Per decenni, le statine, farmaci essenziali per abbassare il colesterolo nel sangue, sono state viste con diffidenza per via dei dubbi sulle possibili controindicazioni per l’organismo, portando molte persone a evitarne del tutto l’assunzione.
Dopo essere state accusate di causare decine di effetti indesiderati, tra cui perdita di memoria, aumento di peso, depressione e la disfunzione erettile, i ricercatori dell’Università di Oxford hanno provato che sono associate solo a 4 su 66 effetti collaterali suggeriti, più altri due già noti.
Lo studio e i risultati
Pubblicata su The Lancet, la loro revisione ha incluso i dati di 23 studi su larga scala che hanno coinvolto oltre 150 mila pazienti. È emerso che il numero di segnalazioni di effetti collaterali erano simili in quasi tutte le condizioni elencate, indipendentemente dal fatto che le persone assumessero o meno statine. Alla luce di questi risultati, gli esperti hanno chiesto di porre fine alla «continua confusione e preoccupazione sugli effetti collaterali».
La lista degli effetti collaterali
In seguito, i ricercatori hanno redatto un elenco degli unici sei effetti collaterali provati collegati a questi farmaci.
1. Dolori muscolari
Basandosi su una precedente ricerca condotta dallo stesso team dell’Oxford Population Health, hanno comprovato che le statine potrebbero aumentare marginalmente il rischio di dolori o debolezza muscolare.
Tuttavia, l’équipe sottolinea che non sono state la causa del dolore muscolare in oltre il 90% dei pazienti che hanno manifestato il sintomo, sottolineando che questo fastidio è comune negli adulti, indipendentemente dall’assunzione di farmaci.
I casi dovuti alle statine si sono verificati principalmente durante il primo anno di trattamento, e comunque è stata registrata un’incidenza bassissima, con soli 11 episodi di dolori muscolari su 1000 individui sottoposti alla terapia. Inoltre, si deve mettere a paragone questo lieve rischio con i benefici che le statine garantiscono nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, tra cui infarti e ictus.
2. Diabete
Le statine aumentano leggermente il rischio di una nuova diagnosi di diabete di tipo 2 perché interferiscono con alcuni meccanismi del metabolismo del glucosio. Tuttavia, la maggior parte di questi casi riguarda persone che erano già predisposte alla malattia.
3. Enzimi epatici anormali
Le statine agiscono bloccando un enzima nel fegato che produce il colesterolo. In una piccola percentuale di casi, si è scoperto che il trattamento causava un aumento anormale dei livelli di transaminasi, enzimi epatici che aiutano il fegato a metabolizzare le proteine.
Lo studio di Oxford ha scoperto che il rischio eccessivo era legato all’intensità della terapia con statine, e che colpiva in particolare i pazienti che seguivano il trattamento con la dose più elevata (80 mg al giorno). Tuttavia, i ricercatori non hanno riscontrato alcun aumento del rischio di gravi problemi al fegato, come ittero o insufficienza epatica.
4. Anomalie nei test di funzionalità epatica
L’analisi ha anche rilevato un piccolo aumento del rischio di picchi nei test di funzionalità epatica, compresi altri enzimi come la fosfatasi alcalina, che serve per capire se le ossa e il fegato sono in buono stato di salute. Anche questa relazione è però dose-dipendente, il che significa che più alta è la somministrazione, più è probabile che il fegato reagisca. Per questo specifico punto, i ricercatori dello studio hanno sottolineato che servono nuovi riscontri scientifici per scoprire con certezza eventuali rischi epatici.
5. Modifiche alla composizione urinaria
L’analisi delle urine ha rilevato che le statine possono causare un lieve aumento del rischio di alterazioni della composizione urinaria. Ciò significa essenzialmente che si è verificato un aumento marginale dei livelli di proteine presenti nelle urine di alcuni pazienti.
Tali innalzamenti possono talvolta indicare un danno renale; tuttavia, lo studio non ha evidenziato alcuna evidenza a tal proposito. Le alterazioni potrebbero invece essere dovute a un mutamento temporaneo nel modo in cui i reni elaborano piccole proteine, in seguito alla ricezione dalle statine.
6. Edema
Le statine sono state collegate a un rischio leggermente maggiore di edema, un accumulo di liquidi nel corpo che solitamente provoca gonfiore a caviglie, piedi e gambe. Questa condizione clinica può essere causata anche dal mantenimento eccessivo della stessa posizione (in piedi o seduto), dall’assunzione di troppo cibo salato, dal sovrappeso o da una gravidanza.
Lo scopo dello studio
Lo studio non ha trovato alcuna prova che le statine causino decine di altri effetti indesiderati come attualmente elencati nei fogli illustrativi inseriti nelle confezioni di questi farmaci. Hanno poi chiesto che si agisca per garantire che pazienti e medici siano a conoscenza dei risultati e possano prendere decisioni terapeutiche più consapevoli.
Il professor Bryan Williams, direttore scientifico e medico della British Heart Foundation, ha dichiarato: «Nessuno contesta il fatto che i pazienti manifestino effetti avversi nel corso della loro vita; tuttavia domanda fondamentale da porsi è se questi sono correlati al farmaco che stanno assumendo. La risposta è, in gran parte, ‘No‘».
«Molti dei problemi che affliggono i pazienti non hanno nulla a che fare con il trattamento con statine. Questo è un messaggio molto forte sia per il pubblico che per i pazienti, e si spera che induca i milioni di persone che dovrebbero assumere statine a riconsiderare il loro pensiero su di esse».
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