{"id":96920,"date":"2025-09-09T04:18:11","date_gmt":"2025-09-09T04:18:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/96920\/"},"modified":"2025-09-09T04:18:11","modified_gmt":"2025-09-09T04:18:11","slug":"lo-scarpone-siamo-tutti-geopoeti-basta-riscoprire-il-selvatico-che-abita-in-noi-intervista-a-davide-sapienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/96920\/","title":{"rendered":"Lo Scarpone &#8211; &#8220;Siamo tutti geopoeti, basta riscoprire il selvatico che abita in noi&#8221;. Intervista a Davide Sapienza"},"content":{"rendered":"<p>Scrittore, giornalista, traduttore, critico musicale, poeta, organizzatore di eventi, fotografo, podcaster: <strong>Davide Sapienza<\/strong> non ama le etichette e lo dimostra con l\u2019eclettismo che lo contraddistingue da sempre. Dopo Nelle tracce del lupo, pubblicato nel 2024 con Lorenzo Pavolini, torna in libreria con il libro che forse lo rappresenta di pi\u00f9: <strong>Geopoeta, nelle terre della percezione<\/strong><strong> (pp. 176, 16 euro, Meltemi 2025)<\/strong>, che diventer\u00e0 presto anche un podcast curato dall\u2019editore.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 un diario di esperienze, un racconto filosofico e culturale dalla scrittura travolgente come l\u2019onda d\u2019urto di una valanga e ipnotica come un mantra. Una lettura che non lascia indifferenti, per quanto complessa, e fa leva sulla parte pi\u00f9 emotiva di ogni frequentatore che abbia a cuore la montagna non solo come terra di prestazione fisica, ma anche come luogo fragile soggetto a un cambiamento inesorabile ed epocale.<\/p>\n<p>Nel volume, che si presenta completamente rinnovato nei contenuti, compaiono le illustrazioni di <strong>Vittorio Peretto<\/strong>, paesaggista e fondatore di Hortensia, il team a cui \u00e8 stata affidata la gestione dell\u2019Oasi Zegna a Milano, e un qr-code per visionare l\u2019opera del regista <strong>Marco Mensa<\/strong>, che esprime per immagini l\u2019essenza geopoetica, quella sensibilit\u00e0 che tutti abbiamo di metterci in connessione con l\u2019elemento naturale e che oggi sembra andare tanto di moda.<\/p>\n<p>Non per Davide Sapienza, che questi temi li affronta da anni, grazie alla scoperta di autori come Barry Lopez (1945-2020), uno dei pi\u00f9 grandi narratori americani di natura e paesaggi di cui era diventato amico, e l\u2019avvicinamento alla filosofia delle culture native, che in montagna ci \u00e8 andato a vivere molto tempo fa e oggi, passata la boa dei 60, si definisce \u201cun selvatico che se ne sta per i fatti suoi\u201d. Anche se non disdegna di far provare quella \u201cselvaticit\u00e0\u201d anche ad altri, dimostrando che in fondo siamo tutti geopoeti come lui, perch\u00e9 il selvatico dimora in chiunque abbia voglia di riscoprirlo. Cos\u00ec succede a quanti per esempio partecipano ai cammini estivi che da anni organizza in montagna e che finiscono ormai sold out in pochi giorni: si intitola proprio \u201cNei sentieri selvatici\u201d la seconda edizione della rassegna realizzata quest\u2019anno insieme al Parco Regionale dell\u2019Adamello, che termina il 21 settembre (data non casuale, \u00e8 il periodo dell\u2019equinozio d\u2019autunno).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Davide Sapienza, che cos\u2019\u00e8 un geopoeta?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il geopoeta non esiste: o non ce n\u2019\u00e8 neanche uno, o lo siamo tutti, anche chi non lo sa. Geopoeta \u00e8 chi riesce a estrarre dal paesaggio essenze diverse \u2013 bellezza, luce, benessere \u2013 contro una visione utilitarista che divide la natura in utile e inutile. Sono consapevole che la nostra societ\u00e0 ha bisogno di codificare sempre tutto, ma io non mi sono mai voluto impegnare davvero a rispondere a questa domanda, perch\u00e9 non voglio pormi come \u201cil geopoeta\u201d, e infatti per questo il titolo \u00e8 cambiato in questa nuova edizione: esiste una \u201cpratica geopoetica\u201d, ma non intendo imporre la mia ad altri, ciascuno trova la sua. Io non sono uno specialista, non sono un antropologo, sono il canale attraverso cui scorre una sensibilit\u00e0 che gi\u00e0 c\u2019\u00e8. Non ho un rituale predefinito di gesti, letture, perfino gli itinerari restano aperti. Settimana scorsa siamo arrivati vicino alla Val Miller, in Adamello, non era in programma, ma era troppo bella, ho radunato la squadra come un allenatore e insieme alla nostra guida ci siamo diretti l\u00ec attraverso un sentiero spettacolare. Una cosa che mi rester\u00e0 dentro per sempre.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Allora diciamo che tu aiuti a tirare fuori il geopoeta che c\u2019\u00e8 in ciascuno di noi, \u00e8 per questo che i \u201c<\/strong><strong>Sentieri geopoetici<\/strong><strong>\u201d vanno sempre sold out?