di
Claudio Mazzone
Nuovi casi all’Ospedale Cotugno di Napoli, contagi anche a Ischia, in Irpinia e nel Salernitano. Abc rassicura: «Il virus non è presente nelle acque distribuite a Napoli»
Già a fine gennaio a Bacoli, Varcaturo e Nisida erano stati individuati mitili contaminati dal virus dell’Hav che causa l’epatite A. Secondo le indagini epidemiologiche condotte dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno sarebbe dunque partito dall’Area flegrea il contagio che sta facendo registrare nuovi casi non solo a Napoli e provincia, 14 quelli solo ieri all’ospedale Cotugno, ma anche in altre aree della Campania.
La scoperta
«Più di un mese e mezzo fa nelle zone di Bacoli, Varcaturo e Nisida —spiega Giuseppe Iovane, direttore generale dello Zooprofilattico — abbiamo riscontrato alcune aree di produzione di mitili infette dal virus dell’epatite A. Su 150 campionamenti sono stati registrati otto casi di positività al virus, sette di cozze e uno di ostriche. Da quel momento – precisa – in quelle zone gli stabilimenti che producono mitili offshore, e cioè in mare e non quelli in vasca, sono stati chiusi e non vendono più il loro prodotto. Da allora, abbiamo iniziato i controlli nei centri di depurazione e adesso stiamo continuando con le indagini sui vegetali perché questa è una patologia orofecale che può passare anche tramite frutta e verdura se non viene lavata bene. Ci stiamo organizzando – conclude Iovane – stiamo agendo per far fronte a questa emergenza».
Il fronte si amplia
L’epatite A però non si limita alla provincia di Napoli e a confermare l’allargamento dell’area interessata è il primo caso registrato ieri a Salerno. «Terremo aperti i nostri laboratori – annuncia Iovane – anche il sabato e la domenica fino ad emergenza cessata, così da poter processare i campioni che arrivano dalle Asl. Purtroppo – aggiunge il direttore – stanno arrivando anche da altre provincie della Campania e già abbiamo registrato una positività di un abitante della provincia salernitana. Ora partiranno subito anche su quel territorio i controlli dei medici veterinari dell’Asl per trovare la contaminazione. Intanto i vegetali controllati fino ad ora sono tutti negativi, ma andiamo avanti con le indagini».
Anche in Irpinia
In Irpinia il Servizio di Epidemiologia e Prevenzione della Asl locale ha registrato tre casi di epatite A, uno nel distretto di Avellino, uno in quello di Monteforte Irpino e uno in quello di Ariano, dunque in tre comunità distanti e con pochi contatti. «Nessun allarme – precisa Nicola Rossi, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Avellino – ma è bene non abbassare la guardia, serve prudenza e bisogna seguire le indicazioni dettate dalle aziende sanitarie».
A Ischia
Anche a Ischia i casi accertati sono sparsi nei sei comuni dell’isola, e tre persone contagiate sono state ricoverate in condizioni non gravi allospedale Rizzoli. «Nuove segnalazioni interessano anche il Lazio, il nord della Calabria e altre aree della penisola – fa sapere la Società italiana di Malattie infettive e tropicali – e non tutti i pazienti riferiscono il consumo di frutti di mare, suggerendo una dinamica che può includere la trasmissione interumana e il mancato rispetto delle norme igieniche». Le istituzioni locali intanto reagiscono replicando il modello del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Da Benevento ad Acerra, aumenta il numero di comuni che hanno stabilito il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi.
Acqua potabile ok
Nessuna preoccupazione desta invece l’acqua potabile, che pure era stata messa sotto la lente degli epidemiologi. «Le acque distribuite nella rete idrica cittadina – si legge in una nota dell’Abc, la società che gestisce le risorse idriche di Napoli – provengono nella loro totalità da fonti sotterranee naturalmente protette, una condizione che rende estremamente improbabile la presenza del virus dell’epatite A (Hav). I controlli analitici, effettuati con regolarità sia da Abc Napoli sia dallAsl Napoli 1 Centro, non hanno mai evidenziato la presenza di indicatori di contaminazione fecale, né nel periodo compreso da gennaio 2026 ad oggi, né negli anni precedenti. Tutti i parametri monitorati confermano una costante sicurezza microbiologica dell’acqua e la conformità agli standard di qualità, escludendo rischi di natura virologica».
L’incremento
Intanto i dati dell’Asl Napoli 1 Centro, se confrontati negli anni, mostrano un incremento dei casi di epatite A di 10 volte rispetto alla media delle segnalazioni nello stesso arco di tempo negli ultimi 10 anni e 41 volte la media nell’ultimo triennio. Li oltre 150 casi censiti da inizio anno sono un numero notevole.
Controlli del Nas
E mentre il Nas, a Napoli, ha concentrato i controlli su ristoranti, pescherie e mercatini cosiddetti «anonimi», quelli dove gli ortaggi non hanno tracciabilità, per cercare prodotti contaminati; i medici di base indicano come unico vero rimedio il vaccino. «Come medici di famiglia – dice Luigi Sparano, segretario Fimmg Napoli – stiamo già richiedendo un adeguato approvvigionamento di vaccini, con l’obiettivo di proteggere in modo prioritario le fasce più fragili della popolazione». La preoccupazione dei medici di famiglia infatti è di ottenere un numero di dosi di vaccino contro l’epatite A per poterlo somministrare ai soggetti più fragili, quelli che in caso di esposizione al virus rischierebbero di più.
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20 marzo 2026 ( modifica il 21 marzo 2026 | 07:49)
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