{"id":97644,"date":"2025-09-09T12:51:13","date_gmt":"2025-09-09T12:51:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/97644\/"},"modified":"2025-09-09T12:51:13","modified_gmt":"2025-09-09T12:51:13","slug":"in-una-casa-alla-periferia-di-torino-i-falsi-carol-rama-e-il-falsario-patteggia-torino-cronaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/97644\/","title":{"rendered":"In una casa alla periferia di Torino i falsi Carol Rama: e il falsario patteggia &#8211; Torino Cronaca"},"content":{"rendered":"<p>Vecchi fogli ingialliti, pastelli, pennarelli. <strong>Un piccolo laboratorio nella periferia di Torino<\/strong> e l\u2019ambizione, o l\u2019azzardo, di mettere in vendita disegni falsi, spacciandoli per degli originali di <strong>Carol Rama<\/strong>. <strong>Un uomo di mezza et\u00e0, residente a Torino, senza precedenti artistici n\u00e9 accademici (e nemmeno penali) ha prodotto oltre 250 opere contraffatte attribuendole in gran parte alla celebre artista torinese scomparsa nel 2015<\/strong> e, in misura minore, a Enrico Baj. Dopo mesi di indagine da parte dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Torino, e su disposizione della Procura, \u00e8 arrivata la condanna: <strong>un anno e quattro mesi, patteggiati, con la confisca di tutte le opere false<\/strong>.<\/p>\n<p> Powered by <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/evolutiongroup.digital\/\" rel=\"nofollow noopener\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/evolutiongroup.digital\/wp-content\/themes\/evolution_group\/assets\/static\/logo\/logo-evolutiongroup-black.svg\" alt=\"powered by evolution group\"\/> <\/a> <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/torinocronaca.it\/news\/torino\/552134\/il-caso-carol-rama-centinaia-di-opere-false-smascherate-a-torino.html\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/torinocronaca.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2025_04_22\/Carol-Rama_FlashArt-1024x1021-1745334892809.jpg--il_caso_carol_rama__centinaia_di_opere_false_smascherate_a_torino.jpg?1745334893023\"\/><\/a><\/p>\n<p>Un caso che ha fatto emergere un tema ancora poco discusso ma molto attuale: il rischio della contraffazione nel mercato dell\u2019arte contemporanea, dove certificati, archivi, autenticazioni e \u201cprovenienze\u201d sono strumenti fondamentali ma non sempre sufficienti. <strong>Tutto \u00e8 iniziato nel 2022, quando i militari del Nucleo Tpc di Torino hanno notato alcune opere attribuite a Carol Rama messe in vendita da una casa d\u2019asta lombarda<\/strong>. Le opere, bench\u00e9 coerenti con lo stile dell\u2019artista, presentavano elementi di dubbio: soggetti ripetuti, tecniche imitate, ma nessuna certificazione valida.<strong> E\u2019 quindi scattata la richiesta all\u2019Archivio Carol Rama, costituitosi parte civile<\/strong>, che da anni si occupa di tutela dell\u2019opera dell\u2019artista. Il Comitato scientifico non ha avuto dubbi: i disegni erano falsi. Non copie dichiarate o omaggi, ma tentativi deliberati di imitazione, destinati a ingannare i collezionisti. E\u2019 iniziata l\u2019operazione \u201cOlga\u201d, i cui risultati sono stati diffusi ieri in via Po alla Fondazione Accorsi Ometto (dov\u2019\u00e8 in corso la mostra \u201cCarol Rama &#8211; Geniale Sregolatezza\u201d), illustrati dal maggiore Ferdinando Angeletti, con il direttore della Fondazione Luca Mana, il presidente dell&#8217;Archivio Carol Rama, Michele Carpano e in collegamento Giuliana Calcani, direttrice del Laboratorio del falso di Roma Tre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/conferenza_stampa_falsi_carol_rama-1757409815690.jpeg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1440\"\/><\/p>\n<p>\u00abLa pista portava a un torinese sconosciuto al mondo dell\u2019arte, che aveva gi\u00e0 messo in commercio almeno tre di quelle opere, indicandole come provenienti da \u201ccollezione privata\u201d. <strong>Il giro di affari potenziale era di 350mila euro<\/strong> e il falsario aveva guadagnato &#8211; ha detto il maggiore Angeletti &#8211; qualche migliaio di euro. La Procura ha dato l\u2019ok alla perquisizione nella casa e nel laboratorio dell\u2019uomo\u00bb. <strong>Risultato? Circa 250 opere contraffatte pronte per essere vendute<\/strong>. Alcune erano destinate a canali pi\u00f9 strutturati, come le case d\u2019asta, ma la maggior parte sarebbe finita nei mercatini, <strong>vendute a ignari acquirenti per cifre tra i cento e i 20mila euro<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/falsi_carol_rama-1757410121120.jpeg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"1600\"\/><\/p>\n<p><strong>L\u2019uomo lavorava in autonomia con materiali scelti per dare alle sue opere un\u2019apparenza di autenticit\u00e0<\/strong>: carta d\u2019epoca, strumenti di disegno vintage, tecniche che simulavano il tratto e lo stile di Carol Rama. Non si trattava di riproduzioni esatte, ma di variazioni su soggetti gi\u00e0 noti, una strategia usata spesso per cercare di \u201caggirare\u201d i controlli pi\u00f9 superficiali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Vecchi fogli ingialliti, pastelli, pennarelli. 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