{"id":98611,"date":"2025-09-09T23:14:12","date_gmt":"2025-09-09T23:14:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/98611\/"},"modified":"2025-09-09T23:14:12","modified_gmt":"2025-09-09T23:14:12","slug":"stefano-benni-come-lo-scrittore-ci-ha-regalato-una-delle-lenti-piu-luminose-con-cui-re-immaginare-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/98611\/","title":{"rendered":"Stefano Benni, come lo scrittore ci ha regalato una delle lenti pi\u00f9 luminose con cui re-immaginare il mondo"},"content":{"rendered":"<p>A met\u00e0 mattina, questo 9 settembre, arriva una notizia a dir poco inaspettata: <strong>\u00e8 morto lo scrittore Stefano Benni<\/strong>. \u00c8 sempre cos\u00ec, quando muoiono le persone \u201cfamose\u201d &#8211; chiss\u00e0 che freddura avrebbe elaborato lui, commentando quest&#8217;etichetta &#8211; perch\u00e9 la prima reazione \u00e8 sempre l&#8217;incredulit\u00e0. Gli scrittori, in particolare, creano <strong>mondi in cui ci sembra di poter vivere in eterno<\/strong>. E in effetti lo faremo, ma senza di loro &#8211; come presenza fisica su questa terra &#8211; sembra tutto un po&#8217; meno magico. E il 2025 sembra particolarmente inclemente dal punto di vista di <strong>pezzi del nostro immaginario condiviso<\/strong>, pur molto diversi tra loro, che si spengono: Eleonora Giorgi, Oliviero Toscani, Adriana Asti, Pippo Baudo, Giorgio Armani. La morte di Benni ci scuote per\u00f2 su corde ancora differenti, ancora pi\u00f9 profonde.<\/p>\n<p>Non ce ne eravamo accorti, non avevamo voluto accorgercene, ma Benni <strong>era mancato in qualche modo gi\u00e0 da tempo<\/strong>: a causa di una lunga malattia aveva sospeso le sue attivit\u00e0 da tempo. Ricordandone l&#8217;amicizia e la fulgida carriera, lo scorso dicembre sul magazine culturale online Lucy, Goffredo Fofi (il grande critico letterario anche lui nel novero dei morti illustri di quest&#8217;anno) l&#8217;aveva confermato nel modo pi\u00f9 lucido e straziante: \u201cormai molto malato e non pi\u00f9 in grado di comunicare\u201d, lo descriveva, per poi aggiungere: \u201cUna vecchiaia davvero inclemente la sua, ma il destino \u00e8 cieco e la vita riserva brutti scherzi anche a chi davvero non li merita\u201d. E come pu\u00f2 essere crudele e beffardo il destino se <strong>toglie la voce e la comunicazione<\/strong> a chi aveva tentato per tutta la vita di mostrarci come proprio crudele e beffardo \u00e8 il destino, il mondo, il pensiero?<\/p>\n<p>Un lunghissimo viaggio nell&#8217;invenzione di mondi<\/p>\n<p>Nato il 12 agosto 1947 <strong>a Bologna<\/strong>, citt\u00e0 amatissima e che rimarr\u00e0 a lungo centro simbolico e vitale della sua narrativa assieme agli Appennini dove s&#8217;era guadagnato il soprannome di \u201cLupo\u201d, Stefano Benni ha declinato la parola in tutti i mezzi che la sua fantasia gli consentiva: \u00e8 stato <strong>autore di racconti e romanzi<\/strong>, ovviamente, che erano diventati celebri, amati in modo trasversale e tradotti in molti paesi; aveva scritto per giornali come L&#8217;Espresso, Linus, Repubblica e il Manifesto, regalando ai lettori inconfondibili elzeviri in cui la cultura era sempre un mezzo per mostrare le <strong>contraddizioni della realt\u00e0<\/strong>; aveva scritto anche per il teatro e la tv ed era stato <strong>autore anche di Beppe Grillo<\/strong>, alcune delle sue battute pi\u00f9 caustiche entrate nella storia anche della politica di questo paese (nel 1983 l&#8217;equazione comico-matematica \u201cPietro Longo=P2\u201d, recitata in uno sketch a Domenica In, cost\u00f2 quasi la testa sua e di Grillo).