<\/strong><\/p>\n<p>Provo gratitudine verso la terra che ci accoglie e verso quanti si mettono in gioco (e sono soprattutto le donne a farlo), percorrono anche tre ore di auto per arrivare, poi ne passano dieci in montagna con me (non tutte a camminare, ma arriviamo a volte a fare anche una quindicina di chilometri e quasi mille metri di dislivello), ascoltano le mie letture, \u201cpercepiscono\u201d insieme a me e io con loro e poi sanno tirare fuori una frase che mi lascia a bocca aperta. Quasi sempre poi chiedo a ciascuno di pensare a una parola e di dirmela uno alla volta: sono sempre diverse, perch\u00e9 ogni persona ha una sua percezione del paesaggio. \u00c8 un\u2019esperienza pratica che mi arricchisce moltissimo e di cui non riesco a fare a meno. Ho capito con largo anticipo il bisogno di cambiamento delle persone: Jack London scriveva che l\u2019uomo \u00e8 la creatura pi\u00f9 irrequieta del Pianeta.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ti aiutano anche a scrivere i tuoi libri?<\/strong><\/p>\n<p>Ho letto a queste persone alcuni capitoli di Geopoeta in anteprima ed ero disposto a non pubblicarli se non fossero piaciuti. Nel capitolo \u201cMontagne orizzontali\u201d racconto l\u2019episodio di una signora, di cui non ricordo il nome purtroppo, che mi fece notare quanto la parola \u201csentieri\u201d fosse simile a \u201csentire\u201d, un\u2019assonanza potente a cui non avevo mai pensato. Confesso che prima di rimettere mano a questo libro ero un po\u2019 in crisi con la scrittura, dopo tanti lavori, con l\u2019Unesco, con i parchi nazionali dell\u2019Artico, spesso all\u2019estero. Con la pratica geopoetica, andando in montagna, ascoltando le persone, mi \u00e8 tornata la voglia. \u00c8 come se ogni volta andassi in tour, come un gruppo musicale: mi piace testare dal vivo le mie cose.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><strong>Geografia \u00e8\u00a0<\/strong><strong>poetica<\/strong><strong> e la poesia \u00e8 una geografia dell\u2019umano sentire<\/strong><strong>\u201d scrivi. Come fai a trovare poesia nella geografia?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Geografia per me \u00e8 sinonimo di avventura, e l\u2019avventura \u00e8 confronto con te stesso, rispecchiamento nei confronti della geografia che ti circonda, che ci siano o meno segni umani. A me, che vivo con la Presolana sempre a portata di sguardo, basta andare in Val Camonica per trovare il mio giardino artico, dove \u201cartico\u201d \u00e8 metafora per qualcosa di lontano, profondo, trasparente, un\u2019espansione di coscienza. In Lombardia potremmo fare un cammino a settimana e sceglierne sempre uno diverso, ci sono 15mila km di sentieri al 70% gestiti dal CAI. E anche se rifacessimo lo stesso, saremmo diversi noi, quindi sembrerebbe nuovo. Questa per me \u00e8 la geografia.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Forse la materia peggio insegnata e ancor peggio studiata a scuola, salvo eccezioni ovviamente. Hanno provocato molte polemiche le nuove linee guida del Ministro Valditara di non insegnarla pi\u00f9 come materia a s\u00e9, ma di accorparla alla storia.<\/strong><\/p>\n<p>Non concordo per niente con l\u2019idea di togliere lo studio della geografia, che a scuola \u00e8 sempre stata insegnata come pura teoria: quali sono gli affluenti del Po, dove si trova questa o quella citt\u00e0\u2026 \u00c8 importante saperlo, ma geografia non \u00e8 solo teoria, \u00e8 soprattutto pratica. Gli intellettuali avrebbero bisogno di alzarsi dai loro divani, perch\u00e9 il mondo non \u00e8 solo quello che vivono nella loro testa. Me lo insegnano da trentacinque anni le persone che incontro ogni giorno qui in montagna, dove vivo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 il \u201c<\/strong><strong>lessico dei sentieri<\/strong><strong>\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019idea che mi \u00e8 venuta durante la pandemia, doveva diventare un libro, poi non se ne \u00e8 fatto nulla (\u00e8 per\u00f2 diventato un articolo per l\u2019Annuario del CAI Bergamo nel 2020, NdA). L\u2019ho scelto come titolo dell\u2019edizione 2022 della rassegna di cammini che organizzavo con l\u2019officina culturale Alpes di Milano per il Sistema Bibliotecario della Val Seriana, \u201cNel cuore della montagna\u201d. I sentieri hanno un loro linguaggio, un loro modo di parlarci, di indirizzarci, ma soprattutto un loro modo di dirci perch\u00e9 sono nati. Si vede infatti se un sentiero nasce per essere percorso dal bestiame o dall\u2019esercito, da come si insinua nella montagna, da come \u00e8 disegnato. Io invito le persone a farci caso, a rifletterci mentre ci camminano sopra.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Parlavi di \u201c<\/strong><strong>montagna orizzontale<\/strong><strong>\u201d, cosa intendi?