{"id":97707,"date":"2025-09-09T13:27:09","date_gmt":"2025-09-09T13:27:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/97707\/"},"modified":"2025-09-09T13:27:09","modified_gmt":"2025-09-09T13:27:09","slug":"italiani-piu-poveri-e-hanno-paura-del-futuro-secondo-il-rapporto-coop-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/97707\/","title":{"rendered":"Italiani pi\u00f9 poveri e hanno paura del futuro secondo il Rapporto Coop 2025"},"content":{"rendered":"<p>Puntuale come ogni anno arriva il <strong>Rapporto Coop<\/strong> che analizza i consumi e gli stili di vita degli italiani. L\u2019<strong>edizione 2025<\/strong>, presentata in anteprima a Milano il 9 settembre, \u00e8 a cura di Albino Russo, direttore Generale dell\u2019Ancc Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori), in presenza dei relatori Maura Latini (presidente Coop Italia), Domenico Brisigotti (direttore Generale Coop Italia), Ernesto Delle Rive (presidente dell\u2019Ancc Coop).<\/p>\n<p>L\u2019anteprima digitale del Rapporto Coop 2025 \u00e8 redatta dall\u2019Ufficio Studi Ancc-Coop e realizzata con la collaborazione di Nomisma\u00a0e NielsenIQ e i contributi originali di Circana, Cso, Gfk, Gs1-Osservatorio Immagino e Mediobanca Ufficio Studi, oltre che con il supporto della community di italiani.coop.\n<\/p>\n<p>Incertezze tra Covid e guerre<\/p>\n<p>Negli anni difficili segnati dal <strong>Covid<\/strong>, gli italiani hanno mostrato capacit\u00e0 di resistenza, adattandosi a un contesto in continua trasformazione. Ma quelle che sembravano solo incertezze provvisorie si sono rivelate <strong>mutamenti<\/strong> <strong>strutturali<\/strong>, che hanno alterato le regole e modificato la direzione del futuro.<\/p>\n<p>Lo scenario globale \u00e8 oggi dominato dai <strong>conflitti<\/strong> <strong>geopolitici<\/strong>, dalla guerra in Ucraina al riaccendersi della crisi israelo-palestinese.<\/p>\n<p>La spesa militare cresce, cos\u00ec come la percezione di <strong>insicurezza<\/strong>: la guerra torna a farsi strada nell\u2019immaginario collettivo come un\u2019opzione concreta e spaventosa. Non a caso, molti opinion leader intervistati da Coop intravedono questa possibilit\u00e0 come un rischio reale per i prossimi anni.<\/p>\n<p>Alla guerra combattuta con le armi si affianca anche quella commerciale, fatta di <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/dazi-usa-europa-automotive-15-per-cento\/927376\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dazi<\/a> e barriere.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, cambia il baricentro economico mondiale: la crescita si concentra sempre pi\u00f9 in Asia, trainata da Cina e India, mentre l\u2019Occidente vive la crisi della globalizzazione. Si chiude cos\u00ec una lunga stagione di espansione diffusa, sostituita da uno sviluppo polarizzato in poche aree.<\/p>\n<p>Italiani sempre pi\u00f9 pessimisti<\/p>\n<p>Questo clima pesa direttamente sul sentiment degli italiani. Secondo il Rapporto Coop 2025, 17,2 milioni di persone dichiarano stati d\u2019animo positivi pensando ai prossimi 12-18 mesi, ma sono quasi 10 milioni in meno rispetto al 2022.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, cresce il fronte del <strong>pessimismo<\/strong>: 8,2 milioni di italiani indicano solo sentimenti negativi, in aumento di oltre 7 milioni rispetto a tre anni fa.<\/p>\n<p>In cima ai timori prevalgono l\u2019inquietudine (18%) e il timore (16%), legati a guerre, <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lifestyle\/food-economy\/aumento-prezzi-beni-alimentari-calo-inflazione\/926821\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">caro prezzi<\/a>, instabilit\u00e0 lavorativa e cambiamenti climatici. Solo una minoranza trova ancora spazio per fiducia (12%) o aspettativa positiva (6%). Il <strong>futuro<\/strong> appare cos\u00ec fragile, pi\u00f9 fonte di ansia che di rassicurazione.