{"id":97970,"date":"2025-09-09T16:01:11","date_gmt":"2025-09-09T16:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/97970\/"},"modified":"2025-09-09T16:01:11","modified_gmt":"2025-09-09T16:01:11","slug":"viaggio-nel-festivaletteratura-2025-heraldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/97970\/","title":{"rendered":"Viaggio nel Festivaletteratura 2025 &#8211; Heraldo"},"content":{"rendered":"<p>Raccogliere le idee dopo il <strong>Festivaletteratura <\/strong>di <strong>Mantova <\/strong>non \u00e8 mai semplice. Ogni edizione, questa del 2025 \u00e8 la ventinovesima, porta con s\u00e9 suggestioni, spunti di lettura sorprendenti e filoni nuovi di riflessione.<\/p>\n<p>Questo festival non \u00e8 stato da meno. 256 eventi, molti dei quali gratuiti e senza prenotazione alcuna. Un\u2019intera citt\u00e0 mobilitata e punteggiata di blu: sono le famose magliette dei volontari, perlopi\u00f9 giovanissimi, sorridenti, indaffarati, disponibili all\u2019aiuto. Scrittrici e scrittori da tutto il mondo, insieme a operatori culturali a tutti i livelli, hanno attirato migliaia di visitatori da ogni parte del Paese.<\/p>\n<p>Con il successo quasi trentennale dell\u2019iniziativa \u00e8 lecito chiedersi quale sia la formula che lo determina. Pare essere un\u2019idea brillante fondata su un\u2019organizzazione puntuale di risorse, moltissimi sono gli sponsor, e un uso sapiente degli spazi cittadini.<\/p>\n<p>Con inevitabili omissioni, qualche appunto per ricordare questo festival.<\/p>\n<p>La lettura \u00e8 un\u2019esperienza condivisa<\/p>\n<p>Tra i protagonisti figurano i libri e ce ne sono sempre tanti, a Mantova, tra nuove uscite e second hand book, ma la riflessione sulla lettura \u00e8 pi\u00f9 sottile e va oltre le logiche di mercato.<\/p>\n<p>Non a caso, protagonista del primo evento del festival, \u00e8 stato un incontro che ha fatto il punto sui gruppi di lettura in Italia. <strong><a href=\"https:\/\/www.heraldo.it\/2024\/07\/31\/verso-il-festivaletteratura-insieme-a-lettore-ambulante\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Simonetta Bitasi<\/a><\/strong>, <strong>Chiara Di Carlo<\/strong> e <strong>Luca Ferrieri <\/strong>si sono confrontati su numero e storia dei vari gruppi, o circoli o club, perch\u00e9 anche la denominazione \u00e8 varia e interessante. Sono 1.253 i gruppi di lettura censiti in Italia, alcuni legati alle biblioteche, altri autonomi.<\/p>\n<p>Comprendono realt\u00e0 lontanissime per composizione e modo di procedere, sfuggono alle definizioni, caratteristica che li ha collocati al di fuori del mercato editoriale.<\/p>\n<p>I gruppi hanno dato forza alla lettura condivisa, differente dalla lettura individuale, silenziosa e solitaria. Attraverso la relazione, talvolta il libro \u00e8 solo un pretesto, sviluppano il confronto fra partecipanti e lo sguardo critico sulla societ\u00e0 tutta.<\/p>\n<p>\u00abIl gruppo scardina l\u2019inconsapevole algoritmo interiore di lettura\u00bb ha sottolineato Bitasi, perch\u00e9 ci porta a scegliere e apprezzare testi lontano dalle nostre scelte.<\/p>\n<p>La scrittura in tempo di guerra<\/p>\n<p>Scrivere di un paese distrutto dove i morti non hanno nome ha portato la scrittrice palestinese <strong>Adania Shibli<\/strong> (Un dettaglio minore, La nave di Teseo, 2021) a togliere il nome ai suoi protagonisti. Se il paese \u00e8 spezzato, anche la lingua per raccontarlo \u00e8 tale. La Palestina \u00e8 un paese invisibile, che non si conosce.<\/p>\n<p>Shibli \u00e8 una delle voci pi\u00f9 autorevoli della letteratura palestinese, ha scritto romanzi, saggi e opere teatrali, e a Mantova ha calamitato l\u2019attenzione del pubblico parlando dell\u2019amore per la lingua della sua gente, una lingua che lavora con e sulla paura. Durante l\u2019incontro si \u00e8 visibilmente commossa e con lei tutti i presenti.