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Chi ha già preso l'influenza può ammalarsi di nuovo? E le temperature basse aumentano i casi?
SSalute

Chi ha già preso l’influenza può ammalarsi di nuovo? E le temperature basse aumentano i casi?

  • 7 Gennaio 2026

di
Cristina Ravanelli

Gli sbalzi termici, dovuti al calo brusco delle temperature di questi giorni, rendono le difese immunitarie meno efficienti nel bloccare virus e batteri. E sulle «ricadute»: «Attenzione agli agenti infettivi in circolazione, ce ne sono 262 tipi differenti» avverte il virologo Fabrizio Pregliasco

L’ondata di gelo artico di questi giorni, che ha spolverato di neve la pianura e imbiancato parte della Costa Adriatica, ha portato a un aumento dei malattie tipiche di questo periodo, soprattutto infezioni respiratorie, ma non ha un picco di influenza, che finora secondo i dati ripostati dall’Istituto Superiore di Sanità ha messo a letto circa 6 milioni di italiani. 

Il brusco calo delle temperature di per sé non è responsabile dell’influenza, ma lo sbalzo termico a cui siamo sottoposti sì: altera le difese delle vie respiratorie, rendendole meno efficienti nel bloccare virus e batteri. «Nell’ultima settimana c’è stato un calo dei casi, probabilmente dovuto al fatto che nel periodo delle feste i dati arrivano meno. Le vacanze hanno fatto da incubatore, ma è con il rientro a scuola che aumenteranno le probabilità di infezione: aspettiamo ancora qualche giorno per capire se siamo arrivati al picco» – spiega Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene Generale e Applicata presso l’Università di Milano. Abbiamo rivolto al virologo qualche domanda su questo classico malanno stagionale. 



















































Chi si è già ammalto rischia di ammalarsi nuovamente?

«Intanto bisogna capire se davvero abbiamo già avuto l’influenza. La si riconosce per tre aspetti: inizio brusco della febbre oltre i 38 gradi, presenza di almeno un sintomo respiratorio e di almeno un sintomo generale, per esempio i dolori muscolari e articolari» – chiarisce il virologo. 

«Una volta avuto, un virus non può essere ripreso ma in circolazione attualmente ci sono 262 tra tipi e sottotipi. Oltre al virus influenzale circolano numerosi altri patogeni, dagli adenovirus ai respiratori sinciziali, un po’ di Sars-Cov-2 ed enterovirus. I sintomi sono vari e in alcuni casi anche di tipo gastrointestinale. Anche di influenza ce ne è più di un tipo, oltre a quella prevalente definita H3N2 con la variante K, che circola attualmente in Italia».

Quando recarsi al Pronto Soccorso?

«Il Pronto Soccorso è riservato a una situazione di febbre elevata che non si riesce a tenere a bada con i farmaci, aumento della frequenza cardiaca, difficoltà oggettiva di capacità respiratoria. Con queste manifestazioni è presumibile che si tratti di polmonite, in genere batterica. È importante, invece, evitare di affollare i Pronto Soccorso se non si hanno problemi reali. Chi è vaccinato non dovrebbe avere problemi tali da correre in ospedale» avverte Pregliasco.

Chi non si vaccinato è ancora in tempo a farlo? 

«Forse è un po’ tardi, ma nessuno lo vieta, la protezione massima arriva 15 giorni dopo il vaccino. Ma se una persona è ad alto rischi può ancora valere la pena farlo. Consiglio sempre di consultare il proprio medico» conclude il virologo.

7 gennaio 2026 ( modifica il 7 gennaio 2026 | 17:26)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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