<\/p>\n<p>Intelligenza artificiale in ogni casa<\/p>\n<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/innovazione\/intelligenza-artificiale\/intelligenza-artificiale-rischi-crescita-aziende\/903676\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">intelligenza artificiale<\/a> \u00e8 ormai parte della vita degli italiani: il 49% la usa nella sfera privata e il 23% per lavoro, con solo l\u20191% che non ne ha mai sentito parlare.<\/p>\n<p>Alla paura (31%) si affianca una <strong>crescente<\/strong> <strong>fiducia<\/strong> (49%), legata ai benefici in ricerca, innovazione e semplificazione delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Un italiano su due affiderebbe a un robot le <strong>pulizie<\/strong> <strong>domestiche<\/strong> o l\u2019<strong>assistenza agli anziani<\/strong>, mentre c\u2019\u00e8 chi la immagina come supporto psicologico ed emotivo.<\/p>\n<p>Redditi fermi, corre l\u2019inflazione<\/p>\n<p>Il <strong>reddito<\/strong> <strong>disponibile<\/strong> delle famiglie italiane cresce meno del previsto: tra il 2019 e il 2024 i valori nominali segnano un +17,9%, ma in termini reali l\u2019aumento si ferma a poco pi\u00f9 dell\u20191%. Nei primi mesi del 2025 il divario resta evidente, con un incremento reale appena del +2,6%.<\/p>\n<p>A trainare i bilanci familiari non \u00e8 il <strong>lavoro<\/strong>, ma le <strong>rendite<\/strong>. Tra il 2019 e il 2024 i redditi da propriet\u00e0 sono cresciuti del +7,5% e le prestazioni sociali del +6,5%. Al contrario, i redditi da lavoro dipendente segnano solo un +4,1%, mentre quelli da lavoro autonomo crollano del -9,8%.<\/p>\n<p>Gli <strong>occupati<\/strong> dipendenti sono passati da 17,8 milioni del 2019 a 18,8 milioni nel 2024 (+5,6%), con un aumento del part-time (+9,1%) ma un calo dei full-time (-7,7%).<\/p>\n<p>Nel frattempo, il monte ore complessivo \u00e8 salito a 30,5 miliardi di ore lavorate, pari a 2,3 miliardi in pi\u00f9 rispetto al 2019. In media ogni dipendente ha lavorato 38 ore in pi\u00f9 all\u2019anno.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019impegno crescente, il <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/potere-acquisto-confcommercio-2025\/923483\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">potere d\u2019acquisto<\/a> dei lavoratori dipendenti si riduce. Tra il 2019 e il 2024 la <strong>retribuzione per ora lavorata<\/strong>, al netto dell\u2019inflazione, \u00e8 scesa del 4,5%. Un segnale che evidenzia come l\u2019aumento delle ore non riesca a compensare la perdita dovuta alla corsa dei prezzi.<\/p>\n<p>Il mercato del lavoro<\/p>\n<p>Il numero di occupati in Italia continua ad aumentare: nel primo trimestre del 2025 si contano 24 milioni di lavoratori tra i 15 e i 74 anni, con una crescita di 840 mila unit\u00e0 rispetto al 2019.<\/p>\n<p>A trainare l\u2019occupazione sono soprattutto gli uomini tra i 45 e i 64 anni, con un lavoro da dipendente e un livello di istruzione medio-alto. Rispetto al 2019, i laureati e post-laurea crescono di 799 mila unit\u00e0, mentre calano di 647 mila i lavoratori con titolo di studio fermo alla licenza media.<\/p>\n<p>L\u2019aumento si concentra nei servizi (+340 mila), nel commercio e turismo (+150 mila) e nella manifattura (+121 mila). In calo, invece, l\u2019agricoltura e le costruzioni. La componente pi\u00f9 dinamica resta quella dei lavoratori dipendenti (+1,02 milioni), mentre gli autonomi arretrano (-180 mila).<\/p>\n<p>Il fenomeno del polilavoro<\/p>\n<p>Tra i <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/bonus-giovani-2025-assunzioni-under-35\/902473\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">giovani under 35<\/a> si diffonde il modello dei <strong>poliworker<\/strong>: il 15% gi\u00e0 oggi accetta incarichi brevi o a progetto oltre all\u2019attivit\u00e0 principale e un ulteriore 40% pensa di farlo nei prossimi 12-18 mesi. Cresce anche la disponibilit\u00e0 a svolgere <strong>pi\u00f9 professioni in parallelo<\/strong> (14% gi\u00e0 lo fa, 24% prevede di provarci).<\/p>\n<p>Un altro segnale della trasformazione del mercato \u00e8 rappresentato dai <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/pensioni\/pensioni-over-65-2025-istat\/927339\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pensionati<\/a>: l\u20198,5% continua a svolgere un\u2019attivit\u00e0 lavorativa, contribuendo cos\u00ec a una forza lavoro sempre pi\u00f9 eterogenea per et\u00e0 ed esperienze.