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Corriere Animali

Il reportage della France Presse dopo il provvedimento che ha annunciato lo stop entro sei mesi al consumo alimentare di cani, gatti e pipistrelli per prevenire il ritorno della rabbia. «Ma quella carne porta anche benefici»

«Il cane è stato creato da Dio per essere mangiato». A dirlo è un cliente di una bancarella di mercato, a Giacarta, capitale dell’Indonesia,  interpellato dalla France Presse mentre consuma della carne grigliata. Di cane, appunto. Il reportage è stato diffuso dopo l’annuncio del governatore Pramono Anung di un prossimo divieto del consumo ai fini alimentari umani di animali che potenzialmente possono diffondere la rabbia e trasmetterla, come appunto cani, gatti e pipistrelli. Il divieto, che entrerà in vigore dopo una transizione di 6 mesi,  varrà per l’area urbana della capitale in cui vivono circa 42 milioni di persone. Altre città, come Semarang, a Giava, hanno già adottato provvedimenti analoghi. 

L’arcipelago indonesiano  è uno dei pochi paesi che consente ancora la vendita di carne di cane e gatto, ma è una pratica che sempre più viene messa in discussione, come del resto anche in molti altre nazioni asiatiche, dove un tempo era diffusa, in cui è diventata via via sempre più marginale. Compresa la Cina. Il punto è però che si parla di nazioni fortemente abitate e quindi anche piccole percentuali di popolazione rappresentano comunque quantità significative di persone. Gli usi e costumi si vanno via via modificando, per gran parte delle persone cani e gatti stanno diventando sempre più animali d’affezione e come tali vengono maggiormente tutelati. I gruppi animalisti e umanitari premono poi per il superamento di certe tradizioni, basate spesso su credenze che attribuiscono alla carne di certi animali poteri afrodisiaci o taumaturgici. 



















































È così anche in Indonesia, dove peraltro la maggioranza degli abitanti è musulmana e non è usa a consumare carne di cane. Chi lo fa, tuttavia, richiama una serie di presunti benefici del mangiare carne. «Un divieto del genere non dovrebbe esistere – dice ancora il 36enne intervistato dall’agenzia francese – Non concentratevi solo sugli aspetti negativi, considerate anche i suoi benefici». Alcune comunità, spiega il cronista autore del reportage, sono convinte che il consumo di carne di cane aumenti il numero di piastrine nel sangue, il che la renderebbe una cura per la dengue, una malattia tropicale trasmessa dalle zanzare. Per altri, il divieto non eliminerà il commercio di questa carne rossa, pur essendo più costosa della carne bovina. «Non si può sbarazzarsene dall’oggi al domani, perché è una tradizione»  ha detto Sunggul Sagala, 43 anni. 

Secondo le ultime stime, datate 2022, sarebbero 9.500 i cani soppressi ogni mese mese. Non sono però disponibili dati sul consumo nazionale di carne di cane. La maggior parte degli animali uccisi a Giacarta proveniva da Giava Occidentale, dove la rabbia è endemica, secondo una stima della coalizione Dog Meat Free Indonesia (Dmfi). Insomma, al di là degli aspetti etici anche il rischio sanitario non è da sottovalutare. «Questo nuovo decreto  è un esempio concreto da parte delle autorità di Giacarta, una città che promette anche il benessere degli animali», ha commentato dichiarato Merry Ferdinandez, membro della coalizione. Dmfi aveva condotto nel 2021 un sondaggio da cui è emerso che il 93% degli indonesiani ha dichiarato di opporsi al commercio di carne di cane e di volerne la scomparsa. 

«Dio ha creato il cane affinché fosse mangiato». In Indonesia il fronte del no al divieto deciso da Giacarta

Giacarta ha debellato la rabbia dal 2004 ed è una delle 11 province indonesiane in cui la malattia è stata eliminata. Diversi locali vendono ancora piatti a base di carne di cane e ci sono almeno due macelli a Giacarta, secondo Hasudungan A. Sidabalok, responsabile dell’Agenzia per la resilienza alimentare, marittima e agricola. Almeno 19 ristoranti vendono carne di cane a Giacarta, stima l’agenzia. «Non è un passo facile – ha aggiunto – perché è un’abitudine, una cultura, per alcune comunità, che speriamo di poter cambiare». 

La legislazione indonesiana in materia di cibo e allevamento non vieta esplicitamente il consumo di carne di cane e gatto, ma secondo una direttiva del ministero dell’Agricoltura del 2018, la carne di cane non è considerata un alimento. A Semarang, dove questo commercio è stato vietato nel 2022, un camion che trasportava oltre 200 cani destinati al macello è stato intercettato e cinque membri dell’equipaggio sono stati arrestati. A Giacarta, l’inasprimento dei controlli da parte delle autorità ha costretto i commercianti a vendere carne di cane solo a una clientela selezionata e fidata, facendone aumentare il prezzo. I ristoranti che in precedenza offrivano apertamente piatti a base di carne di cane non lo fanno più e i loro proprietari ora si rifiutano di menzionare questo commercio. «Comprare carne di cane – si dice ormai in città – è come cercare droga».

Resta però ora l’incognita del destino dei cani randagi che prima venivano convogliati alla macellazione. Il timore di chi si oppone al decreto è che possano proliferare con conseguenze non prevedibili sulla qualità della vita e la sicurezza sanitaria delle città. 

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27 novembre 2025