{"id":9966,"date":"2025-07-26T14:51:09","date_gmt":"2025-07-26T14:51:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/9966\/"},"modified":"2025-07-26T14:51:09","modified_gmt":"2025-07-26T14:51:09","slug":"oriente-occidente-di-rampini-cosa-pensa-di-trump-lamericano-medio-ecco-un-inizio-di-risposta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/9966\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Cosa pensa di Trump l&#8217;americano medio? Ecco un inizio di risposta"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Questo testo \u00e8 tratto da Global, la newsletter di Federico Rampini: per riceverla ogni sabato basta iscriversi <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=48\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa pensa l&#8217;americano medio di Donald Trump? \u00c8 la domanda che mi sento rivolgere pi\u00f9 spesso durante questo mio breve soggiorno di semi-vacanza (molto lavorativa) in Italia.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mi tocca essere noioso o pedante ma comincio sempre con alcune obiezioni e precisazioni. All\u2019interlocutore chiedo a mia volta: tu sei l\u2019italiano medio? Ti riconosci in questa descrizione? Esiste, un italiano medio? Non credo proprio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In America siamo 340 milioni. Togliamo pure i bambini, siamo sempre parecchi. Sparpagliati su un territorio cos\u00ec vasto che contiene nove fusi orari. Solo per andare da New York, dove abito, alla California dove abita mia figlia, ci metto sei ore di volo. E ci sono distanze ancora pi\u00f9 lunghe: poniamo dal Vermont alle Hawaii o dalla Florida all&#8217;Alaska. In Europa \u00e8 impossibile volare per sei ore consecutive senza trovarsi gi\u00e0 in un altro continente.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al dato geografico\/demografico aggiungiamoci le diversit\u00e0 ancora pi\u00f9 importanti: etniche, culturali, socio-economiche.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poi dal punto di vista politico gli Stati Uniti sono divisi, polarizzati, o peggio lacerati, almeno dagli anni Sessanta (potrei risalire pi\u00f9 indietro: alla guerra civile dell&#8217;Ottocento). A tal punto che nei sondaggi perfino a una domanda neutrale del tipo \u00absecondo te in che stato \u00e8 l\u2019economia\u00bb, spesso la risposta che si riceve \u00e8 influenzata dall\u2019appartenenza politica: un repubblicano tende a essere pessimista quando c\u2019\u00e8 un democratico alla Casa Bianca, e viceversa.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fatte tutte queste premesse aggiungo al mio interlocutore il consiglio di non fidarsi a occhi chiusi di quei media Usa che un tempo erano autorevoli, affidabili, e si sforzavano di raggiungere una certa imparzialit\u00e0: quel mondo \u00e8 scomparso da tempo, oggi i media sono tutti schieratissimi, leggerli \u00e8 indispensabile ma bisogna anche \u00abdecifrarli\u00bb. Postilla finale: non fidatevi neppure dei turisti americani che incontrate in Italia e a cui chiedete un parere; se non sono totalmente ingenui e sprovveduti sanno che Trump qui non \u00e8 popolare e quindi si adeguano, vi danno delle risposte diplomatiche, adattate a quello che volete sentirvi dire.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fatte tutte queste precisazioni, rispondo cos\u00ec. Poich\u00e9 non esiste un americano medio, <b>dobbiamo rassegnarci a usare come sostituto \u00abuna media degli americani\u00bb<\/b>, che \u00e8 quello che cercano di fare \u2013 pi\u00f9 male che bene \u2013 i sondaggi. Dunque parliamo pure di medie statistiche, a condizione di sapere che non \u00e8 la stessa cosa fare una media fra i diversissimi americani o incontrare il mitico \u00abamericano medio\u00bb (termine che in genere gli italiani, oserei dire gli europei, pronunciano con una smorfia di disprezzo).