{"id":98813,"date":"2025-09-10T01:58:23","date_gmt":"2025-09-10T01:58:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/98813\/"},"modified":"2025-09-10T01:58:23","modified_gmt":"2025-09-10T01:58:23","slug":"unestate-calda-per-mediaset-e-le-altre-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/98813\/","title":{"rendered":"Un\u2019estate calda per Mediaset e le altre tv"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019acquisizione della tedesca ProSiebenSat.1 \u00e8 per Mediaset un\u2019operazione perseguita a lungo e cruciale. Perch\u00e9 nel mercato pubblicitario la concorrenza alla tv generalista arriva ora anche da piattaforme di condivisione video, social media e videogiochi.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Cologno Monzese \u201cconquista\u201d la Germania<\/strong><\/p>\n<p>Dal 4 settembre Mediaset\/MediaForEurope (MFE) ha acquisito il pieno controllo, con oltre il 75 per cento delle azioni, di ProSiebenSat.1, una delle due pi\u00f9 importanti emittenti commerciali tedesche. Si realizza cos\u00ec un obiettivo perseguito a lungo e con tenacia, tra mille ostacoli e difficolt\u00e0, il \u201csogno\u201d \u2013 come lo ha definito lo stesso Pier Silvio Berlusconi \u2013 iniziato nell\u2019ormai lontano 2019, di creare il pi\u00f9 importante gruppo televisivo privato del continente, con 12mila dipendenti e un bacino di 300 milioni di telespettatori tra Italia, Spagna, Germania, Austria e Svizzera.\u00a0<\/p>\n<p>MFE diventa cos\u00ec il secondo operatore europeo nel settore della pubblicit\u00e0 video (fonte Osservatorio europeo dell\u2019Audiovisivo) \u2013 in chiave strategica \u00e8 forse questo il risultato pi\u00f9 importante -, dietro solo a YouTube (Alphabet) e davanti a un colosso come Meta (Facebook, Instagram), dimostrando come la strategia di Cologno Monzese sia quella di creare un soggetto europeo forte, in grado di contrastare i giganti americani in un momento di grande trasformazione del settore audiovisivo.<\/p>\n<p><strong>Un mondo che cambia<\/strong><\/p>\n<p>Per comprenderlo, basta osservare quanto \u00e8 successo solo negli ultimi due mesi. Ad aprire le danze, a fine giugno, sono state Netflix e Tf1 (la Mediaset francese). Hanno annunciato uno storico accordo di distribuzione che porter\u00e0 i contenuti live e on-demand della prima e pi\u00f9 importante emittente francese agli abbonati del pi\u00f9 popolare servizio di video on demand al mondo (oltre 300 milioni di abbonati). L\u2019accordo include i contenuti dei canali in chiaro di TF1 e di altri del digitale terrestre, oltre che della piattaforma di streaming TF1+, e rappresenta una prima mondiale: Netflix incorpora canali lineari in diretta di terze parti sul suo servizio puntando sempre pi\u00f9, <a href=\"https:\/\/lavoce.info\/archives\/107546\/nel-mercato-dellattenzione-netflix-e-youtube-si-scoprono-alleati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">come gi\u00e0 approfondito<\/a>, sul coinvolgimento e sulla fidelizzazione piuttosto che sui soli abbonati.<\/p>\n<p>Per Tf1, l\u2019ampia diffusione di Netflix offre l\u2019opportunit\u00e0 di estendere la propria visibilit\u00e0 nel mondo digitale, rivolgendosi a fasce demografiche pi\u00f9 giovani che sono meno propense a impegnarsi con la televisione lineare generalista e i suoi contenuti, come dimostra quel 22 per cento dei consumatori francesi che utilizzano Netflix, ma non guardano i canali di Tf1.\u00a0<\/p>\n<p>Nel volgere di due settimane, analoghi accordi sono poi stati sottoscritti tra emittenti tv in chiaro e streamer, sempre in Francia, tra il servizio pubblico France T\u00e9l\u00e9vision e Amazon Prime Video, e nel Regno Unito tra Itv (la Mediaset inglese) e Disney.<\/p>\n<p>In Germania, negli stessi giorni, il gruppo Bertelsmann che possiede l\u2019altra grande tv in chiaro, Rtl, ha acquisito la pay tv Sky Deutschland (del gruppo Comcast, lo stesso di Sky Italia), nel tentativo di integrare orizzontalmente le attivit\u00e0 della tv in chiaro con quelle a pagamento, con l\u2019obiettivo, che per certi versi ricalca quello di MFE, di creare un\u2019alternativa credibile, anche se limitata al territorio tedesco, alle sempre pi\u00f9 popolari piattaforme globali di streaming.