{"id":98328,"date":"2025-09-09T19:46:15","date_gmt":"2025-09-09T19:46:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/98328\/"},"modified":"2025-09-09T19:46:15","modified_gmt":"2025-09-09T19:46:15","slug":"il-terrorismo-che-non-fa-piu-notizia-e-i-confini-superati-sullantisemitismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/98328\/","title":{"rendered":"Il terrorismo che non fa pi\u00f9 notizia e i confini superati sull&#8217;antisemitismo"},"content":{"rendered":"<p>Essere indifferenti dinnanzi a un attentato a Gerusalemme \u00e8 la spia di un confine superato. L&#8217;odio\u00a0contro l&#8217;ebreo si trasforma in un sacrificio accettabile per difendere la causa palestinese<\/p>\n<p>La timidezza evidente con cui ieri un pezzo importante dell\u2019opinione pubblica internazionale ha condannato <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/esteri\/2025\/09\/08\/news\/il-terrore-torna-a-gerusalemme-cinque-morti-8066239\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019attentato terroristico a Gerusalemme<\/a>, in cui sono state uccise almeno sei persone, <strong>\u00e8 la spia di un fenomeno con cui \u00e8 necessario fare i conti e che meriterebbe di essere messo in evidenza<\/strong> anche da tutti coloro che, legittimamente, nutrono un sentimento di odio nei confronti di Israele, a causa della tragedia assoluta della guerra nella Striscia di Gaza. Il fenomeno \u00e8 inquietante, angosciante, spaventoso, ed \u00e8 un fenomeno intorno al quale \u00e8 necessario ragionare dopo aver riportato il commento secco offerto dai terroristi di Hamas dopo la strage di ieri: \u201cSono degli eroi\u201d. <strong>Hamas, comprensibilmente, considera \u201ceroi\u201d tutti coloro che cercano di utilizzare le armi del terrore per destabilizzare Israele, e per dividere e lacerare il fronte occidentale<\/strong>, ma tutti coloro che osservando la strage di ieri a Gerusalemme hanno pensato, anche solo per un istante, che Israele in fondo se l\u2019\u00e8 cercata, e che i nemici di Israele per affrontare Israele hanno il diritto di utilizzare ogni arma a loro disposizione, anche quelle non convenzionali, per cos\u00ec dire, si dovrebbero chiedere se esista o no un confine da non superare per manifestare la propria vicinanza al popolo palestinese. La risposta a questa domanda \u00e8 s\u00ec.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>E quel confine viene superato quando, per esempio, l\u2019antisemitismo comincia a non far pi\u00f9 notizia, e quando, in definitiva, si trasforma l\u2019odio contro l\u2019ebreo in un sacrificio accettabile per difendere la causa palestinese. <\/strong>Gli indizi per capire se il sostenitore Pal \u00e8 caduto o meno in questa trappola narrativa sono molti e sono indizi che tendono a essere pericolosamente sottovalutati. Il primo indizio \u00e8 la tentazione di considerare gli attacchi contro gli ebrei come delle reazioni, quasi inevitabili, causate dall\u2019azione di Israele, o addirittura come delle forme di resistenza odiosa s\u00ec ma tutto sommato comprensibile negli equilibri della difesa di una causa pi\u00f9 grande. Il secondo indizio, invece, \u00e8 la tentazione, anch\u2019essa tossica, pericolosa, letale, di considerare ogni segno di solidariet\u00e0 nei confronti di un ebreo colpito in quanto ebreo come se questa propensione, invero bizzarra, fosse un segno di disattenzione nei confronti della causa palestinese, con l\u2019idea che ogni elemento di empatia nei confronti di un ebreo ucciso in quanto ebreo o linciato in quanto ebreo possa corrispondere a una tensione allentata sull\u2019unica causa umanitaria da difendere, ovvero quella di Gaza. Il terzo indizio, pi\u00f9 sottile, lo si identifica nella <strong>necessit\u00e0 morale di dover ribadire in ogni occasione possibile il proprio desiderio di veder riconosciuto lo stato palestinese, senza se e senza ma,<\/strong> senza considerare nel modo pi\u00f9 assoluto se riconoscere unilateralmente lo stato palestinese al di fuori di qualsiasi trattativa di pace sia o no un grande regalo a chi non riconosce Israele e anche a chi sceglie il terrorismo come arma di lotta politica.