Riuscire ad addormentarsi, per chi soffre di insonnia, può essere un’impresa titanica: ci si rigira costantemente fra le lenzuola senza riuscire a chiudere occhio. Così, per cercare di regolarizzare il sonno, molto spesso si ricorre agli integratori a base di melatonina.


Sigarette elettroniche, Matteo Bassetti: «Rischio malattie respiratorie, cardiovascolari e tumori». Il mix letale che aumenta i danni


Si tratta di un ormone che, come spiegano gli esperti, viene prodotto naturalmente dal nostro cervello durante le ore di buio. Non è considerato un sonnifero e non induce il sonno forzatamente, ma aiuta il corpo a ritrovare il suo ritmo. Ma l’assunzione prolungata di questa sostanza è sicura? A tal proposito ha risposto Matteo Bassetti



L’allarme 

L’infettivologo ha riportato uno studio dell’American Heart Association a New Orleans, secondo cui l’uso prolungato di integratori a base di melatonina potrebbe comportare un rischio più elevato di diagnosi di insufficienza cardiaca, ricovero ospedaliero connesso e morte per qualsiasi causa.










La ricerca ha coinvolto 130.828 adulti con diagnosi di insonnia da oltre 5 anni. «I ​​risultati sollevano preoccupazioni sulla sicurezza, ma non dimostrano che la melatonina causi insufficienza cardiaca», scrive Bassetti.

Sebbene sul mercato esistano diverse soluzioni (compresse, caramelle, spray), l’esperto avverte che l’utilizzo debba essere limitato: «La melatonina è pensata per un uso a breve termine. In genere buone abitudini del sonno (stanza buia, orari regolari, limitazione degli schermi, ecc.) possono rappresentare strategie più sicure ed efficaci a lungo termine».

I risultati dello studio 

È emerso che tra gli adulti con insonnia, quelli le cui cartelle cliniche elettroniche indicavano un uso prolungato di melatonina (12 mesi o più) avevano una probabilità quasi doppia di sviluppare insufficienza cardiaca nell’arco di cinque anni rispetto ai non utilizzatori abbinati (rispettivamente il 4,6% di coloro che prendono melatonina contro il 2,7% di coloro che non la prendono).


Inoltre, i partecipanti che assumevano melatonina avevano una probabilità quasi 3,5 volte maggiore di essere ricoverati in ospedale per insufficienza cardiaca rispetto a quelli che non la assumevano (19% contro 6,6%, rispettivamente). E avevano una probabilità quasi doppia di morire per qualsiasi causa rispetto a quelli del gruppo che non la assumeva (7,8% contro 4,3%, rispettivamente) nel corso di un periodo di cinque anni.




Ultimo aggiornamento: martedì 3 marzo 2026, 22:03





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