<\/p>\n<p>Espressione di una sinistra ideologica s\u00ec ma mai paludata mai ripiegata su se stessa, e ancora di pi\u00f9 di un <strong>intellettualismo pragmatico, impegnato, propositivo<\/strong>, Benni era soprattutto un idealista fantasmagorico, e proprio l&#8217;infinita invenzione di mondi, di magie ma anche di disincanti era la sua chiave non solo per decifrare la realt\u00e0 ma anche di decostruirla, e <strong>lasciarla nuda nei suoi paradossi<\/strong>, nelle sue complessit\u00e0 pi\u00f9 vivide, quelle pi\u00f9 urgenti su cui agire. Viene il dubbio, a pesare la nostalgia con cui oggi rileggiamo i suoi scritti, che i suoi moniti siano stati in maggior parte inascoltati. Restano per\u00f2 le sue storie cos\u00ec vivaci, ironiche, sbalordite e sbalorditive. L&#8217;esordio del 1976, <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/play\/libri\/2016\/07\/04\/bar-sport-benni-compie-quarantanni\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Bar Sport<\/strong><\/a>, \u00e8 la vivisezione della provincia italiana attraverso il suo luogo di aggregazione pi\u00f9 nevralgico, mentre Terra! (1983) \u00e8 un manifesto apocalittico che immagina un mondo esasperato da corruzione e inquinamento, dove per\u00f2 non si perde la speranza ultima che poi in fondo \u00e8 il sorriso. <strong>La compagnia dei Celestini<\/strong> (1992) inaugura un filone importante nei suoi romanzi, quello di un&#8217;infanzia elevata a dimensione ingenua eppure consapevolissima, contrapposta a un mondo adulto spesso corrotto, avido, insensibile (Margherita Dolcevita del 2005 inseriva lo stesso genere in un messaggio ancora pi\u00f9 anti-consumistico e ambientalista).<\/p>\n<p>Il rapporto di Stefano Benni con la realt\u00e0<\/p>\n<p>La realt\u00e0 che Benni dipingeva nei suoi libri era al contempo <strong>trasfigurata e tangibilissima<\/strong>. Le sue citt\u00e0 e i suoi fiumi potevano avere nomi inventati, i suoi detective potevano essere reinterpretazioni maschili dal nome animalesco (<strong>Comici spaventati guerrieri<\/strong>), le sue vicende potevano essere ambientate nelle profondit\u00e0 marine (<strong>Il bar sotto il mare<\/strong>), le amicizie nascere nelle pi\u00f9 appartate delle camerette (<strong>Achille pi\u00e8 veloce<\/strong>), eppure il suo sguardo era sempre lucidamente fissato sulla societ\u00e0 reale, i cui difetti e le cui faglie assumevano quasi una dimensione senza tempo. In fondo a tutto rimaneva l&#8217;umanit\u00e0, che questo scrittore espansivo e generoso (fu lui a importare in Italia <strong>Daniel Pennac<\/strong>, per certi versi autore a lui molto simile) amava e difendeva in ogni modo e che infilava nelle crepe anche pi\u00f9 oscure dei suoi racconti pi\u00f9 grottechi e paradossali.<\/p>\n<p>\u201cLe cose muoiono: questa \u00e8 la prima cosa che non puoi cancellare, una volta che l&#8217;hai davvero scoperta. Le cose guariscono, le cose ricominciano, le cose tornano. Questa \u00e8 una cosa bella da tenere in testa\u201d, si legge in <strong>Saltatempo<\/strong>, sua autobiografia infantile anche qui mascherata, re-immaginata, resa incantata ed eterna, e forse gi\u00e0 espressione pi\u00f9 limpida dell&#8217;eredit\u00e0 che ci ha lasciato. \u201cLa speranza fa il gioco del sole nel bosco\u201d, si nasconde cio\u00e8, scriveva qualche riga dopo, e di certo <strong>senza Stefano Benni oggi siamo un po&#8217; tutti pi\u00f9 al buio<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A met\u00e0 mattina, questo 9 settembre, arriva una notizia a dir poco inaspettata: \u00e8 morto lo scrittore Stefano&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":98612,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-98611","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=98611"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98611\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/98612"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}