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>        Leggi anche:<\/p>\n<p>            <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/esteri\/2025\/09\/05\/news\/il-tempo-delle-trattative-prima-dell-attacco-finale-a-gaza-city-8058233\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/img-prod.ilfoglio.it\/2025\/09\/04\/183110639-f055bf0d-3cbd-4f17-a9b5-61c9716f57c3.jpg\" class=\"lazy\" bad-src=\"\/assets\/2020\/images\/placeholder_orizzontale.jpg\"\/><\/p>\n<p>    <\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019indizio successivo su cui sarebbe utile soffermarsi \u00e8 legato all\u2019uso della parola genocidio e l\u2019indizio da considerare non riguarda coloro che legittimamente seppure a sproposito tendono a creare una simmetria tra l\u2019azione dei nazisti e quella di Israele ma riguarda il dovere morale di considerare come dei nazisti coloro che si rifiutano di utilizzare quell\u2019espressione per inquadrare la tragedia di Gaza e di considerare dei complici da punire dei massacri a Gaza anche coloro che cercano di dimostrare che si pu\u00f2 essere sconvolti da ci\u00f2 che succede a Gaza senza rinunciare a essere sconvolti per ci\u00f2 che succede da anni, da ben prima del 7 ottobre, in \u00a0Israele e da ci\u00f2 che succede da anni, da ben prima del 7 ottobre, per gli ebrei che in giro per il mondo, da tempo, rischiano la vita per il proprio credo. <strong>Creare simmetrie tra chi difende il diritto dei palestinesi a vivere una vita normale e tra chi sostiene Hamas sarebbe ovviamente una follia, <\/strong>simile a quella di chi considera un segno di evidente antisemitismo chiunque critichi Netanyahu. Allo stesso tempo rendersi conto di che rischio mortale sia per un Pal minimizzare l\u2019antisemitismo, considerare la violenza contro un ebreo come un\u2019arma di difesa legittima, trasformare l\u2019esercito israeliano nelle nuove SS, svilire la Shoah trasformando Israele in un\u2019entit\u00e0 nazista responsabile di un nuovo Olocausto, non considerare la richiesta di rilascio degli ostaggi come la strada pi\u00f9 immediata per arrivare a una pace, chiedere la creazione di uno stato palestinese anche a costo di regalare una vittoria a chi considera necessaria la creazione in medio oriente non di due popoli e due stati ma di un solo stato e di un solo popolo from the river to the sea, <strong>non significa solo normalizzare l\u2019odio contro gli ebrei ma significa anche sostenere un\u2019agenda che metterebbe di buon umore i follower di Hamas.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La sostanziale disattenzione sul ritorno del terrorismo contro gli ebrei e sull\u2019esportazione fuori dai confini del medio oriente della nuova Intifada globale \u00e8 in buona sostanza <strong>la spia di un dramma culturale che dovrebbe interessare anche chi si spende in buona fede per la causa palestinese.<\/strong> E cos\u00ec come ogni persona di buon senso che abbia a cuore Israele non possa non chiedersi se ci\u00f2 che sta facendo Israele nella Striscia di Gaza sia accettabile o no (e la risposta \u00e8 no) allo stesso modo ogni Pal con la testa sulle spalle dovrebbe forse chiedersi se la propria azione a difesa dei diritti dei palestinesi sarebbe apprezzata o meno da Hamas e dalle canaglie islamiste che finanziano i terroristi. E non essere indifferenti rispetto a un attentato a Gerusalemme potrebbe essere il primo passo per capire se quei confini sono stati superati oppure no.<\/p>\n<ul class=\"about-author\">\n<li>\n<p>            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/img-prod.ilfoglio.it\/2020\/09\/09\/083730193-0cf35652-70c4-480b-beb1-ea40e956837a.jpg\" class=\"lazy\" bad-src=\"\/assets\/2020\/images\/placeholder_verticale.jpg\"\/><\/p>\n<\/li>\n<li class=\"author-data\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/autori\/claudio-cerasa\/\" class=\"name\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Claudio Cerasa<\/a><br \/>\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/autori\/claudio-cerasa\/\" class=\"position\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Direttore<\/a>\n\t\t<\/li>\n<li>\n<p>Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 \u00e8 direttore. Ha scritto qualche libro (\u201cLe catene della destra\u201d e \u201cLe catene della sinistra\u201d, con Rizzoli, \u201cIo non posso tacere\u201d, con Einaudi, \u201cTra l\u2019asino e il cane. Conversazione sull\u2019Italia\u201d, con Rizzoli, \u201cLa Presa di Roma\u201d, con Rizzoli, e &#8220;Ho visto l&#8217;uomo nero&#8221;, con Castelvecchi), \u00e8 su Twitter. E\u2019 interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Essere indifferenti dinnanzi a un attentato a Gerusalemme \u00e8 la spia di un confine superato. 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