{"id":98948,"date":"2025-09-10T03:54:13","date_gmt":"2025-09-10T03:54:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/98948\/"},"modified":"2025-09-10T03:54:13","modified_gmt":"2025-09-10T03:54:13","slug":"gerusalemme-il-giorno-dopo-lattentato-il-lavoro-dello-shabak-e-dove-ha-fallito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/98948\/","title":{"rendered":"Gerusalemme il giorno dopo l&#8217;attentato, il lavoro dello Shabak e dove ha fallito"},"content":{"rendered":"<p>Gerusalemme, ieri, un luned\u00ec di sangue. Un altro. Alla fermata dell\u2019autobus a <strong>Ramot<\/strong> un lampo di pochi istanti produce un <strong>bilancio<\/strong> <strong>angosciante<\/strong>: sei morti, almeno sette feriti gravi, i due assalitori neutralizzati. La citt\u00e0 per l\u2019ennesima volta assorbe il colpo e riprende il ritmo perch\u00e9 qui la normalit\u00e0 \u00e8 una disciplina e si vive con la consapevolezza che l\u2019attacco pu\u00f2 spuntare da un angolo qualunque.<\/p>\n<p>L\u2019urto politico<\/p>\n<p>L\u2019urto non si ferma all\u2019asfalto ma \u00e8 anche politico ed immediato. Ogni tragedia sposta la barra del dibattito: l\u2019ala pi\u00f9 dura, con Itamar Ben Gvir in testa, invoca pi\u00f9 armi ai cittadini, pi\u00f9 posti di blocco, meno vincoli operativi. La paura diventa argomento e la discussione si irrigidisce: la sicurezza non \u00e8 pi\u00f9 un tema diventando un imperativo. Intanto la parte sommersa resta invisibile. <strong>Nel 2024 lo Shabak ha disinnescato ben 1.040 attentati rilevanti tra Cisgiordania, Gerusalemme, la fascia costiera, le grandi arterie.<\/strong> \u00c8 un numero impressionante che vale pi\u00f9 di qualsiasi editoriale: cellule smembrate, arsenali svuotati, ordigni sequestrati, esecutori pronti all\u2019azione criminale fermati appena un attimo prima che si compia un\u2019altra tragedia.<\/p>\n<p>La prevenzione \u00e8 pazienza e mestiere<\/p>\n<p>La prevenzione \u00e8 pazienza e mestiere: pedinamenti, intercettazioni, infiltrazioni, studio dei movimenti, lettura dei traffici telefonici. <strong>L\u2019Anp<\/strong> \u2013 anche se non lo vuol far sapere \u2013 fornisce indizi e sospetti ai servizi israeliani mentre le flottiglie si godono la loro crociera mediterranea. Eppure, qualche lama passa. Nelle ultime settimane, sparatorie a incroci e checkpoint hanno perforato la rete lasciando scie di sangue. \u00c8 ci\u00f2 che vediamo nei notiziari e che crea l\u2019effetto ottico: si guarda soltanto a ci\u00f2 che esplode ma quasi mai a ci\u00f2 che non \u00e8 esploso.<\/p>\n<p><strong>Lo Shabak deve riuscire sempre<\/strong><\/p>\n<p>La statistica \u00e8 del resto crudele: se al nemico basta una riuscita, agli apparati di difesa \u00e8 necessario riuscire sempre. Dentro questa guerra a bassa visibilit\u00e0 la macchina non si ferma. Polizia di frontiera e unit\u00e0 speciali, sorveglianza elettronica, droni, pattuglie nei campi, interrogatori a catena che ricostruiscono logistiche e complicit\u00e0. L\u2019ecosistema della violenza cambia forma: solitari radicalizzati in rete, cellule che rispondono ai marchi storici dell\u2019odio, finanziatori che muovono contanti e componenti, armi clandestine, coltelli, auto trasformate in arieti. La risposta si aggiorna di continuo: si stringono varchi, si recidono legami, si marcano i nodi prima che diventino operativi.<\/p>\n<p>La manutenzione silenziosa<\/p>\n<p>Questa attivit\u00e0 non ha immagini. \u00c8 fatta di celle telefoniche e tabulati, di ore di ascolto, di varchi controllati, di porte sfondate alle tre di notte in appartamenti qualunque a Nablus o Jenin. Finisce in pagina quando fallisce ma quasi mai quando riesce. Eppure \u00e8 questa manutenzione silenziosa a reggere la routine: scuole aperte, autobus in corsa, mercati vivi. E\u2019 cos\u00ec che vive Israele, derisa e boicottata da gran parte del mondo cosiddetto civile.<\/p>\n<p>Il quadro non consola<\/p>\n<p>Il quadro non consola perch\u00e9 la violenza non \u00e8 cessata ma semmai si \u00e8 professionalizzata. I promotori sperimentano strumenti e simboli e scommettono sul contagio emulativo. Lo Stato risponde con ci\u00f2 che una democrazia pu\u00f2 permettersi, e cio\u00e8 prevenzione aggressiva dentro la legge, forza mirata, procedure rapide, responsabilit\u00e0 nette. Il rischio zero non esiste mentre esiste il rischio ridotto, giorno dopo giorno, da persone che non vedremo in nessuna conferenza stampa. Ramot lo racconta senza retorica. Bastano minuti e due armi per scavare un cratere nella fiducia collettiva. Ma il bilancio autentico si misura anche nel resto della giornata: nelle operazioni che non fanno notizia, negli attentati che non accadono, nelle famiglie che non sapranno mai di essere passate indenni perch\u00e9 una perquisizione \u00e8 arrivata in tempo, un\u2019auto \u00e8 stata fermata a un posto di blocco, un nome \u00e8 comparso nel database proprio quando serviva.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1757476453_521_author-default.jpg\" alt=\"Autore\"\/><\/p>\n<p class=\"copyright-notice\">\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\tRedazione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gerusalemme, ieri, un luned\u00ec di sangue. Un altro. 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