La progressiva scomparsa del jack audio dagli smartphone, la diffusione delle piattaforme di streaming, il successo dei podcast e il nuovo modo di lavorare hanno reso cuffie e auricolari Bluetooth protagonisti della nostra quotidianità. L’audio wireless, che fino a pochi anni fa era considerato un compromesso, penalizzato da qualità audio inferiore e fastidiosi ritardi nel suono, oggi è diventato uno standard. Grazie all’evoluzione della tecnologia Bluetooth, ha raggiunto un’affidabilità tale da non far rimpiangere il cavo. E così cuffie e auricolari sono diventati accessori desiderati, capaci di trasformare il frastuono della città in un silenzio ovattato e di offrire un’esperienza sonora di qualità.
Ma cosa c’è dietro questi accessori senza filo? Per scegliere il modello giusto, è fondamentale comprendere come funziona l’audio wireless e conoscere quali sono le principali tecnologie disponibili sul mercato. 

Oltre il filo: come funziona l’audio wireless

Il cuore della connettività audio wireless è il protocollo Bluetooth, uno standard di comunicazione radio a corto raggio. Quando si accoppiano le cuffie allo smartphone, si stabilisce un “ponte” digitale che trasmette i dati sotto forma di onde radio. Il segnale viene compresso e inviato dal dispositivo sorgente – smartphone, computer o tablet che sia – e poi decodificato dalle cuffie, che lo trasformano di nuovo in suono.
Oggi il Bluetooth è arrivato alla versione 5.4 (con la 6.0 annunciata ma ancora poco diffusa), ma questi non sono solo numeri. Indicano veri e propri salti evolutivi: maggiore stabilità della connessione, minori consumi energetici e nuove funzioni pensate per migliorare l’esperienza d’ascolto.

Bluetooth LE Audio e Auracast: le novità più importanti

La novità più significativa degli ultimi tempi è il Bluetooth LE Audio (Low Energy Audio), il nuovo standard per la trasmissione audio senza fili. Introduce un codec chiamato LC3 (Low Complexity Communication Codec), che permette di comprimere e trasmettere il suono in modo più efficiente. In altri termini, riesce a offrire un suono più nitido e pieno di dettagli anche senza trasmettere grandi quantità di dati, riducendo così anche il consumo energetico e allungando quindi l’autonomia di cuffie e auricolari.
Con il Bluetooth LE Audio arriva anche Auracast, che trasforma il Bluetooth in una sorta di “radio pubblica”. Non più una connessione uno-a-uno, ma uno-a-molti: una sola sorgente può trasmettere lo stesso audio a più dispositivi contemporaneamente. In prospettiva, questo significa poter ascoltare l’audio di un televisore in un luogo pubblico, un annuncio in aeroporto o condividere una playlist con più persone, ciascuna con i propri auricolari. Una tecnologia particolarmente utile anche per chi indossa apparecchi acustici compatibili.

Quando si parla di cuffie Bluetooth, la qualità del suono non dipende solo dagli altoparlanti interni, ma anche da come l’audio viene trasmesso. Il Bluetooth, infatti, ha dei limiti e per funzionare deve “alleggerire” il segnale per trasmetterlo e farlo ascoltare in cuffia: questo processo viene gestito dal codec audio.
Senza scendere troppo nei dettagli tecnici, si può dire che un codec più evoluto permette di ascoltare musica in modo più fedele all’originale, con meno perdite e meno ritardi (latenza) tra suono e immagini. E anche per i codec non mancano sigle e versioni. Il codec standard SBC è presente su tutti i dispositivi Bluetooth, ma non eccelle in qualità e latenza. Nel tempo, i codec si sono evoluti per migliorare l’esperienza d’ascolto. Chi usa dispositivi Apple, ad esempio, beneficia del codec AAC, mentre alcuni modelli Sony supportano LDAC, adatto a chi cerca una resa sonora ad alta risoluzione. Nel mondo Android, invece, è diffusa anche la famiglia aptX di Qualcomm, con versioni diverse a seconda dell’uso: alcune privilegiano la qualità della musica, altre riducono il ritardo e sono più adatte a video e gaming, altre ancora – come aptX Adapative – cercano un equilibrio automatico tra qualità audio e sincronizzazione.
In pratica, al momento dell’acquisto vale la pena controllare che cuffie e smartphone parlino la stessa lingua (supportino lo stesso codec). È un dettaglio spesso trascurato, ma può incidere più di quanto si pensi sulla soddisfazione finale.

Le tecnologie che fanno la differenza

Oltre alla qualità del suono, sono le funzioni avanzate a rendere davvero diversi tra di loro auricolari e cuffie e a distinguere un modello top di gamma da uno economico. Chi vuole isolarsi dal rumore intorno per guardare film, ascoltare musica o telefonare senza alcun frastuono, c’è la cancellazione attiva del rumore (ANC). Quando attiva, i microfoni rilevano i suoni esterni e generano un’onda sonora opposta che li attenua o li elimina. All’opposto c’è la modalità Trasparenza che, invece, fa percepire ciò che succede intorno senza togliere le cuffie.
Sempre più modelli puntano poi sull’audio spaziale, una tecnologia che rende il suono più avvolgente, ricreando quella sensazione che si prova nella sala di un cinema. C’è chi supporta Dolby Atmos, chi DTS:X, ma in ogni caso si tratta sempre di audio spaziale. Su alcuni prodotti, come i più recenti auricolari Apple, l’esperienza è arricchita dall’head tracking: grazie a sensori che rilevano i movimenti della testa, il suono sembra provenire dalla direzione dello schermo, anche quando ci si gira.
Infine, indispensabile per chi usa più dispositivi durante la giornata è il Bluetooth multipoint che permette di collegare le cuffie a due dispositivi (es. PC e smartphone) contemporaneamente, passando automaticamente dalla musica sul computer alla chiamata in arrivo sul telefono senza dover mettere mano alle impostazioni del Bluetooth per cambiare sorgente. 

