{"id":95538,"date":"2025-09-08T11:12:09","date_gmt":"2025-09-08T11:12:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/95538\/"},"modified":"2025-09-08T11:12:09","modified_gmt":"2025-09-08T11:12:09","slug":"le-ragazze-in-gravidanza-tornano-in-aula-ma-non-nelle-scuole-cattoliche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/95538\/","title":{"rendered":"le ragazze in gravidanza tornano in aula ma non nelle scuole cattoliche"},"content":{"rendered":"<p>Il ministero dell\u2019Istruzione impone il reintegro, rifiutato, per motivi morali e di disciplina, dagli istituti cattolici<\/p>\n<p>Rd Congo: le ragazze in gravidanza tornano in aula, ma non nelle scuole cattoliche<\/p>\n<p>08 Settembre 2025<\/p>\n<p>Articolo di Redazione<\/p>\n<p>Tempo di lettura 3 minuti<\/p>\n<p>A partire dal 1\u00b0 settembre, con l\u2019avvio del nuovo anno accademico, le ragazze in stato di gravidanza nella Repubblica democratica del Congo sono potute tornare a frequentare le scuole pubbliche.<\/p>\n<p>Lo ha stabilito il ministero dell\u2019Istruzione con una circolare emessa lo scorso 14 luglio, nella quale si ordinava agli istituti scolastici di porre fine alla pratica di escludere le ragazze incinte.<\/p>\n<p>\u201cNon vi \u00e8 alcuna giustificazione per escluderle dal sistema scolastico se non hanno espresso il desiderio di abbandonare la scuola\u201d, si legge nella direttiva firmata da Alexis Yoka La Pulinangu, segretario generale ad interim per l\u2019istruzione nazionale e la nuova cittadinanza.<\/p>\n<p>In effetti, <a href=\"https:\/\/rightforeducation.org\/2025\/09\/02\/the-schooling-of-pregnant-girls-sparks-debate-in-the-drc\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">fa notare<\/a> l\u2019ONG panafricana Right For Education, dal punto di vista legale non esiste in Rd Congo una legge che vieti alle ragazze incinte di frequentare gli studi. Non solo. Sia la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell\u2019infanzia, di cui il paese \u00e8 firmatario, sia la Costituzione, garantiscono il diritto all\u2019istruzione per tutti, senza discriminazioni.<\/p>\n<p>Gli istituti scolastici della Chiesa cattolica per\u00f2 hanno fatto sapere al ministero che non applicheranno la direttiva per motivi morali e di disciplina, e che continueranno a non accettare studentesse in gravidanza.<\/p>\n<p>\u00abNon si tratta qui di rifiutare, di respingere studenti che si trovano in questa situazione \u2026 Uno dei tratti distintivi delle nostre scuole \u00e8 la disciplina in materia di morale, tra le altre cose\u00bb, ha affermato mons. Donatien Nshole, segretario generale della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo, in un video condiviso sui social media nel quale esprimeva sostegno alla lettera inviata il 16 luglio dal segretario della commissione episcopale per l\u2019educazione cristiana e coordinatore nazionale delle scuole cattoliche convenzionate, padre Emmanuel Bashiki, ai dirigenti scolastici.<\/p>\n<p>Nella lettera p. Bashiki affermava che se una studentessa fosse rimasta incinta, avrebbe dovuto trasferirsi in una scuola statale.<\/p>\n<p>Nella Rd Congo la Chiesa cattolica gestisce oltre 18mila istituti scolastici convenzionati, sostenuti dallo Stato in base ai termini di un accordo di gestione, che costituiscono circa un quarto del sistema educativo.<\/p>\n<p>La questione ha sollevato dibattito nel paese, sollevando tra gli altri il timore che le giovani donne possano ricorrere all\u2019interruzione di gravidanza, legale in Rd Congo, per poter proseguire gli studi nelle scuole cattoliche, che offrono spesso un livello di istruzione superiore rispetto a quelle statali.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 fortemente penalizzante per loro. Nel paese il 79% delle ragazze ha completato l\u2019istruzione primaria nel 2021, ma solo il 51,4% ha concluso quella secondaria, secondo l\u2019istituto di statistica dell\u2019UNESCO. Un basso livello di istruzione dovuto in parte, sostiene l\u2019agenzia delle Nazioni Unite, a \u201clivelli relativamente elevati di matrimoni precoci e gravidanze precoci\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019UNFPA, agenzia dell\u2019ONU per la salute sessuale e riproduttiva, <a href=\"https:\/\/reliefweb.int\/report\/democratic-republic-congo\/lack-reproductive-rights-and-choices-undermines-generation-young-people-democratic-republic-congo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">fa notare<\/a> che nella Rd Congo il 69% delle donne e delle ragazze non ha potere decisionale o autonomia fisica in materia di rapporti sessuali, contraccezione o assistenza sanitaria riproduttiva. Un picco, rispetto al 44% registrato a livello globale.<\/p>\n<p>Nel paese i tassi di natalit\u00e0 tra le adolescenti sono estremamente elevati, con l\u201911% di bambini nati da madri di et\u00e0 compresa tra i 15 e i 19 anni. L\u2019analisi dell\u2019UNFPA mostra inoltre un aumento delle gravidanze indesiderate, degli aborti non sicuri, delle infezioni trasmesse sessualmente e dei decessi materni e infantili, con una grande disparit\u00e0 tra aree urbane (28%) e aree rurali (46%), in particolare quelle colpite dai conflitti, come le regioni del Nord e Sud Kivu e dell\u2019Ituri, dove bambine e ragazze sono spesso <a href=\"https:\/\/www.unicef.org\/wca\/stories\/champions-against-child-marriage-drc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">vittime di stupri e matrimoni forzati<\/a>.<\/p>\n<p>Per le giovani donne in questa fascia d\u2019et\u00e0, quindi, l\u2019istruzione \u00e8 un fattore determinante di protezione.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\tCopyright  echo date(&#8220;Y&#8221;); ?&gt; \u00a9 Nigrizia &#8211; Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: <a href=\"https:\/\/www.nigrizia.it\/notizia\/mailto:redazione@nigrizia.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">redazione@nigrizia.it<\/a><\/p>\n<p>Condividi questo articolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il ministero dell\u2019Istruzione impone il reintegro, rifiutato, per motivi morali e di disciplina, dagli istituti cattolici Rd Congo:&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":95539,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-95538","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-womens-health","17":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95538","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=95538"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95538\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/95539"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}