<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le ultimissime notizie su quel che pensa la media degli americani le ricavo dal pi\u00f9 recente sondaggio del Wall Street Journal. Viene fuori che <b>sta migliorando il loro giudizio sulla situazione economica e quindi non bocciano Trump in modo netto<\/b>, a differenza di quanto molti italiani si aspettano (o auspicano). Attenzione, <b>comunque Trump arriva a stento a lambire la met\u00e0 dei consensi<\/b>: una situazione a cui lui \u00e8 abituato, direi abbonato, perch\u00e9 in tutto il suo primo mandato lui rest\u00f2 sempre al di sotto del 50% (non un caso unico: accadde la stessa cosa al suo successore Joe Biden). Eccovi un breve estratto dal sondaggio in questione, riassunto e analizzato dallo stesso quotidiano:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sostenuto da <b>un miglioramento nella percezione dell\u2019economia da parte degli elettori, il consenso politico del presidente Trump mostra una notevole resilienza<\/b>, secondo un nuovo sondaggio del Wall Street Journal, nonostante l\u2019impopolarit\u00e0 della manovra finanziaria su tasse e spesa pubblica, il malcontento per i dazi e il sospetto che il governo stia nascondendo informazioni importanti su Jeffrey Epstein.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019insieme degli eventi turbolenti recenti \u2014 che include anche il programma aggressivo di espulsioni di immigrati illegali da parte dell\u2019Amministrazione e il bombardamento di siti nucleari iraniani \u2014 non ha n\u00e9 peggiorato n\u00e9 migliorato la visione complessiva del pubblico sul presidente. Il 46% approva il suo operato, una percentuale invariata rispetto ad aprile, mentre il 52% disapprova.<br \/>Il sondaggio mostra perch\u00e9 il sostegno quasi incrollabile della base repubblicana sia cos\u00ec prezioso per Trump. Con l\u201988% degli elettori del Grand Old Party che approva il suo operato \u2014 e il 66% che lo approva molto \u2014 Trump \u00e8 riuscito a mantenere una certa forza politica al Congresso e tra gran parte dell\u2019elettorato, anche quando l\u2019opinione pubblica generale \u00e8 insoddisfatta della direzione in cui sta andando il paese e disapprova la gestione da parte del presidente dell\u2019economia, dell\u2019inflazione, dei dazi e di altri aspetti della sua agenda.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La maggioranza, pari al 52%, si oppone al principale risultato legislativo di Trump, la legge di bilancio approvata dal Congresso, con un divario di 10 punti rispetto a chi la sostiene. Pi\u00f9 elettori disapprovano che approvano la sua gestione dell\u2019economia e dell\u2019inflazione, rispettivamente con uno scarto di 9 e 11 punti. La disapprovazione per i dazi supera l\u2019approvazione di 17 punti. Anche sull\u2019immigrazione \u2014 il tema simbolo di Trump \u2014 gli elettori gli attribuiscono giudizi tiepidi: con margini ristretti di 3 punti o meno, disapprovano la sua gestione della \u201cimmigrazione\u201d in generale, mentre approvano quella dell\u2019\u201cimmigrazione illegale\u201d. Per quanto riguarda la direzione del paese, gli elettori pessimisti superano gli ottimisti di 16 punti, in aumento rispetto al divario di 10 punti rilevato ad aprile. Tuttavia, gli elettori distinguono tra la direzione generale del paese sotto Trump e <b>l\u2019andamento dell\u2019economia, sulla quale il sondaggio rileva un miglioramento<\/b> <b>nelle prospettive<\/b>. Il 47% degli intervistati ha valutato l\u2019economia come \u201ceccellente\u201d o \u201cbuona\u201d \u2014 <b>un salto significativo di 11 punti rispetto ad aprile, e la valutazione pi\u00f9 positiva registrata nei sondaggi del Wall Street Journal dal 2021<\/b>. Il 51% ha descritto l\u2019economia come \u201cnon buona\u201d o \u201ccattiva\u201d, in calo rispetto al 63% di aprile. Per quanto riguarda le prospettive, gli elettori pessimisti sull\u2019economia superano gli ottimisti di 8 punti \u2014 un dato ancora negativo, ma <b>molto migliorato rispetto al divario di 26 punti registrato ad aprile<\/b>. Inoltre, meno persone affermano che l\u2019inflazione stia causando loro gravi difficolt\u00e0 finanziarie.