<\/p>\n<p>Ricordare quanto accaduto in un lasso di tempo cos\u00ec limitato ci aiuta a definire meglio il contesto e le sfide che attendono MFE, al termine di un\u2019operazione che ha comportato l\u2019esborso di circa 500 milioni di euro, a cui si aggiungono i 2 miliardi di euro di debiti pregressi accumulati dalla societ\u00e0. Operazione molto dispendiosa, resa possibile dalla linea di credito ottenuta dalle banche nei mesi scorsi di 3,4 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo campo di gioco<\/strong><\/p>\n<p>Quali prospettive e quali scenari si aprono dunque ora davanti a MFE? Se per un verso c\u2019\u00e8 la convinzione \u2013 da parte della societ\u00e0 \u2013 di poter sfruttare le possibili sinergie ed economie di scala, stimate fino a un massimo di<strong> <\/strong>400 milioni di euro entro il 2029, \u00e8 soprattutto sul piano strategico che va misurata la sostenibilit\u00e0 dell\u2019operazione: la creazione di un grande polo televisivo europeo come condizione essenziale per poter competere nel nuovo ecosistema digitale, in particolare nel mercato pubblicitario, dove Mediaset pu\u00f2 sfruttare la sua competenza ed esperienza per ampliare il suo bacino d\u2019utenza e aumentare la sua influenza in ambito europeo.<\/p>\n<p>Accade nel momento in cui \u00e8 l\u2019intero mondo del video che si sta spostando su questo terreno, diventando il volano per lo sviluppo del nuovo e ben pi\u00f9 vasto ecosistema digitale. Infatti, tutti le piattaforme di streaming, Netflix per primo, offrono ormai servizi finanziati in tutto o in parte dalla pubblicit\u00e0, e YouTube e i social media (specialmente TikTok e Facebook) traggono da questa risorsa la quasi totalit\u00e0 dei loro ricavi. In una competizione che diventa a tutto campo, i tradizionali operatori televisivi lineari come MFE\/Mediaset non competono dunque pi\u00f9 soltanto con i servizi di video on demand (come Netflix, Disney+, Amazon Prime Video, Apple+), ma anche e sempre pi\u00f9 con le piattaforme internet di condivisione video (YouTube), i social media e i videogiochi.\u00a0<\/p>\n<p>La competizione \u00e8 definitivamente per la conquista del tempo del consumatore, la vera risorsa scarsa per poter avere successo nel cosiddetto mercato dell\u2019attenzione, accrescendo in questo modo la complessit\u00e0 e la reciproca interdipendenza tra quelli che un tempo erano mercati distinti.<\/p>\n<p><strong>Accordi e alleanze o consolidamento?<\/strong><\/p>\n<p>Sul tavolo si contrappongono per il momento due diverse strategie da parte dei broadcaster in chiaro: accordi e alleanze con gli streamer da un lato, integrazioni e consolidamento dall\u2019altro. Se in Francia e nel Regno Unito le grandi tv generaliste sembrano percorrere la prima strada, l\u2019Italia e la Germania sembrano muoversi nella direzione opposta, sfidando a viso aperto i grandi players americani.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, le due opposte strategie costituiscono una barriera a un possibile ulteriore processo di consolidamento a livello europeo, nel momento in cui queste alleanze \u2013 Itv con Disney e Tf1 e FT con Netflix e Amazon \u2013 rendono pi\u00f9 complicati possibili accordi o fusioni con MFE che, come Rtl, persegue strategie del tutto diverse.\u00a0<\/p>\n<p>I prossimi mesi ci diranno se l\u2019operazione cos\u00ec pervicacemente perseguita da Mediaset produrr\u00e0 i risultati attesi. Sono evidenti i rischi che l\u2019azienda si \u00e8 presa (a cominciare dall\u2019ingente debito che si \u00e8 accollata), ma per la societ\u00e0 guidata da Pier Silvio Berlusconi in definitiva si trattava di decidere se continuare a essere protagonista nel settore televisivo, rimanendo rilevante anche nell\u2019era dello streaming, o condannarsi alla marginalit\u00e0 per poi scomparire.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019unica certezza \u00e8 che se nel 2019 l\u2019acquisizione di ProSiebenSat.1 aveva tutti i presupposti per avere successo, sei anni dopo, in un contesto completamente mutato, il risultato non \u00e8 pi\u00f9 scontato.<\/p>\n<p>Lavoce \u00e8 di tutti: sostienila!<\/p>\n<p>Lavoce.info non ospita pubblicit\u00e0 e, a differenza di molti altri siti di informazione, l\u2019accesso ai nostri articoli \u00e8 completamente gratuito. L\u2019impegno dei redattori \u00e8 volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. 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