
Ho letto sul new criterion questo lungo articolo di Victor Davis Hanson sul tema del “declino dell’Occidente”. La tesi è che le civiltà occidentali tendano a entrare in crisi non quando sono povere, ma quando diventano troppo ricche, sicure e scollegate dalle condizioni che le hanno rese forti.
Hanson paragona USA/Europa contemporanei ad Atene e Roma tarde: benessere enorme, ma perdita di coesione, denatalità, debito, polarizzazione, senso di colpa culturale e sfiducia verso sé stessi.
Alcune parti mi sembrano molto intelligenti, altre molto ideologiche. Però il parallelismo storico mi ha fatto riflettere.
Secondo voi:
esiste davvero un “modello ricorrente” di decadenza delle civiltà?
oppure ogni generazione pensa di vivere il declino finale?
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Archetypus
9 comments
Secondo me gli esempi del passato non servono a niente. Viviamo in un mondo completamente diverso, con una tecnologia immaginabile solo 50 anni fa. L’idea che l’Occidente è in particolare gli USA possano crollare mi sembra abbastanza remota, visto l’arsenale militare che hanno.
E un vecchio rimbambito pro conservative.
Da prendere con le pinze. Se vedi le capriole e piroette che fa nei discorsi per parare i repubblicani gli daresti 20 anni.
Di fatto la premessa di una “Civiltà Occidentale” è abbastanza strana, il mondo è ormai globalizzato.
Sono 2000 anni che spunta fuori qualcuno a dire che l’occidente è in declino.
> Only in a rich capitalist economy could thousands of protestors, day in and day out, mass to harass Tesla dealerships, parade in “No Kings” demonstrations, skip class for pro-Hamas campus rallies, or swarm city streets to root for enemy Iranian forces to kill their own.
Eh?
>Hanson, a supporter of Donald Trump, wrote a 2019 book called The Case for Trump. Trump praised the book, in which Hanson defends Trump’s insults and incendiary language as “uncouth authenticity”, and praises Trump for “an uncanny ability to troll and create hysteria among his media and political critics.”
[Ah](https://en.wikipedia.org/wiki/Victor_Davis_Hanson#Political_views).
Le lezioni di storia da un vecchio MAGA incallito anche no, grazie.
Non lo so, la decadenza percepita e la decadenza reale sono due cose distinte, e giá da Socrate si sentiva parlare di gioventù pigra e senza valori.
Credo che un vero declino potrebbe essere ricostruito solo a posteriori, non mentre sta prendendo luogo. Spesso la sensazione di declino è appunto solo una sensazione, strumentale a spingere le riforme necessarie per sopravvivere. Noi siamo siamo “troppo dentro” e non abbiamo il distacco necessario per storicizzarci da soli.
(Tieni comunque a mente che noi, a differenza di Roma, abbiamo tecnologia molto più versatile e la globalizzazione che fa da cuscino ai fallimenti dei singoli Stati.)
Atene non è caduta né collassata, è semplicemente stata sconfitta da stati più forti (ci si dimentica sempre che nella guerra del Peloponneso, Sparta aveva il supporto dell’impero persiano). Poi viene la Macedonia e Roma.
Roma si è disgregata sotto il peso di un sistema politico instabile e la perdita di autorità dello Stato Centrale.
Già parlare di “le società *occidentali* vanno in crisi quando…” è sbagliato. Non c’è nulla di magico nell’essere una società occidentale o no, ci sono migliaia di cause di crisi che possono accadere a qualsiasi società, non importa dove sia geograficamente collocata.
L’Europa ha già avuto il suo crollo: si chiama “Prima e Seconda Guerra Mondiale”, da quei conflitti i paesi europei ne sono usciti profondamente e terribilmente segnati, hanno perso la loro posizione egemonica a favore di USA e Russia (e, più avanti, Cina), e ora dipendono proprio dai nuovi egemoni.
Gli USA sono in crisi perché dopo decenni si sta realizzando il progetto politico dell’ultradestra americana, desiderosa di instaurare un regime autoritario in patria. Non è più né meno che il boomerang autoritario di Césaire.
Credo che l’impero romano non abbia mai avuto problemi di senso di colpa interiorizzato. L’impero romano è crollato perché era praticamente uno schema Ponzi dove dovevi conquistare più terre per darle ai veterani che facevano le guerre per conquistare più terre. Fra un cambiamento climatico e qualche epidemia con conseguente crollo demografico, crollo tutto il fievole equilibrio che teneva su almeno la parte occidentale.
L’impero romano come era strutturato prima o poi crollava a prescindere; quello orientale duro di più proprio perché smisero di provare a espandersi a random perché si
Poi vabbè solo un popolo senza storia come quello statunitense può ritenere Atene, intesa come città stato, assimilabile all’occidente. Erano molto più “occidentali” i persiani.
Oswald Spengler vuole che gli venga restituito il suo libro.