{"id":99962,"date":"2025-09-10T15:14:14","date_gmt":"2025-09-10T15:14:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/99962\/"},"modified":"2025-09-10T15:14:14","modified_gmt":"2025-09-10T15:14:14","slug":"con-il-welfare-privato-e-contrattuale-il-mercato-raggiunge-i-1000-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/99962\/","title":{"rendered":"con il welfare privato e contrattuale, il mercato raggiunge i 1000 miliardi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pubblichiamo i risultati del dodicesimo report annuale Itinerari Previdenziali \u201cInvestitori istituzionali italiani: iscritti risorse e gestori per l\u2019anno 2024\u201d presentato questa mattina a Milano nella prestigiosa cornice offerta dalla Sala Parterre di Borsa Italiana<\/strong><\/p>\n<p>In linea con i risultati degli anni precedenti, prosegue anche nel 2024 <strong>la crescita del patrimonio degli investitori istituzionali<\/strong> (welfare contrattuale e fondazionale), <strong>passato dai 142,85 miliardi di euro del 2007 ai 315,93 miliardi dello scorso anno<\/strong>, con un incremento del 121%. Di questi, circa l\u201980% \u00e8 affidato direttamente o indirettamente a gestori professionali. In percentuale del PIL, il patrimonio di fondi pensione negoziali e preesistenti, Casse Privatizzate, Fondazioni di origine Bancaria e forme di assistenza sanitaria integrativa \u00e8 pari al 14,4%; includendo anche il welfare privato (Compagnie di Assicurazione del settore Vita, rami I, IV e V, fondi aperti e PIP), tale rapporto aumenta al 47%.<\/p>\n<p>La fotografia scattata dal dodicesimo report annuale <strong>Itinerari Previdenziali<\/strong>, \u00e8 quindi quella di un Paese che negli anni \u00e8 riuscito a conservare e consolidare il proprio mercato istituzionale, resistendo a scenari avversi e raggiungendo una dimensione ormai piuttosto rilevante anche nel confronto internazionale. \u00abGuardando ad esempio alla sola previdenza complementare, se si considera che il rapporto tra il patrimonio dei fondi pensione e il PIL \u00e8 pari all\u201911,7%, quando in molti altri Paesi supera il 50%, risulta evidente come il nostro sia un mercato gi\u00e0 molto interessante, ma con alte potenzialit\u00e0 di sviluppo, soprattutto se verranno implementate le necessarie riforme in termini di rendite complementari, fondo di garanzia per le microimprese e le PMI (eliminato dal Governo Prodi\/Damiano nel 2007) e la revisione fiscale prevista nella delega\u00bb, ha commentato il <strong>Professor Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali<\/strong>, nel corso dell\u2019evento di presentazione.<\/p>\n<p>Con un approccio prevalentemente quantitativo, il Report \u2013 realizzato con cadenza annuale a partire dai bilanci ufficiali degli enti analizzati \u2013 illustra caratteristiche e attivit\u00e0 dei principali operatori del Paese indagandone tra i diversi aspetti anche numerosit\u00e0, dimensione, rendimenti e composizione patrimoniale, e catalogando inoltre i soggetti gestori cui questi investitori affidano i propri patrimoni, sia direttamente (tramite mandati di gestione) sia indirettamente (mediante la sottoscrizione di strumenti del risparmio gestito).<\/p>\n<p>Nel dettaglio, come rilevato dalla dodicesima edizione della pubblicazione, sono 289 i player istituzionali operativi a fine 2024 (11 in meno rispetto all\u2019anno precedente). Si tratta di 85 Fondazioni di origine Bancaria (-1 rispetto al 2023), 20 Casse Professionali Privatizzate, 33 fondi negoziali e 151 fondi preesistenti (-10 rispetto al 2023 e -153 negli ultimi 10 anni), cui si aggiungono poi Casse e fondi di assistenza sanitaria integrativa, 324 secondo gli ultimi dati ufficiali del Ministero della Salute, fermi per\u00f2 al 2022. \u00abUn numero sicuramente elevato \u2013 la precisazione del Professor Brambilla \u2013 tanto pi\u00f9 se si considera che<strong> i primi 50 fondi rappresentano da soli, per iscritti e patrimonio, i due terzi dell\u2019intero settore e che alla sanit\u00e0 privata manca