<br \/>Qui si conclude la sintesi del sondaggio. I neretti sono miei, per sottolineare gli aspetti pi\u00f9 sorprendenti. Per spiegare l\u2019ultimo paradosso \u2013 <b>una maggioranza di americani sono contrari ai dazi, per\u00f2 il pessimismo sull\u2019inflazione si sta riducendo<\/b> \u2013 bisogna chiamare in causa altre analisi e spiegazioni. Chi sta pagando i dazi, letteralmente e materialmente? Le indagini disponibili al momento ci dicono che l\u2019onere di queste tasse doganali viene suddiviso tra due categorie di imprese: quelle straniere che esportano, e quelle americane che importano. Il dosaggio e bilanciamento pu\u00f2 variare molto, da settore a settore e da impresa a impresa; in generale per\u00f2 sono le imprese che accettano di sacrificare margini di profitto, per adesso, e si sobbarcano queste tasse doganali, pur di non alzare i prezzi finali. Questo attutisce l\u2019impatto sui consumatori, pressoch\u00e9 invisibile come si evince dai dati sull\u2019inflazione. Questo corregge anche l\u2019idea che il segno complessivo della politica trumpiana sia anti-popolare, anti-operaio, redistributivo alla rovescia cio\u00e8 in favore del grande capitale. Almeno fino a quando le imprese sono i principali \u00abcontribuenti dei dazi\u00bb, questo significa che il protezionismo sta tassando loro. Vedremo fino a che punto gli esportatori cinesi o europei e gli importatori americani vorranno continuare a incassare il danno. Per adesso questo aiuta a capire il sondaggio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Concludo tornando al concetto di \u00abamericano medio\u00bb, con una postilla. <b>Spesso m\u2019imbatto in Italia in pregiudizi autenticamente \u00abrazzisti\u00bb<\/b>: interlocutori che danno per scontato un ritratto dell\u2019americano medio fatto di crassa ignoranza, provincialismo, razzismo. Poi magari gli stessi interlocutori italiani hanno figli o figlie, o nipoti, che studiano nelle universit\u00e0 americane e l\u00e0 hanno docenti venuti da tutto il mondo. Per oltre un secolo l\u2019America \u00e8 stata un polo di attrazione dei cervelli europei, molti dei suoi Premi Nobel sono nati all\u2019estero, le sue classi dirigenti e le sue \u00e9lites sono le pi\u00f9 multietniche e cosmopolite, l&#8217;establishment ha cooptato talenti dal mondo intero, per\u00f2 <b>\u00abgli americani\u00bb continuano a rimanere per molti italiani un popolo becero<\/b> e praticamente analfabeta. Nonostante che gli indici di lettura di libri siano molto pi\u00f9 elevati negli Stati Uniti rispetto all&#8217;Italia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Altri stereotipi, pregiudizi e luoghi comuni, descrivono l&#8217;America come il \u00abFar West del capitalismo selvaggio\u00bb. Avercene, un po\u2019 di quel Far West\u2026 Sul Corriere della Sera di ieri leggo: \u00abOcse, i salari reali in Italia sono scesi del 7,5% dal 2021: il risultato peggiore tra i paesi avanzati\u00bb. <b>Il divario sempre pi\u00f9 abissale che separa i redditi degli italiani da quelli degli americani \u2013 e continua ad alimentare l\u2019esodo di giovani dal nostro paese \u2013 forse non sarebbe cos\u00ec spaventoso se l\u2019Italia avesse un po\u2019 meno pregiudizi contro l&#8217;impresa privata<\/b>, l\u2019economia di mercato (o il capitalismo, che \u00e8 la stessa cosa)\u2026 Ricordo poi che la superiore performance dell\u2019economia Usa \u00e8 un dato strutturale, di lungo periodo, poco influenzato dal colore politico del presidente di turno. L\u2019America ha inflitto distacchi crescenti all\u2019Europa lungo un arco di tempo in cui \u00e8 stata governata rispettivamente da Clinton, Bush, Obama, Trump, Biden, Trump. Il diavolo e l&#8217;acqua santa, il bianco e il nero, il rosso il giallo il verde, ne abbiamo viste di tutti i colori. Intanto l&#8217;America andava su, l&#8217;Europa restava ferma.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La politica Usa quindi c\u2019entra abbastanza poco, bisognerebbe guardare invece cosa c\u2019\u00e8 dentro gli ingranaggi di funzionamento del cosiddetto \u00abFar West\u00bb, anzich\u00e9 cullarsi nelle caricature e crogiuolarsi nei sentimenti di superiorit\u00e0 verso \u00abl&#8217;americano medio\u00bb.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-07-26T16:01:50+02:00\" content=\"2025-07-26\">26 luglio 2025, 13:12  &#8211; modifica il 26 luglio 2025 | 16:01<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questo testo \u00e8 tratto da Global, la newsletter di Federico Rampini: per riceverla ogni sabato basta iscriversi 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