di Redazione Cook

Tra disciplina quotidiana, memoria delle origini e un presente condiviso con la famiglia, l’artista pugliese torna a Sanremo con la stessa essenzialità che ha segnato la sua carriera, senza inseguire il tempo, ma attraversandolo

Ha impiegato undici anni per tornare in gara al Festival di Sanremo. Raf, pseudonimo di Raffaele Riefoli, risalirà anche questa sera sul palco dell’Ariston con Ora e per sempre, il brano che segna la sua prima partecipazione in qualità di concorrente dal 2015, quando presentò Come una favola. Un’assenza lunga più di un decennio, interrotta oggi con una composizione dal forte valore autobiografico, scritta insieme al figlio Samuele. Il titolo, come ha avuto modo di raccontare al Corriere della Sera, riprende la formula pronunciata in spagnolo dal sacerdote che celebrò le nozze con la moglie Gabriella Labate, a Cuba, nel 1996: una promessa trasformata in musica, sospesa tra memoria e continuità.

Dalla tavola all’attività fisica
Riflessivo, riservato e poco incline al protagonismo mediatico, Raf vive una quotidianità che è il riflesso di una filosofia improntata alla misura. A tavola privilegia preparazioni essenziali, basate su materie prime fresche e lavorazioni semplici. La giornata comincia spesso con yogurt, frutta e cereali integrali; a pranzo spazio a verdure, riso o pesce, mentre la sera resta fedele a porzioni contenute, con proteine leggere e ortaggi di stagione. L’olio extravergine è il condimento principale. E ancora: non rinuncia al piacere conviviale di un calice di vino rosso, consumato con moderazione, né a sapori che richiamano le origini pugliesi. Da giovane, quando viveva lontano da casa, la madre gli spediva pacchi con friselle, salumi e conserve sott’olio: sapori della terra d’origine che rappresentavano un legame concreto con la famiglia e con l’identità. E anche oggi che passa diverso tempo in Florida specialità come le orecchiette alle cime di rapa, che cucina lui – «Solo questo, eh. Ai fornelli sono stato soppiantato da mia moglie e dai miei figli» – non mancano mai. 



















































L’approccio salutare alla tavola si accompagna a una cura costante del corpo. Movimento regolare, esercizi a bassa intensità e ritmi ordinati gli consentono di sostenere l’impegno richiesto dalla preparazione e dalla scena. A 66 anni conserva un aspetto che sfugge alle convenzioni anagrafiche, frutto di una continuità costruita nel tempo più che di interventi drastici.

Gli inizi
Dietro questa solidità, c’è una storia fatta di gavetta e determinazione. Nato a Margherita di Savoia nel 1959, Raf lascia presto la Puglia per inseguire la musica, passando per Firenze e poi per Londra. Qui affronta ogni tipo di lavoro: carica e scarica merci, lava i piatti e svolge mansioni manuali, soprattutto perché, per sua stessa ammissione, non conosce ancora bene l’inglese. «Ero fermo a “the cat is on the table” e delle ordinazioni non capivo niente». Solo in seguito trova impiego come cameriere. Sono esperienze che forgiano carattere e determinazione, che gli insegnano autonomia e resistenza. 

Il successo
In quel periodo fonda, insieme a Ghigo Renzulli, futuro Litfiba, il gruppo rock-punk Cafè Caracas, primo passo concreto nel mondo musicale, inizialmente come bassista. Il successo arriva negli anni Ottanta, quando si impone sulla scena internazionale con Self Control, classico diventato simbolo di un’epoca. Da lì, una carriera costellata di successi, tra cui Cosa resterà degli anni ’80, Ti pretendo e Infinito, canzoni che lo consacrano come una delle voci più riconoscibili del pop italiano. Autore e interprete, Raf ha attraversato generazioni mantenendo una coerenza stilistica e una forte identità musicale.

Raf e l’amore per Gabriella
Nel privato, il cantautore ha costruito una dimensione familiare solida. È sposato con Gabriella Labate, ex showgirl e oggi figura centrale della sua vita personale e professionale. E ha due figli, Bianca e Samuele, quest’ultimo coinvolto direttamente anche nel suo nuovo percorso musicale. È proprio da questo equilibrio, tra buon cibo, disciplina, memoria e affetti, che Raf torna oggi a Sanremo, riportando sul palco un tratto essenziale della sua storia.

26 febbraio 2026