{"id":95783,"date":"2025-09-08T14:06:15","date_gmt":"2025-09-08T14:06:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/95783\/"},"modified":"2025-09-08T14:06:15","modified_gmt":"2025-09-08T14:06:15","slug":"brigitte-bardot-dal-cinema-a-saint-tropez-in-un-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/95783\/","title":{"rendered":"Brigitte Bardot: dal cinema a Saint Tropez, in un libro"},"content":{"rendered":"<p>Vive come tutti gli altri, pur non essendo come nessun altro\u201d scriveva Jean Cocteau di quella che rester\u00e0 per sempre una fra le pi\u00f9 grandi icone francesi. Della vita pubblica di un nome del calibro di Brigitte Bardot (che il 28 settembre compir\u00e0 91 anni) pensavamo forse di sapere gi\u00e0 (quasi) tutto\u2026 ma capita che alcune scoperte riportino al presente nuove anime di un volto scolpito nella memoria collettiva.<\/p>\n<p>                <img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" id=\"imgVideoPlayer\" class=\"\" alt=\"Brigitte Bardot e l\u2019intervista a \u201cMixer\u201d del 1985: \u00abL\u2019isolamento \u00e8 il mio pi\u00f9 grande lusso\u00bb\" title=\"Brigitte Bardot e l\u2019intervista a \u201cMixer\u201d del 1985: \u00abL\u2019isolamento \u00e8 il mio pi\u00f9 grande lusso\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/brigitte-bardot-mixer-1985-isolamento-990x610.jpg.webp\" width=\"990\" height=\"610\"\/><\/p>\n<p>\u00c8 il caso di Brigitte Bardot: Intimate (<a href=\"https:\/\/eu.assouline.com\/products\/brigitte-bardot-intimate?country=IT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow external\" data-wpel-link=\"external\">Assouline<\/a>), nuovo volume che di lei raccoglie scatti inediti di Ghislain \u201cJicky\u201d Dussart (1924\u20131996), fotografo che inizi\u00f2 la sua carriera come fotoreporter per Paris Match e France Soir, con testi dello scrittore e giornalista Fabrice Gaignault. <strong>L\u2019origine? Cinematografica e, forse, anche un po\u2019 romanzesca: una valigia rimasta per decenni in soffitta,<\/strong> piena di negativi mai sviluppati, che il figlio di Jicky ritrov\u00f2 quasi per caso. Quelle immagini rivelano una Bardot lontana dai riflettori, colta nel suo quotidiano: i pomeriggi a La Madrague, i tuffi in mare, le serate tra amici e l\u2019amore per la bossa nova.<\/p>\n<p><strong>Non la diva artefatta, ma una donna che ride, che fuma, che si lascia sorprendere spettinata al mattino.<\/strong> Accanto alle immagini \u00e8 Gaignault (cresciuto nell\u2019orbita di Bardot grazie all\u2019amicizia dei suoi genitori con l\u2019attrice) a intrecciare immagini con ricordi personali e parole della stessa Brigitte, che per quest\u2019occasione ha rivisitato le foto accanto a lui, commentandole con ironia e dolcezza. Cos\u00ec, pagina dopo pagina, prende forma un autoritratto corale: intimo, libero, irripetibile.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Brigitte Bardot a Saint Tropez nella sua casa, La Madrague. \u00a9 Ghislain Dussart<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Saint-Tropez, esordio di un mito<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cHo sempre preferito un posto accogliente e caldo a tutti i posti pomposi, grandiosi e freddi in cui la gente mi prenotava quando viaggiavo e giravo film, pensando che mi avrebbero fatto piacere\u201d B. B.<br \/><strong>Altro che ros\u00e9 e turismo patinato: negli anni Cinquanta Saint-Tropez non era ancora il mito che conosciamo, ma un tranquillo villaggio di pescatori.<\/strong> Con il carisma che per sempre la rese unica, fu Bardot a trasformarlo in palcoscenico internazionale. Quando nel 1956 Roger Vadim la rese immortale con Et Dieu\u2026 cr\u00e9a la femme, la piccola localit\u00e0 divenne calamita di attori, scrittori, aristocratici e boh\u00e9mien. Jicky Dussart, fotografo e pittore marsigliese, ne fu il testimone privilegiato: il suo obiettivo catturava feste improvvisate nelle cantine trasformate in discoteche, giornate a Pampelonne, brindisi infiniti tra sole e stelle. <strong>Bardot per\u00f2 non posava mai: davanti a lui si mostrava naturale, in sandali di corda, con un bicchiere in mano e il sorriso di chi non ha bisogno di artifici<\/strong>. \u00abLe foto di Jicky sono vere, perch\u00e9 mi fidavo di lui completamente\u00bb, ricord\u00f2 anni dopo. In quel microcosmo di edonismo e leggerezza, Bardot divenne la musa inconsapevole di una generazione che voleva lasciarsi alle spalle il dopoguerra. Cos\u00ec Saint-Tropez smise di essere un porto qualsiasi e si fece archetipo.