{"id":96936,"date":"2025-09-09T04:31:09","date_gmt":"2025-09-09T04:31:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/96936\/"},"modified":"2025-09-09T04:31:09","modified_gmt":"2025-09-09T04:31:09","slug":"elicotteri-gabbie-e-vaccini-cosi-la-valle-daosta-ha-salvato-le-sue-mucche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/96936\/","title":{"rendered":"Elicotteri, gabbie e vaccini: cos\u00ec la Valle d\u2019Aosta ha salvato le sue mucche"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019incubo <strong>dermatite bovina<\/strong>, che da mesi toglieva il sonno agli <strong>allevatori valdostani<\/strong>, sta diventando un brutto ricordo. In <strong>questa emergenza sanitaria<\/strong> che rischiava di devastare la zootecnia locale <strong>la Valle d\u2019Aosta ha messo in moto una \u00abmacchina da guerra\u00bb impressionante: decine di veterinari e tecnici, elicotteri, jeep, gabbie, siringhe e fiale<\/strong> per chiudere in tempi record il piano di vaccinazioni che rappresenta il ponte verso la salvezza degli allevamenti. <strong>Risultato: 35 mila bovini vaccinati in 27 giorni anzich\u00e9 nei due mesi previsti <\/strong>dal calendario.  <\/p>\n<p><strong>Numeri e tempi record<\/strong> che risaltano ancora di pi\u00f9 rispetto al contesto in cui sono stati ottenuti: <strong>non le maxi stalle da migliaia di capi in Pianura padana dove in mezz\u2019ora fai centinaia di vaccinazioni, ma alpeggi a 2.500 metri in cui bovine e vitelli pascolano in libert\u00e0<\/strong> e vanno rintracciati e bloccati per procedere con la profilassi.  <\/p>\n<p> Una donna al comando <\/p>\n<p><strong>Enrica Muraro, veterinaria, dirige la struttura Prevenzione, Sanit\u00e0 pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare ed \u00e8 la massima autorit\u00e0 regionale in questo campo.<\/strong> E\u2019 lei ad aver coordinato l\u2019imponente operazione che ha coinvolto <strong>Regione, Usl, Anaborava, Amis des Reines e Institut Agricole<\/strong>. Il piano vaccinale obbligatorio contro la <strong>Dermatite Nodulare Contagiosa (Dnc) <\/strong>\u00e8 iniziato il 9 agosto. <strong>Da luglio ad oggi in Francia ci sono stati 75 focolai e quando c\u2019\u00e8 stato il \u00absalto\u00bb di 30 chilometri tra Annecy e Albertville \u00e8 scattata l\u2019allerta rossa in Valle d\u2019Aosta. \u00abSe avesse fatto altri 30 chilometri ce la saremmo ritrovata qui\u00bb spiega Muraro. <\/strong>Il virus viaggia velocissimo perch\u00e9 il principale vettore \u00e8 la mosca comune e la vaccinazione immediata era l\u2019unica strada per proteggere il bestiame valdostano. Detto e fatto. <\/p>\n<p> La salvezza dal cielo <\/p>\n<p>E\u2019 stata coinvolta anche la <strong>Protezione civile con gli elicotteri, almeno 11 sorvoli per raggiungere gli alpeggi<\/strong>: \u00abLe operazioni erano particolarmente difficili perch\u00e9 sono avvenute durante il periodo di alpeggio con animali al pascolo liberi, solo in alcuni casi avevano la struttura di appoggio &#8211; spiega Muraro -. <strong>Sono state quindi acquistate a tempo di record gabbie di contenimento<\/strong> dove poter bloccare i manzi liberi al pascolo e queste gabbie sono state elitrasportate insieme a <strong>transenne prestate dagli Amis des batailles de reines<\/strong>. Negli alpeggi sono stati creati \u201cimbuti\u201d in cui convogliare i manzi per poi vaccinarli e rilasciarli. E cos\u00ec siamo riusciti a fare tutto quanto. Questa settimana abbiamo ancora qualche singola situazione da completare, oggi ad esempio (ieri, ndr) l\u2019elicottero \u00e8 a Valpelline e Oyace per 30 manzi rimasti l\u00ec. Ma di fatto <strong>su 35 mila capi ne restano 5-600 da vaccinare<\/strong>\u00bb.  <\/p>\n<p> Aut aut ai piemontesi <\/p>\n<p>Ci sono poi <strong>3.500-4.000 capi di aziende piemontesi, ai proprietari \u00e8 stato intimato di vaccinarsi o di trasferire i capi entro il 12 settembre fuori dalla Valle d\u2019Aosta<\/strong> \u00abaltrimenti bloccano le nostre movimentazioni\u00bb aggiunge Muraro. La maggior parte ha scelto la strada della vaccinazione, 1.400 capi verranno invece trasferiti in questi ultimi giorni. <\/p>\n<p> I no vax delle stalle <\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 il capitolo \u00abno vax\u00bb, che spuntano anche tra gli allevatori. \u00abS\u00ec ma noi li chiamiamo dinieghi\u00bb spiega diplomaticamente Muraro. <strong>Sono 600 i capi di quegli allevatori che ad oggi hanno rifiutato la vaccinazione obbligatoria e l\u2019Usl ha gi\u00e0 fatto scattare le prime sanzioni, che non sono spiccioli: \u00e8 prevista una multa da 2 mila a 20 mila euro <\/strong>e se nell\u2019appuntamento successivo c\u2019\u00e8 un nuovo diniego, scatta una seconda sanzione aumentata rispetto alla prima. <strong>Se poi l\u2019allevatore insiste, arrivano le forze dell\u2019ordine e i capi vengono vaccinati lo stesso<\/strong>. La delibera regionale prevedeva anche che, in caso di focolai, il rifiuto di vaccinazione diventi reato penale e che <strong>all\u2019allevatore sia negato ogni risarcimento per l\u2019abbattimento dei capi<\/strong>. \u00abAbbiamo chiesto all\u2019Usl questa settimana di andare dagli indecisi e spendere la prima mezz\u2019ora per rispondere alle loro domande e poi di procedere con la vaccinazione. Abbiamo messo come limite massimo della profilassi due mesi, ma vogliamo finirla il prima possibile\u00bb conclude Muraro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019incubo dermatite bovina, che da mesi toglieva il sonno agli allevatori valdostani, sta diventando un brutto ricordo. 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