{"id":99235,"date":"2025-09-10T07:34:08","date_gmt":"2025-09-10T07:34:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/99235\/"},"modified":"2025-09-10T07:34:08","modified_gmt":"2025-09-10T07:34:08","slug":"dipendenza-da-videogiochi-quando-i-ragazzi-restano-intrappolati-nello-schermo-noi-adulti-siamo-assenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/99235\/","title":{"rendered":"Dipendenza da videogiochi: quando i ragazzi restano intrappolati nello schermo noi adulti siamo assenti"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un dato che non possiamo permetterci di ignorare: quasi un ragazzo su tre tra gli 11 e i 13 anni ha passato almeno cinque ore consecutive davanti a un videogioco nell\u2019ultimo mese. Non \u00e8 un passatempo, non \u00e8 nemmeno un semplice svago: \u00e8 un segnale. Quando a quell\u2019et\u00e0 si resta connessi cos\u00ec a lungo non \u00e8 solo perch\u00e9 ci si diverte, ma perch\u00e9 si cerca qualcosa che altrove non si trova. Dietro lo schermo non c\u2019\u00e8 soltanto il gioco, c\u2019\u00e8 il bisogno di sentirsi competenti, forti, riconosciuti. Ogni partita diventa un anestetico che toglie la fatica del vivere e regala l\u2019illusione di un mondo a misura di ragazzino. Ma a quale prezzo? In terapia lo vedo spesso: il tempo infinito passato a giocare non \u00e8 quasi mai una questione di \u201cpigrizia\u201d. <\/p>\n<p>Il gioco porta fuori dalla realt\u00e0<\/p>\n<p>\u00c8 un linguaggio, un grido sommesso che dice: \u201cNon so stare con me stesso, non so sopportare la noia, non so reggere la frustrazione\u201d. E se a dodici anni non si impara a reggere la noia, a quindici la si combatter\u00e0 con l\u2019alcol, a diciotto con il rischio, a venti con tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 stordire e riempire. Lo schermo diventa il primo allenamento all\u2019evitamento: entro in un videogioco per non sentire la mia paura, per non guardare il vuoto, per non misurarmi con i miei limiti. Il problema non sono i videogiochi in s\u00e9, ma la funzione che assumono. Se diventano l\u2019unico luogo dove un ragazzo si sente vivo, allora fuori dal gioco non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente. L\u00ec dentro trova regole chiare, gratificazioni immediate, riconoscimento continuo: cose che spesso la vita reale non offre. Ma la realt\u00e0 non pu\u00f2 essere sostituita da un algoritmo. Il corpo che non si muove perde forza, le relazioni non coltivate si sgretolano, il sonno rubato lascia ferite invisibili che si pagano nel tempo. E pi\u00f9 si gioca, pi\u00f9 il confine tra reale e virtuale si assottiglia, fino a rendere difficile tornare indietro. Noi adulti non possiamo cavarcela con il solito alibi: \u201c\u00c8 solo un gioco\u201d. Perch\u00e9 non \u00e8 solo un gioco se un adolescente passa notti intere davanti a uno schermo. <\/p>\n<p>La vita sociale \u00e8 solo una chat<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo un gioco se la sua vita sociale si riduce a una chat vocale con altri sconosciuti. Non \u00e8 solo un gioco se la scuola diventa un peso e il sonno un nemico. \u00c8 una fuga, e le fughe non si prendono mai alla leggera. La responsabilit\u00e0 non \u00e8 dei ragazzi, ma del nostro silenzio. Perch\u00e9 siamo noi a consegnare loro uno strumento potentissimo senza educarli al suo uso. Siamo noi a lasciarli soli davanti a una realt\u00e0 troppo grande, a riempire i loro vuoti con schermi invece che con parole, a dimenticare che il compito degli adulti non \u00e8 intrattenerli, ma prepararli alla vita. La vita vera, fatta di fatica, attese, limiti. <\/p>\n<p>Il binge gaming e il vuoto collettivo<\/p>\n<p>Il binge gaming \u00e8 il sintomo di un vuoto collettivo. Un vuoto di presenza, di relazioni autentiche, di adulti capaci di stare accanto senza giudicare ma anche senza arrendersi. Perch\u00e9 il compito di un genitore e di un educatore non \u00e8 proibire o punire, ma insegnare che la libert\u00e0 non \u00e8 assenza di limiti: \u00e8 imparare a stare dentro i limiti senza sentirsi schiacciati. E allora la domanda vera non \u00e8 \u201cquante ore gioca mio figlio?\u201d, ma \u201ccosa sta cercando in quelle ore?\u201d. La risposta non la si trova spegnendo la console, ma riaccendendo il dialogo. Perch\u00e9 un ragazzo che gioca per cinque ore consecutive non \u00e8 un malato: \u00e8 un adolescente che ci sta dicendo che la realt\u00e0, cos\u00ec com\u2019\u00e8, non basta. E se non siamo noi adulti a renderla abitabile, saranno sempre pi\u00f9 spesso i videogiochi a prenderne il posto<\/p>\n<p>Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, \u00e8 presidente Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo \u201cDi.Te\u201d e docente di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni Universit\u00e0 Politecnica delle Marche<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un dato che non possiamo permetterci di ignorare: quasi un ragazzo su tre tra gli 11 e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":99236,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1511],"tags":[239,1537,90,89,2087,2088,240,2089,2090],"class_list":{"0":"post-99235","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-mentale","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-mental-health","13":"tag-mentalhealth","14":"tag-salute","15":"tag-salute-mentale","16":"tag-salutementale"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99235"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99235\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99236"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}