{"id":97054,"date":"2025-09-09T06:16:09","date_gmt":"2025-09-09T06:16:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/97054\/"},"modified":"2025-09-09T06:16:09","modified_gmt":"2025-09-09T06:16:09","slug":"in-russia-la-repressione-di-putin-non-si-ferma-e-ora-spaventa-anche-le-elite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/97054\/","title":{"rendered":"In Russia la repressione di Putin non si ferma. E ora spaventa anche le \u00e9lite"},"content":{"rendered":"<p class=\"art-text\" id=\"\">\n<p>    La repressione in Russia ha fatto un altro balzo in avanti, accompagnata da un inasprimento del controllo sul web. Non viene perseguito pi\u00f9 solo chi ha criticato il regime, pur solo con un &#8216;mi piace&#8217; a un post critico. Ma anche esponenti delle \u00e9lite, chi \u00e8 stato sempre zitto, o se ha dato un cenno lo ha fatto tempo fa e comunque pensava di essere protetto. Per questo, si \u00e8 diffuso il panico in tutti i segmenti della societ\u00e0, incluso fra coloro che si sono sempre sentiti intoccabili.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    &#8220;Le persecuzioni si sono trasformate in un &#8216;Grand Guignol&#8217;, ma con prigioni e condanne vere. Una farsa che ora investe anche i putinisti che hanno giurato fedelt\u00e0&#8221;, spiega all&#8217;Adnkronos Elena Kostioukovitch, scrittrice e traduttrice, nel comitato scientifico di Memorial Italia. &#8220;Nessuno si sente pi\u00f9 al sicuro. E questo vale in qualsiasi ambiente, non solo in politica&#8221;, aggiunge l&#8217;autrice di &#8220;Kyiv. Una fortezza sopra l&#8217;abisso&#8221;, pubblicato nei mesi scorsi da La nave di Teseo.\u00a0\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    &#8220;Si scopre che nel sistema putiniano assumere o mantenere una carica nell&#8217;establishment, non importa a che distanza dal regime, \u00e8 pericoloso&#8221;, ha scritto l&#8221;analista Andrei Kolesnkikov, in un articolo pubblicato su Foreign Affairs, dedicato al &#8220;nuovo fattore paura&#8221; in Russia.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    E&#8217; stato inserito nell&#8217;elenco degli &#8216;agenti stranieri&#8217; &#8211; status associato ad attivit\u00e0 politica e contributi economici ricevuti dall&#8217;estero, che porta con se, e per le persone con cui si \u00e8 in contatto, sanzioni sempre pi\u00f9 gravi &#8211; anche Sergei Markov, gi\u00e0 deputato alla Duma del partito putiniano di Russia unita, direttore dell&#8217;Istituto di studi politici, nel 2012 consigliere di Putin per la sua campagna elettorale, commentatore spesso interpellato dai media in Occidente, dove viene presentato come un&#8217;analista informato delle dinamiche del Cremlino. A dimostrare l&#8217;importanza del caso, il propagandista Vladimir Solovyov ha dedicato mezz&#8217;ora del suo programma tv mezz&#8217;ora a Markov, chiedendone la detenzione.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n<p>    Anche il Centro Eltsin aperto nel 2015 a Ekaterinburg dalla Fondazione intitolata al primo Presidente russo, con il direttore dell&#8217;Amministrazione presidenziale Anton Vaino a capo del Consiglio dei garanti, \u00e8 stato preso di mira dalle autorit\u00e0. La giudice Ekaterina Geiger del tribunale Verkh-Isetsky della citt\u00e0 natale di Eltsin, ha cominciato con il comminare una sanzione di di 45.000 rubli alla vicedirettrice del Centro, Lyudmila Telen, per il rilancio di un post della figlia di Boris Eltsin Tatiana Yumasheva, con lo slogan &#8220;No alla guerra&#8221;, in seguito alla denuncia del deputato della Duma, Mikhail Delyagin.