{"id":96743,"date":"2025-09-09T01:42:10","date_gmt":"2025-09-09T01:42:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/96743\/"},"modified":"2025-09-09T01:42:10","modified_gmt":"2025-09-09T01:42:10","slug":"simone-marchetti-giorgio-armani-il-conservatore-del-proprio-stile-che-sorprendeva-sempre-con-intuizioni-progressiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/96743\/","title":{"rendered":"Simone Marchetti: \u00abGiorgio Armani, il conservatore del proprio stile che sorprendeva sempre con intuizioni progressiste\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Il dolore, innanzitutto. Come tutte le favole che si rispettino, <strong>la storia di Giorgio inizia con una tragedia: la perdita della sua anima gemella, Sergio Galeotti.<\/strong> Morto per le complicazioni del virus dell\u2019Hiv, in un momento in cui ammalarsi di Aids equivaleva a un\u2019onta, Galeotti alegger\u00e0 per sempre nella carriera di Armani come un fantasma buono, una presenza che porta rimpianto e insieme voglia di vincere.<\/p>\n<p>Il lavoro, poi. Figlio di gente umile, cresciuto in <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/giorgio-armani-funerali-e-sepoltura-a-rivalta-ecco-cosa-sappiamo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">provincia di Piacenza<\/a> nelle ristrettezze del Dopoguerra, arriva a Milano coltivando <strong>un\u2019etica del lavoro che durer\u00e0 fino agli ultimi giorni di vita,<\/strong> quando dal letto nel capoluogo lombardo controlla modelli, cuciture e completi della sfilata di alta moda a Parigi con quell\u2019ostinazione febbrile che ha caratterizzato tante scenate e infiniti rimproveri.<\/p>\n<p>Qualcuno ha scritto che oggi il successo di Armani non sarebbe possibile: troppa precariet\u00e0, gruppi del lusso fagocitanti, contesto economico avverso ai giovani. Ma i paragoni servono solo a chi li fa, e la\u00a0 nostalgia dei tempi che furono, come la recriminazione di privilegi che non esistono pi\u00f9, fanno solo confusione. Giorgio nacque in un\u2019epoca di grandi possibilit\u00e0, \u00e8 vero, ma \u00e8 l\u2019unico di un\u2019intera generazione a essere stato cos\u00ec potente, cos\u00ec ricco e cos\u00ec indipendente fino alla fine. Grazie innanzitutto al suo genio e a una spietata etica del lavoro, un\u2019attitudine che oggi forse si giudicherebbe tossica, ma che in realt\u00e0 permise a lui e alla sua squadra di raggiungere il traguardo di un sogno che non era nemmeno lecito sognare. Ce ne parla Gabriella Forte, una delle sue prime collaboratrici, professionista che meriterebbe una storia a parte.<\/p>\n<p>Da sinistra, Andrea Camerana, Giorgio Armani e Leo Dell\u2019Orco<\/p>\n<p>L\u2019ultima uscita alla sfilata uomo primavera-estate 2025 durante la settimana della moda milanese<\/p>\n<p>Vittorio Zunino Celotto\/Getty Images<\/p>\n<p>La conservazione delle cose, soprattutto. Emerso come un innovatore radicale, un folle che ha avuto l\u2019ardire di togliere la spina dorsale degli abiti, ovvero spalline, cuciture, imbottiture e fodere, divenne al contrario l\u2019imperverso conservatore del proprio stile. Conservatore fu anche rispetto alla propria omosessualit\u00e0, sempre taciuta, sussurrata qualche volta negli ultimi anni e mai esposta in passerella, dove c\u2019era posto solo per un tipo di coppia: quella composta da un lui e da una lei. Ma sarebbe ingiusto chiamarlo reazionario: al contrario, sorprendeva sempre con intuizioni progressiste capaci per\u00f2 di non rimanere in un circolo dorato ma di arrivare a tutti, proprio a tutti. <strong>Qualcuno, a sinistra, dovrebbe imparare molto da lui.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il dolore, innanzitutto. 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