<\/p>\n<p>L\u2019autrice usa una lingua che si rif\u00e0 chirurgicamente ai sentimenti, imita le parole dei potenti ma significa altro perch\u00e9 altro \u00e8 il contesto. I palestinesi, osserva, hanno una relazione di amore per la loro terra, non di possesso, a differenza degli israeliani.\u00a0 La parola araba per \u201cproprietario terriero\u201d \u00e8 infatti \u201camico della terra\u201d e corrisponde al sentimento che provano i palestinesi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00abCosa pu\u00f2 fare la poesia quando la lingua \u00e8 inquinata dalla violenza?\u00bb si \u00e8 chiesta anche la poeta e giornalista russa <strong>Marija Stepanova<\/strong> (Sacro inverno, Bompiani, 2024). Definita da <strong>Elisabetta Bucciarelli<\/strong>, che l\u2019ha presentata, \u00abUna delle pi\u00f9 grandi fra le poete contemporanee\u00bb.<\/p>\n<p>La poeta cerca, nella speranza di riuscire, di ingentilire la lingua per renderla pi\u00f9 aperta, dando la precedenza a parole palpabili, con un senso preciso. La parola \u201cconversazione\u201d, per esempio, \u00e8 importante perch\u00e9 nella sua poesia cerca di far risuonare pi\u00f9 voci. E ritiene molto importante la fase di traduzione da una lingua all\u2019altra perch\u00e9 desidera che le sue poesie viaggino per il mondo.<\/p>\n<p>Il carcere non \u00e8 vendetta<\/p>\n<p>Uno spazio del Festival \u00e8 stato dedicato a quel grande rimosso collettivo che \u00e8 il carcere. Nel corso di uno degli incontri ne hanno parlato insieme il magistrato <strong>Marcello Bortolato<\/strong> (Oltre la vendetta. La giustizia riparativa in Italia, Laterza, 2025) e <strong>Verdiana Benatti<\/strong> (podcast Fuori Formato, 2025).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"879\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/festivaletteratura6-1024x879.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-120424\"  \/>Marcello Bortolato e Verdiana Benatti. Foto di Laura Bertolotti<\/p>\n<p>La giustizia riparativa \u00e8 materia di legge dal 2023 e disciplina un approccio al reato che parte dai sentimenti, normalmente non contemplati nell\u2019iter processuale. \u00abNon \u00e8 buonismo o perdonismo\u00bb ha sottolineato Bortolato \u00abNon cancella il dolore ma suggerisce un\u2019alternativa alla vendetta\u00bb.<\/p>\n<p>Il processo riparativo si interseca con quello riabilitativo e non \u00e8 alternativo alla giustizia tradizionale. \u00c8 un percorso volontario che si pu\u00f2 intraprendere o meno in cui le due parti sono sullo stesso piano e si fronteggiano con una terza parte, il mediatore \u00abche non \u00e8 equidistante, ma equiprossimo a loro\u00bb .<\/p>\n<p>Tutte le testimonianze di chi ha intrapreso questo non facile percorso dimostrano la sua efficacia per quanto attiene al dolore delle vittime e un possibile cambiamento possibile in chi ha commesso il reato.<\/p>\n<p>Il cambiamento climatico e le parole per raccontarlo<\/p>\n<p><strong>Roberto Grossi<\/strong> con <strong>Stefano Liberti <\/strong>e<strong> Stefania Prandi<\/strong> hanno ragionato sul cambiamento climatico e il modo per raccontarlo. Grossi (La grande rimozione, Coconino Press, 2024) ha scelto la strada del graphic novel perch\u00e9 \u00abIl fumetto ha il pregio di veicolare informazioni senza annoiare\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo Liberti reportage giornalistico e graphic novel si completano. La sua esperienza l\u2019ha portato a viaggiare in tutto il Mediterraneo e conoscere quelle realt\u00e0 in via di estinzione rappresentate dai pescatori, il cui lavoro pare sempre pi\u00f9 difficile e cos\u00ec poco remunerato che richiede dei sussidi per sopravvivere.\u00a0Liberti vuole raccontare le storie delle persone che vivono sulla loro pelle il cambiamento climatico (Tropico Mediterraneo, Laterza, 2024).<\/p>\n<p>Per entrambi gli autori l\u2019indifferenza generale al problema \u00e8 elemento di preoccupazione e concordano sulla necessit\u00e0 di un cambiamento radicale di paradigma economico, ritenendolo responsabile del disastro attuale e futuro.