di Alessia Calzolari

In una classifica che riflette i gusti globali più che verità assolute, la piattaforma gastronomica internazionale incorona la Graviera di Naxou e, subito dietro, il Parmigiano Reggiano

Il miglior formaggio al mondo? La risposta data dalla vasta community di TasteAtlas – piattaforma digitale internazionale dedicata alla cucina tradizionale e ai prodotti tipici di tutto il mondo che funziona come una sorta di atlante gastronomico digitale – oggi porta in Grecia. A guidare la classifica «Top 100 Cheeses in the World» è, infatti, la Graviera di Naxou, specialità delle Cicladi che riesce a imporsi su una concorrenza storicamente dominante come quella francese e italiana. L’Italia, però, non resta a guardare: conquista il secondo posto con il Parmigiano Reggiano, uno dei simboli più solidi, autorevoli e riconoscibili del nostro patrimonio gastronomico. Completa il podio il Queijo de Azeitão, specialità portoghese a base di latte crudo di pecora. Di seguito le caratteristiche di questi formaggi e la top ten.

Al primo posto: Groviera di Naxou
In cima, come detto, la Graviera di Naxou. Prodotta sull’isola di Naxos, nel cuore delle Cicladi, la Graviera è un formaggio a pasta dura che esprime una forte e riconoscibile identità territoriale. Viene realizzata con latte vaccino pastorizzato — una peculiarità nel panorama dei formaggi greci — oppure con una miscela di latte ovino arricchita da una quota di latte caprino fino al 20 per cento. La stagionatura le conferisce una crosta compatta e liscia, di un giallo chiaro uniforme, mentre la pasta si presenta soda ma piacevolmente elastica. Secondo la community di TasteAtlas, il suo punto di forza è il profilo aromatico: un gusto fresco, equilibrato e leggermente dolce, capace di risultare intenso senza mai essere aggressivo. Proprio questa armonia la rende estremamente versatile in cucina. Può essere gustata al naturale, tagliata a fette, fritta per ottenere una crosticina dorata, oppure grattugiata per arricchire piatti caldi, dalle preparazioni tradizionali greche alle ricette più contemporanee.. 



















































Al secondo posto: Parmigiano Reggiano
Subito dietro si colloca il Parmigiano Reggiano. Formaggio a pasta dura e dalla tipica struttura granulosa, sprigiona un profilo aromatico complesso e in continua evoluzione: dalle note lattiche e burrose delle stagionature più giovani fino ai sentori di frutta secca, spezie e umami che emergono con il passare dei mesi. La sua produzione è rigidamente regolamentata e circoscritta a un’area ben definita tra Emilia e Lombardia, dove latte, clima e saper fare artigianale concorrono a creare un prodotto unico. Con milioni di forme realizzate ogni anno, il Parmigiano Reggiano rappresenta uno dei pilastri dell’industria casearia italiana e un punto di riferimento assoluto a livello globale. Un successo costruito su secoli di tradizione, anche se le sue origini medievali restano in parte avvolte da zone d’ombra storiche che ne alimentano il fascino.

Al terzo posto: Queijo de Azeitão 
A chiudere il podio c’è il Queijo de Azeitão, raffinata specialità portoghese a base di latte crudo di pecora, nata nel corso dell’Ottocento e diventata con il tempo un autentico simbolo gastronomico nazionale. Prodotto nella zona di Setúbal – circa 50 km a sud di Lisbona -secondo metodi artigianali che prevedono l’uso di caglio vegetale ottenuto dal cardo, si distingue per una consistenza estremamente morbida e cremosa. Il suo profilo sensoriale è intenso e avvolgente, con una piacevole nota leggermente acidula che bilancia la ricchezza del latte ovino. Tradizionalmente viene consumato incidendo la crosta e prelevando la pasta con il cucchiaio, spalmata sul pane, oppure servito in abbinamento a vini bianchi aromatici e frutta secca, che ne esaltano la complessità