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Brigitte Bardot, il suo amato cane Guapa e l\u2019attore Sami Frey. \u00a9 Ghislain Dussart<\/p>\n<p>La Madrague, rifugio e simbolo<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Nel 1958 Bardot acquist\u00f2 La Madrague<\/strong>, modesta casa di pescatori a picco sul mare, trasformandola in rifugio e simbolo di libert\u00e0. A differenza delle ville ostentate dei nuovi ricchi, La Madrague custodiva un\u2019anima semplice: mobili di campagna, stoffe fiorite, souvenir raccolti durante i viaggi. Era una casa viva, popolata di animali, amici fidati e risate improvvise. Per Bardot rappresent\u00f2 un rifugio contro l\u2019assedio dei paparazzi, un nido difeso con determinazione da orde di curiosi che cercavano di violarne i cancelli. Nelle fotografie di Jicky, La Madrague diventa un teatro domestico: <strong>Bardot in bikini che cucina per gli amici, che suona la chitarra, che si prende cura dei suoi cani<\/strong>. L\u00ec amava dire che avrebbe voluto essere sepolta, accanto ai suoi animali. Molti anni dopo, quando Pierre Dussart riapr\u00ec la \u201cvaligia magica\u201d del padre, fu proprio a La Madrague che torn\u00f2 per mostrarle le immagini: un cerchio che si chiudeva, in quella casa che pi\u00f9 di ogni set ha raccontato l\u2019anima segreta della diva.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Brigitte Bardot in Italia sul set di Contempt nel 1963. \u00a9 Ghislain Dussart<\/p>\n<p>Amori, amicizie e fragilit\u00e0<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 molto pi\u00f9 difficile restare Brigitte Bardot, che esserlo\u201d B. B.<br \/>Il mito ufficiale racconta Bardot come femme fatale, simbolo di sensualit\u00e0 irresistibile. Ma i ricordi di Gaignault e le foto di Jicky mostrano un lato diverso: <strong>una donna che negli amori cercava protezione pi\u00f9 che passione, e nell\u2019amicizia un rifugio sincero.<\/strong> Jicky fu per lei il fratello che non ebbe mai, l\u2019unico a restarle accanto in ogni stagione della vita. Tra gli uomini, le relazioni furono spesso tormentate: l\u2019intensit\u00e0 con Jean-Louis Trintignant, la passione con Sami Frey, il matrimonio con Gunter Sachs. <strong>Con Serge Gainsbourg rimase un\u2019attrazione mai consumata, che diede vita per\u00f2 a una delle canzoni pi\u00f9 celebri della musica francese, Initials B.B.<\/strong> \u201cQuella canzone fiss\u00f2 per sempre un\u2019immagine: la donna che non ha bisogno di nulla, se non della propria leggerezza, per accendere il desiderio e l\u2019immaginazione del mondo\u201d, scrive nel libro Gaignault.<br \/>Eppure, dietro ogni amore c\u2019era il bisogno di tenerezza, la ricerca di un porto calmo. <strong>\u00abNon posso fare l\u2019amore se non sono innamorata, ma mi innamoro ogni giorno\u00bb, confess\u00f2 una volta.<\/strong> Un paradosso che la rese fragile e libera insieme. Facile, al tempo, essere giudicata come fin troppo libertina. Ma nella sua indole autentica, Bardot dimostr\u00f2 presto che nessuna etichetta poteva davvero rappresentarla. Solo con Bernard d\u2019Ormale, compagno da oltre trent\u2019anni, Bardot trov\u00f2 infine quella stabilit\u00e0 che le era sempre sfuggita.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Brigitte e il regista Jean-Luc Godard in Italia, sul set di Contempt. \u00a9 Ghislain Dussart<\/p>\n<p>La celebrit\u00e0: prigione dorata<\/p>\n<p>Quando nel 1956 esplose il successo di Et Dieu\u2026 cr\u00e9a la femme, Brigitte Bardot divenne in un istante il volto del desiderio universale. Ma il prezzo di quella consacrazione fu altissimo: la \u201cBardotmania\u201d, feroce quanto la \u201cBeatlemania\u201d, la trasform\u00f2 in una preda costantemente braccata. Ogni gesto, anche il pi\u00f9 intimo, veniva violato. <strong>Nel 1963, durante la gravidanza, fotografi appostati sugli alberi spiavano attraverso le finestre di casa sua; altri affittavano appartamenti dirimpetto solo per tenerla nel mirino.