Migliori cuffie e auricolari Bluetooth

Le cuffie e gli auricolari Bluetooth non sono tutti uguali. Forma, funzioni, caratteristiche tecniche e modalità d’uso cambiano in base al modello. Oltre alla vestibilità, è importante valutare l’uso principale: chi pratica sport all’aperto, ad esempio, dovrebbe orientarsi su dispositivi resistenti a sudore e schizzi d’acqua, indicati dalla certificazione IP.
Da non sottovalutare poi è anche l’autonomia, che può fare la differenza nell’utilizzo quotidiano, soprattutto per chi viaggia o lavora molte ore con le cuffie indossate.

Sony WH-1000XM6

Sony non ha bisogno di presentazione e le cuffie WH 1000XM6 (qui la nostra recensione) sono il punto di riferimento per la cancellazione attiva del rumore. Isolano in modo eccellente dal rumore di treni, aerei, metro senza rinunciare a un’elevata qualità audio. Sono un modello over-ear, per cui abbracciano completamente il padiglione uditivo. Non sono compatte, ma si piegano per essere riposte nella custodia, riducendo l’ingombro. Molto comodi i tasti fisici per l’accensione/spegnimento e per attivare l’ANC. L’unico vero neo è il prezzo elevato, giustificato da una scheda tecnica di alto livello. 

Sennheiser Momentum 4 Wireless 

Sennheiser, storico marchio tedesco noto per microfoni e cuffie professionali, propone le Momentum 4 Wireless. Spiccano per la qualità dei microfoni e per il supporto multipoint, che permette di collegarle a due dispositivi contemporaneamente. L’autonomia è tra le migliori della categoria, che raggiunge fino a 60 ore di riproduzione con cancellazione attiva del rumore. Utili, dunque, per chi fa tante chiamate per lavoro e per lunghi viaggi. 

Bose QuietComfort Ultra

Bose è un marchio sinonimo di qualità audio e comfort. E non a caso, sono proprio questi i punti di forza delle cuffie Bose QuietComfort Ultra. È un modello over-ear con un’ottima cancellazione attiva del rumore, un soddisfacente audio spaziale e un’autonomia fino a 24 ore. Tutti elementi che le rendono adatte a ogni contesto, dalla visione di un film nel silenzio di casa a una telefonata nel caos di un ufficio o una stazione.

SteelSeries Arctis Nova Pro Wireless

Isolamento, audio immersivo pieno di dettagli, microfono, bassa latenza, compatibilità multipiattaforma e autonomia praticamente illimitata: è questo il kit d’oro che offrono le cuffie Arctis Nova Pro Wireless di SteelSeries, marchio di riferimento per le periferiche gaming. Le peculiarità di questo modello sono le batterie sostituibili, la base OLED che consente la connessione a due dispositivi diversi (PC, PS5, PS4, Switch) e i profili audio pre-configurati per i giochi più diffusi, come Apex Legends, Fortnite o Minecraft. 

AirPods Pro 3

Non possono mancare gli auricolari Apple, punto di riferimento per chi ha iPad, iPhone e Mac. AirPods Pro 3 eccellono nella qualità audio e nella cancellazione attiva del rumore (qui la nostra recensione). Fanno della perfetta integrazione con l’ecosistema Apple il loro punto di forza. Chi non ama il design in-ear che sigilla il condotto uditivo, può optare per gli AirPods 4 ANC (qui la recensione), che hanno anche un prezzo di vendita inferiore. Entrambi i modelli possono essere abbinati anche a smartphone Android, a patto di perdere alcune funzioni in quanto esprimono il loro massimo con gli iPhone. Data la cifra richiesta, chi non possiede iPhone, può rivolgere la propria attenzione ad altri modelli. 

Sony WF-1000 XM6

Un piccolo miracolo di miniaturizzazione che racchiude il meglio della tecnologia LDAC e un ANC potente in pochi grammi. Gli auricolari Sony WF-1000 XM6 sono compatti ma completi, scelta ottima per chi usa smartphone Android e vuole degli auricolari adatti a ogni situazione. L’autonomia è uno dei punti di forza, fino a 12 ore di riproduzione musicale che può arrivare a 24 ore con la custodia di ricarica.

Shokz OpenRun Pro 2

Da Shokz, specialista in auricolari a conduzione ossea, arrivano gli OpenRun Pro 2. Questi auricolari non puntano alla massima qualità audio, ma alla praticità e alla sicurezza per chi pratica sport. Il funzionamento a conduzione ossea fa sì che il suono non venga inviato attraverso il condotto uditivo, ma attraverso le ossa della mascella, lasciando così liberi i canali uditivi per percepire i rumori di ciò che succede intorno. Resistenti a polvere e sudore (certificazione IP55), offrono fino 12 ore di autonomia con una singola carica, microfoni con cancellazione del rumore, funzionalità multipoint e Bluetooth 5.3 per la connessione allo smartphone. 

Anker Soundcore P30i

Le tecnologie più avanzate appartengono alla fascia alta ma, per chi cerca un prodotto economico ma affidabile, c’è Anker. Nello specifico, gli auricolari Anker Soundcore P31i chiedono pochi compromessi, considerando il prezzo di vendita inferiore a 50 euro. Hanno un design in-ear e offrono la cancellazione attiva del rumore, suono certificati Hi-Res con LDAC, autonomia fino a 6 ore con ANC attivo (25 ore con la custodia) e hanno anche la certificazione IP54 contro polvere e schizzi d’acqua.

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19 febbraio 2026