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    La stessa giudice ha poi aperto un caso per discredito delle forze militari anche nei confronti del direttore del Cineforum del Centro Eltsin, il critico cinematografico Vyacheslav Shmyrov, sempre per il rilancio di un post contro la guerra su Facebook il 25 febbraio del 2022, il giorno dopo l&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa. Contro Shmyrov e il Centro Eltsin si era scagliato il mese scorso il canale Telegram UralLive legato a Solovyov che denunciava proiezioni organizzate dal Centro ad agosto, mostrando lo screenshot del post incriminato e ricordando l&#8217;impegno del Centro Eltsin a non invitare personalit\u00e0 che avevano condannato apertamente la guerra. L&#8217;intervento ha fatto scattare petizioni alla Comitato inquirente e quindi l&#8217;apertura del caso.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    &#8220;Fra le \u00e9lite oggi in Russia sta accadendo di nuovo qualcosa di simile a quanto aveva riassunto Bukharin&#8221;, ha scritto Kolesnikov, citando una frase attribuita al leader bolscevico poi arrestato nel 1937 e fucilato l&#8217;anno successivo: &#8216;abbiamo due partiti, uno al potere e l&#8217;altro in carcere&#8217;. &#8220;L&#8217;obiettivo di Putin non \u00e8 quello di combattere la corruzione. Ma di evitare minacce interne. E per farlo, ha bisogno di trasformare le \u00e9lite in una classe impaurita, quindi controllabile&#8221;.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Novaya Gazeta ha tenuto il conto: dall&#8217;inizio della guerra, sono stati 56 i top manager di imprese legate allo stato e alti funzionari pubblici morti in circostanze non chiare, molti dei quali caduti da una finestra, come a gennaio il vice capo dell&#8217;amministrazione di Vladivostok e a febbraio il direttore del Servizio contro il monopolio federale in Karelia.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n<p>    Il caso pi\u00f9 clamoroso rimane quello della morte attribuita a suicidio del ministro dei Trasporti Roman Starovoit all&#8217;inizio di luglio, poche ore dopo il suo licenziamento, con voci su un suo imminente coinvolgimento nell&#8217;inchiesta di corruzione negli appalti per le fortificazioni nella regione di Kursk di cui era stato governatore, pochi giorni dopo la caduta da un&#8217;altra finestra di Andrei Badalov, vice presidente della azienda per il trasporto del petrolio Transneft.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n<p>    Solo a giugno e luglio, sono stati arrestati, in larga misura per corruzione, 140 funzionari di medio e alto livello (sempre secondo i dati di Novaya Gazeta). Fra i numerosi casi giudiziari aperti dallo scorso anno a carico di dirigenti della difesa, spicca quello dell&#8217;ex vice ministro con Sergei Shoigu ministro, Timur Ivanov, condannato a 13 anni di carcere.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n<p>    In Russia in questo momento sembrano essere saltate le reti di garanzia e i protettori su cui gli esponenti dell&#8217;establishment facevano conto: che sia il nome del primo Presidente russo che ha indicato Putin come suo delfino, Vaino o i fratelli Rotenberg amici di lunga data di Putin a cui era associato Starovoit. Che il sistema abbia iniziato a divorare se stesso, come ai tempi di Stalin, o che invece elimini uno strato dopo l&#8217;altro, con velocit\u00e0 crescente, partendo dal basso e salendo verso l&#8217;alto, come nel caso degli appalti per la difesa delle regioni al confine con l&#8217;Ucraina, non \u00e8 ancora dato sapere, sottolinea Kolesnikov, che cita il termine mussoliniano di &#8220;trincerocrazia&#8221;, indicando comunque il ricambio in corso nelle \u00e9lite, con l&#8217;arrivo di veterani dell&#8217;operazione militare speciale in Ucraina, come aveva anticipato Putin nel discorso sullo stato della nazione del febbraio dello scorso anno, quando aveva detto che &#8220;gli eroi dell&#8217;operazione militare speciale dovranno assumere posizioni di comando nel Paese&#8221;.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n<p>    A fine agosto \u00e8 stato condannato a 15 anni di carcere a regime speciale l&#8217;ex ingegnere informatico del colosso russo dell&#8217;It Yandex Sergei Irin, colpevole di aver inviato il 27 febbraio del 2022, 500 dollari alla fondazione umanitaria ucraina &#8220;Torna a casa vivo&#8221;, che acquista per le forze ucraine equipaggiamenti come visori termici mezzi, droni e medicine, e che \u00e8 stata dichiarata come indesiderabile in Russia nel maggio del 2024. Il pagamento era stato effettuato da una carte russa prima che fossero tagliate fuori dai circuiti finanziari internazionali con le sanzioni.