{"id":99183,"date":"2025-09-10T07:02:10","date_gmt":"2025-09-10T07:02:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/99183\/"},"modified":"2025-09-10T07:02:10","modified_gmt":"2025-09-10T07:02:10","slug":"il-sud-corre-piu-veloce-del-resto-del-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/99183\/","title":{"rendered":"il Sud corre pi\u00f9 veloce del resto del paese"},"content":{"rendered":"<p><strong>Voglia di digitale<\/strong>. Al Sud, pi\u00f9 che nel resto del Paese, tra le piccole e medie imprese manifatturiere, l\u2019asse portante del sistema industriale italiano. L\u2019ultima indagine di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne su un campione nazionale di 4.500 imprese tra 5 e 499 addetti conferma di fatto una tendenza in parte gi\u00e0 emersa negli ultimi mesi e sulla quale concordano tutti gli osservatori pi\u00f9 attenti (\u00abInnovazione e digitalizzazione mostrano un recupero progressivo, con regioni come Sicilia, Puglia, Campania e Sardegna che registrano le maggiori variazioni positive nell&#8217;innovazione\u00bb, si legge ad esempio nel recente Panorama di mezza estate prodotto da SRM).<\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<\/p>\n<p>Il report diffuso ieri rafforza la consapevolezza che la <strong>crescita economica del Mezzogiorno<\/strong>, superiore nel triennio alla media Italia, poggia su basi credibili ancorch\u00e9 ancora da ampliare, a partire dagli investimenti in tecnologie avanzate. Prima area nazionale per nuove iscrizioni di imprese, il Sud che accelera il passo sulla digitalizzazione non \u00e8 pi\u00f9 solo un auspicio.<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"null\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/cambio_di_paradigma\/easysea_la_startup_porta_mare_modo_design_hitech_cambio_di_paradigma-9056188.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Easysea: la startup che porta il mare nel modo del design hitech<\/a><\/p>\n<p>I numeri <\/p>\n<p><strong>Unioncamere<\/strong> e<strong> Tagliacarne <\/strong>spiegano che il 35% delle imprese meridionali investir\u00e0 in 4.0 entro il 2027 rispetto al 32,8% della media Italia. L\u2019obiettivo primario \u00e8 colmare il gap digitale che nel recente passato sembrava il muro pi\u00f9 arduo da scavalcare per garantire all\u2019area la necessaria competitivit\u00e0 anche su scala internazionale. Ma \u00e8 forte anche la sensazione che questa corsa al digitale made in Sud sia anche frutto degli investimenti del Pnrr, che soprattutto a livello dei Comuni pi\u00f9 piccoli sono stati destinati a scuole dell\u2019obbligo, uffici pubblici e altri servizi. Per non accennare alla diffusione della banda ultra-larga che ha permesso al sistema delle imprese, anche nelle aree interne, di non sentirsi pi\u00f9 figlie di un dio minore per lo svolgimento delle loro attivit\u00e0 immateriali.<\/p>\n<p>Lo scenario <\/p>\n<p>Non tutto, ovviamente,<strong> funziona ancora come dovrebbe<\/strong>. Il nodo delle competenze interne, come \u00e8 emerso anche nell\u2019indagine in questione, resta un ostacolo tutt\u2019altro che trascurabile. \u00abAumentare l\u2019efficienza interna e\/o ridurre i costi \u00e8 il principale obiettivo che spinge oltre la met\u00e0 delle aziende ad investire in questa direzione. Tuttavia, la carenza di competenze interne aziendali costituisce per il 27,7% delle imprese il principale ostacolo ad introdurre tecnologie 4.0\u00bb, spiegano i ricercatori. \u00abLe imprese del nostro Paese devono recuperare un gap sul fronte dell\u2019innovazione e del digitale. In questo quadro i segnali di recupero che provengono dal Mezzogiorno sono molto importanti e certamente di buon auspicio per il futuro\u00bb, sottolinea il Segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. Che aggiunge: \u00abL\u2019impegno delle Camere di commercio si concentra nel raccogliere le esigenze di innovazione delle imprese e nel fare da collegamento tra Centri di ricerca e sistemi produttivi per fornire risposte adeguate ai bisogni delle aziende\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wnv-lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/rapporto_2_09222633.jpg\"\/><\/p>\n<p>L\u2019<strong>accelerazione del Sud<\/strong>, come detto, sembra per\u00f2 una certezza. Nel gi\u00e0 citato Panorama di SRM, si legge ad esempio che \u00able imprese con attivit\u00e0 innovative (10 e pi\u00f9 dipendenti) sono arrivate nel Mezzogiorno a 17.857 unit\u00e0 a met\u00e0 2025, ovvero il 56,7% del totale (leggermente inferiore alla media nazionale, pari a circa il 58%) ma con una crescita tra il 2012 e il 2022 del 22,4% contro il +8,4% della media Italia e del 12,3% nel periodo 2020-22 rispetto al +7,7% della media nazionale\u00bb. Ma forse il dato pi\u00f9 significativo \u00e8 un altro: proprio grazie a ritmi di crescita pi\u00f9 accentuati, il Mezzogiorno vede la maggioranza del testo imprenditoriale rappresentato dalle aziende che innovano, salite al 46,1% nel 2022. Non \u00e8 un caso che tra Pmi innovative e Startup innovative, grazie alla felice sinergia con il sistema universitario e i centri di ricerca, le percentuali di crescita maggiori in Italia si <strong>siano registrate in questi anni proprio al Sud<\/strong>.<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"null\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/cambio_di_paradigma\/napwnli_federico_ii_quando_cybersicurezza_diventa_gioco_ragazzi-9056187.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Napwnli alla Federico II: quando la cybersicurezza diventa un gioco da ragazzi<\/a><\/p>\n<p>Gli obiettivi <\/p>\n<p>Ma cosa vuol dire esattamente investire di pi\u00f9 nel digitale? Se, come detto, la maggioranza delle imprese (il 56%) \u00e8 spinta dalla volont\u00e0 di aumentare l\u2019efficienza interna e di ridurre i costi, con picchi del 63,2% tra le aziende con pi\u00f9 di 50 addetti, ci sono anche quelle che puntano al \u00abmiglioramento dei livelli qualitativi della produzione, obiettivo segnalato dal 21,9% delle imprese, una quota che sale al 23% per quelle di piccole dimensioni. Mentre il 12,3% investe nella transizione digitale spinto dagli incentivi, anche in questo caso la quota appare pi\u00f9 elevata nel caso delle piccole imprese (14,3%)\u00bb. Il gap di skill, come accennato, resta vistoso: sfiora il 28% del campione il numero di imprese che faticano anche a gestire i rapporti con universit\u00e0 o centri di ricerca e seguire le procedure necessarie ad ottenere gli incentivi. E a cosa puntano le imprese nella scelta del digitale? Il 29,4% investe in simulazione fra macchine connesse per aumentare l\u2019efficienza dei processi produttivi. Seguono gli investimenti in robotica (24,8%) ed in Cyber security (22,8%). Quanto all\u2019effetto 4.0, due imprese su tre si attendono innovazioni dell\u2019organizzazione aziendale \u00abmentre per quasi la met\u00e0 (48%) le tecnologie cambieranno radicalmente l\u2019assetto dei processi produttivi. Meno rilevanti invece sono gli effetti attesi su innovazione di marketing e vendita dei prodotti (23,5%) e sui rapporti esterni con fornitori e clienti (19,3%)\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Voglia di digitale. 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