Quarto posto: Mozzarella di bufala campana
Subito fuori dal podio, al quarto posto, si posiziona la Mozzarella di bufala campana, emblema della freschezza e dell’eccellenza lattiero-casearia italiana. Prodotta esclusivamente con latte intero di bufala mediterranea italiana e tutelata da un disciplinare DOP rigoroso, nasce in un’area circoscritta tra Campania, Lazio, Puglia e Molise. Si distingue per la pasta filata elastica, la superficie liscia e lucente e il caratteristico cuore leggermente fibroso, da cui sprigiona un siero lattiginoso al taglio. Dal punto di vista nutrizionale è ricca di proteine ad alto valore biologico e di calcio, oltre a presentare un profilo gustativo pieno e delicatamente acidulo. Versatile, è protagonista di antipasti iconici come la caprese, ma trova la sua massima espressione anche nel consumo in purezza, appena scolata, quando freschezza e aromaticità raggiungono l’equilibrio ideale.

Quinto posto: Graviera di Creta
A completare la top five c’è un altro formaggio greco, la Graviera di Creta, una delle espressioni più rappresentative della tradizione casearia dell’isola. Viene prodotta con latte ovino oppure con una miscela di latte ovino e caprino, secondo pratiche artigianali tramandate nel tempo, e sottoposta a una stagionatura che ne definisce struttura e carattere. La pasta è compatta e uniforme, di colore chiaro tendente al giallo paglierino, mentre il profilo aromatico è equilibrato e armonioso: un gusto delicatamente dolce, arricchito da note di frutta secca e burro fuso che si intensificano con l’invecchiamento. In Grecia è uno dei formaggi più consumati dopo la feta, apprezzato sia da tavola sia in cucina, e negli ultimi anni sta conquistando un pubblico sempre più ampio anche fuori dai confini nazionali, grazie alla sua versatilità e al suo carattere accessibile.

Dal sesto al decimo posto
La classifica continua a raccontare l’eccellenza casearia europea, con prodotti profondamente legati ai rispettivi territori e alle loro tradizioni. Eccoli.
6. Queijo Serra da Estrela (Portogallo)
Considerato il più celebre formaggio portoghese, è prodotto con latte crudo di pecora e caglio vegetale di cardo. La consistenza è estremamente cremosa e il sapore intenso, erbaceo e persistente, frutto dei pascoli montani della Serra da Estrela.
7. Pecorino sardo (Italia)
Espressione identitaria della pastorizia isolana, nasce da latte ovino ed esiste in diverse versioni, dal fresco al lungamente stagionato. Il gusto varia da delicato a deciso e piccante, rendendolo un ingrediente chiave sia da tavola sia in cucina.
8. Burrata (Italia)
Specialità pugliese a pasta filata, si distingue per l’involucro di mozzarella che racchiude un cuore cremoso di stracciatella e panna. Simbolo di opulenza lattica e freschezza, è apprezzata soprattutto consumata al naturale, a poche ore dalla produzione.
9. Kefalograviera (Grecia)
Formaggio a pasta dura ottenuto da latte ovino o misto ovino-caprino, è più sapido e strutturato rispetto alla graviera classica. Ottimo da tavola, è molto utilizzato anche fritto o grattugiato nella cucina greca tradizionale.
10. Saint-Félicien (Francia)
Originario della regione del Rodano-Alpi, è un formaggio a crosta fiorita, morbido e cremoso, prodotto con latte vaccino. Il sapore è delicato ma complesso, con note lattiche e leggermente acidule che si intensificano con la maturazione.

Una specifica importante
La classifica non è il risultato del verdetto di critici o addetti ai lavori, ma prende forma attraverso il contributo di una platea globale di appassionati: milioni di utenti che esprimono il proprio voto dopo aver assaggiato prodotti nei diversi angoli del mondo. Il sistema di valutazione – sottolinea una volta di più TasteAtlas – è pensato per ridurre l’incidenza di voti pilotati e slanci di patriottismo gastronomico, e finisce così per restituire non una verità definitiva sulla qualità, ma una fotografia attendibile e aggiornata dei gusti contemporanei.

12 gennaio 2026