ancora, a differenza della previdenza complementare, una legge quadro che regolamenti in via definitiva un sistema sempre pi\u00f9 rilevante per un Paese che invecchia come l\u2019Italia<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>In termini patrimoniali, nel 2024 gli investitori istituzionali evidenziano un patrimonio che ammonta a 315,93 miliardi di euro, in aumento di 19,96 miliardi (+6,74%), in linea con la crescita registrata lo scorso anno. In dettaglio, 50,8 miliardi fanno capo alle Fondazioni di origine Bancaria, 115,2 miliardi alle Casse di Previdenza, 74,6 ai fondi negoziali, 69,6 ai fondi preesistenti e circa 5,7 miliardi si stima possano essere gestiti dalle forme di assistenza sanitaria integrativa. A questi investitori si aggiungono i soggetti operanti nel welfare cosiddetto privato, e cio\u00e8 i fondi pensione aperti, i Piani Individuali Pensionistici (PIP) e le Compagnie di Assicurazione relativamente al ramo Vita, il cui patrimonio complessivo ammonta a 714,22 miliardi, con un aumento di circa 17 miliardi di euro rispetto ai 697,4 del 2023. <strong>Sommando il welfare contrattuale alle Casse e Fondazioni e al welfare privato, il patrimonio totale raggiunge i 1.030,14 miliardi con un aumento di 36,77 miliardi rispetto ai 993,37 miliardi di euro del 2023<\/strong>. Allargando lo sguardo all\u2019intero periodo temporale di riferimento, si conferma l\u2019aumento del patrimonio degli investitori istituzionali rispetto ai 404,11 miliardi di euro del 2007: un incremento complessivo, nonostante le innumerevoli crisi, pari al 155%. Come il 2023, il 2024 \u00e8 stato quindi un anno positivo per tutti gli investitori istituzionali.<\/p>\n<p>Nel 2024 l\u2019andamento dei mercati finanziari ha beneficiato dell\u2019allentamento delle politiche monetarie restrittive da parte delle Banche Centrali, sebbene con intensit\u00e0 diversa tra Stati Uniti ed Europa. Nonostante il permanere delle tensioni geopolitiche, il progressivo calo dell\u2019inflazione ha infatti spinto FED e BCE a iniziare un ciclo di tagli dei tassi di interesse nella seconda parte dell\u2019anno, con un impatto positivo sia sui listini azionari che obbligazionari. Le tendenze osservate sui mercati si sono riflesse sui risultati degli investitori istituzionali, che hanno registrato in media rendimenti ampiamente positivi, in particolare per le linee a maggiore contenuto azionario e, in misura minore, per quelle che investono maggiormente in titoli di Stato e altri titoli di debito: i PIP \u2013 Unit Linked e i fondi aperti hanno segnato performance rispettivamente pari al +9% (+8,4% nel 2023) e al +6,5% (+7,9% nel 2023), seguiti dai fondi negoziali con il +6% (+6,7% nel 2023) e dai fondi preesistenti con il +4,3%; le Gestioni Separate hanno registrato un +1,4% e le Fondazioni di origine Bancaria un +6,8%.<br \/>\u00abValutando la redditivit\u00e0 su orizzonti temporali pi\u00f9 coerenti con il risparmio previdenziale \u2013 precisa Alberto Brambilla \u2013 emerge come la buona diversificazione degli investimenti abbia consentito di mantenere un vantaggio nella media a 10 anni sia per i rendimenti composti sia per quelli cumulati, su inflazione e media quinquennale del PIL, pareggiando il rendimento del TFR ad eccezione dei fondi pensione negoziali, mentre sui 3 e 5 anni tutte le forme presentano rendimenti inferiori a quelli del TFR risentendo ancora delle forti perdite registrate nel 2022\u00bb.<\/p>\n<p>Peraltro, nei primi sei mesi del 2025 gli investitori istituzionali registrano in media risultati positivi: 1,5% per i fondi negoziali, 2,0% per i fondi aperti e +0,7% per le Gestioni Separate; negativi invece i rendimenti dei PIP di ramo III con -0,2%. Scomponendo per linee di investimento, i comparti azionari hanno registrato performance in media pari all\u20191,8% nei fondi negoziali, al 3,1% nei fondi aperti e allo 0,3% nei PIP; nelle linee bilanciate i risultati sono in media pari all\u20191,4% per i negoziali e all\u20191,7% per gli aperti, mentre nei PIP sono negativi e pari al -1%. Rendimenti medi intorno all\u20191% si rilevano per i comparti obbligazionari e garantiti. Nello stesso semestre, il TFR \u00e8 cresciuto dell\u20191,2% e l\u2019inflazione dello 0,9%.