"A qualcuno piacciono leghisti fasci ed affaristi assortiti." questa frase di Boldrin è il motivo per il quale questi partiti diventeranno irrilevanti politicamente, nel prossimo futuro. non è l'attacco in se o la possibile offesa, ma è la mentalità ad essere il problema.

questi figuri sono leader di partiti moderati, ma non sono capaci di intavolare un dialogo serio, non sono capaci di formare una coalizione utile al raggiungimento di obbiettivi politici. ogni loro frase è intrisa di spocchia, permalosità e cinismo senza pari. non sembrano dei moderati, ma sembrano dei signori ormai anziani che cercano di fare gli alternativi schierandosi in una posizione alternativa rispetto ai soliti poli, oppure sembra che abbiano una crisi di mezza-età e cerchino di fare i giovanili ad ogni costo, fallendo miseramente.

si passa da Boldrin con atteggiamento da professore rigido, che oltre ad insultare possibili alleati politici, se un cittadino gli rivolge una critica costruttiva sui social, lui di tutta reagisce con "va a fanculo" nella sezione commenti. si arriva poi a Calenda, che alla prima provocazione inizia a litigare, che cambia idea ogni due secondi, che nonostante il suo partito si basi sui giovani, appena accade un incidente come quello di Casal Palocco diventa subito un boomer, pronto ad insultare giovani e social, di cui quest'ultimi lui stesso li usa regolarmente.

ma come pretendono di risultare votabili, se il loro approccio alla politica risulta così infantile? riescono loro due ad avere una mentalità più rigida e scontrosa rispetto a candidati di destra, che essendo conservatori, dovrebbero essere più chiusi mentalmente.

possono mostrare tutte le proposte più interessanti del mondo, ma se decidi di schierarti moderato, dei incarnare quei valori, altrimenti che senso ha scegliere quella sfera politica?

il moderato deve accettare il pluralismo, questo significa saper ascoltare gli altri, senza fare paternalismi o imposizioni solo perché sei un professore esperto.

il moderato deve saper cercare il compromesso, non deve alla prima differenza minima di ideali litigare e rovinare una coalizione.

il moderato deve essere comunicativamente costruttivo, non deve cercare il litigio, non deve cascare in provocazioni, non deve attaccare a tradimento gli avversari, deve saper restare nel merito dell'argomento e deve saper spiegare un argomento senza risultare cinico.

infine il moderato deve essere pragmatico, quindi deve avere idee chiare e basarsi sui dati, non come Calenda che voleva abolire Youtube dopo un singolo incidente d'auto, o Boldrin che pensa di risolvere i problemi del sistema educativo italiano, rimuovendo il valore legale della laurea, rischiando di distruggere la meritocrazia, perché avrà più valore il prestigio dell'ateneo, piuttosto che la preparazione del giovane.

io sono cresciuto con questi valori riguardo il moderatismo, e pretendo in quanto elettore di rivederli negli esponenti e nei partiti che decidono di abbracciare tale posizione politica.

che senso ha definirsi moderato, se poi agisci e pensi come il Salvini, la Meloni o il Conte di turno?

quando si faranno avanti candidati che parlino davvero a noi giovani, a noi che siamo senza rappresentanza, che vorremmo un cambiamento serio in questo paese e che sappiano usare i social per parlare delle idee politiche e sociali e non per fare dissing?

quando si formerà un partito in cui gli esponenti mettano da parte leader che vivono di personalità, e diano spazio a leader che sappiano comunicare, guidare e ascoltare i cittadini, senza saccenza, senza infantilismo, senza paternalismo?

davvero noi giovani, dobbiamo arrivare al punto in cui siamo per forza costretti creare un partito e fare di testa nostra? dobbiamo davvero essere costretti noi ad agire, perché i più "esperti" da decenni ormai si mostrano del tutto incapaci?




Critical_Ideal99

13 comments
  1. Concordo. Purtroppo, se tutto è fascismo, più nulla lo è.

    A usarlo a sproposito, un termine perde di significato.

  2. Ma chi ha mai detto che sono moderati? Loro si definiscono “pragmatici”

  3. Lungi da me difendere il drindrin e il loro approccio “pragmatico”TM da voltastomaco, ma è vero che è da lungo che calenda sta facendo la corte a meloni e entourage, più o meno subdolamente 

  4. Il vero problema è che questi non sono partiti ma culti della personalità personali di candidati che non stanno né a destra né a sinistra perché stanno solo dove conviene

  5. Finché si parlerà di partiti e non di partito unico che racchiuda tutti quelli del “centro” non avranno mai speranze e la gente continuerà a votare altrove o a non votare

  6. >ma se decidi di schierarti moderato

    Boldrin? Moderato? Pardon? Uno che dichiara apertamente di voler tagliare le pensioni (alte) sarebbe moderato nel panorama politico italiano?

  7. Moderato non vuol dire zerbino del potente di turno, anche se la melma postideologica neoliberale ha inculcato il messaggio opposto per decenni. Compromesso non vuol dire farsi andare bene tutto in nome della poltrona, la politica non è volemose bene sempre e comunque.

    Porca troia se mi tocca difendere Boldrin

  8. Boldrin e Calenda sono due egomaniaci, non mi sorprende.

    Boldrin è il capo del primo partito incel in Italia (le donne sono solo il 14% degli iscritti) e propone ricette economiche che già negli anni ’80 erano considerato vetuste; Calenda è un figlio di papà viziato sballottolato a destra e a sinistra dagli amici del padre, perfino Lapo Elkann (non ironicamente) si è dimostrato un manager migliore di lui, addirittura Renzi cercò di nominarlo ambasciatore però ci fu una rivolta e quindi non si fece più niente.

  9. “Moderazione”, “Pragmatismo”, “Oggettività”, “Dati”, sono tutte parole che ormai vengono strumentalizzate nel panorama politico ed affine, niente di più, niente di meno, propaganda bella e buona, ma non un po’ gonfiata, assolutamente abusata.

    DOPODICHÉ, conosciamo Boldrin noi della bolla “social”, sappiamo che lui non sa cosa sia la moderazione e non perde tempo a renderlo assolutamente manifesto, idolo dei tecnopopulisti e dei fanatici del “numero” manco fosse un feticcio religioso, Calenda nemmeno lo commento.

  10. Buon notizie dunque, lasciamoli lavorare alla loro autodistruzione.

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