di
Luca Bertelli

L’oncologo a “Rinascimento Culturale”: «Serve una rivoluzione culturale: anche il colesterolo, che per la vulgata è veleno, è essenziale. I nuovi farmaci dovrebbero aggiungere qualcosa a livello terapeutico ma all’industria questo non può andare bene. A scuola la salute non si insegna: così nascono poi i complottisti e le fake news, anche sul mio conto».

In una lunga intervista al canale youtube di “Rinascimento culturale“, festival culturale che ogni anno promuove eventi culturali in Franciacorta, Silvio Garattini si è espresso a 360 gradi, in modo critico ma costruttivo, sull’uso dei farmaci in Italia. «In tutta la mia vita mi sono occupato di farmaci – ha esordito – e se ne parla in modo inappropriato. La maggior parte delle persone non conosce gli effetti collaterali dei farmaci, che vanno invece assunti solo quando è necessario. Hanno effetti tossici, questi aspetti si vedono nel tempo e non subito, molti effetti vengono a galla più tardi. L’industria è interessata a propagandare i benefici e non i danni».

«I medici stessi – ha continuato – non sanno a volte qual è il criterio con il quale viene approvato un nuovo farmaco. Tutti ora sentono parlare dell’EMA, che decide in base a tre criteri: qualità (cosa contiene: serve un principio attivo che non ha ad esempio l’omeopatia), efficacia (il beneficio del farmaco) e sicurezza (gli effetti collaterali). Ma non ci dicono come si comporta un nuovo farmaco nel confronto con un altro farmaco: ci sono 120 farmaci, per esempio, che agiscono sull’ipertensione».



















































I nuovi farmaci: «Mancano confronti, i criteri restano gli stessi da 20 anni: l’interesse dell’industria è superiore a quello della gente»

Quindi, l’affondo più netto: «Il medico sceglie il farmaco ma lo fa a caso, proprio perché mancano i confronti: non si può stabilire cosa è meglio e cosa peggio, i nuovi farmaci dovrebbero aggiungere qualcosa a livello terapeutico ma all’industria questo non può andare bene. Per questo i tre criteri restano da 20 anni: l’interesse per il Pil è superiore a quello della gente».

«Il colesterolo veleno per la vulgata comune, ma in realtà è anche essenziale per resistenza delle ossa: serve rivoluzione culturale» 

Garattini smonta un altro cliché: «Il colesterolo è veleno per la vulgata comune, ma in realtà è anche essenziale: il colesterolo troppo basso può rendere le ossa meno resistenti. Molte delle malattie dipendono da noi, non piovono dal cielo. Serve una rivoluzione culturale, la medicina deve passare dal mercato alla prevenzione. Certe malattie ce le creiamo noi con le nostre cattive abitudini di vita».

«A scuola la salute non si insegna  e prescrivere a una donna un farmaco studiato su un uomo teoricamente è illegale»

La sua visione: «Serve una scuola superiore di sanità per formare i dirigenti: in Italia non c’è, i dirigenti sono nominati dai politici. La salute non esiste nelle scuole ed è un altro aspetto grave. Ci lamentiamo delle liste d’attesa, ripeto, ma dipendono dai nostri comportamenti e dalle nostre abitudini di vita. Il 40% dei tumori è evitabile, bisogna lavorare sulla prevenzione».

Ancora sui farmaci: «I medici danno tutto il numero di farmaci possibili per evitare che qualcuno possa poi accusarli, ma è medicina difensiva. Spiego un’altra cosa: i farmaci spesso sono studiati sui maschi, ma le femmine ricevono farmaci studiati non su di loro, mentre le malattie e il metabolismo di un farmaco variano da uomo a donna. Prescrivere un farmaco per una femmina, studiato solo su un maschio, è teoricamente illegale: puoi essere citato in tribunale. Così vale anche per i bambini: sono considerati piccoli adulti, ma hanno metabolismo differente. Il cervello è in evoluzione fino ai 18 anni: incidere sul metabolismo di un organo in sviluppo può indurre a malattie sul lungo periodo».

