di Chiara Amati

L’ultracentenaria ha portato al Festival di Sanremo il racconto di una vita attraversata senza fretta, tra il lavoro in gelateria, l’amore per il cibo – «carne e insalata soprattutto» – e hobby che ancora oggi sono parti essenziali della sua esistenza

Emozioni a mille sul palco dell’Ariston quando Carlo Conti, conduttore e direttore artistico del 76esimo Festival di Sanremo, alla prima delle cinque serate, ha accolto Gianna Pratesi. Accompagnata dal figlio, la signora Pratesi non ha portato solo la propria presenza, ma un intero secolo e più vissuto con naturalezza, energia, positività. Un secolo e più, esatto. Perché il 16 marzo prossimo compirà 106 anni: «Pesci, come me», le ha detto Conti. «Amo l’acqua», ha risposto lei. E il pubblico ha applaudito la donna e ciò che rappresenta: una delle prime italiane che, nel 1946, hanno votato al referendum istituzionale, contribuendo alla nascita della Repubblica Italiana.

Gianna Pratesi protagonista all’Ariston
Sorridente, concreta e di una lucidità disarmante, la signora Pratesi in pochi minuti ha dimostrato che la vita, se attraversata con misura e curiosità, può essere goduta a lungo. E il segreto sta anche nel modo in cui la si attraversa. A partire dalla tavola. Il suo rapporto con il cibo è sempre stato semplice, diretto, privo di paura. «Mangio quello che mi va», ha raccontato senza esitazioni a un pubblico entusiasta. «La carne, l’insalata che in Liguria cresce bene». Poi, ammettendo di essere stata fortunata e di avere avuto una bella gioventù, ha aggiunto: «Sono cresciuta in una famiglia d’oro. Se a me una cosa non piaceva, non me la facevano mangiare per forza». E grazie a un tempo che non ha avuto fretta con lei, ancora oggi si dedica alla lettura e alla musica: «Ogni mattina leggo senza occhiali tre giornali – la Gazzetta dello Sport, Il Secolo XIX, il Venerdì – suono il pianoforte e dipingo». Più che hobby, parti essenziali della sua esistenza. Infine un messaggio ai giovani. «A loro dico: non siate severi, né cattivi. Cercate di capire com’è la vita e vogliatevi bene». Al momento di congedarsi dal pubblico, Gianna Pratesi ha ricevuto i saluti di una emozionata Laura Pausini che l’ha ringraziata «per tutto quello che ha fatto per le donne».



















































Gianna Pratesi, gelataia in Scozia
Prima di diventare simbolo della Repubblica e ospite del Festival di Sanremo 2026, Gianna è stata una gelataia. Di quelle che conoscono il valore delle cose semplici: il lavoro quotidiano, il contatto con le persone, il ritmo lento delle stagioni. Partita giovane, è cresciuta in una famiglia che le ha insegnato il rispetto, la misura e la fiducia nella vita. Una educazione che l’ha accompagnata quando, nel 1948, si è trasferita in Scozia insieme alla sorella, dove ha aperto e gestito una gelateria per vent’anni.

Il gelato si è rivelato un mestiere, sì, ma soprattutto un modo di stare al mondo. Preparare, servire, osservare le persone. Il suo è stato un lavoro concreto, che le ha insegnato la costanza e la pazienza. E che l’ha proiettata in una longevità consapevole, vissuta pienamente in ogni istante. Con gusto, lo stesso con cui ha attraversato il tempo e continua ad abitare la vita.

24 febbraio 2026 ( modifica il 24 febbraio 2026 | 23:35)