<\/p>\n<p>Stipendi sempre pi\u00f9 bassi<\/p>\n<p>Ben il 96% degli italiani vorrebbe cambiare almeno un aspetto del proprio impiego. Una cifra che fotografa un diffuso senso di disincanto, alimentato da <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/info-utili\/report-almalaurea-2025-occupazione-universita\/927357\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stipendi bassi<\/a>, <strong>carichi di lavoro elevati<\/strong> e <strong>scarso<\/strong> <strong>equilibrio<\/strong> tra vita privata e professionale.<\/p>\n<p>Il tema economico resta centrale: il 53% dei lavoratori indica come priorit\u00e0 un<strong> aumento di stipendio<\/strong> rispetto a quello attuale. Ma la ricerca di soddisfazione non si ferma al salario: un quarto degli intervistati vorrebbe maggiore flessibilit\u00e0 e migliori condizioni di work-life balance.<\/p>\n<p>Tra le richieste pi\u00f9 frequenti emergono la<strong> possibilit\u00e0 di crescita e carriera<\/strong> (22%), la <strong>stabilit\u00e0<\/strong> <strong>contrattuale<\/strong> (17%), la <strong>qualit\u00e0 dell\u2019ambiente<\/strong> di lavoro (17%) e la possibilit\u00e0 di ricorrere allo <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/smart-working-donne-sud\/926069\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">smart working<\/a> (19%).<\/p>\n<p>Solo il 23% degli occupati dichiara di considerare il proprio lavoro davvero appagante e determinante per sentirsi realizzati nella vita.<\/p>\n<p>Guardando ai prossimi 12-18 mesi, il 15% dei lavoratori pensa di <strong>cambiare occupazione<\/strong>. Nel complesso, il 9% immagina di aumentare ore e carico di lavoro, mentre il 10% punta a ridurli. C\u2019\u00e8 anche un 5% che pensa addirittura di smettere del tutto, segnale ulteriore di una frattura tra aspettative e realt\u00e0 del mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Ricchezza pro-capite in calo<\/p>\n<p>La <strong>ricchezza media pro-capite<\/strong> in Italia nel 2024 si attesta a 198,3 mila euro, in crescita del 4% rispetto al 2023 ma ancora in calo del 10% rispetto al 2019. Un risultato peggiore rispetto a Francia, Germania e Spagna, dove la ricchezza \u00e8 aumentata o almeno rimasta stabile.<\/p>\n<p>Il 10% pi\u00f9 ricco degli italiani detiene da solo il 58% della <strong>ricchezza<\/strong> <strong>nazionale<\/strong>, una concentrazione pi\u00f9 alta rispetto a Francia (54%), Germania (61%) e Spagna (53%). Al contrario, la met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione possiede appena l\u20198% della ricchezza complessiva.<\/p>\n<p>Trading e finanza nelle famiglie<\/p>\n<p>Nella composizione patrimoniale delle famiglie italiane cresce il peso delle <strong>attivit\u00e0 finanziarie<\/strong>: +31% tra il 2019 e il 2024, contro un modesto +4% delle attivit\u00e0 non finanziarie. Titoli, azioni e fondi comuni diventano cos\u00ec il principale motore della ricchezza, riducendo l\u2019incidenza del mattone e degli immobili.<\/p>\n<p>Accanto agli <strong>investimenti<\/strong> <strong>tradizionali<\/strong>, emerge anche il richiamo delle <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/finanza\/criptovalute-massimi-capitalizzazione\/920977\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">criptovalute<\/a>: 2 milioni di italiani dichiarano di detenere crypto asset, mentre il 41% mostra interesse per il trading online (+15 punti rispetto al 2022). Un segnale della ricerca di rendimenti alternativi in un contesto di incertezza economica.<\/p>\n<p>L\u2019ostentazione del lusso<\/p>\n<p>Il mercato del <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/finanza\/barclays-report-lusso\/926857\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">lusso<\/a> segna una battuta d\u2019arresto: nel 2024 cala del 2% a 1.478 miliardi, penalizzando i beni personali (-1,4%) mentre cresce il lusso esperienziale (+5%). Cambiano le priorit\u00e0: gi\u00f9 orologi, moda e pelletteria, in forte aumento i viaggi (dal 79% al 92%).