di
Livia Gamondi
Carie e gengiviti giocano un ruolo chiave per il benessere cardiovascolare nell’età adulta. Ecco perché la cura dei denti deve essere massima, soprattutto quando i piccoli hanno già problemi al cuore
Esiste una correlazione molto stretta tra la salute orale da piccoli e il benessere cardiovascolare in età adulta. È ormai dimostrato il legame biologico tra patologie orali infantili come carie e gengiviti possano portare a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
La conferma
Una nuova conferma arriva da uno studio dell’Università di Copenaghen, pubblicato sull’International Journal of Cardiology.
Lo studio, evidenzia che soffrire di carie e gengivite da bambini aumenta drasticamente il rischio di infarto e ictus in età adulta. Analizzando i dati di oltre 568mila persone nate tra il 1963 e il 1972, i ricercatori hanno scoperto che chi ha avuto gravi problemi dentali da piccolo presenta una probabilità molto più alta di sviluppare malattie cardiovascolari aterosclerotiche. Il legame è sorprendente: gli uomini con carie frequenti nell’infanzia hanno un rischio cardiaco superiore del 32 per cento, e nelle donne la percentuale sale addirittura al 45 per cento. Anche la gengivite gioca un ruolo chiave, aumentando il rischio di circa il 30 per cento. Secondo gli esperti, l’infiammazione cronica generata dalle patologie orali infantili agirebbe come un fattore di rischio precoce, favorendo nel tempo il restringimento dei vasi sanguigni. Prendersi cura del sorriso dei bambini non è quindi solo una questione estetica, ma un investimento vitale per la salute delle loro arterie da adulti.
Legame tra infiammazione e cuore
«L’infiammazione rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare determinante, un legame che si manifesta già nei ragazzi ma che diventa cruciale con il passaggio all’età adulta – spiega Stefano Carugo, professore ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università degli Studi di Milano -. Il meccanismo è ormai consolidato: l’infiammazione cronica alimenta la formazione e la progressione della placca aterosclerotica, il principale nemico delle nostre arterie. Tuttavia, il pericolo non si limita alla struttura dei vasi. Il cavo orale è una vera e propria porta d’ingresso per numerosi batteri come streptococco e stafilococco. Se questi entrano in circolo, magari durante un intervento che comporta sanguinamento, possono annidarsi nelle valvole cardiache e, una volta immessi nel flusso sanguigno, migrare e annidarsi non solo sulle placche, ma anche a livello delle valvole cardiache. Questo processo può innescare l’endocardite, una seria infezione del rivestimento interno del cuore (endocardio) e delle valvole cardiache. È una patologia molto seria che colpisce sia bambini che adulti». È importante che la vigilanza sia sempre molta alta senza creare ansia nei genitori. «È necessario essere chiari: se un bambino ha un soffio al cuore o una patologia valvolare nota, la profilassi antibiotica prima di un intervento dentistico è fondamentale – spiega l’esperto -. E questo vale anche per l’adulto fragile o cardiopatico. La prima domanda che il dentista o l’igienista dentale devono fare è “Lei ha problemi di cuore?”. Questo perché i batteri della bocca possono essere estremamente aggressivi ed è importante mettere in atto azioni preventive».
Le regole della prevenzione
Per chi ha già un rischio cardiovascolare da moderato in su, le linee guida sono nette: l’igiene dentale professionale va effettuata almeno due volte l’anno. Per i bambini con cardiopatie congenite o vizi valvolari, l’attenzione deve essere massima: igiene quotidiana sempre, detartrasi annuale scrupolosa e profilassi antibiotica prima degli interventi per evitare infezioni. Una volta diventati adulti, se c’è familiarità, è necessario sottoporsi a visite cardiologiche periodiche, in generale è corretto iniziare a fare prevenzione cardiovascolare dai trent’anni anche in base ad altri fattori di rischio: diagnosi di diabete o pre-diabete, sovrappeso o obesità, vita troppo sedentaria. «È sufficiente una vista con il cardiologo, un ECG e un’ecografia al cuore. È importante avere cura dei denti e della bocca, ma è necessario essere molto attenti perché la bocca può essere fonte di infezione e curare pesantemente con antibiotici un’infiammazione non è semplice» chiarisce lo specialista. E conclude: «È fondamentale riferire sempre al medico la propria storia clinica, anche quella infantile, che spesso viene dimenticata. Se c’è una storia di problemi dentali importanti o se è stato riscontrato un soffio al cuore fin da piccoli, gli esami di base non devono mancare: una visita cardiologica, un elettrocardiogramma e un ecocardiogramma rappresentano la base solida per una corretta prevenzione integrata, tra bocca e cuore».
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11 marzo 2026
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