<\/strong> \u201cLa mia vita \u00e8 una prigione dorata\u201d ammise allora, \u201cnon appartengo pi\u00f9 a me stessa, ma a tutti\u201d. Il culmine arriv\u00f2 in Brasile, a Rio de Janeiro: la folla di Copacabana la accerchi\u00f2 in delirio, rischiando di travolgerla. Esausta, Bardot si affacci\u00f2 a un balcone e, con un sorriso improvvisato, firm\u00f2 quello che lei stessa chiam\u00f2 il \u201ctrattato di pace di Copacabana\u201d, placando la marea umana. Ma il trauma rest\u00f2. <strong>A Cannes, nel 1967, la calca la schiacci\u00f2 e la fece cadere<\/strong>: fu l\u2019ultima volta su un red carpet. Da allora scelse di ritirarsi, come i Beatles smisero i concerti dal vivo: e non per mancanza di attenzione, ma per il suo opposto. Del resto anche Jean-Paul Sartre, da vero esistenzialista, spiegava che se essere liberi \u00e8 la condizione fondamentale dell\u2019uomo, un eccesso d\u2019amore sarebbe entrato in conflitto con quella stessa libert\u00e0.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Brigitte nel suo camerino per la registrazione dello speciale televisivo \u201cBonne Ann\u00e9e Brigitte\u201d nel 1963. \u00a9 Ghislain Dussart<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Marilyn e Bardot<\/p>\n<p>Negli anni Sessanta, due donne regnavano sul cinema mondiale del dopoguerra: Marilyn Monroe e Brigitte Bardot. Le accomunava un\u2019aura assoluta. <strong>Nel 1956, a Londra, si incontrarono fugacemente davanti a Elisabetta II come due divinit\u00e0, una accanto all\u2019altra, eppure incapaci di andare oltre poche parole banali.<\/strong> La storia prese presto strade diverse: Marilyn mor\u00ec tragicamente nel 1962, sola a Brentwood, mentre Bardot sopravvisse a due tentativi di suicidio, trovando infine la forza di ritirarsi. Ma le legava un destino comune. Entrambe prigioniere della propria immagine, entrambe trasformate in specchi del desiderio collettivo. Se Marilyn fu l\u2019icona americana della fragilit\u00e0, Bardot incarn\u00f2 la Francia libera e anticonformista, tanto da diventare Marianne, volto ufficiale della Repubblica.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Brigitte Bardot. \u00a9 Ghislain Dussart<\/p>\n<p>I registi di una vita<\/p>\n<p>\u201cArrivai nel cinema quando l\u2019immagine della donna stava cambiando. Ero quella che arriv\u00f2 in quell\u2019esatto momento. Ero la bomba giusta al momento giusto\u201d B. B.<br \/>Se il fascino di Bardot fosse stato uno dei vinili da lei tanto amati, tre sono i registi che su di lei seppero incidere la melodia perfetta: <strong>Henri-Georges Clouzot, Louis Malle e Jean-Luc Godard<\/strong>. Con Clouzot gir\u00f2 La v\u00e9rit\u00e9 (1960), un ruolo drammatico che la port\u00f2 allo stremo ma che consider\u00f2 sempre il suo capolavoro. <strong>Con Malle, in Vita privata (1962), recit\u00f2 quasi il suo stesso destino: una star braccata dalla fama.<\/strong> In Viva Maria! (1965), accanto a Jeanne Moreau, mostr\u00f2 invece un lato ironico e travolgente (\u201cNon eravamo amiche\u201d precis\u00f2 pi\u00f9 tardi Bardot \u201ceravamo complici, come solo due sorelle possono esserlo\u201d). Infine Godard, con Il disprezzo (1963), la rese Camille, moglie ferita e disillusa, in un film che divenne un manifesto della Nouvelle Vague\u2026 un grande regista con cui Brigitte non entr\u00f2 proprio in intimit\u00e0: \u201cMi dava sui nervi\u201d confess\u00f2 poi. \u201cCon quel cappellino ridicolo, ci faceva improvvisare i dialoghi all\u2019ultimo minuto. Nessuna struttura, nessuna direzione\u201d. Clouzot l\u2019aveva spinta al limite, Malle la cap\u00ec e la rispett\u00f2, Godard la irrit\u00f2 ma la consegn\u00f2 alla storia: tre modi diversi di ritrarre un\u2019unica, inafferrabile Bardot.<\/p>\n<p>Il libro<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/eu.assouline.com\/products\/brigitte-bardot-intimate\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow external\" data-wpel-link=\"external\">Brigitte Bardot: Intimate, Assouline, 272 pagg, 120 \u20ac<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Vive come tutti gli altri, pur non essendo come nessun altro\u201d scriveva Jean Cocteau di quella che rester\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":95784,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-95783","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95783","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=95783"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95783\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/95784"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95783"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95783"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95783"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}