<\/strong><\/p>\n<p>La montagna \u00e8 verticale o addirittura verticistica per antonomasia. Rifiuto questa visione che risponde troppo a un modello vecchio, ormai superato. La cima, il dislivello, i metri, la performance contano di meno oggi: la montagna orizzontale \u00e8 un orizzonte, l\u2019orizzonte di libert\u00e0 che ci diamo quando andiamo a camminare.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Sei per met\u00e0 di Monza, per met\u00e0 siciliano dell\u2019Etna, ma da trentacinque anni vivi in un piccolo paese di montagna, uno di quelli che d\u2019estate si farcisce di turisti. Come affronti l\u2019overtourism?<\/strong><\/p>\n<p>Ormai ho passato pi\u00f9 di met\u00e0 della mia vita in montagna dove in realt\u00e0 venivo fin da quando avevo 6 anni per almeno due mesi all\u2019anno. L\u2019overtourism \u00e8 una grande scocciatura, significa metterci 15 minuti di macchina quando di solito ne servono 3, o prenotare almeno 5 giorni prima il ristorante del tuo amico dove ti infili normalmente senza preavviso. Il vero problema \u00e8 la pressione che si crea su un ambiente cos\u00ec particolare come la montagna, che viene trasformata in una sorta di parco divertimenti. Detto questo ho una visione aperta: mi occupo (per esempio col podcast \u201cGhiaccio sottile\u201d) di crisi climatica, ma ho un approccio in evoluzione: non sono uno che fa funerali se muore un ghiacciaio, preferisco provare a vedere gli orizzonti che si vanno a creare, nella piena consapevolezza che la crisi climatica \u2013 il collasso \u2013 \u00e8 un dato assodato e drammatico. Ma non voglio inibire la mia creativit\u00e0, preferisco sospendere il giudizio e cogliere le variazioni del mondo in cui vivo. Le cose accadono, giuste o sbagliate che siano, molte sono sbagliate e spesso provocate da noi, per\u00f2 questo \u00e8. Anch\u2019io mi sento assalito in estate, soffro tantissimo, siamo in 20mila sull\u2019altopiano, in cinque paesi, che diventano 80mila per due mesi. Il 70% delle abitazioni sono seconde case, cosa faremmo per\u00f2 se anche solo il 30% venisse ad abitare qui? La soluzione va cercata e deve essere diversa in base al territorio al quale ci si riferisce.\u00f9<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Limitare l\u2019accesso alla montagna ha senso per te?<\/strong><\/p>\n<p>Far pagare il parcheggio anche per poche ore a cifre senza senso, come in Val di Mello, per tutto l\u2019anno, non serve a limitare il numero di presenze perch\u00e9 la gente ci va lo stesso. I piccoli comuni ne beneficiano, noi residenti molto meno, ci aspetteremmo tariffe separate, magari anche simboliche, visto che gi\u00e0 paghiamo le tasse locali. Eviterei iniziative come l\u2019apertura delle Cascate del Serio per cinque volte all\u2019anno, visto che attirano migliaia di persone contemporaneamente, bloccando Valbondione per il traffico, un fatto spiacevole per tutti, turisti e residenti. Perch\u00e9 puntare tutto su poche iniziative molto congestionanti, per quanto utili ai piccoli comuni a non sentirsi \u201cisolati\u201d? Il Parco Adamello in Valle Camonica, per esempio, durante l\u2019estate 2025 ha offerto 80 proposte spalmate nel tempo e nello spazio, tra le quali i cammini geopoetici della mia rassegna \u201cNei sentieri selvatici\u201d. L\u2019accesso alla montagna non pu\u00f2 prescindere dal sentirne la fragilit\u00e0, dal capire che pu\u00f2 essere distrutta con progetti insostenibili (se non per pochi), come le Olimpiadi Invernali 2026. Serve una visione a lungo termine, quella che la politica tende a non avere. Quest\u2019estate erano tutti a commentare le code al Seceda in Alto Adige, ma \u00e8 un unicum, il problema va affrontato con uno sguardo a lungo termine, non sul singolo evento acchiappa click. Il tema di fondo resta la responsabilit\u00e0 personale, la capacit\u00e0 di darci dei limiti, di provare a ridurre il nostro impatto. Ma \u00e8 un concetto verso cui la nostra societ\u00e0 da anni non ci incoraggia pi\u00f9.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Scrittore, giornalista, traduttore, critico musicale, poeta, organizzatore di eventi, fotografo, podcaster: Davide Sapienza non ama le etichette e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":96921,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,68981,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-96920","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-geopoeta","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96920","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96920"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96920\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/96921"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}