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Irin si era in seguito trasferito in Turchia, poi nello Sri Lanka. Era tornato la scorsa primavera in Russia, nella sua citt\u00e0 natale Nizhni Novgorod, solo per rivedere la madre anziana e il fratello. E&#8217; stato arrestato prima per vandalismo e poi accusato di tradimento, secondo un copione oramai consolidato. Nei primi giorni della guerra sono stati molti i russi a effettuare donazioni a fondazioni ucraine e sono ora tutti nel mirino dell&#8217;Fsb. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Il controllo delle transazioni bancarie effettuate subito dopo l&#8217;inizio della guerra, e quello degli account sui social, si inserisce in quello che \u00e8 stato definito come &#8216;gulag digitale&#8217;. Dal primo settembre, ogni nuovo telefono o tablet venduto in Russia ha incorporata la app di messaggi Max prodotta da Vkontakte, la piattaforma social di propriet\u00e0 di Yuri Kovalchuk, noto come &#8216;il banchiere di Putin&#8217;, nel suo entourage dai tempi di San Pietroburgo. Alle agenzie del governo, universit\u00e0 e scuole \u00e8 stato chiesto di spostare le chat su Max, app sviluppata in tempi record per diventare la servizio di messaggi nazionale. E&#8217; da pochi giorni proibito effettuare ricerche online su contenuti considerati come &#8220;estremisti&#8221; (lo \u00e8 per esempio il movimento internazionale Lgbtq) e fare la pubblicit\u00e0 a servizi Vpn,\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">A met\u00e0 agosto Rosmomnadzor ha limitato le attivit\u00e0 di Whatsapp e Telegram, cancellando la possibilit\u00e0 di effettuare chiamate. Il vero test della tenuta della nuova cortina sar\u00e0 l&#8217;eventuale blocco totale di WhatsApp e Telegram. Nel frattempo, i russi cercano di arrangiarsi: prenotano in anticipo le chiamate in modo che il ricevente abbia la Vpn accesa, usano Facetime, app che funziona solo su Apple, si avventurano su app di messaggistica &#8216;amiche&#8217; come emiratina Botim o l&#8217;armena Zangi. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Mi sembra un atto di diffamazione, perch\u00e9 prima di tutto non sono un agente straniero e poi non ho mai avuto tali contatti. A volte si possono commettere gli errori, ma non ne so nulla&#8221;, ha commentato Markov, dopo essere stato definito &#8216;agente straniero&#8217; lo scorso 22 agosto per  &#8220;diffusione di false informazioni sulle decisioni prese dalle autorit\u00e0 pubbliche della Federazione Russa e sulle politiche da queste perseguite&#8221;, probabilmente per la sua presenza a una conferenza organizzata dall&#8217;Azerbaigian, con cui la Russia \u00e8 ai ferri corti, a Shusha. &#8220;Per 25 anni ho sostenuto e continuo a sostenere le politiche di Vladimir Putin. Sono anche stato sanzionato dal Canada. Questo attacco contro di me arriva da nemici della Russia e delle politiche di Putin. Prima o poi queste persone si riveleranno come traditori o saranno rimosse dai loro incarichi come funzionari corrotti&#8221;, ha scritto su Telegram. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La repressione in Russia ha fatto un altro balzo in avanti, accompagnata da un inasprimento del controllo sul&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":97055,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-97054","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97054","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=97054"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97054\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97054"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97054"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97054"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}