<\/p>\n<p><strong>Crescono gli investimenti in economia reale nazionale, finalizzati a generare ricadute positive per il territorio.<\/strong> Al netto degli investimenti in titoli di Stato italiani, che pesano in particolar modo sui portafogli delle Casse di Previdenza e dei fondi negoziali, e degli immobili a uso strumentale, anche per il 2024 le Fondazioni di origine Bancaria si riconfermano i maggiori investitori nell\u2019economia domestica, con il 42% del patrimonio investito, seppur sostenuto da un\u2019esposizione nella banca conferitaria pari al 23,84%; seguono le Casse Privatizzate dei liberi professionisti, con il 17% circa, mentre si conferma modesta la quota investita nel Paese da parte di fondi pensione negoziali e preesistenti, che si fermano rispettivamente al 3,10% e al 6,31% del patrimonio.<\/p>\n<p>\u00abLa soluzione pi\u00f9 semplice per far in modo che il TFR \u201ccircolante interno\u201d alle aziende che alimenta soprattutto i fondi di natura contrattuale rientri nel circolo dell\u2019economia reale \u2013 suggerisce Brambilla \u2013 \u00e8 ripristinare il fondo di garanzia istituito dal D. Lgs. N. 252\/05 per facilitare il finanziamento delle PMI che versano il Trattamento di Fine Rapporto ai fondi pensione. Dal 2007 alla fine del 2024 ai fondi pensione sono confluiti circa 106 miliardi e di questi ne sono stati investiti in economia reale domestica molto pochi, mentre altri 105 miliardi sono stati sottratti alle aziende dai 50 dipendenti in su e confluiti all\u2019INPS per spesa corrente, tramite il Fondo di Tesoreria. Una situazione critica e preoccupante che ha ripercussioni negative sia sull\u2019occupazione sia sulla produttivit\u00e0, contribuendo alla bassa crescita del nostro Paese. Ecco perch\u00e9 sarebbe opportuno incrementare la percentuale del patrimonio investibile in economia domestica beneficiario di agevolazioni fiscali sui rendimenti sul modello dei PIR 4.0, ovvero con esenzione totale\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/wewelfare.it\/previdenza\/report-itinerari-previdenziali-con-il-welfare-privato-e-contrattuale-il-mercato-raggiunge-i-1000-miliardi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Report Itinerari previdenziali: con il welfare privato e contrattuale, il mercato raggiunge i 1000 miliardi<\/a> proviene da <a href=\"https:\/\/wewelfare.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">WeWelfare<\/a>.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Risparmio e investimenti, ogni venerd\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pubblichiamo i risultati del dodicesimo report annuale Itinerari Previdenziali \u201cInvestitori istituzionali italiani: iscritti risorse e gestori per l\u2019anno&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":8922,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[71074,2065,2066,71075,239,2063,2064,1537,90,89,71076,71077,240,71078,71079],"class_list":{"0":"post-99962","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-alberto-brambilla","9":"tag-assistenza-sanitaria","10":"tag-assistenzasanitaria","11":"tag-casse-di-previdenza","12":"tag-health","13":"tag-health-care","14":"tag-healthcare","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-itinerari-previdenziali","19":"tag-previdenza","20":"tag-salute","21":"tag-welfare-contrattuale","22":"tag-welfare-privato"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99962","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99962"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99962\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8922"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99962"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99962"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99962"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}