<\/p>\n<p>Christie e i suoi clan<\/p>\n<p>Con questo titolo il Festival ha dedicato un ciclo di sei incontri incentrati sulla figura e l\u2019opera della scrittrice inglese <strong>Agatha Christie<\/strong>. Argomento in discussione la sua eredit\u00e0 culturale che, a distanza di anni, \u00e8 ancora di ispirazione per critici, storici e autori.<\/p>\n<p>E si sono appunto avvicendati scrittori e scrittrici come <strong>Alessia Gazzola<\/strong> (serie in corso di Miss Bee, Longanesi) e <strong>Luca Crovi<\/strong> (Andrea Camilleri: una storia, Salani, 2025) per citarne alcuni che, in qualche modo, si richiamano alla sua opera.<\/p>\n<p><strong>Lucy Worsley<\/strong> (La vita segreta di Agatha Christie, Salani, 2024) ha dialogato con Crovi intorno all\u2019episodio pi\u00f9 misterioso della vita di Christie. Nel 1926, gi\u00e0 assai famosa, \u00a0spar\u00ec senza lasciare traccia e fu poi ritrovata in un albergo, registrata sotto falso nome . Fu un momento di grande disagio da parte sua ma la stampa le si accan\u00ec contro fornendo della fuga versioni contrastanti e poco lusinghiere.<\/p>\n<p>Worsley ha sottolineato come la vita dell\u2019autrice fosse piena di avventure e che il secondo matrimonio la salv\u00f2, in un certo senso, dalle polemiche che l\u2019avevano circondata durante e dopo la fuga. Scopr\u00ec l\u2019archeologia e visse lontano dall\u2019Inghilterra, continu\u00f2 a scrivere con il consueto umorismo che, purtroppo, ha sottolineato Worsley, si perde nelle trasposizioni cinematografiche e televisive.<\/p>\n<p>Il suo libro migliore? Sicuramente L\u2019assassinio di Roger Ackroid, del 1926, in cui c\u2019\u00e8 una Christie al culmine della sua bravura. Ma Worsley ha puntualizzato che la costruzione di quell\u2019ingranaggio perfetto le procur\u00f2 una dose eccessiva di stress, fino a indurla a fuggire da tutto e tutti.<\/p>\n<p>Altre sfumature di giallo<\/p>\n<p>Anche <strong>Chiara Valerio<\/strong> (La fila alle poste, Sellerio, 2025) e <strong>Stefano Tofani<\/strong> hanno dialogato di \u201cgiallo\u201d con Elisabetta Bucciarelli. Giallo \u00e8 una parola ombrello che raggruppa testi diversi e i due autori in questione, in un incontro spassosissimo, hanno discettato non del grande crimine organizzato o della spy story\u00a0 ma del pi\u00f9 puro genere investigativo in salsa provinciale, che si nutre di piccoli e grandi indizi.<\/p>\n<p>Quello di Tofani \u00e8 ambientato a Cuzzole, versione romanzata del reale Filettole e quasi subito, nelle prime pagine, muore una maestra. Non \u00e8 spoiler perch\u00e9 \u00e8 solo l\u2019inizio della storia. Il libro di Valerio \u00e8 ambientato a Scauri \u00abVolevo raccontare una paturnia amorosa, ma senza annoiare e l\u2019innamoramento sfigato \u00e8 la palestra del giallo\u00bb, l\u2019autrice ha cos\u00ec motivato il contenuto.<\/p>\n<p>Tra battute di spirito e citazioni profonde, i due autori, arginati a stento dalla pi\u00f9 moderata Bucciarelli, hanno \u00a0toccato temi quali la felicit\u00e0, l\u2019intelligenza artificiale e il cambiamento del romanzo nel corso del tempo.<\/p>\n<p>Ritratto di donna<\/p>\n<p>Nel quadro dei dodici eventi dedicati alla \u201cScoperta dell\u2019Olanda\u201d, per far conoscere diverse voci della sua letteratura, figura l\u2019incontro con la scrittrice e giornalista <strong>Judith Koelemeijer<\/strong> (Hetty Hillesum. Il racconto della sua vita, Adelphi, 2025)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"799\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/festivaletteratura5-799x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-120423\" style=\"width:356px;height:auto\"  \/>Judith Koelemeijer<\/p>\n<p>L\u2019ha presentata la stessa Chiara Valerio, non senza fulminanti osservazioni \u00abHa ridefinito il profilo dell\u2019intellettuale donna, all\u2019inizio del \u2018900, al di l\u00e0 del ritratto mistico che conosciamo\u00bb.