di
Valentina Iorio
L’Italia ha votato a favore. Hanno votato contro Francia, Polonia, Irlanda, Ungheria, Austria. Il Belgio si è astenuto
La maggioranza dei Paesi Ue ha dato il prima via libera alla firma dell’accordo di libero scambio Ue-Mercosur, blocco che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Il via libera è arrivato dagli ambasciatori dei 27 Stati membri riuniti nel Coreper. La riunione in corso a Bruxelles avvierà quindi la procedura scritta, che dovrebbe portare all’approvazione definitiva nel pomeriggio. Secondo quanto si apprende Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno votato contro, mentre il Belgio si è astenuto. Il voto favorevole dell’Italia è stato decisivo per arrivare alla maggioranza qualificata. Questo accordo crea la più grande area di libero scambio al mondo, tra l’Unione europea, il Brasile, l’Argentina, il Paraguay e l’Uruguay, con oltre 700 milioni di consumatori.
Il via libera dell’Italia all’accordo divide la maggioranza, con la Lega che si dichiara contraria. «La Lega continuerà a mantenere la propria storica posizione contraria all’accordo e lo ribadirà ogni volta che questo tema
verrà discusso e votato nelle sedi deputate a farlo, ovvero i Parlamenti. La tutela dei nostri agricoltori e della qualità del
Made in Italy resta per noi una priorità assoluta», sottolinea
il senatore Giorgio Maria Bergesio, responsabile del
dipartimento Agricoltura del partito. (
Cosa prevede l’accordo?
L’accordo prevede la progressiva cancellazione dei dazi sul 91% degli scambi tra le due aree. Al momento i dazi dei quattro Paesi Mercosur sulle merci Ue sono del 35% sulle auto, del 20% sui prodotti industriali, del 18% su quelli chimici e del 14% su quelli farmaceutici. L’eliminazione delle tariffe favorirà le esportazioni europee di beni industriali, chimici, farmaceutici, auto e componenti. In cambio, il blocco latinoamericano otterrà agevolazioni sulle esportazioni agricole, in particolare carne bovina, riso, zucchero e bioetanolo.
Quali sono i prossimi passaggi?
Ora la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dovrebbe recarsi lunedì 12 gennaio in Paraguay, paese che detiene la presidenza di turno del Mercosur, per firmare il trattato commerciale.
Quali sono i vantaggi per l’industria europea?
L’accordo farà e risparmiare alle imprese dell’Ue quattro miliardi di euro di dazi all’anno. Faciliterebbe le esportazioni con procedure doganali più semplici e consentirebbe alle imprese europee di presentare offerte per gli appalti pubblici in condizioni di parità con le imprese del Mercosur. Si prevede anche un accesso preferenziale esclusivo ad alcune materie prime critiche.
Come hanno reagito le imprese?
L’accordo è stato accolto con grande favore dall’industria ma anche da alcuni comparti dell’agroalimentare, come il vino. «L’intesa consolida un legame strutturato con alcune tra le più dinamiche economie emergenti del mondo e rappresenta un passo storico per la competitività dell’industria europea e per il rafforzamento della dimensione geoeconomica del continente in una fase globale complessa e decisiva», sottolinea in una nota Confindustria. Il presidente di Federchimica Francesco Buzzella ricorda: «Il valore delle esportazioni di prodotti chimici dall’Italia ai paesi del Mercosur nel 2024 è stato di circa 670 milioni di euro, pari al 9% dell’export italiano verso i paesi partecipanti all’accordo. Negli ultimi dieci anni (2014/2024) le esportazioni di chimica dall’Italia a tale area sono aumentate del 55%, una performance migliore rispetto a quella dei maggiori paesi europei il cui export verso il Mercosur ha registrato crescite minori». Per il settore chimico, quella dell’accordo è una strada da perseguire e che potrebbe offrire anche valide opportunità in tema di approvvigionamento di materie prime. Soddisfatti anche i produttori di vino. «Il voto positivo espresso oggi dal Coreper segna un punto di svolta decisivo verso l’adozione formale dell’accordointernazionale», ha dichiarato il presidente di Federvini Giacomo Ponti. «L’intesa con i Paesi del Mercosur costituisce un’opportunità che va colta. Grazie alle clausole di salvaguardia che abbiamo fortemente auspicato, i produttori europei potranno disporre di una tutela rafforzata».
Quanto vale l’accordo per le imprese italiane?
L’Italia può trarre benefici significativi dall’accordo, soprattutto per macchinari, automotive e chimico-farmaceutico. Confindustria ricorda che il Mercosur vale 14 miliardi per l’Italia. Per Federmacchine l’intesa rappresenta un’opportunità strategica di primaria importanza per il sistema industriale italiano, in particolare per la meccanica, la tecnologia e l’intero comparto del Made in Italy. Secondo un’analisi d’impatto commissionata dal ministero degli Esteri nel 2021 per valutare gli effetti dell’accordo, entro il 2036, le esportazioni totali di beni e servizi dell’Ue aumenterebbero di circa 25 miliardi di dollari e l’Italia sarebbe il maggior beneficiario tra i 27 Paesi membri, con una quota del 14% (3,5 miliardi di dollari).
Quali sono le opportunità per l’export agroalimentare?
Il Mercosur, come ha ricordato più volte la Commissione europea, rappresenta un’opportunità per prodotti europei di alta qualità come vini, formaggi, cioccolato e carne di maiale, che sono soggetti a tariffe elevate. L’accordo inoltre riconoscerà 344 indicazioni geografiche europee, vietando imitazioni e termini, simboli, bandiere o immagini fuorvianti.
Perché gli agricoltori protestano?
Gli agricoltori europei temono la concorrenza dei prodotti sudamericani, in particolare zucchero, carne bovina, pollame, mais. La preoccupazione è che l’accordo faciliti l’ingresso di prodotti che non rispettano gli standard previsti nell’Ue. Secondo Confagricoltura l’accordo «nella sua forma attuale rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur». Copagri chiede di «vigilare sulle possibili perturbazioni di mercato derivanti dal patto con i paesi dell’America Latina».
Quali garanzie sono state date al settore?
Nella speranza di placare gli agricoltori, Bruxelles ha rafforzato le garanzie per proteggere i prodotti sensibili. «Per quanto riguarda le garanzie bilaterali, il Coreper ha confermato l’accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo a dicembre. Per rafforzare ulteriormente le garanzie e garantire che l’Ue possa reagire rapidamente alle perturbazioni del mercato, il Coreper ha concordato oggi di abbassare la soglia per l’avvio di inchieste sui prodotti agricoli sensibili dall’8% al 5%. Ciò è in linea con la posizione del Parlamento europeo. Come prossimo passo, la Presidenza informerà ora il Parlamento europeo di questa modifica», ha spiegato un portavoce della presidenza cipriota. Inoltre von der Leyen ha promesso di stanziare da subito più risorse – circa 45 miliardi di euro – per la futura politica agricola comune. Promessa che ha convinto Roma a votare a favore dell’accordo.
Tuttavia le proteste degli agricoltori stanno continuando, soprattutto in Francia. A Milano, alcune migliaia di agricoltori e allevatori, a bordo di un centinaio di trattori, provenienti da tutta Italia, hanno invaso piazza Duca d’Aosta per protestare contro l’accordo.
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9 gennaio 2026 ( modifica il 9 gennaio 2026 | 19:29)
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