Gli anziani: «medici con pazienti che prendono 15 farmaci non dovrebbero lavorare. Omeopatia? Farmacie ormai sono bazar»

Quindi, il focus sugli anziani: «Solo il 20% dei farmaci cardiovascolari è studiato sugli anziani, eppure ne prendono in grande quantità. I medici con pazienti che prendono 15 farmaci non dovrebbero lavorare». E l’omeopatia? «Come la differenza tra acqua e vino, ma perché a scuola nessuno lo insegna. Se qualcosa non contiene niente, cosa può fare se non la suggestione? Nemmeno i farmacisti possono crederci, hanno studiato la chimica, è una truffa vendere qualcosa che non contiene nulla. Ma ormai le farmacie sono diventate dei bazar, vendono delle porcherie senza base scientifiche come alcuni cosmetici e prodotti vegetali, gli integratori alimentari, oltre all’omeopatia. Fanno i commercianti, salvo eccezioni».

«Farmaci sulle malattie rare mancano perché non c’è profitto»

Cosa manca? «Mancano farmaci sulle malattie rare, sono settemila: nessuno se ne occupa perché non c’è profitto, ma è calpestare la costituzione. “Tutti hanno diritto alla salute” non è un assioma purtroppo vero, nessuno si occupa di loro. La mia strategia? Basterebbe investire un miliardo di fondi pubblici e darli a 20 fondazioni che dovrebbero occuparsi dei farmaci orfani, cioè delle malattie rare. In dieci anni avremmo farmaci a costi normali e risultati».

Una previsione sui farmaci del futuro: «Anticorpi monoclonali e i farmaci immunologici. Un futuro senza tumori teoricamente è possibile, ma è più importanti curarli in modo efficace e farli guarire». E i farmaci per perdere perso, come l’Ozempic? «Sono prodotti inizialmente antidiabetici, ci sono vantaggi evidenti ma anche svantaggi come problemi di natura gastroenterica che richiedono l’abbandono del trattamento, perché diminuisce anche la glicemia. Se si termina il trattamento, il peso aumenta di nuovo: se non si diminuisce il cibo non si ottiene niente, la via fondamentale resta la diminuzione del cibo per le persone obese».

I complottisti? «Perché la scienza a scuola non c’è. Circolano falsità anche sul mio conto, difficile contrastare fake news sui social»

Un altro tema centrale, nel presente della scienza, è quello legato ai complottismi e alle fake news: «Se ci sono i complottisti contro la scienza, è perché la scienza a scuola – intesa come conoscenza – non c’è. Circolano molte falsità anche sul mio conto, con l’intelligenza artificiale mi fanno fare propaganda di prodotti, su Facebook è difficile contrastarli. Io non faccio mai pubblicità ai farmaci né li produco. L’Istituto Mario Negri è indipendente, quello che devo dire lo dico sulle riviste ufficiali».

Le sue abitudini: «A mezzogiono solo una spremuta, la mia ricerca mi tiene attivo con i miei interessi»

Infine, il racconto (non nuovo) sulle abitudini di vita che gli hanno permesso di arrivare in buona salute a 97 anni: «Non ho mai fumato, bevo pochissimo alcool, non sono mai stato grasso: mangio una volta al giorno la sera, a mezzogiorno bevo solo una spremuta, cerco di rimanere attivo con i miei interessi e, amando la ricerca, sono molto fortunato. La mia routine è quella di venire all’istituto la mattina e andare a casa la sera, poi faccio le conferenze per incentivare la protezione, è quello che voglio promuovere. La gente si spaventa a fare certe cose ma serve solo buona volontà: così previeni le malattie ed eviti i farmaci».


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20 febbraio 2026 ( modifica il 20 febbraio 2026 | 12:46)