di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Un’indagine Codacons sui prezzi di beni e servizi conferma forti divari territoriali: per lo stesso paniere la spesa può variare di quasi il doppio tra una città e l’altra
Milano resta Milano. Anche quando si parla di spesa, di prezzi, di quella somma invisibile che ogni giorno scivola via dal portafoglio senza fare rumore. Nel 2025, secondo l’ultima indagine del Codacons sui listini di beni e servizi nelle principali città italiane, il capoluogo lombardo si conferma la città con il costo della vita più alto del Paese. Nulla di clamoroso, verrebbe da dire. Semmai la conferma di una tendenza che da anni accompagna la metropoli più dinamica – e più cara – d’Italia.
Il conto, però, stavolta è messo nero su bianco. Un paniere che mescola la quotidianità più concreta – frutta, verdura, pane, carne – con i piccoli riti della vita urbana, dal dentista alla tintoria, dalla messa in piega alla toilettatura del cane, a Milano arriva a sfiorare i 600 euro: 598,95 per l’esattezza. È il 62,3% in più rispetto a Napoli, che sul fronte opposto della classifica si conferma la città più economica tra le 18 monitorate.
Nel mezzo, come spesso accade quando si parla di prezzi, c’è l’Italia delle differenze. Aosta segue Milano con uno scontrino medio da 586 euro, mentre Bolzano si piazza al terzo posto con 574 euro. In fondo alla graduatoria, accanto a Napoli (circa 369 euro), compaiono Palermo e Catanzaro, dove la stessa somma di beni e servizi pesa molto meno sul bilancio familiare.
Se però si restringe lo sguardo alla sola spesa alimentare, il quadro cambia. A detenere il primato del risparmio è Catanzaro: per 28 prodotti che vanno dall’ortofrutta alla carne, dal salmone alla pasta, bastano circa 165 euro. Napoli segue a ruota con 168 euro, Bari con 172. All’estremo opposto c’è Bolzano, dove per riempire dispensa e frigorifero servono in media 220 euro, un terzo in più rispetto alla città più conveniente.
Poi ci sono i dettagli, quelli che raccontano l’Italia meglio di una statistica. Il panino al bar costa meno ad Ancona, 2,67 euro, mentre a Milano supera i cinque euro. La carne bovina più cara si compra a Bologna, le zucchine più costose a Genova. Un’otturazione dal dentista può costare 176 euro ad Aosta o appena 70 a Napoli. Lavare l’auto è quasi un affare ad Ancona, ma diventa un piccolo lusso a Bolzano, dove anche il cappuccino al bar raggiunge il prezzo più alto d’Italia.
C’è persino spazio per qualche sorpresa. Milano, pur regina dei costi elevati, risulta la città più economica per il servizio di lavatura e stiratura di una camicia. E se per sistemare i capelli conviene guardare a Sud – a Napoli una messa in piega costa meno di 13 euro – per andare al cinema è Bari la città più amica degli spettatori, mentre a Genova il biglietto supera gli undici euro.
3 gennaio 2026 ( modifica il 3 gennaio 2026 | 18:54)
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