta solo di risultati: \u00e8 la fiducia a essersi dissolta. Quando un pilota in diretta mondiale afferma di \u201cnon capire cosa stia succedendo alla macchina\u201d, significa che qualcosa si \u00e8 rotto. Quando Hamilton, sette volte campione del mondo, si dice \u201cconfuso dalla gestione delle gomme\u201d, allora anche il progetto 2026 comincia a tremare.<\/p>\n<p>Il teatrino industriale: un alibi stanco<\/p>\n<p>Vasseur da grande affabulatore tenta di distogliere l\u2019attenzione parlando di strategie aziendali, piani futuri, sinergie con Le Mans e nuove tecnologie ibride. Ma tutto questo, oggi, suona come l\u2019ennesima foglia di fico. Perch\u00e9 se non si riesce a mandare in pista una monoposto che tenga le gomme per 20 giri, e che spinga con continuit\u00e0 reggendo il confronto con le migliori, il quarto posto resta \u2018solid\u2026\u2019 Il miglior risultato possibile,<\/p>\n<p>Impressionante invece la risposta del pubblico di Monza: da record. Molti striscioni, alcuni dei quali per la verit\u00e0 pi\u00f9 malinconici che fieri. Il senso di frustrazione anche nel popolo del Cavallino \u00e8 palpabile. E chi conosce la Formula 1 sa che una squadra che si presenta al proprio Gran Premio con l\u2019unica speranza di \u201cnon sfigurare troppo\u201d \u00e8 una squadra che forse ha gi\u00e0 finito prima ancora di cominciare.<\/p>\n<p>Cosa augurarsi da qui alla fine del campionato? Di mantenersi sul podio dei costruttori quanto meno: magari a suon di quarti posti. Al momento la Ferrari \u00e8 seconda, con venti punti da difendere sulla Mercedes e 41 di vantaggio sulla Red Bull che sta mostrando prepotenti segni di riscatto sotto la guida di Laurent Mekies che in quattro gare ha conquistato la prima vittoria, un secondo e un quarto posto correndo praticamente con una macchina sola. Pi\u00f9 e meglio delle due Ferrari messe insieme.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>       &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Condividi &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":95303,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[689,1770,683,1771,1537,90,89,688,245,244],"class_list":{"0":"post-95302","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-blog","9":"tag-f1","10":"tag-formula-1","11":"tag-formula1","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-opinioni","16":"tag-sport","17":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=95302"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95302\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/95303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}