<\/p>\n<p>I brand reagiscono con <strong>logomania<\/strong> e <strong>ostentazione<\/strong> (+25% popolarit\u00e0 dei loghi) ma si monitora anche il boom del <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/vivere-green\/seconda-mano-moda-circolare-pwc-2025\/876467\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">second hand<\/a>, spinto da accessori e capi eccentrici (+1.302% i fuzzy coat).<\/p>\n<p>L\u2019altra faccia \u00e8 il calo dell\u2019<strong>engagement online<\/strong>: -40% nelle ricerche e interazioni, complice l\u2019aumento dei prezzi e poca innovazione creativa.<\/p>\n<p>L\u2019Italia a tavola tra le diete<\/p>\n<p>La tavola degli italiani evolve: cala il peso dei <strong>tradizionalisti<\/strong> (22%) e crescono <strong>esploratori<\/strong> (38%) e <strong>innovatori<\/strong> (31%), pi\u00f9 orientati a diete personalizzate, fit e sostenibili. La <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/cibo-piu-sostenibile-per-tutti-la-dieta-mediterranea-diventa-planeterranea\/664990\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dieta mediterranea<\/a> resta centrale (41%), ma avanzano trend come zero waste, biologico e digiuno intermittente.<\/p>\n<p>Il<strong> controllo del peso<\/strong> diventa un fenomeno di massa: nel 2025 15,8 milioni di italiani hanno seguito una dieta, spesso \u201cfai da te\u201d, mentre aumentano sport (64%), integratori (27%) e bilance vendute (+55%). Il profilo tipico \u00e8 donna, millennial, senza figli e attenta all\u2019innovazione alimentare.<\/p>\n<p>Tra i <strong>trend<\/strong> analizzati dal Rapporto Coop 2025 ci sono:<\/p>\n<ul>\n<li>fr-healty food (cibo fresco e salutare);<\/li>\n<li>diete a base di medicinali come l\u2019Ozempic;<\/li>\n<li>stile di vita senza alcol.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ad attestare queste tendenze, ci sono i carrelli degli italiani, sempre pi\u00f9 pieni di prodotti di <strong>ortofrutta<\/strong> e <strong>freschi<\/strong>.<\/p>\n<p>Cambia il modo di fare la spesa<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019inflazione, la spesa alimentare resta stabile ma sempre pi\u00f9 orientata al <strong>risparmio<\/strong>: crescono i <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lifestyle\/food-economy\/discount-spesa-italiani\/923403\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">discount<\/a> e le <strong>vendite<\/strong> <strong>in<\/strong> <strong>promozione<\/strong> (24,5%), mentre calano premium e marchi industriali.<\/p>\n<p>Aumentano invece i consumi di prodotti a marchio dell\u2019insegna e low cost, segno che gli italiani cercano <strong>convenienza<\/strong> senza rinunciare al supermercato.<\/p>\n<p>La Gdo guarda al futuro puntando su innovazione e digitale: investimenti processi smart, supply chain e partnership di filiera. I driver dei prossimi anni saranno salute e sostenibilit\u00e0, con pi\u00f9 spazio a <strong>plant<\/strong>\u2013<strong>based <\/strong>e <strong>cibi<\/strong> <strong>proteici<\/strong>.<\/p>\n<p>Nei punti vendita, prevede il report, vedremo sempre pi\u00f9 soluzioni tecnologiche come scan &amp; go, casse digitali, consegne a domicilio e servizi basati sull\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Puntuale come ogni anno arriva il Rapporto Coop che analizza i consumi e gli stili di vita degli&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":97708,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89,5141],"class_list":{"0":"post-97707","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-lifestyle"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97707","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=97707"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97707\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97708"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97707"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97707"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97707"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}