<\/p>\n<p>Koelemeijer, dal canto suo, non ha nascosto la difficolt\u00e0 di reperire le fonti per scrivere questa biografia, prevalentemente basata sui diari di Hetty.<\/p>\n<p>Un lavoro durato anni e compiuto sugli undici diari che Hetty aveva affidato a un\u2019amica, ormai centenaria. Ma uno mancava all\u2019appello, introvabile il numero sette. Difficile anche parlare con i suoi amici, ormai scomparsi, ma la volont\u00e0 di costruire un ritratto pi\u00f9 sfaccettato della sua persona l\u2019ha guidata oltre i tasselli mancanti.<\/p>\n<p>\u00abHetty lascia una lezione\u00bb conclude l\u2019autrice \u00ab Aveva una grande capacit\u00e0 di credere nella libert\u00e0 interiore e insegna che siamo sempre chiamati a scegliere, anche in circostanze prive di umanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Memoria in viaggio<\/p>\n<p>Fuggire da un paese in guerra pu\u00f2 portare alla perdit\u00e0 dell\u2019identit\u00e0? \u00c8 la domanda che i giovani di \u00a0Passports pongono a <strong>Elvira Muj\u010dic <\/strong>(La stagione che non c\u2019era, Guanda 2025) e <strong>Boban Pesov<\/strong> (C\u2019era una volta l\u2019Est, Tunu\u00e9, 2025).<\/p>\n<p>Il laboratorio di Passports, un\u2019iniziativa interna al Festival,\u00a0ha coinvolto dieci ragazzi e ragazze nella lettura di alcuni libri con l\u2019obiettivo di formulare delle domande ad alcuni autori e autrici.<\/p>\n<p>Le risposte di Muj\u010dic e Pesov\u00a0 hanno cercato di ridimensionare la portata dell\u2019identit\u00e0 che, quando diventa strenuo patriottismo, pu\u00f2 essere pericolosa e condurre alla guerra.<\/p>\n<p>Nel suo libro Muj\u010dic racconta \u00abla quiete prima della tempesta\u00bb, gli umori dei personaggi prima dello scoppio della guerra in Bosnia. \u00abLa storia illumina i grandi fatti, ma \u00e8 anche fatta da piccole cose\u00bb ha affermato l\u2019autrice. Nel racconto si respira l\u2019atmosfera che precede le catastrofi, ci sono gi\u00e0 tutti i segni, ma non si pensa al peggio. Il personaggio di Elisa, meticcia, \u00e8 sempre fuori posto e vive con dolore la domanda \u201cdi dove sei?\u201d perch\u00e9 suppone \u201cnon sei di qui\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-47-576x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-120452\" style=\"width:370px;height:auto\"  \/><\/p>\n<p>Il libro di Pesov, scrittore macedone e italiano da quando aveva sette anni, \u00a0\u00e8 un graphic novel e il titolo \u00e8 ispirato al film di Sergio Leone, C\u2019era una volta l\u2019America. Presenta uno scontro generazionale tra padre e figlio. Il padre, fuggito dal paese, ha dovuto lasciare la famiglia e tutto il resto, \u00a0perch\u00e9 la priorit\u00e0 era salvarsi e poi ha vissuto momenti molto difficili senza poter comunicare con i suoi cari per lungo tempo.<\/p>\n<p>L\u2019autore, con il suo libro, racconta l\u2019immigrazione senza parlare della guerra e vuole \u00a0comunicare l\u2019idea che noi non abbiamo la consapevolezza di essere fortunati, infatti perdiamo tempo a discutere del nulla, a confronto di chi ha vissuto l\u2019esperienza della fuga dal proprio paese.<\/p>\n<p>Il Festivaletteratura, davvero una festa dei libri, di chi li legge e di chi li scrive, si \u00e8 concluso con il partecipato incontro che ha visto la scrittrice statunitense <strong>Elizabeth Strout<\/strong> parlare del suo ultimo libro Raccontami tutto (Einaudi, 2025) intervistata dalla nipponista <strong>Laura Imai Messina <\/strong>(Quel che affidiamo al vento, Piemme, 2020). \u00a0Ci siamo gi\u00e0 occupati di <a href=\"https:\/\/www.heraldo.it\/2024\/09\/04\/lucy-davanti-al-mare-strout-si-addentra-in-un-perenne-lockdown\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Elizabeth Strout<\/a> \u00a0e poich\u00e9 anche questo suo romanzo presenta elementi di grande interesse merita una recensione a parte.<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Raccogliere le idee dopo il Festivaletteratura di Mantova non \u00e8 mai semplice. 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